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In poco tempo il Consiglio di Amministrazione di YouGlobe deliberò l’inserimento nei palinsesti del programma “Il mistero della chimera” che venne affidato a Mastrelli con l’affiancamento di Cinzia Forestieri nella conduzione, la regia fu assegnata alla mia persona. In pratica nella nuova trasmissione venne replicato l’intero staff del TG white, compresi i tecnici e i cameraman.
Mastrelli fu incaricato dell’intera inchiesta e partì per Stoccolma la settimana seguente.
Il suo originario entusiasmo però si smorzò già al primo contatto visivo con il dottor Samuel Magnusson, che era riuscito a contattare subito dopo il suo arrivo a Stoccolma fissando un appuntamento per l’intervista nel primo pomeriggio dello stesso giorno.
Infatti si trovò di fronte ad un uomo distrutto sia nel corpo che nello spirito.
Ricevette Mastrelli disteso sul letto con un tubo che gli usciva dal naso, una bombola di ossigeno era piazzata nei pressi su un carrellino a due ruote che ne permetteva evidentemente gli spostamenti nel resto della casa, e la mascherina per la respirazione, appena rimossa, era poggiata ai piedi del letto.
Un uomo ed una donna in camice bianco, entrambi evidentemente infermieri, gli ronzavano continuamente attorno per controllare l’andamento della monitorizzazione delle funzioni vitali sugli schermi di tre appositi apparecchi posati sull’ampia scaffalatura che si ergeva sulla parete di fronte al letto.
I due paramedici si allontanarono solo quando Mastrelli si sedette accanto al capezzale di Magnusson, forse per una forma di rispetto della privacy del loro assistito.
Non era di certo la migliore delle ambientazioni per una intervista, ma dopo tutto in quella fase Walter doveva solo acquisire dati e non immagini, avrebbe potuto utilizzare poi riprese filmate di repertorio, magari quelle stesse della sua collega Lisa Betty Foster del servizio precedente, nel quale lo scienziato svedese si presentava un po’ meglio, senza tubi, mascherine e monitor… probabilmente perché allora le condizioni della sua salute erano meno gravi…chissà!
Dopo i soliti convenevoli, sempre restando coricato, Magnusson ruppe il ghiaccio parlando un italiano sorprendentemente corretto.
- Allora, signor Mastrelli… è riuscito a scoprire qualcosa su mio figlio?
- Dottor Magnusson, non le ho promesso nulla durante i nostri precedenti contatti telefonici. Le ho solo accennato alla possibilità di un mio personale interessamento in seguito a questa intervista. Sicuramente indagherò, ma è ancora un po’ presto per avere qualche traccia sulla quale poter lavorare.
- Ha ragione, ha ragione… cosa vuole, sono così in ansia! Sono quarant’anni che non ho più notizie di Richard, ma dopo che il mio appello è stato diffuso da tutte le principali reti televisive mondiali mi si è accesa una nuova speranza… è come se mio figlio fosse sparito solo ieri mattina ed io … - iniziò a tossire nervosamente – iniziassi a cercarlo solo ora.
Riprese a tossire.
- Ma in tutti questi anni non è proprio venuto a capo di nulla?
- Niente…assolutamente niente. E dire che ho incaricato decine di investigatori privati. Nulla di nulla. Richard sembra essersi smaterializzato da un giorno all’altro.
- Mi perdoni dottor Magnusson, andiamo per ordine. Mi racconti tutto fin da principio.
Tossì ancora una volta, anche per schiarirsi la voce e, dopo essersi sistemato meglio sul letto, iniziò a raccontare la sua storia.
- In effetti per capire, o magari giustificare solo in parte le mie scelte e i miei comportamenti occorre tornare indietro nel tempo.
Nel campo dell’ingegneria bio-genetica, dopo un primo periodo pionieristico, si passò, in varie parti del mondo, ad una massiccia sperimentazione che molto spesso veniva praticata in veste segreta o per l’illegalità della materia, ancora non regolamentata nelle sue forme più spregiudicate, o per la necessità di occultare certe avveniristiche soluzioni allo spietato spionaggio industriale, pronto al facile sciacallaggio sul lavoro altrui.
Così anche io iniziai a generare centinaia di ibridi di animali, ma dopo qualche anno mi convinsi, come quasi tutti gli scienziati che lavoravano su questo tipo di ricerca, che se volevo riuscire veramente ad allungare ancora di più la vita media dell’uomo facendo sparire le principali malattie, dovevo lavorare su qualcosa di diverso.
Non più la semplice istallazione negli animali di cellule staminali per i futuri trapianti nei malati umani … ma la creazione pura di un nuovo essere, con le migliori qualità specifiche delle due componenti … una nuova razza umana supportata dalle caratteristiche genetiche più vantaggiose di qualche forma di animale superiore, meno suscettibile alle patologie non curabili dell’uomo.
Come un qualsiasi individuo innamorato del suo lavoro anche Magnusson iniziò ad eccitarsi nel riesumare le sue performance scientifiche, quella sorta di larva umana che respirava a mala pena sul suo letto trasformato in giaciglio ospedaliero aveva ripreso vita. Il suo colorito era passato dal bianco carta al sabbia chiaro, virando poi al terra di Siena scialbo, fino a registrare persino piccoli lampi di un flebile arancio tendente ad un pallido rosso; tutto ciò dimostrava che sotto quella fragile e diafana pelle di ottantenne malato terminale scorreva ancora il sangue di un essere vivente, quella linfa sostanziale tipica del regno animale che fa la grande differenza col mondo vegetale.
Riuscì persino a sollevarsi leggermente dalla sua originale postura, ingannando Walter e gli stessi infermieri, nel frattempo rientrati nella stanza, sulle sue effettive condizioni di salute; per qualche minuto sembrò guarito da tutti i suoi malanni ed una luce nuova iniziò a zampillare nei suoi occhi azzurri che solo qualche istante prima, fissati com’erano in un punto del nulla, sembravano proprio quelli di un non vedente.
Dopo altri due violenti colpi di tosse, stavolta destinati più a schiarire la voce che non a tentare di smaltire un catarro quasi pietrificato nelle vie respiratorie, riprese a narrare la sua storia.
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- Era già stato accertato, per esempio, che alcune famiglie di lemuri erano totalmente immuni al virus dell’HIV, che certi metateri non erano soggetti ad affezioni degenerative, che determinati rettili avevano sviluppato anticorpi a sufficienza per neutralizzare le principali malattie infettive; mi resi conto così che sarebbe stato più efficace seguire una strada diversa, parallela a quella che qualche decina di anni dopo ha portato alla creazione degli O.G.M. , gli organismi geneticamente modificati.
Ma eravamo ancora nel 1968 e tutti gli altri miei colleghi erano ancora molto più indietro nelle ricerche, sia in ambito di clonazione animale sia di manipolazione genetica. Paragonato allo stato avanzato dei miei studi, il loro lavoro equivaleva a quello di bambini che giocavano con le costruzioni Lego.
Per me era esaltante, vivevo dell’ebbrezza di poter dominare sull’intero mondo scientifico, anche se non potevo ancora rendere ufficiali i miei risultati, l’umanità avrebbe frainteso, sarei stato giudicato un folle, come il celebre dottor Moreau del romanzo di fantascienza di Herbert George Wells.
Quindi nessuno doveva sapere, ma io dovevo andare ancora più avanti, non potevo fermarmi a quel punto, sarei stato certamente raggiunto e surclassato, nel giro di una decina d’anni, da quei miei colleghi che in quel periodo giocavano ancora col Lego.
- Mi scusi dotto Magnusson – interruppe Walter – ma ha qualche documento di quel periodo?….non so, una foto, il libro paga dove registrava i suoi assistenti…insomma qualcosa che possa sostenere ed integrare il suo racconto…
- Certo! – e tentò nuovamente di sollevarsi dal letto – mah!….dovrebbe esserci un faldone con la documentazione principale….dentro l’armadio di fronte …e ..ccuh!…ccuh!...vediamo se…ccuh!...ccuh!!
Intervennero subito i due infermieri, uno fece ridistendere delicatamente Magnusson, in preda a nuovi violenti attacchi di tosse, l’altro andò ad aprire l’armadio e, dopo aver rovistato brevemente, tirò fuori una grossa carpetta con una evidente scritta svedese sul dorso: “1968-Experiment Kloning-Genetiska”.
Lo scienziato aprì con mani tremanti il raccoglitore e iniziò a tirare fuori una serie di foto e di cartelle mediche, poi anche quaderni di appunti, diagrammi e grafici che solo lui poteva comprendere, stampe di immagini prodotte al microscopio elettronico e tanta altra roba di dubbia valenza giornalistica ma di grandissimo livello scientifico.
- Ecco questo ero io in quel periodo.
Mostrò con orgoglio a Walter una sua foto in camice nel periodo del suo massimo splendore fisico e intellettuale, e poi, a seguire, anche qualche foto dei suoi assistenti.
- Vede… questo era il mio assistente principale nell’esperimento della chimera. Si chiama Kurt Polasacra, sempre che sia ancora vivo, ma essendo più giovane di me dovrebbe esserlo. Un biologo svedese di origine italiana, specializzato in Scienza della riproduzione applicata alle tecnologie avanzate, oggi si chiamerebbe Ingegnere biomedico o biogenetico. Ma non deve dimenticare, dottor Mastrelli, che il nostro staff era molto più avanti nella ricerca rispetto a qualunque altra equipe nel mondo….quello che è stato ufficializzato con appositi titoli accademici alla fine del secolo scorso, noi lo applicavamo già una trentina d’anni prima.
Kurt era il mio braccio destro, il mio vicario assoluto nell’esperimento. L’unico che era a conoscenza di tutti segreti di quella specifica richiesta.
- Quindi il primo sospettato del rapimento di suo figlio? – interruppe Walter
- Sì….l’ho ritenuto colpevole fin dal primo minuto successivo a quello della scomparsa di Richard, anche perché dopo qualche giorno sparì anche lui senza lasciare la ben che minima traccia…….In quest’altra foto si vede invece Polasacra, a sinistra, e l’altro assistente Samuel Avrahm, un medico prenatale israeliano.
Io avevo riunito nel mio laboratorio di ricerca forse il meglio del mondo scientifico internazionale di quei tempi; in tutto sette elementi, che io, con un gioco di parole italiano applicato proprio alla parola “elementi”, definivo le “sette menti elette”, ele-menti appunto …oppure “i magnifici 7 di Magnusson”, parafrasando il celebre film.
Le foto sono molto poche perché la segretezza dell’esperimento mi aveva costretto a vietare sostanzialmente all’equipe l’uso di macchine fotografiche…allora non esisteva ancora il digitale e… ccuh!...ccuh!! pensavo che solo la…. ccuh!!...ccuh!!...ccuh!!...ccuh!! possibilità che in sede di sviluppo.. ccuh!...ccuh!! e stampa …qualcuno potesse vedere….. ccuh!...ccuh!! ….. ccuh!...ccuh!!
A quel punto si intromisero i due infermieri chiedendo a Mastrelli gentilmente di interrompere l’incontro perché Magnusson si era affaticato troppo.
Fecero distendere il vecchio scienziato sul suo giaciglio e Walter si allontanò congedandosi brevemente, non prima di aver estorto a Magnusson la promessa di un successivo incontro entro qualche giorno.
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Walter Mastrelli, seguendo il reportage in diretta, aveva capito immediatamente che il soggetto “uomo e animale insieme” nella profezia di Nostradamus poteva essere riferito quasi certamente ad una chimera biologica, proprio come nel caso del figlio di Magnusson.
Inoltre la parola “illusione” presente nella seconda parte della quartina era già un sinonimo di chimera, e lo “scandalo” poteva essere legato ai risvolti etici e legali che quell’annuncio di Magnusson avrebbe certamente avuto nei giorni successivi.
Tra l’altro lo scandalo, che puntualmente si diffuse già dall’indomani del nostro servizio televisivo, riguardò anche l’impressionante numero di esperimenti sommersi sulla creazione di ibridi biologici fra animali diversi che era avvenuta nel periodo indicato da Magnusson insieme ad analoghi tentativi di clonazione, ma sempre effettuati su animali.
Lo stupore più grande del mondo scientifico fu tuttavia quello di scoprire che già nel 1968 uno staff di studiosi era riuscito a clonare in Svezia un essere vivente e a manipolarne il DNA, quasi trent’anni prima della celebre pecora Dolly - clonata in Scozia nel 1996 e dichiarata ufficialmente nel 1997 – e addirittura 37 anni prima dell’esperimento del biologo Irving Weissman che nel 2005 inserì in California cellule del sistema nervoso umano nel cervello di un topo.
Ma la meraviglia della scienza ufficiale fu nulla rispetto alle reazioni della Chiesa Cattolica e dei media più potenti.
Noi di YouGlobe avevamo realizzato lo scoop, ma i quotidiani e le TV di livello internazionale si scatenarono in giudizi ed interpretazioni morali di portata storica per un avvenimento scientifico.
Se da un lato Weissman aveva usufruito del nulla osta del Comitato etico dell'Università di Stanford, la notizia del vecchio esperimento di Magnusson del 1968 fece nascere in tutto il mondo tante di quelle polemiche che venne istituita, in meno di quindici giorni, la “Commissione Scientifico-Etica Mondiale di Genetica Sperimentale”, unico organo abilitato a giudicare o consentire la legalità a quel tipo di tentativi d’avanguardia sia per quanto riguardava il passato che per l’avvenire.
Il professor Irving Weissman si giustificò presentando il benestare della sua Università e spiegando che l’esperimento serviva per poter registrare le varie reazioni al virus HIV senza rischiare pericolosi esperimenti sull’uomo, sfruttando peraltro solo l’1% del sistema nervoso umano; I media alla fine si schierarono a favore di Weissman, anche perché il suo caso era una sorta di riesumazione di una questione morale già ampiamente discussa nel 2005, mentre ben più violento risultò l’attacco a Magnusson per la sua creazione di un intero essere umano, venuta improvvisamente a galla in seguito all’appello televisivo diffuso tramite YouGlobe.
La Chiesa Cattolica lanciò tuoni e fulmini contro il moribondo scienziato svedese e la Commissione Scientifico-Etica Mondiale di Genetica Sperimentale minacciò l’adozione di provvedimenti gravissimi contro eventuali autori di successivi test genetici di quel tipo, anche se finalizzati alla ricerca di rimedi per gravi patologie come il morbo di Parkinson, quello di Alzhaimer o di Lou Gehrig.
La parola "scandalo", citata nella profezia di Nostradamus, stava quindi in queste reazioni globali generate sull’onda dell’emotività sviluppatasi in seguito alla divulgazione della notizia.
La massa popolare poi non perdonava affatto a scienziati come Magnusson la mortificazione della sacralità umana e della natura in genere, anche se presentata sotto la bandiera di una ricerca scientifica asservita ad eventuali conseguenti benefici sanitari.
Alla gente sembrava piuttosto che questi studiosi, mascherati da benefattori dell’umanità, attentassero alla dignità di qualsiasi creatura terrestre pur di aggiudicarsi celebrità e la palma d’oro del più bravo, generando piccoli poveri mostri condannati ad una vita da diversi o da fenomeni da baraccone.
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Walter Mastrelli era affascinato da quella storia e da quella sua ispirazione che gli aveva permesso il collegamento alla profezia.
Inoltre un’idea geniale e incalzante gli ronzava nella testa sin dal momento in cui era venuto a conoscenza di quel fatto: poteva finalmente studiare a fondo, e da solo, una notizia interessante, spogliandosi dei panni di semplice lettore di TG per indossare finalmente quelli di giornalista televisivo che aveva tanto agognato fino a quel momento.
Aveva insomma l’occasione per un brillante salto di carriera lavorando su qualcosa che tra l’altro lo attraeva particolarmente, sempre che il direttore di testata Filippo Rossetti avesse accettato la sua proposta; chiese così a me di mediare, considerando che Rossetti era anche mio amico.
Fissai quindi l’incontro a tre per il lunedì successivo.
Walter ottenne conferma dell’appuntamento col direttore, nella stessa mattina di lunedì, dal mio proto di testata Pippo Bretoli, un simpatico cinquantenne sempre con la voglia di scherzare.

- Ehilà, Walter! Oggi, a mezzogiorno dovrai porre il tuo culo sulla poltroncina antistante la scrivania del nostro mega-direttore… non so perché ma ti vuole parlare… che cosa hai combinato?
- Nulla Pippo, stai tranquillo.
- Sai com’è? Non chiede mai di nessuno… ho pensato: stavolta Walter l’ha fatta grossa e il direttore lo convoca per cantargli la Butterfly.
- Non è così, sono stato io a chiedere un incontro insieme al nostro caro Pastrone per fargli una proposta.
- Ah! … Ho capito! Sei passato dall’altro lato della barricata e vuoi essere tu a suonargliela.
- Ma che fantasia! Non ho subito variazioni di sorta nella mia sfera sessuale, e continuo a desiderare solo partner femminili, ho solo intenzione di migliorare in qualche modo il mio lavoro in questa emittente… tutto qua!
- Hai detto niente! Sei già il grande Walter Mastrelli, il lettore di TG più amato in assoluto dal grande pubblico, cosa vuoi di più?
- A parte che Franco Sereni, nonostante legga il TG black, è altrettanto benvoluto … poi migliorare non vuol dire che intendo abbandonare per sempre il mio lavoro, chiedo solo di aumentare la mia autonomia nelle notizie che leggo ogni santo giorno.
- Ah! Allora è una cosa seria! …Auguri. Comunque Franco Sereni è un specie di becchino impomatato, la gente non lo ama…forse lo teme … magari per motivi scaramantici, visto l’elenco di morti che ogni giorno sciorina sul teleschermo… il migliore è sempre Walter Mastrelli, porca miseria!
- Grazie Pippo! Sei sempre carino nei miei confronti, ma devo confessarti che credo poco in questo genere di affetto via etere. La gente si infatua dei personaggi televisivi che vede più spesso… basta una breve interruzione nelle presenze in video, una minore continuità nelle apparizioni, che subito ritorni a muoverti in prossimità dell’anonimato.
Walter aveva pronunciato quest’ultima frase iniziando a muoversi verso lo studio televisivo del suo TG, tanto da doversi girare indietro quasi di 180° rispetto alla sua direzione di marcia per poter ancora guardare negli occhi il buon Pippo.
Quando tornò in posizione normale fu costretto a bloccarsi immediatamente perché la sua direzione era sulla rotta di collisione con la mia postazione; ero fermo con le braccia innestate sui fianchi a manico d’anfora e lui non mi aveva visto se non all’ultimo istante. Rischiammo uno scontro frontale i cui effetti, considerando le nostre stazze, sarebbero risultati probabilmente devastanti.
- Nell’attesa di parlare col direttore, che ne diresti di registrare intanto l’edizione di oggi del TG white per evitare di fare le corse in diretta e all’ultimo minuto? – bofonchiai.
- Stavo proprio venendo da te quando ti sei parato sulla mia traiettoria.
- Ahhh! Allora è colpa mia?
- Diciamo che abbiamo rischiato una pericolosa collisione che avrebbe impedito la messa in onda almeno di uno dei due TG giornalieri, per mancanza del regista e del lettore.
Walter però lavorò con la testa per aria, col pensiero fisso a quella richiesta da fare al direttore ed in attesa di quel mezzogiorno che sembrava non voler arrivare mai.
Ma come inevitabilmente accade due volte al dì, da quando l’uomo inventò gli orologi, anche quella mattina la lancetta delle ore si andò a rifugiare, nel suo primo turno quotidiano, sotto quella dei minuti per nascondersi dallo sguardo concupiscente di Mastrelli che attendeva proprio quel fatidico istante.
Il direttore di testata Filippo Rossetti era un uomo di mezza età, senza particolari segni caratterizzanti, fatta eccezione per il suo paio di baffi bianchi che contrastavano vistosamente con il colore di sopracciglia e capelli, ancora quasi del tutto neri, nonostante fossero perfettamente naturali.
Aveva una notevole esperienza nel settore, anche per il suo lungo permanere nella cosiddetta “prima-linea”, con reportage dalle zone a rischio bellico nei primi anni della sua carriera.
Ci accolse con la sua solita verve ironico-grottesca sparsa nell’aria da quel suo vocione da baritono fallito.
- Ciao Giuseppe……oilà Mastrelli!! Quale bufera ti spinge da me in compagnia del mio regista preferito?
- Normalmente il luogo comune parla di un “buon vento”… ma se per lei c’è già previsione di tempesta prima ancora di farmi parlare, inizio a temere per la risposta.
Walter aveva buttato lì quella replica al suo saluto con un sorriso disarmante; ironia contro ironia, non poteva di certo incazzarsi per questo, infatti…
- Porco cane … Mastrelli! Sei sempre sul chi vive! Non volevo di certo metterti a disagio … qua sei sempre il benvenuto … lo sai! Dimmi pure in che cosa posso aiutarti.
- Direttore, io da tempo ho un desiderio professionale che ho tenuto nascosto per alcuni anni ma che ora vorrei proprio confessarle.
- Ma cosa puoi desiderare di più professionalmente? Sei il più gettonato fra i lettori, il pubblico televisivo ti ha equiparato alle star cinematografiche, sei un intoccabile anche nelle turnazioni con i colleghi… quale altra ambizione può esserci al di sopra di tutto questo?
- Sì, forse può sembrare un po’ ingiusto da parte mia mostrarmi scontento di tutto questo, ma credo che ogni uomo debba sempre aspirare a qualcosa di più, per migliorarsi e per dare una valore a tutto ciò che fa ogni giorno.
- Mamma mia che perle di saggezza!
Intervenni con una battuta per stemperare la lieve tensione che si stava istaurando:
- Giuro che Walter non ha imparato a memoria questo testo come fa certe volte con le notizie del TG, è proprio un suo sincero sfogo personale.
- Va bene…va bene… dimmi cosa può renderti felice.
- La felicità è ben altra cosa, diciamo che sarei più contento se potessi leggere notizie e commenti fatti da me e non da altri; certe volte mi sembra di essere una sorta di automa, un robot parlante senza anima. Come lei sa alcune televisioni hanno già adottato i “lettori virtuali”, sono immagini di uomini o donne realizzati in computer-grafica che leggono le notizie proprio come le leggo io al TG white. Niente anima, niente corpo, niente stipendio… io talvolta mi sento uno di loro.
- La possibilità di utilizzare una controfigura creata dai computer per leggere i TG non è mai stata neanche lontanamente presa in considerazione dalla nostra azienda. Abbiamo ritenuto che dopo il primo impatto favorevole dovuto alla curiosità, la gente non avrebbe gradito trovarsi sempre di fronte quella sorta di cyborg olografico.
Le TV con minori disponibilità economiche hanno dovuto fare questa scelta per risparmiare sui costi di gestione, ma alla lunga hanno avuto enormi cali negli ascolti proprio per questo motivo.
Sono certo che lentamente torneranno anche loro alla vecchia opzione.
Quindi scordati di poter essere sostituito da un tuo clone virtuale.
Tossì brevemente, anche per riprendere un po’ di fiato dopo quella precisazione che gli aveva procurato una sorta di affanno improvviso, e proseguì:
- Anche la tua aspirazione di voler curare personalmente gli articoli da leggere in TV è una strada già battuta in passato. Nei primi anni ’50 del secolo scorso, quando nacque la televisione in Italia, la lettura dell’unico telegiornale era affidata a lettori specializzati, poi seguirono le rivendicazioni sindacali dei giornalisti che non volevano più restare nell’ombra e che pretesero ad un certo punto di leggere personalmente dinanzi le telecamere il frutto del loro lavoro.
Dopo un lungo periodo di predominio da parte dei giornalisti però, si tornò lentamente a sostituire i cronisti nella conduzione dei TG. Le aziende pubbliche e private infatti tornarono col tempo ad optare di nuovo per lettori professionisti presenti negli studi a coordinare i servizi esterni, che rimasero però in completa gestione degli stessi reporter incaricati.
Tu sei molto giovane e tutto questo costituisce per te pura archeologia televisiva, ma ti ho voluto mettere al corrente perché la tua richiesta ci farebbe tornare nuovamente indietro nel tempo operando contro le direttive aziendali … a meno che tu non voglia passare d’altro lato della barricata, diventando corrispondente esterno a tutti gli effetti. Ma questo significherebbe per la società rischi di perdita di un patrimonio di ascolti costruito proprio sulla tua presenza in video… credimi …così sarebbe veramente improponibile.
- Quindi devo restare a vita solo un replicante televisivo? Un pupo asservito ai cronisti ufficiali, pur avendo i titoli necessari al cambio di qualifica e una idea su un possibile scoop internazionale?
- Alludi al fatto che hai la laurea in giornalismo… sì è vero, ma sei stato assunto come lettore … ricordalo!
- Certo, ma non vorrei morire tale.
Rossetti si fermò un attimo a riflettere guardando oltre il vetro della sua finestra piena di tetti grigi e di cielo azzurro, poi dopo un breve sospiro rivelatore del suo stato d’animo, che in quel momento si dibatteva fra un’affettuosa tolleranza e una rigida interpretazione del suo ruolo aziendale, riprese a fissarci negli occhi alternativamente.
- La presenza qui dentro anche di Giuseppe, che è il regista del TG white, mi fa capire che anche lui sostiene la tua richiesta, quindi penso di potervi venire incontro solo in un modo: potresti continuare a leggere il TG white curando solo il caso al quale hai fatto riferimento, che potresti proporre al pubblico personalmente ma sempre dall’interno dello studio, come approfondimento a seguito del TG.
Intanto potremmo iniziare così … poi si vedrà; nel frattempo dovremmo cercare con calma un tuo sostituto per il futuro, da presentare a poco a poco in TV per evitare al pubblico il trauma di un avvicendamento improvviso. Ma intanto dimmi qual è lo scoop al quale mi hai accennato prima.
Mastrelli raccontò al direttore di Samuel Magnusson, del servizio televisivo di Lisa Betty Foster da Stoccolma, della sua passione per le profezie di Nostradamus e del collegamento che aveva fatto fra quello specifico evento e l’unico presagio per il quale in precedenza non aveva trovato alcuna spiegazione.
Terminò manifestando il suo desiderio di andare a fondo alla faccenda intervistando di persona Magnusson e analizzando i fatti accaduti quarant’anni prima, conclusi poi con la misteriosa sparizione del bambino-chimera.
Il direttore sembrò interessato alla vicenda, evidentemente intravedeva, da cronista di razza, la possibilità di allettare il pubblico con una storia, possibilmente da snocciolare “a rate”, che aveva tutti i requisiti per diventare una sorta di tormentone giornalistico, anche se ciò poteva comportare una futura sensibile riduzione della presenza in video di Mastrelli, con possibile conseguente perdita di indici di ascolto.
Iniziò a emettere brevi mugolati di interessamento e approvazione, fissando con gli occhi leggermente socchiusi la foto della sua famiglia che stazionava sulla scrivania dentro una imponente cornice d’argento.
Da buon regista televisivo immaginai in quel momento un personaggio dei cartoon, con le sue fattezze un po’ grottesche, mandar fuori dal capoccione arruffato le solite palline bianche identificative di pensieri profondi, con l’inevitabile nuvoletta contenente la classica scritta “mumble….mumble”.
- Sì, certamente è una storia affascinante … potrebbe galvanizzare l’attenzione di una gran fetta di pubblico; c’è un po’ di tutto… il mistero, il sovrannaturale, il dramma umano e persino il risvolto morale di stampo scientifico-sociale ...già … già….già!!
Ok! Puoi anche metterti al lavoro, dammi una settimana di tempo per cercare un tuo possibile sostituto e poi potrai anche andare a Stoccolma. Terminata l’intervista però devi rientrare subito e riprendere le tue letture dei TG. Da quel momento in ogni trasmissione potrai liberamente introdurre la vicenda a piccoli sorsi; non giocarti tutto in un’unica botta.
Questo dovrà essere una specie di piccolo romanzo d’appendice per la nostra testata giornalistica che ti potrai gestire nell’arco della intera stagione. Se occorrerà potrai alternarti col tuo sostituto per coprire eventuali tue assenze necessarie agli approfondimenti delle indagini.
- Ecco, ora sì che mi ha reso felice! Sono però preoccupato per Lisa Foster, in fondo il primo servizio televisivo che ha acceso i riflettori sul caso era stato il suo… non vorrei che si possa sentire defraudata dal mio subentrare in qualità di cronista proprio nella storia che lei ha tirato fuori.
- Di questo non ti devi preoccupare, e il fatto che tu abbia avuto questo pensiero gentile nei suoi confronti ti fa onore….altri se ne sarebbero fottuti. Lisa è piuttosto conciliante, e poi mi ha confessato di non aver voluto approfondire la notizia, andando ad intervistare lo scienziato, perchè è poco interessata a questo fatto di cronaca, troppo scientifico per le sue competenze. Per lei è un pozzo vuoto, per te invece è un giacimento tutto da scoprire; tu hai il legame con la profezia di Nostradamus, la vecchia storia delle posizioni diverse da parte dell’opinione pubblica su quegli esperimenti bio-genetici, la possibilità di scoprire qualcosa sul rapimento ecc.. ecc.
Lavoraci su e così potremo sapere se sei anche un bravo reporter oltre che un grande lettore di buone notizie.
Ci scambiammo i saluti con una inusuale cordialità; ognuno di noi aveva trovato infatti, negli altri due, strumenti utili per poter coronare proprie aspirazioni.
Un’ottima opportunità, per Rossetti di alzare notevolmente gli indici di ascolto, per Walter di intraprendere finalmente la carriera di cronista e per me la possibilità di un nuovo programma di sicuro successo da dirigere.
Una cosa però non avevamo ancora messo bene a fuoco: avevamo a che fare tutti e tre con una chimera.
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Quella sera Walter Mastrelli e Cinzia Forestieri si erano presentati negli studi di YouGlobe con qualche minuto di ritardo.
Erano dei seri professionisti e raramente incappavano in ritardi, anche perché prima della messa in onda della trasmissione davano sempre una sommaria lettura alle notizie della edizione del TG-White per dividersi i comunicati ed evitare così fastidiosi accavallamenti negli attacchi dei testi.
Ma proprio quella sera, quel piccolo ritardo non permise la pre-lettura delle news e le notizie vennero ripartire a caso fra i due, con una veloce ed approssimativa separazione fisica dei fogli, non senza un intervento di velato e ironico rimprovero che il mio ruolo imponeva.
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- Vi ricordo - dissi al microfono dietro il vetro della sala di regia - che avete la responsabilità, ben retribuita, di un telegiornale internazionale che ha un discreto seguito; non sono ammessi ritardi nelle partenze come per i treni delle ferrovie dello stato.
Mastrelli non subì passivamente la mia frecciatina e rispose alla mia battuta con una schiacciata vincente che rientrava perfettamente nel suo carattere equilibrato ma pur sempre combattivo.
- Caro Pastrone, ti ricordo che la tua retribuzione è pari alla somma di quella mia e di Cinzia e che non sei pagato per fare il Capo-Stazione … quindi se vuoi fischia e fai partire il convoglio e non ci rompere i vagoni. Vedi quante rime in “one” ti ho fatto?!
Sinceramente mi dava un po’ fastidio essere fregato nei rimbalzi e replicai con uno scherzo estemporaneo.
- Cazzo! Ma sei già in diretta!
La faccia annichilita di Walter fece scoppiare me e i tecnici in una fragorosa risata che si propagò nello studio tramite gli altoparlanti della sala di regia.
Cinzia si chinò divertita sorridendo sui fogli che avrebbe letto da lì a poco e Walter, rasserenato dalla mancata brutta figura in diretta, si limitò a scandire una nota frase di invito di valenza mondiale.
- V-a-i a f-a-r-e i-n c-u-l-o !!
guarda la sigla del TG white
Lesse tutto con la solita disinvoltura: dalla notizia relativa al nuovo insediamento presidenziale in Ruan, la Repubblica Unica dell’Africa del Nord nata nei primi mesi del 2012, ai risultati del Campionato Europeo di Calcio, dalle previsioni meteo-continentali, alla presentazione del primo Festival Cinematografico di Nancy.
Poi come sempre venne il momento delle news scientifiche e si ritrovò a leggere questo comunicato:
- Lo scienziato svedese Samuel Magnusson, noto per le sue scoperte in ambito bio-genetico,
ha fatto alla stampa una clamorosa dichiarazione. Ha detto di aver clonato se stesso in un esperimento della fine degli anni 60 ma che il proprio figlio, al quale aveva dato il nome Richard, è stato misteriosamente rapito nei suoi primissimi giorni di vita.
Magnusson ha dichiarato di non aver mai sporto denuncia perché conscio delle proprie responsabilità legate alla illegalità dell’esperimento, e che in tutti questi anni ha sofferto spaventosamente per la sorte di suo figlio, soprattutto per un’altra sua caratteristica biologica unica al mondo che, se ancora in vita, potrebbe portarlo alla morte proprio nel 2012.
L’uomo ha comunicato di essere malato terminale, pertanto ha ritenuto doveroso, a questo punto, rendere nota all’umanità la vera natura del bambino del quale non ha più notizie.
Dalla nostra sede di Stoccolma ce ne parla la nostra collega Lisa Betty Foster.
Seguì un servizio in video, registrato poche ore prima tramite collegamento satellitare che Walter vide per la prima volta e seguì con particolare interesse, tanto da risultare un po’ troppo meditabondo al momento della sua conclusione e del conseguente ritorno all’inquadratura del suo volto.
Nel breve filmato veniva spiegato che il bambino, improvvisamente sparito dall'abitazione-laboratorio dello scienziato, era stato concepito in provetta per clonazione, come frutto di un esperimento genetico che aveva previsto anche l’inserimento di geni di un essere non umano nel DNA del feto .
Lo scienziato non aveva specificato di quale animale si trattasse e lanciava comunque un appello al mondo intero invitando chiunque avesse avuto notizie di suo figlio di comunicarle nel più breve tempo possibile.
Alla fine del servizio la mia collega aveva specificato che quello strano ibrido veniva scientificamente definito una “chimera”, e che non poteva comunque avere lunga vita per le proprie caratteristiche fisiologiche di instabilità. Magnusson però, in base alle sue ultime scoperte, era in grado di poter intervenire sul DNA di suo figlio, che se ancora in vita doveva essere già un uomo adulto, annullando così i pericoli dell’invecchiamento cellulare e donandogli quelle possibilità di sopravvivenza che trent’anni prima non erano ancora possibili.
Lo scienziato però era allo stato terminale della sua malattia e gli restava ormai poco tempo a disposizione per agire in tal senso, ecco il perché di quel suo accorato appello televisivo.Vista la mia reazione dopo la sigla finale, al di là dell’altoparlante di regia, Mastrelli capì di aver chiuso il telegiornale con un’espressione evidentemente troppo perplessa per lo standard tradizionale.
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- Ma che cazzo ti è successo? In chiusura sembravi un ebete rincoglionito – gracchiai dal dispositivo acustico.
- Porco cane! Risultavo così tanto imbarazzato in video? – rispose Walter.
- Più che imbarazzato sembravi centrato da un fulmine.
- Scusami! L’ultima notizia era piuttosto inquietante e mi ha coinvolto emotivamente.
- Se devi continuare a fare questo mestiere devi imparare a sopprimere le tue emozioni, caro Walter, almeno in quella mezz’ora di lettura delle notizie. Dopo puoi anche farti suggestionare liberamente… il poi è di tua pertinenza, ma il durante è solo di proprietà di YouGlobe, ricordalo!
- Uuhhh! Che esagerazione! E’ stata solo una breve perplessità di qualche secondo, non accadrà più. C’è bisogno di spargere tutto questo paternalismo?
- Prendo atto dei tuoi buoni propositi per il futuro ed ora ti mando a cagare perché il mio turno sta terminando. Ci vediamo domani, ciao ciao.
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Quella volta però Mastrelli era stato effettivamente troppo poco accorto nel farsi condizionare fino a quel punto, avevo proprio ragione io.
Ma la notizia era di quelle che non facevano dormire la notte, almeno uno come Walter tanto patito di leggende, mitologia, presagi e profezie.
Già da ragazzo Mastrelli era stato un grande appassionato delle predizioni di Nostradamus;
trascorreva pomeriggi interi a studiare le quartine del celebre indovino per tirarne fuori possibili indicazioni soprattutto su eventi futuri.
Il suo era una specie di giornalismo esoterico che però non era mai riuscito ad utilizzare professionalmente, occupato com’era solo nel leggere le notizie preconfezionate da altri colleghi; e questa cosa non l’aveva mai digerita.
Walter era proprio affascinato dalla particolarità delle parole dell’indovino, come diceva lui “messe una dietro l’altra, quasi fossero effetto di una sequenza di estrazioni a caso da un recipiente virtuale contenente tutti i vocaboli ed i verbi del mondo”. La caratteristica delle sue profezie era proprio quella di permettere ai posteri di interpretare a piacimento quelle composizioni; e la gente, nel corso dei secoli, aveva sempre trovato una relazione precisa fra ogni quartina ed un pertinente evento storico.
Ma le interpretazioni date in passato ai misteriosi versi lo interessavano poco, voleva essere lui a convincersi di cosa potessero effettivamente indicare, non si fidava molto delle chiavi di lettura degli altri studiosi, nonostante la loro indiscutibile preparazione e i titoli accademici vantati.
D’altronde aveva riscontrato in molti casi la coesistenza di spiegazioni diverse sulla stessa quartina, che poteva essere così attribuibile a circostanze storiche differenti l’una dall’altra.
Così lo affascinava il poter trovare soluzioni alternative, scoprire che l’evento collegato in precedenza ad una strofa era possibilmente di tutt’altra natura.
In genere tutti concordavano sul fatto che la dodicesima ed ultima centuria si occupasse solo di avvenimenti del terzo millennio, quindi il lontano futuro per chi cercava di interpretare i versi di Nostradamus respirando l’aria del XX secolo o dei primissimi anni del XXI, quindi nella fascia fra il 2000 ed il 2005; per quella gente era risultato ben più agevole decrittare gli eventi del passato nascosti fra le quartine delle centurie precedenti.
Facile trovare un nesso, magari un po’ artificioso, con la storia già vissuta dall’umanità; altra cosa risultava invece riuscire a trovare un legame fra le ultime ermetiche predizioni e i fatti che invece sarebbero dovuti ancora accadere e sulla cui natura nessuno, se non Dio, poteva mai essere anche minimamente edotto.
Alcune quartine della dodicesima centuria erano rimaste quindi ancora libere da decodificazioni, lui però si era divertito a trovare per tutte una chiave di lettura basandosi sulle possibili evoluzioni storico-sociologiche dell’umanità funzionali agli avvenimenti che avevano costellato i suoi primi 40 anni di vita.
Non era stato facile, ma alla fine aveva trovato le ipotesi giuste per dare un senso a quelle strofe, in tutto questo però una sola quartina lo costringeva ancora a passare notti insonni assillandosi costantemente nella sua analisi:
Aveva pensato inizialmente che i cambiamenti climatici verificatisi fin dai primi anni del XXI secolo, e proseguiti fino al 2010, fossero stati l’oggetto della prima riga e quindi anche dell’intera profezia.
In seguito però si era reso conto che al centro dell’attenzione di Nostradamus non c’erano né tornadi, né cicloni, né trombe d’aria, che avrebbero indicato solo un segmento temporale …già “temporale” anche nel senso dei venti tre volte più forti.
In quel caso l’indovino descriveva invece un preciso anno, non un lasso di tempo né una serie di eventi meteorologici; quindi la spiegazione doveva essere un’altra.
Ci arrivò in seguito, notando per caso nella notte di capodanno del 2011, che il subentrante anno avrebbe avuto la caratteristica di un numero che, letto a coppie di cifre, faceva seguire al numero 20 iniziale il risultato di una moltiplicazione, quel “per tre volte”; e riflettendo sul numero dei Cavalieri dell’Apocalisse, che sono 4, aveva dedotto che 20(3x4=12) portava al 2012….proprio l’anno che stavamo vivendo, l’anno delle profezie Maja, di quelle di San Malachia e ora, lui ne era certo, anche di Nostradamus; d’altra parte anche la presenza della quartina nella dodicesima centuria poteva costituire un ulteriore forte collegamento con il 2012.
Eravamo dunque nel periodo preciso di quella predizione, e la lettura di quella notizia al TG white serale aveva confermato a Walter di aver fatto centro con quella sua ipotesi.
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PROLOGO
Milano 21 dicembre 2012
Mi chiamo Giuseppe Pastrone, sono un dirigente della divisione italiana di “YouGlobe”,
il più importante network televisivo mondiale, nato dalla fusione del leader fra i motori
di ricerca di internet con una delle TV statunitensi più influenti nel settore dell’informazione.
Quando, dopo il solito periodo di praticantato, fui assunto a tempo indeterminato in una emittente privata di livello nazionale, non pensavo certamente di fare tanta carriera.
Dopo una ventina d’anni di gavetta, mi si è presentata l’opportunità di rivestire il ruolo di regista all’interno della nuovissima e innovativa “YouGlobe Television”, proprio nell’anno 2012, quando tutti i network televisivi del mondo hanno deciso di trasmettere due TG separati in ogni rotazione editoriale; uno, denominato “TG-Black”,
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si occupa esclusivamente delle notizie riguardanti vittime di qualsivoglia evento: incidenti, omicidi, calamità naturali, attentati terroristici, ecc. ecc.
L’altro invece, chiamato “TG-White”, è specializzato nelle news di cronaca ordinaria: politica, disservizi segnalati dagli spettatori, novità scientifiche, notizie sportive ecc. ecc.
In poche parole sono state separate tutte le notizie di eventi che comportano vittime umane da quelle di ordinaria amministrazione; questo perché la diffusione di avvenimenti luttuosi, che aveva in precedenza occupato ormai l’80% di ogni TG, aveva trasformato ogni notiziario in una sorta di ansiogeno bollettino di guerra, causando una caduta degli indici d’ascolto e ripetute proteste da parte di migliaia di telespettatori.
Un certo target di utenti non ne poteva più di morti spiattellati sullo schermo ad ora di pranzo e di cena, così le maggiori emittenti, e YouGlobe prima fra tutte, hanno deciso di optare per il doppio TG.
Da quest’anno infatti i nuovi telegiornali, che per ogni edizione vengono diffusi con mezz’ora di intervallo uno dall’altro, riportano nei titoli di testa specifiche avvertenze sui contenuti, un po’ come accade sui pacchetti di sigarette o su quelli dei medicinali, e la soluzione si è rivelata alquanto valida; niente più suicidi fra gli utenti più a rischio da eccesso di emotività e buoni indici di gradimento per i TG black
destinati agli assetati di sangue.
Questo che vedete a fianco è Walter Mastrelli, il lettore del “TG-White” da me diretto.
Non sono mai riuscito a capire né come né perché, ma sta di fatto che in poco tempo il nostro Mastrelli è diventato una vera star mediatica.
Il pubblico lo apprezza e lo segue in ogni sua apparizione televisiva ed è invidiato e ammirato dai colleghi e da una gran parte dei telespettatori dell’emittente.
E’ la punta di diamante di YouGlobe, anche se il suo alter-ego del “TG-Black”, Franco Sereni, insegue a breve distanza la leadership degli ascolti.
Anche lui ha un altissimo indice di gradimento, ma su un target di teleutenti ben diverso.
I due comunque, pur rivaleggiando dietro lo schermo televisivo, si rispettano nel privato, anche se non nutrono alcuna simpatia l’uno per l’altro.
In ogni TG white, accanto a Walter Mastrelli, è sempre presente Cinzia Forestieri, una giornalista d’assalto che ha iniziato la carriera come redattrice nell’ambito della moda all’interno di una rivista specializzata; poi, anche grazie al buon rapporto fra la direttrice del periodico e l’Amministratore Delegato di YouGlobe, la Forestieri è stata affiancata a Mastrelli nella lettura del TG-White.
Il passaggio di Cinzia al network televisivo, non è stata un’operazione indolore per la rivista di moda, ma la direttrice ha preferito privarsi con rammarico di un ottimo redattore pur di favorirne il rilancio professionale, anche perché Walter Mastrelli, oltre ad essere il suo compagno di lavoro, è anche il suo compagno di vita e l’accoppiata, priva di rivalità da protagonismo, non può che far bene all’immagine del nostro prodotto televisivo.
Walter Mastrelli, a sua volta, ha accettato con piacere l’incarico nel TG-White sia per la presenza al suo fianco della compagna, sia perché le news della testata gli consentono una lettura più serena e distaccata rispetto al TG-Black.
Leggere notizie riguardanti le beghe politiche nazionali o internazionali e le news dello sport, dello spettacolo e delle nuove scoperte scientifiche non lo coinvolge emotivamente e, secondo me, sta anche in questa disinvoltura la probabile origine del suo successo.
Walter e Cinzia sono diventati in breve dei veri idoli televisivi del giornalismo italiano, ma anche mondiale perché, visto il favorevole consenso popolare, il TG-White italiano di YouGlobe viene replicato giornalmente in tre continenti e tradotto in cinque lingue diverse, con un’audience stellare in ogni parte del mondo in cui il telegiornale viene trasmesso.

Mastrelli e compagna, che parlano correntemente tre lingue, presentano anche la versione inglese dello stesso TG, che poi è anche la più diffusa nel mondo.
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