Walter, Cinzia e Franco Sereni si incontrarono per la prima volta già il giorno dopo della notifica, da parte di Rossetti, delle variazioni apportate dal CdA di YouGlobe al programma “Il Mistero della Chimera”.
Si strinsero per la prima volta la mano, e fu una stretta di sincera amicizia, nello studio televisivo appositamente realizzato per la trasmissione; ovviamente la riunione ebbe luogo a “porte chiuse”, oltre ai tre presentatori ufficiali ero presente solo io in qualità di regista.
D’altra parte era un incontro con finalità organizzative interne e i tre lettori dei TG erano anche autori del programma, non era necessaria la presenza di nessun altro elemento che potesse annullare l’estrema segretezza delle notizie che costituiva la regola principale de “Il Mistero della Chimera”. E prima di ogni puntata del programma i relativi contenuti erano proprio un mistero per tutti, tranne per noi quattro.
Ruppe il ghiaccio Cinzia, salutando Sereni con un sincero e amichevole sorriso.
-Ciao Franco, finalmente ci possiamo incontrare a otto occhi…prima di oggi ci lanciavamo solo frecciate acide tramite i giornali.
-Hai ragione! Forse sono risultato un po’ aggressivo nella conferenza stampa, ma vi giuro che non era assolutamente nelle mie intenzioni scalzarvi dal programma, so benissimo che è una vostra “creatura” e non voglio scipparvela come qualcuno ha fatto a Magnusson portandogli via il figlio.
-Sinceramente devo confessarti che non ci aspettavamo questa tua correttezza professionale – aggiunse Walter.
-Non tutti sono ciò che sembrano, le apparenze ingannano, ecc. ecc., potrei sciorinarti una decina di proverbi sullo stesso tono … ma la realtà è che mi credevate uno stronzo…è vero o no?
Risero tutti piacevolmente dopo l’ammissione di Walter di aver mal interpretato le intenzioni di Franco; dopo si misero subito al lavoro scartabellando fra le carte, gli appunti e i documenti dello scienziato svedese.
Franco giocò il suo jolly.
-Prevedendo di poter entrare nel programma in vostro aiuto ho avviato già da una decina di giorni le indagini per conto del TG black e i miei collaboratori sono riusciti a scovare una cosa che farà ulteriore scalpore.
-Cioè? – disse Cinzia incuriosita
-Ebbene! Le probabili vittime della Chimera sono tre … non due.
Walter ebbe uno scatto di rabbia.
-Ma porco cane! Nel solo giro di un giorno i morti sono passati da uno a tre?
-Non esattamente. I ragazzi hanno cercato anche fuori dalla Svezia i componenti dello staff di Magnusson, ed hanno scoperto che uno di loro è deceduto in circostanze misteriose qualche mese fa a Tel Aviv.
-Quindi si tratta di Samuel Avrahm, il medico pre-natale israeliano?
-Esattamente! Considerando i tempi, sembrerebbe che sia lui la prima vittima della Chimera, Magnusson è stato ucciso qualche giorno dopo.
-Quindi Richard se ne andrebbe in giro con quel fisico da mostro preistorico dal Medio Oriente fino alla Svezia per ammazzare tutti coloro che l’hanno fatto nascere?….ci credo poco! – Sbottò Walter allargando le braccia e sbattendole subito dopo sui braccioli della poltroncina. – A proposito! Ma come avete collegato la morte di Avrahm con la Chimera.
-Stesso movente, stesso modus operandi…per quanto con qualche distinguo.
-Che sarebbe?
-Samuel Avrahm è stato trovato morto a casa sua, come le altre due vittime, privo della parte addominale e delle viscere, come le altre due vittime; l’unica differenza sta nella tipologia del morso….è unico nei casi di Magnusson e della Serrano, sembrerebbero invece multipli e più piccoli sul corpo di Avrahm.
Sostanzialmente però appare effetto della stessa mano…pardon delle stesse fauci.
Cinzia intervenne seminando dubbi.
-Ma se hai detto che i morsi sono più piccoli?
Sereni sembrò tentennare.
-Sssì…è vero…. Però la Polizia israeliana parla di un animale con denti molto acuminati ed una ferocia pari solo a quella di un predatore carnivoro di grande taglia. Sono comunque ancora in corso accertamenti al riguardo.
-Io so - disse Walter – che le polizie scientifiche di qualsiasi nazione, e figuriamoci gli israeliani, sono in possesso di strumenti che permettono di risalire alla esatta natura del killer.
-Certo! Studiando il DNA, sempre che sia presente, la tipologia della dentatura ecc. ecc. Ma tu hai dichiarato nel tuo programma che gli svedesi hanno già confermato che si è trattato senza alcun dubbio del morso di un velociraptor.
-Sì, ma nel solo caso di Magnusson, e con una inspiegabile totale assenza di DNA di qualsivoglia natura ….un mistero nel mistero. Non so nulla invece della Serrano, perché sembra che l’omicidio sia avvenuto poco prima della mia partenza da Stoccolma, ma il cadavere è stato trovato carbonizzato, quindi non troveranno neanche le tracce lasciate sul corpo per risalire alla dentatura e figuriamoci al DNA.
-Io, purtroppo, ho una certa esperienza in fatti di cronaca nera, un assassino seriale, per quanto segua sempre una sua precisa linea di condotta, il “modus operandi” appunto, può anche essere costretto a delle varianti per la grande diversità delle situazioni cui va incontro in ogni delitto. Le probabilità che si tratti dello stesso killer sono altissime.
-Ma stiamo parlando di un animale….di una belva!
-Non dimenticare, Walter, che ha in corpo principalmente i geni di un uomo.
-Sempre che sia Richard la causa di tutto questo! Potremmo parlare di due esseri diversi.
-Sssì……potremmo…..ma obiettivamente è poco probabile.
-Già!....E’ poco probabile!
Walter si inchinò alla lucida analisi di Franco Sereni, riconoscendo nel suo inconscio, la maggiore esperienza del collega in eventi di quel tipo, lui da queste cose era lontano “mille miglia”.
Da quell’incontro iniziò una costante e genuina collaborazione fra Walter e Cinzia da una parte e Franco Sereni con la sua equipe dall’altra.
Il programma spesso veniva presentato, come prima, dalla coppia Mastrelli-Forestieri, ma Franco Sereni subentrava in tutti i collegamenti esterni, nei reportage dall’estero e talvolta si trovava in studio come esperto e consulente criminologo.
Il tutto fece sollevare ancora di più gli indici di ascolto del programma; la somma algebrica dei fan di Mastrelli e della Forestieri con quelli di Franco Sereni, non poteva di certo condurre ad un risultato diverso….e io, dalla mia cabina di regia, raccoglievo con i miei collaboratori record su record.
Da un lato ci vergognavamo un po’ per la sensazione che avevamo di speculare su quelle tre povere vittime e sulla disgraziata vita della Chimera, anche in seguito a quella reazione che Mastrelli aveva avuto nella dannata serata della divulgazione della notizia sulla morte di Magnusson, ma da un altro punto di vista non potevamo fare a meno di gioire per la grande considerazione che avevamo guadagnato, sia all’interno della nostra azienda, sia fra il pubblico che ci seguiva assiduamente.
Al di là delle disgrazie e delle tragedie altrui per noi della “sala regia” della testata giornalisti TG white il 2012 è stato un anno bellissimo, ricco di successi, di gloria e di denaro che arrivava a vagonate ad ogni superamento di record di ascolto, nonostante la recessione iniziata in Italia ed in Europa già alla fine del 2011 e durata fino all’estate successiva.
Intanto nel mondo l’ordinamento strutturale dell’umanità intera cambiava giorno per giorno, configurandosi sempre più come unica comunità globale.
Le scaramucce finanziarie, iniziate in Europa nel 2010, giunsero all’apice fra il dicembre 2011 e il mese di marzo 2012, con quella che fu denominata: “terza guerra mondiale”, uno strano conflitto di ultima generazione combattuto con l’arma della speculazione economica al posto dei carri armati e delle bombe tradizionali.
Dopo una prima prova generale effettuata nel 2008 con i titoli tossici americani, la guerra esplose in tutta la sua potenza in Europa, a colpi di rating, di spread, di rischi di default per intere nazioni, di chiusure in negativo delle borse ecc. ecc., tutti strumenti prima improponibili per combattere una disputa fra potenze mondiali, ma oggi perfetti per disturbare artificiosamente tutti i mercati della terra e destabilizzare i governi della nazioni da conquistare, principalmente quelle occidentali.
L’obiettivo di questo conflitto, e degli occulti signori della guerra che hanno tramato per realizzarla e vincerla, è stato quello di globalizzare l’intero pianeta, traguardo raggiunto nell’autunno 2012 con l’unificazione delle cinque maggiori valute mondiali (sterlina, dollaro, euro, yen e yuan) nella nuova valuta planetaria “star”, graficamente considerata il simbolo comune per culture tante diverse fra loro.
L’intesa sulla moneta unica mondiale sarà definitivamente concretizzata nel 2015, ma la ratifica dell’autunno di quest’anno costituisce il passo fondamentale del cambiamento che porterà alla totale eliminazione delle speculazioni finanziarie internazionali, che tanto hanno pesato nella nostra vita di questi ultimi anni.
Dal punto di vista politico, dopo le guerre di liberazione dai regimi dittatoriali degli Stati del nord-Africa e successivamente nel centro-Africa, da parte di tutte le nazioni della terra è stato sottoscritto, proprio oggi 21 dicembre 2012, l’Accordo di Praga, con il quale è stato creato un unico governo mondiale di tipo federale sulle tracce dell’ex-O.N.U., che da oggi avrà dunque carattere di autorità politica e di comando su tutti gli Stati aderenti e sulle relative amministrazioni politiche locali, ridotte a mere direzioni decentrate del potere costituito.
Si è quindi realizzato alla fine di questo 2012 quel famoso “Nuovo Ordine Mondiale” del quale avevano parlato, anticipando i tempi, John Fitzgerald Kennedy, suo fratello Robert, Henry Kissinger, fino ad arrivare a George W. Bush e ultimamente anche Barack Obama.
Si suppone e si auspica che questi cambiamenti debbano condurre ad un lungo periodo di stabilità mondiale, così come profetizzato dal popolo Maja, e per ben 400 anni consecutivi, proprio per la fine del 2012, al termine della quinta era del proprio calendario.
Oggi, 21 dicembre 2012, vi sto raccontando la storia di Walter e della Chimera proprio perché sono perfettamente conscio che le due profezie: quella dei Maya e quella di Nostradamus sull’uomo-bestia, si sono di fatto concretizzate al termine di questo fantastico anno. Una concomitanza di eventi iniziati nel lontano passato e conclusi in contemporanea in questo dicembre, pochi giorni prima della festività del Natale cristiano che quest’anno assumerà quindi una valenza del tutto particolare.
All’aeroporto Walter trovò, a sorpresa, oltre Cinzia anche i suoi genitori.
Non li vedeva da qualche settimana, anche se il contatto telefonico era sempre costante, almeno una volta al giorno.
Il signor Giorgio Mastrelli era da qualche anno in pensione, ma lasciare il posto in banca per lui non era stato particolarmente traumatico, come per altri suoi colleghi.
Continuava a prestare consulenza finanziaria in uno studio privato del quale era socio fondatore, ma aveva finalmente anche il tempo per seguire gli interessi di famiglia, legati ai suoi fondi di investimento e all’amministrazione di un alcuni immobili in locazione, certamente in maniera più approfondita di quando era costretto a stare otto ore al giorno sulla sua scrivania di funzionario nell’azienda di credito dove aveva prestato servizio per quasi quarant’anni.
Sua madre Adele Zarzi, ex professoressa di scienze, si occupava invece delle faccende domestiche di routine ma anche della gestione della villa di famiglia con darsena sul lago di Como, dove in estate andavano a villeggiare anche Walter e Cinzia.
Insomma, Walter da buon figlio unico di famiglia benestante se la sarebbe passata molto bene anche senza il suo ottimo lavoro all’interno di YouGlobe.
-Come mai questa sorpresa? – chiese abbracciando entrambi i suoi genitori dopo aver baciato Cinzia.
-Avevamo desiderio di vederti in carne ed ossa e non dietro uno schermo televisivo – esordì suo padre.
-Dovresti conciliare le tue esigenze lavorative con il bisogno di abbracciarti che hanno i tuoi vecchi – incalzò la madre.
-Porca miseria! Ma sempre di vecchiaia parlate?....Ma se sembrate due teen-ager scappati da scuola!!
-Menzogna, figlio mio! Generosa e affettuosa menzogna…ma sempre di bugia si tratta.
-No, non è vero papà…vi trovo realmente in splendida forma.
Presero tutti insieme il primo taxi e partirono verso “quel ramo del lago di Como” dove già si era già trasferita la famiglia Mastrelli per trascorrere l’estate.
In auto, inevitabilmente, il discorso cadde sulla incessante caccia alla chimera intrapresa da Walter e Cinzia.
Fu papà Mastrelli che prese subito l'argomento.
- Raccontaci cosa hai scoperto di nuovo durante questa tua trasferta.
- Mah! Ti confesso che sono un po' scoraggiato; sono tutti molto disponibili, ma in pratica nessuno mi ha detto qualcosa di veramente interessante. Sono sempre allo stesso punto, tra l'altro ora c'è pure il morto e le cose si complicano.
Walter uscì dalla tasca la foto della scena del delitto e la porse a Cinzia.
- Guarda che orrore la foto del cadavere di Magnusson, mai visto nulla di simile...gli manca in pratica tutta la zona viscerale.
- Ma è strano ….- notò Cinzia
- Cosa?
- Per quanto siano presenti molte macchie ematiche…mi sembra … umhhh!!
- Che c’è Cinzia!....Mi sembri il Tenente Colombo…cosa vuoi dirmi?
- Penso che sul luogo di un omicidio così cruento debba esserci molto più sangue, gli spruzzi dovrebbero essere ovunque, e invece sono solo in prossimità del cadavere….poi mancano le parti della zona addominale…sono state asportate dall’assassino?
- Porca miseria, Cinzia! Seguire C.S.I in televisione ti ha indottrinato! Sì, qualcosa in merito la scientifica svedese me l’aveva già segnalata, non pensavo che tu potessi giungere alle stesse conclusioni solo alla prima osservazione di una foto anche poco dettagliata ….complimenti!!
- Il cervello funziona indipendentemente dalla quantità di dati immagazzinati, ma una maggiore conoscenza aiuta di certo a riflettere meglio.
- Manco tre giorni … e scopro di convivere con Piero Angela.
In auto risero tutti di cuore, compreso il tassista anche se cercò di non farsi notare.
-Dai!! Finiscila di scherzare, qui c’è proprio qualcosa di strano.
-Ne sono convinto anche io, c’è pure la posizione che non mi convince…uno che si trova di fronte ad un bestione preistorico dovrebbe cercare di scappare, o se il bestione lo colpisce nel sonno dovrebbe rimanere sul posto, morendo in pratica sul colpo…e invece il cadavere viene trovato di traverso, perpendicolare alla normale postura sul letto….mah!! Non mi convince proprio.
Intervenne il signor Mastrelli.
-E il secondo delitto è ancora più strano…..
-Quale secondo delitto?? – reagì Walter saltando letteralmente sul sedile dell’auto.
-Ah, già…tu eri in volo quando hanno dato la notizia.
-Ma quale notizia, cosa mi sono perso?
Cinzia prese per il braccio Walter nel tentativo di rasserenarlo e di stemperare la tensione che improvvisamente era esplosa all’interno del taxi.
-Mentre tu tornavi da Firenze la Polizia svedese ha comunicato che è stata trovata uccisa anche Ester Serrano. L’hanno trovata nel giardino di casa sua, pare morsa come Magnusson, ma in più il corpo è stato bruciato. La Scientifica è risalita all’identità del cadavere solo grazie ad una protesi dentaria ed al suo bastone di metallo, uniche cose rimaste integre nel rogo che ha carbonizzato completamente il cadavere. La zona addominale, anche se distrutta dalle fiamme sembrerebbe alterata da un unico grande morso.
-Ancora la chimera!!
-Già! Sembra proprio così.
Il papà di Walter approfittò dell’ultima frase di Cinzia per iniziare quella discussione che evidentemente tentava di instaurare da tempo e che costituiva il vero motivo della presenza in aeroporto sua e della moglie accanto a Cinzia.
- Io e mamma volevamo dirti qualcosa in proposito. Ci siamo resi conto che la questione sta diventando ogni giorno sempre più pericolosa. Da quando hai dato in pasto alla stampa ed al mondo intero la tua ipotesi sul collegamento della vicenda con la profezia di Nostradamus la situazione sembra precipitare in un baratro di violenza.
Non voglio di certo attribuirti colpe che non hai, ma sta di fatto che da quando ti occupi così approfonditamente della storia la Chimera sembra aver preso la decisione di attaccare tutti i componenti dell’originale staff dello scienziato svedese.
-Visto che parliamo di Svezia da quello che dici sembra che io abbia scatenato il Kraken, il mostro marino della mitologia scandinava.
-No, non voglio dire questo…ma non puoi negare che il risveglio della Chimera coincide pericolosamente con l’enorme interesse televisivo “scatenato” da te…adoperiamo pure il tuo termine.
L’autista del taxi guidava con la testa proiettata all’indietro per seguire meglio la discussione.
Come tanti altri diversi milioni di persone nel mondo era un appassionato della vicenda e non gli sembrava vero poter attingere notizie fresche in anteprima assoluta, e proprio direttamente dalle star televisive protagoniste dello show mediatico, presenti in carne ed ossa nella sua auto.
A quel punto intervenne la signora Adele.
- Devi capire che papà ed io siamo molto preoccupati per te e Cinzia, siete sottoposti al rischio di una ritorsione della Chimera.
- Ma che c’entriamo noi con la Chimera? Che possa odiare chi l’ha messo al mondo è concepibile, ma perché prendersela anche con me e Cinzia?
- Pensaci un poco. – riprese Giorgio Mastrelli – siete stati voi a destare l’attenzione su di lui, a risvegliarlo dal suo lungo sonno e ad aprire la caccia contro quest’essere che se ne stava nascosto nel suo mondo, senza disturbare nessuno.
Walter iniziò ad innervosirsi e alzò il tono della voce.
-Intanto la caccia alla Chimera, come la chiami tu, è stata aperta per salvargli la vita in seguito all’appello di suo padre, e poi per me e Cinzia questo è lavoro…il nostro lavoro. Il programma che abbiamo realizzato è frutto della nostra attività professionale. Il nostro mestiere è quello di diffondere le notizie, di aprire dibattiti, di informare la gente…se no saremmo entrati in banca pure noi, come hai fatto tu.
-Ma perché devi offendere papà? – incalzò la mamma di Walter, ottenendo però una strana risposta da suo marito.
-E perché dovrei offendermi? Il fatto di essere entrato in banca non è un certo un demerito, anche questo è un mestiere …proprio come quello di giornalista. Se nel corso degli anni le banche sono diventate quello che sono la colpa è di alcuni banchieri, della loro incapacità e della loro tendenza a truffare che oggi ci fa sembrare tanti avvoltoi….ma prima non era così.
-Certo! – commentò Cinzia – ogni lavoro ha la sua dignità, tutto sta nel mondo in cui si affronta la propria professione. Noi lo facciamo con entusiasmo e impegno, proprio come ha fatto lei per tanti anni, signor Mastrelli, non è voglia di protagonismo come potrebbe apparire mettendoci sullo stesso piano di tanti nostri colleghi affamati di gloria mediatica.
-Ma tu cosa vorresti papà? Che lasciassimo tutto, proprio in questo momento!
-No di certo, ormai siete troppo coinvolti, ma potreste mollare un po’ di responsabilità ad altri vostri colleghi di YouGlobe….per esempio a Franco Sereni, ho sentito la sua conferenza stampa, ora vorrebbe condurre lui il vostro programma proprio in seguito agli omicidi di questa vicenda che hanno stravolto le competenze all’interno della vostra compagnia televisiva.
-Ora ti ci metti pure tu con questa storia di Franco Sereni! Ci incontreremo proprio domani con il direttore dell’emittente…sapremo così cosa ha deciso in proposito e ci comporteremo di conseguenza. Forse la tua richiesta sarà esaudita per superiori volontà, ma per noi sarà una sconfitta, questo lo capisci, vero?
-Per il bene che ti vogliamo io e mamma non possiamo di certo augurarci che le cose vadano male nel tuo lavoro, i tuoi successi sono anche i nostri, ma in questa storia predominano le nostre paure e preferiremmo che tu e Cinzia foste meno esposti.
Il tassista molto lentamente riportò la testa nella originale posizione, abbandonando la discussione dei suoi clienti. Aveva già sentito abbastanza, e non poteva nascondere una forte delusione nell’aver sentito, direttamente dagli interessati, che i suoi idoli televisivi sarebbero probabilmente usciti dal palcoscenico mediatico.
Il giorno dopo per Walter e Cinzia fu un’altra giornata indigesta.
Al loro arrivo a YouGlobe trovarono ad attenderli il solerte Pippo Bretoli, il proto della testata TG white, che corse subito verso di loro non appena li intravide all’ingresso dello studio televisivo.
- Ragazzi! Credo ci siano novità per voi. Vi vuole parlare il direttore Rossetti, mi ha dato incarico di portarvi subito da lui non appena arrivati…mi dispiace, mi sa che in previsione non c’è nulla di buono per questo colloquio.
- Non ti preoccupare – rispose a tono Walter – i miei nonni sono siciliani, e li si dice in questi casi: “chiu scuru ri mienzannuotti un pò fari” (n.d.a.: “più buio di mezzanotte non può fare”).
-E cosa vorrebbe dire?
-Che siamo già nel momento di massima oscurità, da questo momento in poi la situazione può solo migliorare.
-Mi sembra di capire che le cose già non vi vanno troppo bene.
-Appunto!!
Walter diede l’ultima risposta prendendo per il braccio Cinzia per condurla verso la stanza di Rossetti; la mossa rivelò con chiarezza il forte nervosismo di Mastrelli.
La sua compagna si sforzò di limitare la propria resistenza a quella costrizione nel tentativo di limitare e contenere quello straripamento di ira.
- Ma perché tanta fretta? Lascialo aspettare il “signor direttore”. Qualsiasi comunicazione debba darci non può di certo ignorare la nostra dignità.
- Hai ragione, scusami – rispose Walter rallentando l’andatura e lasciando scivolare la sua mano sul braccio di Cinzia, dopo aver mollato la presa – abbiamo tutto il tempo per andarlo a trovare, in fondo siamo arrivati ora.
Andarono a prendere un caffè al bar aziendale, Cinzia fumò la sua immancabile sigaretta mattutina, Walter diede un’occhiata al Corriere della Sera, poi tornarono allo studio di registrazione del TG, lasciando sbigottito Pippo Bretoli che, relativamente all’incontro con la direzione, aveva consigliato invece la massima solerzia.
Infine, con comodo e notevolmente alleggeriti da stress ed ansia, tornarono sui loro passi iniziali e si diressero verso la stanza di Rossetti.
Il direttore non fece alcun cenno sul loro ritardo, anzi la sua espressione contrita diede a Walter e Cinzia un segnale di senso diametralmente opposto alla idea che si erano fatti sulle caratteristiche formali di quell’approccio.
Andò loro incontro non appena entrati nella sua stanza, e facendoli sedere sulle due poltroncine dinanzi la sua scrivania, si accomodò su una terza scomoda sedia dattilo che aveva tirato verso di sé dal fondo della stanza.
In pratica si accomodarono tutti insieme oltre la scrivania dirigenziale, concedendo al colloquio caratteristiche di informalità e grande confidenza.
Walter pensò: “ma guarda questo figlio di sua madre come mi sta servendo la cicuta”
-Ragazzi perdonatemi. So che sto interrompendo il vostro lavoro, ma ho necessità di comunicarvi una decisione del Consiglio di Amministrazione di YouGlobe che purtroppo vi riguarda direttamente. Sarete già al corrente della richiesta avanzata dal vostro collega Franco Sereni, vero?
-Certamente – sbofonchiò Walter a denti stretti.
-Purtroppo le regole gli danno pienamente ragione. L’omicidio iniziale di Magnusson e quello recentissimo di Ester Serrano fanno passare le competenze dell’evento alla testata “TG black”, sia per quanto riguarda il trattamento, sia per i relativi approfondimenti giornalistici .
-Ok, ce l’aspettavamo. – Walter si alzò dalla sedia ed allungò la mano per salutare Rossetti – Gli porga i nostri auguri per la sua nuova trasmissione…e..
-No, no!! Walter, non è stato deciso il passaggio in toto del programma da una testata all’altra…..io non avrei mai accettato una simile porcheria.
Walter, un po’ sorpreso, tornò a sedersi accogliendo un esplicito gesto al riguardo inoltratogli con la mano dal direttore che era rimasto seduto.
-Il progetto del “Mistero della Chimera” è tutto nostro…anzi vostro, per dirla tutta. Privarci di un “gioiellino” che tira tanta audience sarebbe stata una vera follia da parte del TG white.
Il Consiglio di Amministrazione ha stabilito, in base ad una mia specifica proposta ma, devo riconoscere con il pieno consenso di Franco Sereni e del TG black, che presenterete tutti e tre il programma, che le pertinenze investigative passeranno all’altra testata che metterà a disposizione tutto il suo personale specializzato, e che la titolarità delle trasmissioni sarà condivisa fra le due testate.
-Ma così cambierà ben poco, specialmente per noi due – osservò Cinzia.
-Appunto! Mi dispiace che dovrete condividere l’attività con Franco Sereni, ma tutto sommato è una persona preparata, e soprattutto lavora con uno staff di grande esperienza nel settore delle inchieste. D’altra parte, con tutti i fatti di cronaca nera con cui hanno a che fare ogni giorno ‘sti ragazzi e con tutta la concorrenza delle altre reti, se non avessero capacità investigative potrebbero chiudere.
Il commiato di Walter e Cinzia da Rossetti fu tutto in chiave di cordialità, esattamente all’opposto dell’approccio iniziale. Non avevano previsto, neppure lontanamente, che i vertici di YouGlobe potessero intervenire in modo tanto magnanimo e salomonico nei loro confronti; anche la disponibilità di Sereni di collaborare, rinunciando a sostituirsi ai conduttori precedenti, li aveva colti di sorpresa.
Non tutto il male viene per nuocere. Avrebbero avuto il sostegno di un ulteriore conduttore e di una equipe di investigatori specializzati, alcuni provenienti dalla RAI, ex-collaboratori del format “Chi l’ha visto”, mentre la mia regia veniva confermata anche con il nuovo intervento in partner-ship della testata TG black.
Come aveva detto a Cinzia, Mastrelli partì lo stesso pomeriggio per Firenze per andare a trovare lo zoologo Ferdinando Mussi.
Il giorno successivo non risultò difficile a Walter rintracciare lo studioso italiano dello staff di Magnusson, in quanto, nonostante la sua avanzata età prossima agli ottanta anni, continuava a lavorare presso il Museo di Storia Naturale di Firenze, e più precisamente nella Sezione di Geologia e Paleontologia.
Walter lo andò a trovare proprio sul posto di lavoro, riteneva che fra italiani si sarebbero capiti meglio, e in effetti risultò così.
Nonostante i suoi 77 anni suonati era ancora un uomo piuttosto giovanile, pochi capelli grigi, un diabolico pizzetto bianco ed uno sguardo profondo ed ipnotico, quasi imbarazzante, incorniciato da due sopracciglia cenerine che agli estremi si incurvavano verso l’alto, come sagome di ali di uccelli in volo.
Dopo i preamboli di consuetudine, Walter gli chiese subito, senza mezzi termini:
-Ho saputo che lei, al tempo della nascita del figlio di Magnusson, era certo che i geni innescati nel clone dello scienziato fossero stati prelevati da un esemplare di velociraptor. Aveva avuto al riguardo una specifica confidenza dal suo capo-team?
-Assolutamente no! Magnusson era abbottonatissimo in merito. Condivideva questo segreto solo con Polasacra, anche se tra i due non correva proprio buon sangue. Io però sapevo che qualche anno prima si era incontrato con alcuni paleontologi di sua conoscenza che avevano scoperto dalle parti di Kilpisjärvi un esemplare magnificamente conservato dai ghiacci.
Quel ritrovamento era risultato già straordinario perché il fossile era stato ritrovato molto più a nord di quanto si potesse prevedere. Alcuni precedenti ritrovamenti in Mongolia avevano accertato che questo sauro del Cretaceo avesse il suo habitat molto più a sud. Probabilmente prima della sua estinzione, in seguito a qualche cataclisma naturale, poteva essere migrato in Finlandia e poi in Svezia attraverso la Russia. L’altra straordinarietà del ritrovamento stava nelle ottime condizioni di conservazione.
Colleghi che lo conoscevano più a fondo e che frequentavano saltuariamente il nostro gruppo di lavoro, mi avevano riferito che Magnusson era tornato notevolmente cambiato da quell’incontro con i paleontologi. Era più deciso ad andare avanti nell’esperimento, contrariamente alle sue tante indecisioni precedenti, aveva un atteggiamento più propositivo nei confronti dell’intero team…era insomma in un certo senso proprio un altro uomo.
-Quindi la sua deduzione è collegata essenzialmente a quella scoperta del fossile ed al conseguente interessamento da parte di Magnusson.
-Non solamente. Il dottor Samuel, come lo chiamavamo tutti noi del gruppo, aveva preso la decisione di portare a termine quell’esperimento perché voleva che le generazioni future dell’uomo potessero essere più forti e preparate ad affrontare le ostilità sociali che negli anni ’60 sembravano prospettarsi nel futuro dell’intera umanità.
Secondo lui la collettività era diventata arida e malvagia e l’egoismo faceva da padrone assoluto, inoltre le rivolte studentesche, i movimenti di massa, e il vacillare di molti governi e sistemi politici, si mostravano proprio come l’inizio della “fine”; occorreva quindi essere preparati psicologicamente e fisicamente ad affrontare tutte le avversità possibili.
Lei forse non era ancora nato, signor Mastrelli, ma nel 1968 non si viveva di certo nella serenità.
-Perché oggi invece!! Abbiamo ancora in corso la “terza guerra mondiale”, combattuta a colpi di oscure speculazioni globali alle “Borse” ed alle valute di tutto il pianeta, le rivoluzioni politiche in tutto il continente africano, l’instabilità finanziaria dell’America che sta destabilizzando gli equilibri economici nel mondo, i cambiamenti climatici con i cataclismi connessi….e lei pensa ancora che nel 1968 era peggio di così?
-Ma non sono io a pensarlo, era Magnusson, e in quel periodo storico; d’altra parte non aveva certo la palla di vetro e non poteva immaginare cosa avrebbe subito l’umanità nei successivi quarant’anni. Sta di fatto che si era convinto, e lei mi ha confermato proprio ora che non si era sbagliato, che la società stava andando incontro, fin da allora, a grandi difficoltà a livello globale e che per non soccombere occorreva maggiore forza e grandi capacità fisiche ed intellettive.
Mussi si immalinconì improvvisamente, inclinando la testa verso il basso. Era stato il primo momento in cui i suoi occhi magnetici avevano allentato il contatto con quelli di Walter che ebbe la strana sensazione che lo studioso avesse vissuto in prima persona qualche esperienza traumatica durante gli oltre quarant’anni trascorsi dal 1968.
Poi però riprese con rinnovato vigore il suo racconto rialzando la testa e fulminando nuovamente Walter col suo sguardo rapace.
- Per Magnusson solo individui sufficientemente preparati e geneticamente forti avrebbero potuto affrontare quella giungla spietata; i più deboli erano destinati inevitabilmente a soccombere.
Secondo me aveva riscontrato nel velociraptor le caratteristiche più idonee per rafforzare la razza umana. La sua stazza fisica non era molto diversa da quella di un uomo, contrariamente a quella di tanti altri enormi dinosauri, le sue doti di intelligenza ed astuzia lo rendevano più abile nella caccia e nell’adattamento all’ambiente esterno, la sua velocità nella corsa era paragonabile a quella dell’odierno ghepardo, che oggi detiene nell’intero regno animale la capacità di raggiungere la velocità maggiore…forse era solo una mia fissazione, ma sono ancora fermamente convinto che Magnusson inserì parte del DNA di quel velociraptor nel materiale genetico di suo figlio, e in pratica di se stesso, visto che si trattò di una clonazione.
-Nessuna prova scientifica, comunque.
-Certo, solo il mio istinto, ma alquanto supportato dai fatti.
-Cosa mi sa dire sulla sparizione della chimera, dietro può esserci stato l’interesse di qualcuno? E poi, il bambino aveva qualche segno particolare? Che so?!…qualche alterazione fisica che avrebbe potuto mettere in risalto la sua vera natura biologica animalesca.
-Uahu! Signor Mastrelli, ma quante domande in un sol colpo! Questa storia le sta proprio a cuore!
-Non è che mi stia particolarmente a cuore, mi ha coinvolto nel mio lavoro e cerco di venirne a capo.
-Allora, andiamo per gradi. Il bambino esternamente era perfettamente normale, non aveva alcuna alterazione né deformità; d’altra parte non poteva essere che così, considerati tutti i controlli effettuati dagli specialisti pre e neo natali di caratura mondiale che lavoravano nel nostro staff.
Tanto per capirci, da quando sono stati introdotti in agricoltura gli O.G.M. - Organismi Geneticamente Modificati - lei ha mai visto una patata con i tentacoli di una medusa, o un cocomero che se ne va in giro da solo sulle sue zampette di granchio?
- Certamente no! - Rispose Walter sinceramente divertito da quegli esempi.
- Appunto! Nella transgenesi l’inserimento nel patrimonio genetico dei prodotti agricoli di geni animali non implica di certo una trasformazione tanto radicale. Possono aumentare leggermente le dimensioni, migliorare le qualità organolettiche e la resistenza agli attacchi dei parassiti, ma tutto qui! Non vedremo mai una scimmia verde con foglie al posto dei peli.
Lo stesso vale per la nostra chimera, che secondo gli studi di Magnusson avrebbe usufruito delle migliori caratteristiche di ogni sua singola componente, per quanto gli esempi che le ho fatto su impossibili OGM non potessero in alcun modo essere di ausilio per lui, per il semplice motivo che i primi organismi modificati geneticamente furono creati solo quattro anni dopo, nel 1972, da Stanley Cohen e Herbert Boyer.
-Ma se l’enorme morso che ha ucciso lo scienziato fosse attribuibile proprio alla chimera qualcosa di strano dovrebbe pur avere quell’uomo, anche esteticamente. Mandibola, denti, cavità orale…tutto dovrebbe essere proporzionato agli effetti del suo attacco e lei che è zoologo dovrebbe darmene atto.
Mussi puntò lo sguardo negli occhi di Walter quasi a volerne sfidare le capacità intellettive.
-Intanto sono un biologo, il titolo di zoologo accademicamente non esiste; si tratta solo di una sorta di specializzazione derivata da approfondimenti in una certa branca degli studi. Ma questo non può di certo condurmi a negare ciò che lei ha rilevato correttamente.
La forma fisica stabile della chimera è certamente quella di un essere umano apparentemente normale, ma l’alterazione genetica potrebbe indurre improvvise e rilevanti modifiche del suo statu quo ante….in poche parole, non è affatto escluso che la chimera possa cambiare bruscamente sesso e aspetto strutturale in seguito a eventi esterni in grado di alterarne gli equilibri interni….che so: uno sbalzo d’umore, uno scatto d’ira, un forte shock ecc. ecc.
-Quindi potrebbe essere un uomo, una donna, potrebbe tramutarsi improvvisamente in un mostro preistorico…insomma tutta roba da fumetti della Marvel.
-Ricordi che abbiamo a che fare con una forma nuova di essere vivente, del tutto sconosciuta. Per quanto possiamo ironizzarci su, non possiamo avere alcuna certezza al riguardo; e le dirò di più: qualsiasi alterazione potrebbe avere perfino carattere di reversibilità temporale, la chimera potrebbe mutare forma, sesso e dimensioni per brevi periodi di tempo, tornando poi quella di prima.
-Come il dottor Jekill e mister Hyde, siamo a posto! Ma lei non crede che un bestione di quella portata, entrando di notte in una casa debba provocare un bel po’ di frastuono? Non dico come un elefante in un negozio di porcellane…ma giù di lì. Magnusson invece è stato colpito nel silenzio più totale, senza alcuna traccia del suo predatore, fatta esclusione dei famosi morsi sulla sua pancia.
-Non so che dirle….potrebbe aver subito una mutazione solo dopo esser penetrato nella stanza di Magnusson … e poi magari essere tornato nella sua forma di “homo sapiens sapiens”, che poi è la razza umana attualmente dimorante sulla terra …insomma, non è roba per me, è la polizia scientifica svedese che deve trovare una risposta a tutto questo, io faccio un altro mestiere.
Walter restò in silenzio per qualche secondo, poi riprese il dialogo. A Mussi apparve quasi rassegnato in quella sua espressione finale che gli scaturì direttamente dalla coscienza quasi fosse un pensiero espresso a voce alta.
-Non sarò però io a divulgare questa ipotesi agli utenti della televisione per la quale lavoro, anche se la cosa può apparire inusuale per un giornalista, non vado a caccia di notizie ad effetto per aumentare gli indici di ascolto, voglio solo scoprire la verità.
Mastrelli si congedò da Mussi e prenotò subito il volo di ritorno a casa col suo cellulare mentre usciva dal Museo di Storia Naturale; non poteva di certo sapere che stava andando incontro ad altri problemi che stavano aspettando proprio il suo ritorno per saltargli addosso.
L’atmosfera era satura di pulviscolo grigio, mentre i raggi della luce giallo-arancio di un pallido sole calante filtravano indiscreti fra le ricche fronde delle felci, disegnando nell’aria infiniti nastri paralleli che degradavano colori e forme dell’intero paesaggio in scale cromatiche crescenti.
Il silenzio era costantemente rotto da un’alternanza di suoni sommessi, simili a bisbigli, e da spaventose urla ferine, orrendi rauchi barriti che stracciavano l’aria come artigli infernali arpeggianti sull’immenso pentagramma delle frequenze sonore.
Nascosto sotto il fogliame di una cicadacea nana, Walter riusciva a vedere un’ampia zona circostante, e in particolare una piccola radura dove un cucciolo di stegosauro stava masticando voracemente la fresca vegetazione ai piedi di una conifera.
Si rendeva perfettamente conto di stare in un sogno, ma le sue percezioni sensoriali erano tanto forti da coinvolgerlo totalmente; si sentiva comunque presente, nonostante la sua onirica essenza non fosse in alcun modo opinabile, ed era proprio quella presa di coscienza a concedergli una estrema serenità d’animo nonostante lo scenario fosse tanto pericoloso e selvaggio.
Il piccolo di stegosauro tirava di continuo piccoli rami dalla parte bassa della conifera e porzioni intere del cespuglio di felci, che sotto quella gragnola di strappi si stava lentamente estinguendo.
D’improvviso sbucò alla sua destra una figura umana nuda, uscì dal groviglio della vegetazione molto lentamente e con movenze circospette iniziò ad avvicinarsi al cucciolo di dinosauro.
La sua postura, flessa in avanti, ricordava a Walter quella di un gatto in agguato su due zampe, pronto allo slancio finale sulla preda.
Dapprima non riusciva a mettere a fuoco i connotati del volto, tuttavia man mano che la silhouette si avvicinava all’ignaro stegosauro, si rendeva conto di una straordinaria somiglianza, c’era qualcosa di estremamente familiare.
Improvvisamente un brivido gli corse lungo la schiena ed ebbe la sgradevolissima sorpresa di vedere se stesso sui lineamenti di quell’uomo.
Comprese subito che non era una sensazione, era proprio un suo clone che stava attaccando un sauro vegetariano, ma la straordinaria apparizione non finiva lì.
Giunto in prossimità della sua preda, a circa sei/sette metri da essa, il suo sosia nudo iniziò ad alzare le braccia verso l’alto, entrambe piegate a 90° all’altezza dei gomiti con le mani girate in avanti; il movimento cessò quando le mani si allinearono alle spalle parallelamente al terreno.
La posizione ricordava un po’ quella di un canguro, ma proprio mentre Walter faceva questa riflessione una enorme coda iniziò a fuoriuscire serpeggiando dal fondo schiena di quella orrenda creatura.
Contemporaneamente la fronte, il naso e l’intera mascella si allungarono in avanti, una doppia linea di aguzzi denti cominciò ad evidenziarsi all’interno delle fauci di quell’essere in trasformazione.
Le cosce si ingrossarono mostruosamente così come tutto il resto della muscolatura; sulla parte anteriore delle mani, ma soprattutto dei piedi, si allungarono con velocità sorprendente enormi artigli verdi.
La figura restò in posizione eretta senza modificare la propria altezza, ma quell’improvvisa metamorfosi del corpo aveva fatto apparire sulla scena il terrorizzante fisico di un velociraptor.
La belva balzò sul piccolo stegosauro che, colto di sorpresa più ancora di quanto lo era stato Walter, era caduto di fianco e si difendeva ingenuamente alzando verso l’alto le zampe non a contatto del terreno, scoprendo così l’intero addome privo di qualunque protezione.
Il predatore colpì la sua vittima alla gola con gli artigli delle zampe posteriori, e nell’istante successivo proprio all’addome, profittando dell’ulteriore scopertura del ventre del cucciolo, causata dalla sua rotazione verso l’alto, sull’asse del dorso, per la reazione al primo colpo subito.
Dalle ferite inferte il sangue iniziò a fuoriuscire a zampilli di varie altezze e intensità, lo stegosauro aveva avuto la fortuna di morire all’istante perché colpito alla carotide, altri suoi simili, che subivano il colpo iniziale alla trachea, avevano invece una lunga agonia.
Mentre il frutto di quella modificazione genetica si ergeva sul cadavere della sua vittima, urlando al cielo la sua vittoria con orrendi ruggiti atoni e prolungati, un nuovo suono si inserì nella truculenta scena primordiale. Era una sorta di vibrazione acustica che sembrava concludere ogni barrito del velociraptor con uno sordo strascico metallico:
UUAAARRH.!!..RIINN!!…UUUAARRRHHH!!..RIINNN!!
Sulle prime Walter non riusci a capire cosa potesse generare nella gola del predatore quello strano borboglio, dal cespuglio dove aveva trovato rifugio formulò subito alcune ipotesi:
- il sangue della vittima, rimasto nell’esofago dell’assassino dopo il primo morso, iniziava a gorgogliare;
- l’apparato respiratorio del cacciatore vibrava in seguito alla tensione nervosa accumulata nell’atto finale dell’assalto.
- Lo stegosauro non era morto sul colpo e rantolando era entrato in sintonia con le urla di vittoria del suo carnefice.
Comprese però ben presto che non era nulla di tutto questo quando il suo cellulare iniziò ad illuminarsi ad intervalli regolari; ebbe conferma del suo errore quando sul display apparve il nome di Cinzia.
A quel punto, dopo una rapida osservazione a 360 gradi della stanza d’albergo dove era alloggiato, e un leggero sollevamento dal materasso sul quale stava dormendo, rispose alla chiamata della sua donna, interrompendo così, con un certo sollievo, quell’incubo preistorico che l’aveva occupato per tutta la notte
- Buon giorno amore mio! Passata bene la notte?
- Una schifezza!
- Perché cos’è successo? – Cinzia sembrò sinceramente preoccupata e Walter si premurò di rasserenarla immediatamente.
- Niente di che. Ieri ho parlato con Fredik Larsen, uno dei medici dell’equipe di Magnusson. Mi ha rivelato che lo zoologo Ferdinando Mussi aveva ipotizzato che l’animale componente della chimera potesse essere un sauro preistorico…un velociraptor in particolare. Mi sono tanto impressionato che ho sognato per tutta la notte scontri all’ultimo sangue fra simpatici e delicati esserini del Giurassico.
Cinzia sorrise visibilmente confortata dal fatto che non si era trattato di un malore fisico né di una disavventura personale. Subito dopo però mise a fuoco la notizia che aveva ricevuto.
- Ma come poteva tenere sotto controllo una fusione del genere? Un animale estinto da migliaia di secoli e così diverso dall’essere umano, quale valore aggiunto avrebbe potuto dare alla chimera?
- Appunto. Anche io mi sono chiesto le stesse cose. Conto di andare a trovare Mussi che abita a Firenze, parto proprio oggi pomeriggio…vediamo cosa mi racconta in proposito. Tu però non dire ancora nulla nel programma, ho paura che l’opinione pubblica possa terrorizzarsi all’idea che vi sono buone probabilità che un mostro mezzo uomo e mezzo dinosauro sia in giro da qualche parte del mondo. Approfondiamo prima l’argomento con altre testimonianze e poi vediamo.
- Sì, certo sono perfettamente d’accordo. Anche perché le condizioni in cui è stato ritrovato il cadavere di Magnusson lasciano credere che si tratti proprio di una bestia preistorica.
- Infatti. Le enormi tracce di artigli o di denti riscontrate sull’addome di Magnusson mi hanno subito fatto pensare ad un possibile attacco della chimera contro suo padre, dopo l’ufficializzazione mondiale del risultato di quell’esperimento di trent’anni fa.
Forse fino ad oggi Richard non sapeva nulla sulla sua vera natura, e quando ha scoperto di essere frutto di una simile porcheria genetica si è vendicato sul suo genitore sfruttando proprio la sua componente animalesca. Comunque sono solo illazioni, devo andare più a fondo.
- Ok! Io da parte mia devo darti una notizia che forse non ti farà piacere.
- Piove sul bagnato…va bene…dai spara!
- No, gioia mia! Non voglio di certo farti del male, è solo una novità dell’ultima ora che circola nei corridoi di YouGlobe. Sembra che Franco Sereni, il lettore del TG black, voglia impossessarsi dei servizi sul caso “chimera” perché riguardano casi di cronaca nera e quindi ricadono nelle sue competenze.
- E Rossetti che è il direttore della testata TG white cosa ne pensa?
- Sembrerebbe costretto ad ammettere l’oggettiva competenza settoriale del TG black, Rossetti prende tempo perché vuole parlarne con te al tuo rientro, ma credo proprio che abbia le spalle al muro.
- Franco Sereni dovrà mangiarsi un altro po’ il fegato prima di impossessarsi del nostro programma.
- Ma tu mi manchi tantissimo! Quanto dovrò aspettarti ancora?
- Stai tranquilla amore. Massimo altri due o tre giorni; fine settimana torno a casa, te lo prometto.
Walter riprese a dormire rasserenato dalla telefonata di Cinzia che, per quanto breve e portatrice della notizia sulla nuova presa di posizione di Sereni, lo aveva comunque ritemprato nello spirito dopo quell’orrendo sogno primordiale.
Walter dormì un sonno senza sogni, era ignaro di quanto nel frattempo stava avvenendo nella sede di YouGlobe.
La testata giornalistica del TG black aveva organizzato una conferenza stampa alla quale si presentò puntualissimo il solo Franco Sereni.
Circondato da decine di telecamere e microfoni a giraffa, il lettore più cinico del mondo, così era soprannominato Sereni, parlava a braccio stando in piedi in sala stampa.
- Ho dovuto accettare sino ad oggi tutti i record di ascolto registrati da Mastrelli, Pastrone e compagni, perché la testata TG white ha avuto un’ottima idea editoriale che è riuscita a sfruttare nel miglior modo possibile.
Ma ora non è concepibile lasciare in mano a loro questo giocattolo mediatico.
Le regole parlano chiaro e vanno rispettate.
La testata white non può occuparsi di approfondimenti di notizie che riguardano vittime umane, ed in particolare omicidi per i quali siano ancora in corso indagini giudiziarie.
A quel punto Sereni sollevò alcuni fogli di carta che aveva portato con sé mostrandoli alle telecamere.
- Eccolo qua! Quello che ho citato è la parte finale dell’articolo 3 dell’accordo interno sottoscritto dalle testate giornalistiche di YouGlobe, secondo i criteri stabiliti per tutte le televisioni del mondo dal codice Roosby ; è scritto nero su bianco, e non è una metafora sui due colori dei nostri TG.
Qualcuno rise.
- Quello che vale per Mastrelli vale per me e viceversa.
Un giornalista dal fondo della sala lanciò una provocazione.
- Quindi lei vorrebbe impossessarsi della gallina dalle uova d’oro che ha portato indici di ascolto stratosferici alla testata rivale del suo TG black.
Sereni rispose indispettito.
- Intanto il Tg black non è mio, io ne sono solo un lettore e, in questo caso, anche il portavoce, ma voglio essere sincero: se il programma fosse risultato un flop non avrei avuto alcun interesse a chiederne l’attribuzione, ma considerando che è avvenuto il contrario, mantenere così le cose significherebbe scartare un jolly in una partita di burraco, favorendo così in modo eccessivo l’avversario.
Per carità, io rispetto e stimo Mastrelli, ma in fatto di audience siamo avversari a tutti gli effetti, anche se all’interno dello stesso gruppo televisivo.
Mi sto limitando ad utilizzare le regole e le normative che, una volta accettate, non possono essere contestate in corso d’opera…proprio come quando si gioca a carte.
La conferenza stampa si chiuse con l’ufficializzazione della richiesta, da parte di Franco Sereni e della Testata TG black, di conferimento del programma televisivo “Il mistero della Chimera”…la piccola creatura giornalistica di Mastrelli, appena nata.
Tutte le informazioni raccolte fino a quel momento giravano attorno a quel Kurt Polasacra che ai tempi era il principale assistente di Magnusson; era lui che aveva condotto in segreto la clonazione del suo datore di lavoro, era lui che aveva effettuato l’impianto dei geni del misterioso animale, prescelto dallo scienziato svedese, nel DNA del bambino-clone nella sua fase embrionica, era lui che comandava il gruppetto di luminari che, dopo aver fatto nascere la chimera scollegandola dalle macchine, ne aveva seguito la crescita nei pochi giorni successivi antecedenti il misterioso rapimento.
Walter doveva assolutamente trovarlo e parlare con lui per ottenere qualche nuova informazione che potesse dare una svolta alla sua indagine, ormai arenata in attesa dell’autopsia di quell’unico testimone che avrebbe potuto fornirgli i maggiori dettagli ed i migliori indizi sulla vicenda.
Ma l’assistente sembrava svanito nel nulla, gli ultimi dati che Walter aveva ottenuto lo collocavano a Palermo intorno all’anno 1999, nel momento della creazione del portale web “Pittorica” che lui, grande appassionato d’arte, aveva fondato per promuovere l’attività degli artisti italiani; d’altra parte Polasacra era di origine italiana, e palermitana in particolare, quindi il desiderio di far conoscere le opere degli autori siciliani era più che plausibile.
Ma, da allora, erano trascorsi altri 13 anni e l’assistente principale di Magnusson era sparito come un’ombra al calare del sole. La sua creatura web, Pittorica, era cresciuta enormemente, centinaia di artisti avevano aderito alle sue iniziative, i comunicati stampa da pubblicare giungevano ormai da tutte le parti di Italia e dall’estero e la presenza in rete del dominio “org”, era tanto rilevante da far registrare decine di migliaia di letture giornaliere.
Walter si chiedeva come potesse andare così bene un organizzazione web in assenza del suo creatore; ma anche la Chimera forse era cresciuta da sola, senza la presenza al suo fianco del padre biologico, almeno di parte umana. Qualcuno evidentemente aveva badato ad entrambi facendo le veci dei rispettivi “genitori” contumaci.
Qualcuno aveva preso in mano la gestione dei siti web “Pittorica” ma, per forza di cose, doveva conoscere bene Polasacra e sapere dove si nascondeva, così come qualcuno doveva aver adottato Richard-la chimera, ancora in fasce al momento del suo rapimento, in sostituzione del padre Samuel Magnusson.
Mentre Walter giungeva a queste conclusioni, Cinzia approfondiva i contatti con i responsabili di Pittorica e con gli artisti associati, certa che qualcosa prima o poi sarebbe saltata fuori.
Il primo dato importante in merito fu un ritratto a carboncino che uno dei primi artisti iscritti aveva fatto a Kurt Polasacra nel 2000, proprio qualche mese dopo la nascita del portale web e poco prima della sua misteriosa sparizione.
Era solo una stampa che Cinzia aveva avuto dalla pittrice Marisa Battaglia, uno dei primi artisti associati, che lei aveva intervistato ancora sotto l’identità di Gabriella Bellavista.
La pittrice palermitana aveva ricevuto quella copia dal disegnatore ritrattista Juan José Navarro, uno spagnolo suo amico che si era iscritto per primo a Pittorica e che conosceva tanto bene Polasacra da fargli da iniziale webmaster nell’impostazione grafica nella prima versione html del sito internet.
La Battaglia aveva precisato a Cinzia-Gabriella che Navarro aveva l’intenzione di ritrarre tutti i soci, a cominciare appunto dal socio-fondatore Polasacra, per poi pubblicare i disegni in rete al posto dello ordinarie foto personali dei vari autori da promuovere.
Anche Navarro era però irreperibile, Cinzia tuttavia era soddisfatta perché aveva in mano almeno l’immagine di come era Kurt Polasacra negli ultimi anni, le ultime e scarne foto risalivano infatti al 1968, l’anno dell’esperimento e Polasacra, dopo tanto tempo, era sicuramente molto cambiato.
Nel frattempo Walter cercava per mezza Svezia i collaboratori di Magnusson.
Sapeva che erano tutti vivi e che alcuni erano rimasti a Stoccolma anche se si erano allontanati da quella villa in cerca di un nuovo lavoro, subito dopo la chiusura dell’esperimento “Chimera” e il rapimento del piccolo Richard.
Da loro, tranne che dal latitante Polasacra, Magnusson aveva ricevuto promessa di assoluto silenzio sulla intera storia…ma erano trascorsi oltre quarant’anni e le cose erano cambiate, forse Walter avrebbe avuto qualche risposta importante per la sua indagine.
Ester Serrano era una ottantenne spagnola, ancora in piena attività, se non fosse stato per il bastone di metallo con il quale si accompagnava camminando, sarebbe sembrata certamente più giovane.
Nonostante l’età gestiva infatti un bed and brakfast a Göteborg molto frequentato ed apprezzato.
Dopo una iniziale reticenza ad accettare un dialogo sull’argomento, si espresse in una performance verbale a dir poco sconcertante. Descrisse prima lo strano rapporto fra Magnusson e Polasacra, basato su un rispetto reciproco di base ma solo dal punto di vista scientifico, in effetti stravolto dall’invidia e dalla gelosia professionale e condito da un profondo disprezzo dell’italo-svedese per la scelta di Magnusson di lavorare in totale segreto, opzione questa assolutamente non condivisa da Polasacra che avrebbe invece voluto divulgare al massimo il successo di quell’esperimento.
Ne venne fuori una specie di silenzioso conflitto fra i due che, alla fine, giunsero perfino a detestarsi sino al punto da scambiare qualche parola solo durante la fase più delicata dell’esperimento di clonazione; dopo la nascita di Richard il silenzio divenne tombale.
Nei tre giorni successivi Polasacra aveva ricevuto ordini da Magnusson solo tramite la bacheca del laboratorio. Per lui risultava frustrante dover relegare il loro successo tecnico entro i confini della villa di Magnusson, invece di ufficializzare a tutte le agenzie di stampa quel trionfo scientifico che l’avrebbe fatto diventare uno degli scienziati più popolari nel mondo, anche se subito dopo l’altro “camice” che gli aveva fatto da datore di lavoro.
Ester era proprio un fiume in piena nel raccontare quegli anni al servizio di Magnusson; le sue caratteristiche mediterranee di allegria, franchezza ed estroversa comunicatività aiutarono molto Walter a comprendere l’habitat nel quale agivano anche gli altri personaggi che in seguito avrebbe dovuto incontrare.
La Serrano descrisse uno per uno tutto il personale che operava nella villa-laboratorio, la personalità, le fobie e le peculiarità caratteriali di ognuno di loro.
Su suggerimento della dottoressa spagnola andò a trovare l’altro medico svedese Fredik Larsen a Malmö.
Aveva l’incarico di assistere il medico prenatale Samuel Avrahm, un luminare israeliano che Magnusson aveva voluto al suo fianco per seguire lo sviluppo del feto-chimera in ogni sua fase.
Walter non riscontrò affatto in Larsen la stessa accoglienza e disponibilità che gli aveva concesso Ester Serrano. Era l’esatto suo opposto; un individuo un po’ più giovane, sulla settantina, molto introverso e sospettoso.
Accolse Mastrelli in vestaglia e dopo le ovvie e necessarie spiegazioni inerenti la sua ricerca, e la conferma da parte di Larsen di esserne comunque a conoscenza per il grande tam tam mediatico che aveva preceduto il suo arrivo, Walter decise di andare decisamente al nocciolo della questione, alla domanda diretta di maggiore priorità, anche se ne prevedeva la risposta.
- Su quale animale era caduta la scelta di Magnusson nella creazione del DNA misto della Chimera?
-Questo è stato un argomento tabù per tutti i componenti del nostro gruppo di lavoro, signor Mastrelli. Gli unici che erano a conoscenza della natura dei geni “animali” del bambino erano Magnusson e Polasacra.
-Ma lei ha lavorato a fianco del dottor Samuel Avrahm, che in qualità di medico prenatale doveva pur sapere con quale essere aveva a che fare.
-Detto così sembrerebbe ovvio, ma Magnusson aveva organizzato tutto in modo perfetto. Avrahm doveva lavorare prescindendo da qualsiasi combinazione genetica fosse stata effettuata nella fase di concepimento clonativo. Doveva seguire l’evoluzione della crescita fetale proprio come se il piccolo Richard fosse stato un bimbo normale, segnalando qualsiasi anomalia in merito. Stesso discorso valeva per il medico neonatale … non ricordo bene il nome…d’altra parte sono trascorsi quarant’anni… a ecco! Ester…Ester Serrano, era una donna.
-Sì. Le ho fatto visita proprio ieri.
-E che le ha raccontato?
-Mi ha parlato di tutti voi, ma la cosa che mi ha segnalato maggiormente è stata la rivalità fra Polasacra e Magnusson , lei mi conferma questo antagonismo?
-Certo che glielo confermo. L’ambiente negli ultimi giorni si era degradato terribilmente a causa delle continue liti fra i due. Era diventato un inferno. Sono arrivati a non parlarsi più, se non tramite una lavagna. Ester comunque aveva rapporti sociali con l’intero staff, aveva quindi un’idea più chiara della situazione, io non trattavo quasi nessuno del gruppo, mi facevo i fatti miei.
-Come mai?
-Non ho mai avuto un carattere così aperto come quello della Serrano. Alla mia congenita riservatezza si era aggiunta la mia totale assenza di feeling con ciascun componente dello staff, fatta eccezione per il dottor Samuel Avrahm con il quale lavoravo a stretto contatto.
-Tornando ai geni di natura animale inseriti nel DNA di Richard, ma qualcuno di voi aveva fatto ipotesi in merito?…aveva sentito parlare di qualche possibilità emersa dai dialoghi dei suoi colleghi? Che so io… di qualche supposizione…
-Come le ho detto prima non avevo alcun dialogo col resto dello staff; però qualche indiscrezione mi era giunta all’orecchio. Parlando fra di loro qualcuno azzardava le ipotesi più incredibili. Qualcuno sosteneva che si trattasse di un orso polare, qualche altro di un felinide aggressivo, come un leone o una tigre, comunque tutte le voci “di corridoio” concordavano su un essere terrestre di natura estremamente forte e selvaggia; ma la più incredibile delle congetture fu quella di Ferdinando Mussi, il biologo italiano che riscuoteva maggior credito nell’ambito dell’intero staff proprio per la sua specializzazione scientifica e l’incarico connesso all’interno del progetto.
-E cosa sosteneva Mussi?
-Era convinto che i geni inseriti nella chimera appartenessero ad una razza animale estinta sulla terra da molte migliaia di anni.
-I dinosauri! – La parola mi sfuggì per lo stupore, quasi fosse un’esclamazione.
-Più esattamente secondo Mussi la componente animalesca della chimera era collegata ai geni di un “velociraptor” che erano stati prelevati da un esemplare congelato, ritrovato in un blocco di ghiaccio risalente a 90 milioni di anni fa, scoperto per caso nell’estremo nord della Svezia.
In qualche modo Magnusson era riuscito ad entrare in possesso di una piccolissima parte del fossile dal quale avrebbe potuto benissimo estrarre il DNA.
-Ma perché avrebbe dovuto optare per un essere tanto distante dall’uomo?
-Non così distante come lei possa ritenere. L’obiettivo di Magnusson era di poter convogliare in suo figlio proprietà poco presenti nell’uomo o di esaltarne alcune caratteristiche. Il velociraptor in effetti era un dinosauro che spiccava per la sua intelligenza e la sua velocità. Le sue tattiche di caccia, fra tutti i predatori terrestri conosciuti, è risultato senza alcun dubbio il più astuto, rapido e resistente nell’intera storia del pianeta terrestre.
Walter si congedò da Fredik Larsen, era sconvolto; come poteva un uomo progettare la creazione di un simile mostro proprio con le cellule del proprio figlio, peraltro clonato da se stesso? Avendo conosciuto Magnusson nei suoi ultimi giorni di vita riteneva che quella fosse proprio una illazione del tutto infondata. Ripensò tuttavia alla quartina di Nostradamus e gli vennero subito in mente altri strani riscontri considerando corretta quell’ipotesi.
Quando i venti precederanno per tre volte i cavalieri dell’apocalisse,
Uomo e bestia insieme, si mostreranno dopo lungo errare.
L’illusione della scienza farà grande scandalo,
La fine riunirà speranze e frutti della grande caccia.
Dando per scontato ormai che il 2012 era proprio l’anno in questione, il fatto che “uomo e bestia” si sarebbero mostrati “dopo lungo errare” poteva avere sia significato di una prossima visibilità ufficiale, dopo quarant’anni dalla nascita della chimera, sia che la loro unione in un unico corpo potesse avvenire dopo molto tempo, proprio i novantamila anni che in effetti separavano temporalmente le vite delle cellule del velociraptor da quelle dello scienziato svedese.
Considerando poi le prerogative predatorie del dinosauro, quel riferimento finale alla “grande caccia” gli apparve improvvisamente piuttosto calzante, così come la “illusione della scienza” di voler creare un super-uomo con le caratteristiche aggiuntive di una “bestia”, peraltro appartenente ad una era geologica arcaica.
In quell’ottica anche la “fine” che “riunirà”, poteva avere un significato plausibile, poteva essere la classica chiusura del cerchio, la fine di un percorso temporale ciclico che aveva unito un essere primordiale con un altro di ultima generazione. D’altra parte nelle concezioni neoplatoniche il tempo vedeva tutte le cose seguire un percorso circolare, quindi senza un inizio né una fine, in un susseguirsi incessante e ripetuto.
Pura filosofia, certo, ma come tale proprio materia prima delle profezie di Nostradamus.
Walter si rese conto che il prossimo personaggio che avrebbe dovuto incontrare era proprio quel Ferdinando Mussi, lo zoologo italiano dello staff Magnusson che aveva lanciato una ipotesi tanto fantasiosa.
Per lui aveva pronte anche alcune domande che da tempo gli ronzavano in testa, una delle quali purtroppo sembrava aver avuto già una risposta, proprio in seguito alla supposizione di Mussi riferita da Larsen: Ma quale bestia poteva aver azzannato Magnusson in quel modo orrendo?
Mastrelli aveva deciso di non rientrare più negli studi, almeno per quella sera.
Quell’osceno festeggiare per un successo televisivo, derivato dalla comunicazione in diretta della fine violenta di un uomo, gli dava il voltastomaco e io me ne vergognai nel momento stesso in cui vidi Walter uscire lentamente dal set televisivo, senza dare neanche un’occhiata verso l’alto alla mia sala regia, verso la quale invece aveva sempre lanciato ampi saluti amichevoli ad ogni fine registrazione.
Nonostante i notevoli miglioramenti etico-professionali apportati negli anni al sistema televisivo mondiale, la continua concorrenza fra le reti satellitari, via cavo, e la forte rivalità fra i TG white e black all’interno di ciascuna compagnia, aveva permesso il permanere, anche nel 2012, di certa cinica immoralità nel trattamento e nella diffusione delle notizie di cronaca nera, un tipico retaggio delle “TV spazzatura” di fine millennio e di inizio secolo; sufficiente ricordare al riguardo certe dirette televisive del 2001 durante la “Guerra del Golfo” in Iraq.
Vecchi colleghi mi avevano raccontato alcune incredibili sceneggiate televisive adottate nei notiziari e nei programmi giornalistici per catturare il più possibile l’attenzione degli spettatori a danno delle altre televisioni; chi più osava nell’elaborare drammaticamente le terribili note di cronaca, più veniva ripagato dal sistema di valutazione degli ascolti.
Non si stendeva alcun velo pietoso sulle vittime, anzi! Si faceva il possibile per evidenziare i particolari più efferati dei delitti, per mandare in onda le immagini più cruente… il sangue versato negli omicidi, nelle stragi e nelle guerre, sia esse civili, fratricide o repressive, veniva ulteriormente sparso ai quattro venti dalle televisioni e dalla stampa.
Il diritto di cronaca era diventato l’alibi di certo giornalismo d’assalto per fare carriera, per sviluppare audience d’eccellenza. Tutto quello che poteva essere comunque comunicato entro i corretti limiti della decenza veniva invece sputtanato impietosamente in qualsiasi fascia oraria a qualsiasi spettatore. Lo slogan era “per non dimenticare”… ed in effetti quelle immagini terribili come potevano essere dimenticate? Quei particolari, tanto orribili quanto inutili da divulgare, come potevano passare inosservati? Che importanza poteva avere se dinanzi le TV venivano sottoposti a shock visivo migliaia e migliaia di bambini o di incolpevoli anziani?
Si procedeva con la violenza della violenza, con gratuita ferocia asservita al potere dei media.
La crudeltà descritta finiva con il risultare comparabile a quella adottata nel descriverla.
Poi, fortunatamente, nel febbraio 2012 subentrò il “codice Roosby”, che stabilì per tutte le compagnie televisive mondiali, e per la stampa internazionale, precise regole etiche nella gestione dei palinsesti TV, nelle organizzazioni di spettacoli teatrali e cinematografici, e nella diffusione delle notizie di cronaca. Non fu una restaurazione della censura, come lamentarono molti addetti del settore, ma l’istituzione di un corretto strumento operativo che avrebbe eliminato per sempre, e su scala planetaria, certi abusi speculativi di violenza mediatica, tutelando la sensibilità di buona parte degli spettatori.
Fu proprio in quell’occasione che vennero avviati i TG black e i TG white.
Ma purtroppo, nonostante i rinnovamenti, la moralizzazione e l’invenzione di uno straordinario apparecchio elettronico che avrebbe permesso ad ogni emittente di calcolare autonomamente i propri ascolti senza sottomettersi alle società esterne di riscontri statistici, spesso anche corrotte, ogni tanto si tornava a speculare biecamente sulla sacralità della vita umana per fini di supremazia mediatica globale o di leadership all’interno di una stessa azienda.
Prima di quel giorno non avevo mai assistito o aderito a simili celebrazioni di cinismo, e la cosa che mi faceva più male era che quella volta proprio io ero risultato fra i protagonisti.
Walter, doppiamente frustrato, si era rifugiato nel bar di fronte al gigantesco edificio di YouGlobe, dopo qualche minuto lo raggiunse Cinzia ansimante.
- Gioia! Ma cosa ti è successo? Non ti ho mai visto tanto contrariato! Hai lasciato tutti senza neanche un saluto…
- E tu perché hai recitato la parte della grande “professionista” proprio con una notizia simile?
Cinzia si rabbuiò in volto, rimase a fissare il suo uomo occhi negli occhi per qualche secondo, poi allontanò un’altra sedia dal tavolino che Walter aveva occupato da qualche minuto e si accomodò accanto a lui.
- Ho la sensazione che tu abbia scambiato la mia sincera sorpresa con un espediente per ottenere maggiore attenzione. Ho sempre considerato questo genere di mezzucci al pari di meschinità per arrivisti, non è certo roba per me.
L’istinto mi ha fatto leggere quelle righe in modo da condividere lo stupore con te e con chi mi stava guardando, come se tutta quella gente fosse presente in sala di fronte al nostro tavolo… niente di più, ti prego di credermi, non sono così falsa.
Walter comprese subito l’errore nella sua chiave di lettura dell’episodio, quando finì tutta la storia mi rivelò di essersi sentito un verme per aver paragonato la sua compagna a qualche altra odiosa collega carrierista.
Ma l’episodio l’aveva colpito alla sprovvista e la rabbia l’aveva accecato facendogli interpretare male una reazione che invece era del tutto naturale.
In silenzio le prese la mano e se la portò alla bocca baciandone dolcemente il dorso.
- Ti prego di perdonarmi. Ho passato un brutto momento… non so perché ma mi ero un po’ affezionato a quell’uomo e alla sua storia. Non condividevo affatto la sua iniziativa scientifica, ma in qualche modo mi affascinava il suo pensiero, l’amore che aveva messo in quell’esperimento e che aveva provato per quel bambino… speravo di incontrarlo di nuovo…e invece!
- E ora che intendi fare?
- Devo assolutamente tornare a Stoccolma, interrogare gli infermieri, chiedere notizie alla Polizia locale per capirci qualcosa in più… ma soprattutto devo riprendere a cercare le tracce della chimera, Magnusson mi aveva dato l’elenco di tutti i suoi collaboratori di quarant’anni fa e i luoghi dove potrei trovarli oggi.
Ricordi? Ne abbiamo parlato l’altro giorno quando mi hai chiesto l’elenco dei nomi. Penso di ricominciare da questo, nella speranza che nel frattempo vengano chiarite le modalità di questo assurdo omicidio.
- Ma quale animale potrebbe uccidere in quel modo? Perché da quello che c’era scritto nel comunicato solo di un animale si può trattare! Non credi?
- Già! Un animale… una bestia feroce o...o una sua componente…mahh!
- Cosa vuoi dire?
- Non so… ho una mezza idea… ma potrei anche sbagliarmi ed essere completamente fuori strada… vedremo.
Dopo appena dodici ore da quel maledetto comunicato in diretta TV Walter era già sull’aereo per Stoccolma.
Per proseguire la trasmissione era stato concordato fra lui, Cinzia e la direzione di YouGlobe una formula alternativa che prevedeva una prima parte gestita da lei che sul finale avrebbe però dialogato con lui via satellite, in diretta da Stoccolma, per gli ultimi eventuali aggiornamenti.
Walter, prima di attingere notizie sui vecchi collaboratori di Magnusson, e in particolare su quel Kurt Polasacra che sembrava essere l’unico informato sui segreti più reconditi di quella storia, aveva deciso di prendere contatto con la competente Centrale di Polizia per venire a conoscenza di eventuali novità emerse nel corso delle prime indagini sull’omicidio.
Un agente si incaricò di dargli qualche dritta solo grazie alla disponibilità di un suo superiore che, conoscendo bene il programma televisivo, si era convinto del valore della investigazione privata di Mastrelli.
Gli fu così accennato qualcosa sulle strane circostanze di quello che appariva come un vero e proprio delitto, anche se la cosiddetta arma restava avvolta nel mistero. L'agente gli consegnò anche una delle foto scattate dalla "scientifica" sulla scena del delitto.
Era un'immagine orrenda che trasmessa in TV sarebbe risultata di certo uno scoop per la trasmissione di YouGlobe, ma avrebbe violato il codice Roosby. Così Walter si limitò a conservarla.
Si appuntò inoltre su un block notes i dati principali forniti dalla polizia:
a)La stanza, o scena del delitto come viene chiamata in gergo, era stata trovata intatta, fatta esclusione del letto dove giaceva la vittima.
b)Il corpo a prima vista presentava solo quell’enorme morso al centro dell’addome, per il resto non aveva alcun segno di ulteriore violenza; occorreva comunque attendere gli esiti dell’autopsia.
c)La stanza era vigilata dall’esterno dai paramedici di turno, e nessuno di notte aveva sentito rumori sospetti.
d)La Polizia inizialmente aveva ipotizzato l’attacco di una grossa bestia feroce come un orso, una tigre, un leone o qualcosa del genere. Ma per quanto le tracce fossero tanto profonde e vistose, l’attribuzione delle stesse ad un animale ben preciso sembrava alquanto difficoltosa. I denti dovevano essere di una grandezza veramente spropositata e l’apertura della mascella tanto grande da far impallidire qualsiasi essere terrestre, per quanto di stazza extralarge. Forse solo qualche grosso abitante dei fondali oceanici, come un’orca assassina o uno squalo bianco avrebbe potuto divorare praticamente tutta la parte centrale del corpo di Magnusson, ma anche in tale circostanza il morso non sarebbe stato unico, né tanto ampio, a parte la ovvia impossibilità che un animale marino così grande potesse trovarsi “di passaggio” in una camera da letto a duecento chilometri dalla costa.
Non avendo alcuna cognizione di carattere scientifico in merito alla possibile interpretazione delle impronte dentali e relativamente alla effettiva causa della morte, Walter stabilì di attendere gli esiti dell’esame autoptico, e di approfondire nel frattempo le ricerche sui collaboratori del defunto scienziato.
Nelle prime tre puntate del “Mistero della chimera” avevamo utilizzato il materiale raccolto con le due interviste di Walter.
Si era parlato della figura di Magnusson, delle sue aspirazioni nella fase iniziale del progetto, e delle varie possibilità relative alla misteriosa componente animale inserita nel DNA della chimera. Tutto questo comunque era piuttosto aleatorio, erano passati oltre quarant’anni ed il bambino al momento del rapimento era appena nato.
Dopo tanto tempo la creatura poteva avere assunto sembianze ben diverse da quelle di un essere normale o, al contrario, poteva presentarsi assolutamente non identificabile, in quanto identica ad un comunissimo essere umano.
Inoltre fra le possibili mutazioni, Magnusson aveva anche ipotizzato che nel tempo la chimera, nata maschio, potesse anche aver cambiato sesso.
Cercavamo quindi un uomo o una donna, con fattezze mostruose o perfettamente normali, con poteri sovrumani o priva di qualsivoglia differenziazione dalle potenzialità tipiche della razza umana…in pratica non avevamo nulla in mano, partivamo proprio da zero.
In quella fase quindi, in mancanza di altri dati importanti, inevitabilmente l’attenzione degli altri media e dei quotidiani iniziò a riversarsi anche sui nostri presentatori e autori del programma.
Il legame fra Walter e Cinzia, se era rimasto in secondo piano quando erano solo lettori di un TG, divenne invece di dominio pubblico con il nuovo programma televisivo. Le foto dei due si trasformarono in merce pregiata per i soliti paparazzi e giornalastri, così come li chiamavo io, che da buoni parassiti vivevano esclusivamente di gossip metropolitano, un po’ come tante sanguisughe appiccicate alla più inutile delle informazioni da dare al pubblico.
La fama che aveva concesso la televisione si ritorceva contro i due giornalisti.
Non avevano più una vita privata, e non potevano neanche lamentarsene perché erano “personaggi pubblici” e come tali venivano costretti a condividere con il prossimo l’intera loro esistenza, passo per passo, momento dopo momento; i media avevano trasformato la loro attività vitale, sia quella relativa alla sfera più intima che a quella professionale, in una sorta di reality divulgato con ogni mezzo in tutto il pianeta.
Io ho sempre odiato questo genere di popolarità, ne faccio volentieri a meno, fortunatamente il mio ruolo “dietro le quinte” mi tiene, anche oggi, distante dalla iper-esposizione mediatica di cui furono invece vittime Walter e Cinzia ma, sia per il direttore Rossetti che per l’intera YouGlobe, quella era la migliore forma di pubblicità per il programma e di conseguenza per l’intera azienda.
Anche la notorietà di Cinzia, nella qualità di compagna del giornalista a caccia della chimera profetizzata da Nostradamus, si estese su scala mondiale e finì col crescere a tal punto che il suo lavoro di intervistatrice di Pittorica.com, sotto falsa identità, venne scoperto.
Cinzia continuò ad indagare col suo vero nome, ma non pubblicò le successive interviste su Pittorica.com. I suoi colloqui con gli artisti, all’inizio, venivano effettivamente utilizzati a fini promozionali per gli autori interessati; infatti solo dopo l’incontro formale dinanzi le telecamere Cinzia approfondiva le sue domande.
Ma dopo la scoperta della vera identità dell’intervistatrice, le richieste di informazioni su Kurt Polasacra divennero predominanti e Cinzia ritenne così che la relativa documentazione in video avesse perduto il suo originale significato di promozione artistica.
Comunque si sbagliava; la forza smisurata di internet e dei media, avrebbe al contrario dato un maggiore slancio a questo tipo di diffusione commerciale in rete, proprio per la grande notorietà dell’intervistatrice.
Tuttavia gli artisti continuarono a collaborare con la Forestieri nel tentivo di ricostruire la vita di Kurt Polasacra, almeno nel periodo di permanenza a Palermo dei primi anni 2000.
A Cinzia inoltre era stato assegnato il compito di sostituire Walter quando era assente per le sue ricerche sul campo, e di leggere per intero l’edizione in lingua inglese del programma. Si può avere così un quadro piuttosto esplicito dell’improvvisa evoluzione della sua carriera di giornalista.
Fu proprio mentre presentavano insieme la quarta puntata del programma, prima di un altro reportage esterno di Mastrelli per raccogliere ulteriori notizie, che arrivò in redazione come un fulmine la notizia della morte di Magnusson.
Il foglietto con l’annuncio di poche righe fu consegnato velocemente a Cinzia mentre Walter al suo fianco stava parlando proprio del suo ultimo incontro con lo scienziato svedese.
- Scusami Walter, ma in questo momento mi è giunta una notizia importante che purtroppo devo dare in diretta. E’ un comunicato di “CronoNews” che segnala la morte del dottor Magnusson la scorsa notte, fra martedì e mercoledì.
- Temevo questo comunicato da un giorno all’altro; viste le condizioni dello scienziato non speravo potesse ancora vivere a lungo… anche se devo ammettere che durante la mia ultima visita mi era apparso leggermente migliorato.
- Sì, ma la causa della morte non sembra essere stata la sua malattia.
- Cioè?
Cinzia a quel punto mostrò delle doti di esperto “animale da scena” che ancora non le conoscevo.
Fece un attimo di pausa, levò lentamente lo sguardo dal volto di Walter e lo rivolse dritto alla telecamera, senza leggere la parte restante della notizia, memorizzata nel frattempo.
- Magnusson è stato ucciso. E sembrerebbe anche in modo piuttosto cruento.
A Mastrelli sfuggì un sincero << mio Dio! >>, lei proseguì annuendo e riprendendo a guardare il foglio.
- Il comunicato stampa parla di … di …
sgranò gli occhi fingendo di leggere sul foglio ciò che invece aveva largamente già acquisito. Poi sollevò di nuovo lo sguardo
verso l’obiettivo e sillabando disse:
- … di svisceramento.
- Coomeee??
- Sì, Walter si parla proprio di morte causata da svisceramento; non è stata specificata l’arma usata, ma sembrerebbe trattarsi di qualcosa di mostruoso. Leggo testualmente: La scorsa notte lo scienziato svedese Samuel Magnusson è stato trovato morto nel suo letto con il ventre squarciato. Il cadavere, scoperto dall’infermiere che prestava il servizio notturno nella dimora di Magnusson, da tempo gravemente malato, presentava un totale svisceramento causato da una serie di tagli profondi sull’addome posti in forma circolare. Ad un primo sommario esame sembra trattarsi di un unico grande … morso.
Ci fu un attimo di silenzio tombale, immediatamente seguito da un intervento risolutore di Mastrelli, sollecitato da me dalla regia tramite l’auricolare.
- La notizia ci lascia attoniti, ma si tratta di un sintetico comunicato stampa che lascia ampi margini interpretativi. Quindi preferiamo non commentare e affidare alle prossime puntate del nostro programma l’analisi di questo oscuro omicidio.
Vi lasciamo per questa sera alle news del TG black ed alle previsioni meteo.
Buona serata a tutti voi.
La sigla, già partita in sottofondo durante la conclusione, ebbe quindi il sopravvento in audio-video e finì con enfatizzare l’aura di mistero che aveva pervaso quella parte del programma.
A telecamere e microfoni spenti si udì al di là dei vetri della regia un urlo di giubilo che fece trasalire Walter.
Lui alzò lo sguardo da quel foglio che aveva quasi strappato dalle mani di Cinzia e, nonostante le luci accecanti dei riflettori, vide chiaramente i cinque operatori della regia saltellare gioiosamente attorno a me.
Poi la mia voce gracchiò dal diffusore acustico.
-
- Siete stati eccezionali! Ma dove avete imparato a fare queste sceneggiate? La notizia è stata data con un tono così melodrammatico da fare invidia ad una copia di esperti attori teatrali… bravi, bravissimi! L’indicatore di ascolto qui segna livelli stratosferici.
Il tecnico audio si gettò sul microfono scalzandomi via con furia fanatica.
-E vedrete con le prossime trasmissioni …!!
Continuammo a gioire senza renderci conto di quello che stava provando Walter in quel momento.
Aveva conosciuto Magnusson da poco, ma i suoi due incontri con lo scienziato svedese erano stati molto intensi. Quell’annuncio della sua morte violenta, dato in diretta dalla sua compagna, l’aveva stravolto; figuriamoci quello che avrà provato vedendo noi nello studio di regia saltellare come deficienti per l’improvviso sbalzo in avanti dell’indice d’ascolto.
Quella dannata macchinetta che ci dava on line l’esatta percentuale di ascolto della trasmissione, brevettata da appena tre mesi e piazzata dall’azienda nella nostra sala di regia solo il mese prima, aveva amplificato a dismisura il nostro più bieco cinismo.
Cosa contava una vita umana di fronte ad uno schizzo in avanti di un indicatore elettronico? Che importanza poteva avere la perdita di una mente geniale, quando la contropartita era un imprevisto premio aziendale di produttività concessoci dal destino, quasi fosse la vincita di una lotteria?
A quel punto Walter Mastrelli si alzò e senza proferire parola si avviò verso l’uscita senza considerare minimamente Cinzia che lo seguiva come un agnellino.
Walter e Cinzia avevano lavorato fino a tarda sera sulle carte che Magnusson aveva consegnato già al suo primo incontro con Mastrelli.Erano vecchie foto sbiadite che sembravano rubate alla segretezza del laboratorio, documenti amministrativi relativi alla gestione dello studio, alla contabilità, agli stipendi di ciascun componente dell’equipe.
Un blocco di appunti dello scienziato svedese risultò praticamente indecifrabile, scritto com’era con un linguaggio per addetti ai lavori, incomprensibile per due giornalisti che, per quanto laureati, avevano studiato discipline umanistiche e non di certo scientifiche e di livello tanto elevato.
C'erano formule chimiche, modelli di strutture proteiniche e di loro possibili varianti, sequenze di DNA e decodifiche di genomi che costituivano, con molta probabilità, i pilastri dell’intera ricerca di Magnusson.
Non sapendo cosa tirare fuori da tutto quel materiale tecnico-scientifico, i due focalizzarono la loro attenzione sulle foto e sull’elenco dei nominativi dello staff medico e paramedico.
-Ecco! Questo è una foto con Polasacra e Avrahm…chissà chi l’ha scattata?!
-Scusami Walter, ma io non conosco ancora i nomi dei collaboratori, tu già ne hai parlato con Magnusson, potresti farmi un breve riepilogo dei “magnifici 7”?
-Hai ragione. Ecco qua….l’elenco è facilmente deducibile dal libro paga:
Kurt Polasacra è il principale assistente di Magnusson. Svedese di origine italiana è l’unico componente dello staff a conoscenza dei segreti dell’intero esperimento. I particolari più delicati del progetto di Magnusson sono stati condivisi dallo scienziato solo con lui.
Nelle indagini degli investigatori privati risulta ovviamente il più sospettato, anche perché si è reso irreperibile subito dopo il rapimento di Richard-la chimera.
Sembra che Polasacra, da sempre grande appassionato di arte figurativa, abbia lasciato una traccia relativamente recente a Palermo, dove ha fondato dodici anni fa un portale web dedicato appunto all’arte, oggi diretto da altre persone….comunque di questo parliamo dopo.
Samuel Avrahm è invece un medico prenatale israeliano e secondo assistente dell’equipe di Magnusson. E’ tornato a Tel Aviv dopo lo scioglimento dello staff ed il rapimento del bambino. Dovrei andare ad intervistarlo non appena possibile.
C’è poi Fredik Larsen, altro dottore svedese ma stavolta assistente di Samuele Avrahm, per quanto presente nel libro paga di Magnusson prendeva ordini principalmente da Avrham. Oggi è in pensione e risiede ancora in Svezia.
Ferdinando Mussi era lo zoologo dell’equipe. Italiano di nascita, ma naturalizzato svedese, era il principale punto di riferimento per Magnusson soprattutto nella prima parte della ricerca, quando doveva essere identificato il miglior modello di DNA animale da utilizzare nella creazione della Chimera. E’ ancora in attività ma si è trasferito a Firenze e lavora nel locale Museo di Storia Naturale.
Rebecca McDoing era una delle due donne dello staff, scozzese, paramedico; l’altra era invece il medico prenatale, la spagnola Ester Serrano, incaricata di seguire la regolarità andamentale nella crescita del bambino e di evidenziare patologie eventualmente subentrate nei primi giorni di vita.
Il settimo ed ultimo componente, era un altro svedese, anche lui infermiere come la McDoing, un certo Ulrik Toren.
-Ecco ora conosco almeno i nomi, anche se non mi dicono assolutamente nulla.
-Solo incontrandoli potremo tirare fuori qualcosa … che so? Qualche indizio, qualche informazione aggiuntiva; di certo il rapitore è uno di loro, ed il rapitore potrebbe condurci a ritrovare la Chimera, o almeno dove si potrebbe nascondere.
-Già! Ma pare che Polasacra sia introvabile…e dovremmo cominciare proprio da lui.
-Abbiamo una traccia e dobbiamo seguirla. Ho pensato una cosa, ma ho bisogno del tuo aiuto.
-Dimmi pure. Vediamo se è una cosa che posso fare.
-Ti metti nella posizione di una estranea, ma ti ricordo che anche tu sei coinvolta nel programma in TV. – osservò Walter un po’ irritato dalla fredda risposta della sua compagna.
-La stella di prima grandezza però sei tu, e a me sta benissimo, volevo solo fare un po’ di ironia sulla mia disponibilità a collaborare …diciamo ad occhi chiusi. Ma sei troppo preso da quest’indagine e non cogli più neanche le mie frecciatine sardoniche.
-Hai ragione…non mi va né di scherzare né di cazzeggiare. E ti prego di non mollarmi in questo momento, da solo non avrei dove andare.
Cinzia non rispose, stava ancora in piedi dietro di lui e si limitò a dargli un bacio sul collo e ad abbracciarlo dall’alto per le spalle.
Walter, tranquillizzatosi, riprese con rinnovato entusiasmo ad esternare i suoi piani sull’evoluzione del programma:
-Ho pensato che avendo una settimana fra una puntata e l’altra potremmo interrogare i principali protagonisti separatamente, … no…meglio dire intervistare, siamo giornalisti non investigatori.
Io potrei tornare a Stoccolma a parlare con Magnusson subito dopo la quarta puntata del programma, mentre tu potresti andare a Palermo a parlare con gli artisti iscritti al portale web, potrebbero aver conosciuto o almeno incontrato Polasacra nel 2000, quando ha creato il sito internet.
-Mi sembra una buona idea, ma come si chiama questo sito?
-Pittorica, ed ha ben tre domini in rete. Pittorica.org è un’area destinata ai comunicati stampa su tutta l’attività artistica in Italia e, in parte, anche all’estero; Pittorica.com è un vero e proprio social network, mentre il dominio originario, Pittorica.it, è oggi il portale di accesso all’informazione on line proposta in rete, una sorta di ingresso principale a tutta l’attività del gruppo.
-Va bene, ma non vorrei presentarmi con il mio vero nome, starebbero tutti sul chi vive avendo magari visto il programma.
-Ma ti conoscono dal video!
-Un paio di occhiali, una pettinatura diversa o una parrucca potrebbero anche bastare.
La gente spesso guarda la TV senza “vederla”. Si mettono a fuoco solo pochi particolari, il resto diventa nebuloso nella memoria.
Come ti ho detto prima, la vera stella del programma sei tu, quindi la gente in genere ricorda soprattutto te, un piccolo particolare aggiunto al trucco e il gioco è fatto, nasconderò facilmente la mia identità. Mi presenterò come Gabriella Bellavista, che è una mia lontana cugina.
Farò interviste per promuovere l’attività artistica degli autori registrati al portale, poi però, a telecamere spente, chiederò informazioni su Polasacra con la scusa di approfondire la storia dell’ingresso di ogni singolo artista nel sito.
-Ecco! Come vedi tu stessa hai trovato cosa potresti fare per aiutarmi.
-Ma il pensiero di non farlo non mi aveva neanche sfiorato.
Walter rimase da solo fino a tarda notte a lavorare sulla documentazione fornitagli da Magnusson. Scoprì così, da alcuni ritagli di giornale dell’epoca, che durante i mesi successivi a quel fatidico settembre 1968, lo scienziato era stato colpito anche da infarto, certamente per lo stress subito e per il dolore causato dalla perdita, ma i giornali questo non potevano saperlo e avevano comunicato solo l’attacco cardiaco subito dal luminare svedese.
Magnusson non si era dato pace, quella storia non aveva alcun senso; escludendo Polasacra nessuno era al corrente delle prerogative del bambino, ed una volta scartato il rapimento a scopo di riscatto, perché non gli giunse mai alcuna richiesta in merito, non riusciva ad attribuire un logico motivo a quell’odioso crimine.
Ma al riguardo l’istinto di Magnusson gli diceva che il suo bimbo era al sicuro, che il suo rapitore lo avrebbe trattato bene, scartava in modo assoluto qualsiasi fine cruenta della sua creatura e in quei trent’anni si era convinto che prima o poi l’avrebbe rivisto.
Scrisse persino una lettera a suo figlio, dove spiegava tutti i motivi che l’avevano indotto a farlo nascere e incoraggiato nell’ambizione di potenziarne le capacità in quel modo tanto artificioso.
Walter trovò quella lettera fra le carte in suo possesso, ma non vi trovò dati particolarmente interessanti alla sua indagine, se non l’acclarata convinzione che Richard fosse sano e salvo.
In quel momento ricordò un breve scambio di battute che aveva avuto proprio all’inizio del suo secondo incontro con Magnusson.
- Dottore, mi perdoni vorrei farle una domanda a bruciapelo, sarebbe interessante sapere la natura dell’essere dal quale è stato estratto parte del DNA inserito nel patrimonio genetico di Richard.
- Vuole conoscere insomma qual è la “bestia” della profezia di Nostradamus?
Signor Mastrelli, lei ha tirato fuori questa storia della profezia probabilmente per aumentare l’interesse e la curiosità della gente, e ha fatto bene. Io volevo proprio che il mio appello girasse il più possibile per il mondo, e la sua cassa di risonanza ha funzionato.
Così forse riuscirò a vedere di nuovo mio figlio … ma solo a lui dirò la verità. Solo lui potrà capire il perché della mia scelta che chiunque altro potrebbe considerare invece scellerata … chissà … mio figlio potrebbe persino apprezzare quello che ho fatto, ma devo dare solo a lui le dovute spiegazioni … oltre le necessarie informazioni su ciò che potrebbe aspettarsi in futuro a seguito della sua diversità genetica.
Walter ricordò di aver chiesto in seguito a Magnusson, per una seconda volta, l’identità animale incrociata nella genetica della Chimera e di aver ricevuto, per una seconda volta, un garbato diniego.
Pensò, tra l’altro, che rivelare i dettagli più intimi dell’esperimento all’intera umanità avrebbe potuto scatenare una serie impressionante di tentativi di emulazione da parte di altri scienziati senza scrupoli.
Considerò la lucidità di Magnusson che appariva sempre più inversamente proporzionale al suo stato di salute; tanto si manifestava debilitato, quanto più si evidenziavano le sue capacità cognitive, razionali e mnemoniche.
Si preparò spiritualmente così alla quarta puntata del programma prevista per l’indomani ed alla sua terza visita a Magnusson, ma nel frattempo si addormentò sul tavolo con la testa abbandonata fra le carte di Magnusson e con il conforto ipnotico del monotono ticchettio della sua sveglia rossa.
Quello spazio temporale che lo separava dai suoi successivi impegni, scandito dal suo orologio colorato, lo spinse in un profondo limbo onirico ricco di immagini, tanto surreali quanto inquietanti, così i suoi sogni mutarono in un incubo.
Il secondo incontro fra Mastrelli e Magnusson tutto sommato era stato più produttivo del primo.
Purtroppo Walter era stato costretto ad andare via in seguito al risoluto invito degli infermieri, proprio nel momento in cui Magnusson, visibilmente prostrato, si era assopito all’improvviso. Tuttavia il materiale e le notizie che aveva raccolto gli avrebbero permesso di far decollare quell’approfondimento mediatico della notizia, che sarebbe risultato di certo il principale tormentone tv dei mesi successivi.
Il primo passo ufficiale fu la grande conferenza stampa organizzata da YouGlobe per la presentazione ufficiale del nuovo programma; il delegato aziendale fu ovviamente Filippo Rossetti, che in qualità di Direttore della testata giornalistica TG white era il dirigente più accreditato al riguardo.
Rossetti, per scongiurare qualche eventuale ed imprevedibile defezione da parte mia o di Walter, venne a prenderci direttamente alla fine della registrazione del TG mattutino.
- Eccola qua la nostra star! Il grande Mastrelli… the number one!
- Dottor Rossetti come mai da queste parti?
- Oh! niente, niente! Fra mezz’ora ci sarà la conferenza stampa e sono passato a prendervi per fare quattro chiacchiere prima del grande incontro.
- Ah, ecco! E’ venuto in pratica a precluderci ogni via di fuga… non è vero?
- Ih! … come sei sospettoso!
- No, la verità è che non amo molto questi incontri con altri colleghi che spesso sono aggressivi e ostili senza alcun motivo, comunque ormai mi ha coinvolto e non mi tiro indietro.
- E il buon Pastrone?
Intervenni nel dialogo parlando dai diffusori acustici della regia.
- Io ho già indossato la corazza e sono pronto per la battaglia.
- Bravi, dovete essere sempre così disponibili, anche perché non si tratta di una guerra. Siete uomini pubblici e dovete sapere gestire la vostra immagine anche al di fuori dello schermo televisivo.
Senza concederci il ben che minimo spazio temporale per nostre eventuali repliche, Rossetti prese sottobraccio Walter e lo trascinò verso la sala riunioni, contemporaneamente con l’altro braccio libero rivolto verso i vetri dello studio di regia, mi invitò a seguirli.
La sala era stracolma, sul fondo potevo scorgere distintamente una cinquantina di persone in piedi. Walter era certamente abituato alle telecamere, ma nel suo lavoro si trattava pur sempre di un contatto asettico: lui, gli obiettivi elettronici e qualche tecnico di contorno. Tutti gli sguardi verso di lui erano sempre filtrati dai vetri della regia e dalle enormi distanze che lo separavano dai telespettatori, stavolta però era diverso.
Ci accomodammo in tre dietro il banco pieno di microfoni: io e Mastrelli rispettivamente a sinistra e a destra di Rossetti.
Cinzia non venne convocata per non distogliere l’attenzione della platea da Walter, che il dirigente di YouGlobe voleva “prima stella” assoluta.
Si trattava di qualche centinaio di persone contro diverse decine di milioni di utenti televisivi, pochi granelli a confronto con un intero bidone di sabbia, tanto per avere un’idea del rapporto fra i due insiemi. Però, per quanto poco consistente, quella gente era lì, di fronte a noi, ed avrebbe interagito in funzione di tutto ciò che noi tre avremmo esternato in quella circostanza, altro che sguardi vuoti ed assenti al di là dell’immaterico spazio! Altro che folla muta e passiva ipnotizzata dallo sguardo virtuale di un imbonitore televisivo! Lì ci saremmo giocati la reputazione.
Io feci registrare dai miei collaboratori l’intera conferenza stampa, che conservo ancora integralmente.
Al nostro ingresso in sala sembravano tutti bendisposti, e già questo ci tranquillizzava. Poi il Direttore, con la sua solita sicurezza e la dialettica sciolta da manager con grandi capacità comunicative, si esibì in una presentazione con i fiocchi.
Ci descrisse come fiori all’occhiello di YouGlobe, parlò delle capacità giornalistiche di Mastrelli sacrificate per troppo tempo in funzione dell’alto gradimento che aveva raggiunto in qualità di lettore, di quello scoop su una sconosciuta profezia di Nostradamus venuta improvvisamente a galla dopo la dichiarazione pubblica di Magnusson, e della incredibile storia umana che ne sarebbe venuta fuori a seguito delle interviste e delle indagini che il nuovo programma televisivo avrebbe svolto nel tempo, concluse con ampollosi elogi nei miei confronti.
Poi diede il via alle libere domande dei giornalisti che ovviamente scelsero Mastrelli come interlocutore.
La prima a prendere la parola fu una collega di “CronoPlanet”, un quotidiano allora nato da poco ma già piuttosto conosciuto e molto letto soprattutto nel nord Italia.
- Buonasera signor Mastrelli, Marzia Gucciarmo di CronoPlanet. Lei ritiene che un eventuale consenso pubblico del nuovo programma possa essere collegato di più alla sua immagine di star televisiva, alla sincera curiosità dei telespettatori per questa storia, che cammina a cavallo fra vaticinio e moralità scientifica, o alla naturale sensibilità popolare connessa alla sorte del bambino scomparso?
Al primo colpo aveva subito centrato il grande dilemma interiore di Walter; ma lui rispose con serenità e ottimo self control.
- Le confesso che questa domanda costituisce il mio dubbio più attuale. Tralasciamo la mia notorietà, che scaturisce essenzialmente dall’utilizzo mediatico della mia immagine e che quindi può costituire solo un parametro fisso e non una variabile.
La risposta forse sta dietro l’insieme di tutti e tre i quesiti, e in ogni caso dobbiamo prima vedere se il programma avrà effettivamente successo; in caso contrario non varrà neanche la pena porsi queste domande.
Comunque è uno scoop che, almeno durante i TG, si è rivelato di grande interesse per il pubblico e come tale va portato avanti finché non si approda ad una soluzione della storia.
- Quindi lei intende investigare per andare in fondo alla faccenda?
- Certamente! Sono stato già due volte a Stoccolma per chiedere informazioni al padre della chimera, per conoscere chi lo ha aiutato a suo tempo in quell’esperimento, quali possano essere stati i rapitori interessati alla sparizione del bambino, come ha vissuto con quell’angoscia nel cuore per quarant’anni ecc. ecc., tutta roba che racconterò nelle prime puntate del programma “Il Mistero della Chimera”. Intendo comunque tornare in Svezia al più presto per ulteriori approfondimenti.
Si frappose nel dialogo un altro giornalista, che al contrario della sua collega non si presentò affatto.
- E’ riuscito ad individuare le possibili motivazioni di questo vecchio sequestro risalente addirittura al 1968? Che so?! … Tratta di bambini, traffico di organi, pedofilia, ricatto ecc. ecc.
Risposi io, con un tono ben diverso da quello di Walter, forse perché ero irritato dalle orrende argomentazioni messe in gioco con tanta indifferenza da quell’uomo sgradevole e sgarbato.
- Non vi sono state indagini da parte della Polizia svedese perché Magnusson non denunciò mai il fatto per paura di incappare in conseguenze penali per la illegalità del suo esperimento. Lo scienziato tuttavia sguinzagliò decine di investigatori privati seguendo inizialmente la pista di un possibile ricatto, ma aveva abbandonato questa traccia sia perché del tutto inusuale nell’ambito territoriale svedese, sia perché in seguito era riuscito ad individuare la causa più probabile della misteriosa sparizione del bambino …. ma preferisco non fare anticipazioni in merito perché tutto questo sarà sicuramente oggetto delle prossime trasmissioni televisive. Posso solo dirle che i detective non hanno ritenuto neanche ipotizzabile che i rapitori fossero capaci di spaventosi obiettivi simili a quelli da lei prospettati.
- Riccardo Bonacca dell’ “Araldo Padano”: Mi rivolgo al dottor Mastrelli, lei cosa pensa sinceramente del lavoro di Magnusson?
- Non sono mai stato favorevole alla sperimentazione estrema. E’ dall’inizio di questo secolo che l’uomo tenta di alterare in tutti i modi gli schemi della natura. Meglio precisare che i tentativi sono partiti già negli ultimi decenni del ‘900, ma ci si è spinti sempre più verso l’assurdo, soprattutto dopo che l’opinione pubblica mondiale e gli stessi organi bioetici competenti hanno allargato le maglie dell’iniziale ostilità nei riguardi di queste pratiche scientifiche, allettati dalle finalità che i ricercatori hanno sempre presentato ufficialmente.
Ma l’esperimento di Magnusson risale addirittura al 1968. Allora era impensabile che la scienza potesse giungere a tanto, e in fondo forse gli stessi ricercatori non credevano neanche di poter condurre in porto positivamente una clonazione manipolata. Credo che il test sia sfuggito di mano all’intera equipe svedese.
Ancora oggi nel 2012, senza ottenere praticamente nulla, gli scienziati sono passati dalla clonazione di una pecora agli impianti di cellule umane negli animali, dalla creazione di sperma dal midollo di una donna alla fecondazione artificiale, fino alla produzione di centinaia di chimere animali.
Anche se la sconfitta delle malattie ancora incurabili può apparire finalità importante di questo tipo di ricerca scientifica, è stata comunque sradicata in modo ignobile quella sacra cortina di mistero che ci separava dal concetto stesso di vita, abbiamo sfondato di slancio l’esoterico confine fra lecito e illecito che Dio ci aveva chiesto di rispettare, e tutto questo, tra l’altro, con il beneplacito di coloro che dovrebbero garantire la sacralità della natura, organi religiosi ivi compresi.
No. Non sono assolutamente d’accordo con tutto questo.
Seguirono alcune domande sulle profezie di Nostradamus e sulle relative interpretazioni di Mastrelli; inevitabilmente si cominciò ad uscire fuori tema con le solite banali questioni sulla fine del mondo, sulla terza guerra mondiale, sulle possibili diverse spiegazioni di una stessa quartina ecc. ecc.
Fino all’intervento finale di Rossetti che chiuse la conferenza stampa con la stessa autorità mostrata in occasione dell’apertura.
- Ringrazio tutti voi per l’attenta partecipazione e per l’interesse che avete manifestato per questa nostra iniziativa giornalistica, ma credo che ora sia meglio lasciare liberi il caro Mastrelli e l’amico Patrone… non vorrei che lo sforzo sostenuto questa sera possa ripercuotersi sui prossimi TG white o sul “Mistero della Chimera”… se loro lavorano male, poi magari sarò io ad essere licenziato.
Una risata generale ed un caloroso applauso chiusero la riunione.
Proprio come aveva previsto il direttore Rossetti, con il suo eccellente fiuto di palinsesti di successo, il mini-programma di cronaca intitolato “Il Mistero della Chimera”, piazzato subito dopo il TG whigt della sera, divenne un momento televisivo cult già al termine della prima puntata.
D’accordo con Mastrelli avevo pianificato alla perfezione il debutto, con tanto di trailer di propaganda, peraltro proposto ad ogni turnazione pubblicitaria per l’intera settimana precedente…proprio da fare invidia ai principali talk show nazionali!
Sia negli spot di presentazione che nella sigla iniziale, appariva spesso, con un gioco tecnico di dissolvenze incrociate, l’immagine di Nostradamus; la musica vintage, stile anni 70, con inserti audio simili a ruggiti di un animale sconosciuto, aveva poi gran parte dei meriti nella produzione di interesse e curiosità nei telespettatori.
Ascolta la sigla del programma "Il Mistero della Chimera"
D’altra parte proprio interesse e curiosità stanno alla base di un successo televisivo, poi basta non incorrere in cadute di attenzione da parte degli utenti con affrettate risoluzioni della tematica principale, mantenendo così alte le aspettative della gente, per poter stiracchiare questo successo su un intero palinsesto stagionale, creando magari i presupposti per un ulteriore consenso di pubblico nella stagione successiva.
Questa è la tecnica adottata per i principali serial internazionali: C.S.I, E.R., N.C.I.S. J.A.G. ecc. ecc., tutti acronimi insignificanti che però sono stati i titoli delle fiction televisive più seguite degli ultimi 10 anni che hanno riempito le serate di gran parte delle famiglie del pianeta.
Certo “Il Mistero della Chimera” non era una fiction, ma il grado del successo ottenuto da un programma giornalistico, tutto italiano, stava proprio nel fatto che fosse paragonabile solo a quello di un grande serial internazionale.
Avevo curato personalmente la scenografia dello studio, avevo fatto sistemare sulle pareti foto di antiche stampe che riproducevano mitici incroci di animali studiati dai bestiari della kriptozoologia. Sui laterali delle scrivanie, dove dovevano sedere ospiti e conduttori, avevo fatto piazzare copie di un ritratto di Nostradamus. Completavano poi il fascino enigmatico dell’intera operazione giornalistica i due lettori di TG di maggiore successo del momento e una grande riproduzione del quadro “I mostri dell'ingegneria genetica” di Vittorio Piscopo, un pittore futurista napoletano, morto nel 2004, che io ritenevo perfettamente adeguata alla tematica del nuovo programma.
Nel momento in cui era partito per la prima volta il leitmotiv del programma già lo share era alle stelle, e le percentuali erano aumentate sensibilmente durante la seconda puntata. Un vero boom!
La gente si era chiesta subito chi e dove fosse quel giovane ibrido di uomo, in quale parte del mondo fosse nascosto e quali speranze potesse avere, sempre che fosse ancora vivo, di poter sopravvivere ad una natura che evidentemente lo combatteva.
Le domande e la curiosità popolare poi aumentarono esponenzialmente quando subentrarono la misteriosa profezia di Nostradamus, la natura incognita dell’animale incrociato geneticamente nella chimera, i risvolti morali che quella creazione tanto forzatamente artificiosa poteva comportare e il rebus connesso al rapitore dell’essere che fino ad allora era sempre rimasto nell’ombra.
Inoltre, come aveva opportunamente studiato Rossetti, la momentanea sparizione dagli schermi televisivi in qualità di lettore da parte di Walter Mastrelli aveva ulteriormente amplificato l’attesa nei telespettatori per quel suo ritorno anche nella nuova veste di reporter.
Insomma, era andato tutto secondo le previsioni… anzi eravamo andati ben oltre.
Per Walter c’era soprattutto la grande soddisfazione di poter finalmente leggere alla gente il frutto del suo lavoro; aveva smesso di fare il pappagallo ripetitore senza anima, per mostrarsi al pubblico quale valido cronista di successo già dall’espletamento del suo primo incarico specifico.
Anche Cinzia ovviamente beneficiava di questo successo restando però, per il grande pubblico, nell’ombra del suo compagno. In realtà la preparazione del programma passava pure da lei; Walter e Cinzia infatti studiavano insieme come snocciolare le notizie alla gente, come impostare ogni singola trasmissione settimanale in funzione delle ricerche effettuate nei giorni precedenti, ma anche i gesti e le espressioni da adottare ad ogni singola deduzione da loro proposta.
Non potevano di certo prevedere quel clamoroso colpo di scena che stava in agguato alla quarta trasmissione, proprio alla vigilia di un altro viaggio di Mastrelli a Stoccolma.
La sera stessa del suo primo incontro con Magnusson, Mastrelli mi telefonò per ragguagliarmi sullo stato delle sue indagini e risultammo concordi sulla necessità della sua permanenza a Stoccolma fino al successivo incontro con lo scienziato svedese.
Sempre in serata Walter ovviamente si sentì con Cinzia, più per motivi affettivi che professionali.
-Ciao amore, ti parlo dal Mar Baltico, dove si pescano gli stoccafissi.
-Gioia! Ciao….guarda che gli stoccafissi si pescano in Norvegia e nel Mare del Nord.
-Che sei pignola! Sempre di penisola scandinava si tratta…e qui lo stoccafisso sono io…c’è un freddo polare.
-Cerca di non stare troppo all’esterno….non sei abituato a queste temperature e ti potresti beccare una polmonite.
-Sì mammina! – rispose ironico Walter, facendo corna e toccandosi le palle nell’anonimato di una telefonata via cavo, non sottoposta agli sguardi indiscreti della sua interlocutrice, come capitava sempre con i contatti via computer.
-Sono sicura che in questo momento stai facendo i tuoi soliti scongiuri…non è vero? Anche se non siamo collegati con Skype mi sembra di vederti lo stesso.
-E già…. Mi conosci troppo bene.
-Lo consideri “troppo”?
-No, amore mio! Per me non è mai abbastanza….volevo solo dire che mi conosci troppo bene per non immaginare i miei comportamenti, anche senza vedermi e a distanza di migliaia di chilometri.
-Meno male! Hai sempre la capacità di cadere in piedi come i gatti; piuttosto quando torni?
Mastrelli raccontò alla sua compagna tutti i particolari del suo primo incontro con Magnusson e della precedente telefonata che aveva avuto con me.
-Abbiamo concordato con Pastrone un’altra intervista fra due giorni con Magnusson, quindi non ha senso rientrare per poi ripartire l’indomani. Resterò fino al prossimo incontro con lo scienziato e poi volerò a riabbracciarti.
-A parte il mio desiderio di riaverti vicino ricordati che dobbiamo mettere a punto i particolari del nuovo programma sulla chimera….Rossetti me lo ricorda in pratica ogni giorno, ora anche lui crede ciecamente in questa nostra nuova trasmissione e non vede l’ora che cominci.
-Digli di stare tranquillo che una volta tornato definiremo tutto in pochissimi giorni.
I due si congedarono con il solito scambio di mielosità che Walter mi confidò totalmente alla fine di tutta questa storia, ma che io non vi ripeterò perché ritengo si tratti solo di intimità non funzionali al mio racconto.
Il secondo incontro con Magnusson fu meno traumatico per Mastrelli.
Lo scienziato infatti stava un po’ meglio e si fece trovare seduto su una poltrona anche se sempre intubato e sottoposto a continuo monitoraggio.
Magnusson, sollecitato da Walter, proseguì col suo racconto di quarant’anni prima.
- Bisognava provare direttamente sull’uomo la tecnica che avevamo adottato con successo prima sui vegetali ed in seguito su diversi animali, integrando il patrimonio genetico per migliorarne le qualità fisiche.
Iniziammo a provare inserendo cellule staminali umane nei criceti, nelle cavie, nelle scimmie ecc. ecc. . Poi proposi al mio staff il grande salto in senso inverso: lavorare sull’uomo con l’impianto di genetica selezionata di natura non umana.
Nei test avevamo già scoperto capacità impensate in alcuni soggetti che avevamo studiato a fondo, in particolare uno si era proprio rivelato una grande sorpresa.
Aveva enormi capacità di rigenerazione delle cellule, la facoltà di vedere anche in condizioni di luce limitatissima, una forte resistenza allo sforzo e facoltà di adattamento ad ambienti ostili fuori dall’ordinario; aveva insomma proprio le caratteristiche che volevo fossero aggiunte a quelle umane, per non parlare dell’intelligenza che si rivelò prossima a quella umana, se non addirittura superiore, e anche questo fu un risultato inaspettato.
-E di che animale si trattava? – interruppe Walter eccitato dallo scoop.
- La prego di permettermi di mantenere questo segreto fino a quando non avremo trovato Richard. Per ora mi preme ritrovarlo per potergli iniettare lo stabilizzatore che lo farà vivere ancora più degli altri uomini, se rendo noti troppi particolari ho paura di spaventarlo e di perderlo definitivamente.
-D’accordo…d’accordo, è una sua specifica volontà che devo rispettare.
Mastrelli riuscì a nascondere la sua forte delusione per quel veto che impoveriva il suo primo grande reportage, e da giornalista di razza non poteva che provarne disappunto, tuttavia non voleva infierire su quell’uomo malato, sottoponendolo a pressioni psicologiche per potergli strappare qualche altro dato importante sulla natura dell’uomo-bestia. Così si limitò a fargli proseguire il racconto.
-Il mio staff era galvanizzato dalle mie teorie che stavamo per mettere in pratica. Ma mentre per me si trattava di una specie di frenesia scientifica che mi spingeva ad andare molto oltre i limiti conosciuti, senza spandere ai quattro venti i frutti del mio esperimento più importante, per tutti i miei collaboratori contava soprattutto la popolarità sulla stampa e sulle televisioni che sarebbe seguita certamente in caso di riuscita dell’esperimento, nonostante la sua totale illegalità. Anzi era proprio quell’atto illecito per la società scientifica internazionale che avrebbe amplificato gli effetti di un eventuale successo.
-Insomma protagonismo e brama di notorietà erano le molle che spingevano i suoi collaboratori, mentre per lei era solo voglia di conoscenza.
-Sento un tono canzonatorio nella sua voce, probabilmente lei non crede al puro desiderio in uno scienziato di giungere alla conclusione di una sua ricerca a prescindere dalle implicazioni mediatiche che un esito positivo potrebbe comportare…eppure le assicuro che per me era così.
-Va bene. Prendo atto di questo, anche se, da giornalista televisivo, ho una visione molto diversa delle cose. Al giorno d’oggi quello che sembra contare di più è la proiezione della propria immagine sulla piazza globale, una notorietà mediatica di qualsiasi tipo, per quanto non supportata da alcuna qualità, sembra contare più di ogni altra cosa…forse lei è un’eccezione.
-Sì!...Forse sono proprio una perla rara.
Magnusson sorrise con uno sfondo di amarezza, poi girò tristemente lo sguardo verso la base della bombola d’ossigeno che stazionava ai piedi del suo letto e per qualche minuto si avvolse in un profondo e riflessivo silenzio che venne condiviso rispettosamente da Mastrelli.
In quel silenzio Walter si rese consapevole del significato che lo scienziato stava attribuendo al suo esperimento in quel preciso momento…aveva capito che anche la natura stessa della sua ricerca era risultata una “chimera”.
Dopo quegli interminabili minuti Magnusson riprese il suo racconto con la voce rotta dall’emozione.
- Cominciai su volontari malati terminali, ottenendo però risultati piuttosto scadenti.
Avevo ormai maturato la piena consapevolezza che l’individuo nel quale doveva essere istallato il materiale genetico animale doveva essere giovane….giovanissimo, anzi più era giovane migliori sarebbero state le possibilità di riuscita.
Mi balenò l’idea di provare direttamente dal concepimento. Ma era un’idea folle, illegale, terribilmente immorale. Ci pensai su per mesi e mesi; non era di certo la difficoltà tecnica a bloccarmi, la possibilità di lavorare direttamente sul DNA del nascituro era una via che reputavo ormai più che praticabile, mi spaventava invece il risvolto morale, la enorme responsabilità di mettere al mondo una creatura umana generata interamente contro le leggi della natura e della società civile. E poi dove trovare una madre ed un padre per la chimera? Una coppia disposta a generare una creatura a rischio, un figlio che avrebbe di sicuro cambiato le caratteristiche dell’intera razza umana o in senso negativo o positivo.
Mastrelli lo interruppe con un’osservazione forse tanto puerile quanto schietta e istintiva:
- E non ha pensato alla qualità della vita che avrebbe imposto alla sua creatura? Alle possibili conseguenze di una diversità che l’avrebbe resa molto probabilmente isolata e infelice, identificabile in pratica ad un mero oggetto sacrificale?
- Lei è cattolico, signor Mastrelli?
- Sì, ma con tutte le variabili di incertezza generate da una fede approssimativa.
- Ecco!....Bravo!...Le naturali incertezze di un ogni uomo che crede per fede e non per effettiva convinzione. La fede rammenda tutti quegli strappi generati nel nostro animo dalla razionalità, dalla logica umana. Così è per me la fede nella scienza; io ero assolutamente certo che il frutto del mio esperimento sarebbe stato un essere superiore, un individuo diverso, di sicuro, ma molto più forte, solido e sano di qualsiasi altro uomo sulla terra.
Come avrebbe potuto sentirsi sola e sconfortata una creatura tanto potente e perfetta?
Anzi avrebbe potuto avere il predominio assoluto sugli altri, diventare un leader, e se cresciuta con una corretta educazione spirituale e religiosa, sarebbe certamente risultata anche molto generosa col suo prossimo, debole e bisognoso.
Ritornò improvvisamente triste, abbassò nuovamente lo sguardo verso il groviglio di fili elettrici e tubi che giaceva sul pavimento alla sua destra, e proseguì quasi imbarazzato per la sua successiva dichiarazione.
- Forse ora le apparirò un esaltato, e io stesso quasi me ne vergogno anche a distanza di tanto tempo, ma vedevo in quella mia creazione una strana analogia con la storia di Cristo.
L’essere che sarebbe nato in base ai miei studi ed alla mia tecnica di avanguardia, avrebbe potuto cambiare la storia dell’uomo, avrebbe migliorato la specie. Sarebbe risultato una sorta di nuovo messia che avrebbe salvato la razza umana dalle principali malattie ancora incurabili.
- Di conseguenza lei si riteneva Dio …. Il creatore assoluto che manda sulla terra suo figlio per salvare tutti gli uomini.
Walter era stato acido nel suo intervento, ma non era riuscito a bloccare sul nascere quella sua reazione istintiva. Con spaventosa alternanza quell’uomo continuava ad apparirgli prima un grande saggio e, subito dopo, un pazzo scriteriato.
- Sapevo che avrebbe detto questo, signor Mastrelli. Prima le ho chiesto se lei fosse cattolico o no, proprio per questo motivo. Non è delirio di onnipotenza, anche se mi rendo conto che possa facilmente sembrarlo, riscontrare Dio in tante piccole azioni della nostra vita o in improvvise ispirazioni che sembrano dettate dall’alto proprio perché Lui ci vuole aiutare.
E’ il rapporto più bello con il nostro Creatore, quello diretto… senza intermediari.
Con quella illuminazione, e proprio in quel momento della mia vita, sentivo di aver ricevuto forza e capacità per generare qualcosa sulla terra per conto di Nostro Signore.
Forse sono stato solo un vanesio, ma allora avevo una fede immensa in quel progetto che mi sembrava pressoché un disegno divino che doveva compiersi col mio tramite.
Magnusson entrò nei dettagli tecnici e nella pianificazione dell’esperimento più importante della sua vita, e di quella della “chimera” che avrebbe generato, pensò Mastrelli nello stesso momento.
Parlò degli studi approfonditi sui DNA di alcuni animali da lui presi in considerazione in funzione delle specifiche caratteristiche di ciascuno, e del contributo che ognuno avrebbe potuto dare alla nuova creatura, anche se non indicò distintamente quali esseri aveva studiato più in particolare. Non gli sfuggì neppure il più piccolo particolare che avrebbe potuto indirizzare l’indagine di Walter verso un animale anziché un altro.
Spiegò che la scelta di clonare una sua cellula fu obbligata dalla necessità di non coinvolgere due genitori sacrificali, già difficili da trovare, che avrebbero anche potuto compromettere in futuro la segretezza del progetto.
Descrisse tutte le angosce, gli scrupoli di coscienza, le paure e le variazioni dei suoi stati d’animo man mano che la fatidica data di realizzazione dell’esperimento si andava approssimando.
Certamente la scelta di Magnusson non era stata fatta a cuor leggero, anzi era stata sofferta, ponderata, vagliata nei minimi dettagli; lo scienziato non voleva sbagliare nulla in quella prova, che considerava quasi di natura divina, come aveva più volte manifestato nel suo racconto.
Elencò con memoria invidiabile tutti i componenti del suo piccolissimo staff di 7 dottori che lo coadiuvava in quel lavoro, ma dei quali solo uno era al corrente di tutti i dettagli del progetto.
Procedendo nel racconto la sua voce si faceva sempre più flebile e il suo tono sempre più prostrato.
L’intera gestazione era avvenuta in una speciale macchina appositamente realizzata per quell’esperimento, una sorta di utero materno artificiale monitorato 24 ore su 24.
Qualsiasi variazione, anche infinitesimale, sull’evoluzione del feto sarebbe stata evidenziata, analizzata ed eventuali interventi sarebbero stati immediati.
La macchina sembrava a tutta l’equipe una specie di grande acquario, dove la creatura cresceva a vista d’occhio…fino al giorno stabilito per il distacco dalle apparecchiature e l’avvio alla nuova vita.
Magnusson diminuì sempre più il volume vocale, iniziò a farfugliare le sue ultime parole transitando velocemente da tutti i livelli esistenti fra la veglia ed il sonno; e finì con l’addormentarsi.
Sono certo che in quel momento iniziò a sognare.
Chissà, forse il momento in cui aveva abbracciato per la prima volta suo figlio, partorito da quella macchina che a sua volta era stato lui stesso a partorire.
Forse l’arrivo di quella nuova vita, che lui aveva tirato giù dal cielo con la forza della scienza, piombata sulla terra come un corpo celeste a velocità astrale per far battere un piccolo cuore in quel corpo ibrido di uomo diverso.
Dal giorno 11/11/11 alle ore 11,11 partiranno su questo blog le puntate del primo romanzo multisensoriale per il web "Caccia alla Chimera", una mia storia ambientata nel 2012 nel mondo della televisione e della ricerca scientifica "estrema". Le puntate saranno a cadenza settimanale e saranno visionabili dopo la pubblicazione anche nell'apposita categoria del blog.
Sergio Figuccia
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