Il coronavirus si è travestito da bufala

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Con la stessa tempestività con la quale le autorità cinesi hanno imposto il silenzio totale ai media sulla questione del coronavirus, sono partite in tutto il mondo, soprattutto sui social, centinaia di FAKE NEWS.
 
Dobbiamo imparare a capire che le “BUFALE” sono nate proprio per screditare agli occhi dell’opinione pubblica certe notizie vere troppo scomode per le istituzioni.
 
Così la verità che sfugge dalle strette maglie dei controlli e delle censure di stato, finisce poi per essere sepolta dalla melma di sciocchezze creative messe in giro per raggirare i Popoli e gli stessi media.
 
In questo modo la gente non crede più a nulla e magari ritiene del tutto inventata proprio la notizia vera; il potere neutralizza così tutto ciò che ritiene pericoloso se divulgato alla popolazione.
 
Nel caso del coronavirus le fake sono partite a raffica dopo la divulgazione della notizia che il virus sia stato creato al National Biosafety Laboratory di Wuhan (elaborando il virus della Sars) probabilmente per essere usato in futuro nel campo militare (guerre chimiche e batteriologiche) ma che successivamente è sfuggito ai controlli del laboratorio.
 
La notizia è sfuggita come il virus ai controlli delle autorità cinesi e così è stato dato il via alle solite fake “coprenti”; in questo caso: contagio da pipistrello, da topo, da serpente, poi è spuntato pure il pangolino ecc. ecc. seminando in tutto il mondo il dubbio che quella strana notizia iniziale fosse in realtà una bufala.
 
Vi prego di perdonare la mia caparbietà in merito, ma io credo più alla bufala che non alla realtà ufficiale.
Sergio Figuccia

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