Troppo vicino il 2012, appena l’anno prossimo, per pensare che un possibile radicale cambiamento non abbia radici già nel presente che stiamo vivendo.
Da oltre quarant’anni un occulto e strisciante progetto di livello mondiale sembrerebbe tendere ad una modifica sostanziale nella gestione umana del pianeta, a tutto vantaggio di una certa casta di nababbi, sparsi per il mondo ma uniti dallo stesso diabolico piano di globalizzazione universale.
Questa che espongo di seguito è certamente un’ipotesi, peraltro già parzialmente segnalata dai media, ma non può esistere alcun teorema o dimostrazione senza una supposizione che ne sostenga il ragionamento.
Inoltre una teoria deve anche basarsi su assiomi e dogmi, principi che non possono in alcun modo essere messi in dubbio e che costituiscono l’ossatura sulla quale costruire la tesi proposta.
Del nuovo fantomatico “equilibrio mondiale” ne hanno già parlato nella storia, e in via ufficiale: John Fitzgerald Kennedy, suo fratello Robert, Henry Kissinger, fino ad arrivare a George W. Bush e ultimamente Barack Obama. Si sa che ogni Presidente USA eredita dal suo predecessore un segreto di stato da custodire gelosamente, così come avviene per il Sommo Pontefice della Chiesa Cattolica.
E’ possibile che il segreto sia lo stesso?
Le profezie di san Malachia sui Papi, che si sono alternati sul Soglio di San Pietro e che sembrerebbero concludere i loro avvicendamenti proprio con Benedetto XVI, i presagi di Nostradamus, le predizioni bibliche e di tutti i testi sacri cristiani, ma anche dei Maya e di altre civiltà mesoamericane, sembrerebbero far confluire tutte le supposizioni sul nostro prossimo futuro verso un cambiamento radicale…ma non è detto che questo stravolgimento rispetto al passato sia un cataclisma cosmico o geoterrestre, anzi! Tutto sembrerebbe ricondursi ad un mutamento globale di tipo socio-politico-religioso.
Escludendo infatti improbabili catastrofismi geo-astrali di estrazione millenaristica, legati alla famosa frase “Fine dei tempi” citata nelle diverse profezie, e l’inverosimile ipotesi di avventi alieni, resta in piedi una congettura connessa a mutazioni di tipo sociale, religioso e politico, che sembrerebbero state in parte pianificate a lungo termine già da diversi decenni e che potrebbero concretizzarsi a breve, proprio nel 2012.
Andiamo dunque con ordine partendo proprio dai postulati, indimostrabili ma ormai assodati e sotto gli occhi di tutti, che costituiscono gli effetti visibili di una possibile trama nascosta che stravolgerebbe, ormai a breve termine, gli attuali equilibri mondiali.
Sembrerebbe che un gruppo di storiche famiglie ricchissime, sparse nel mondo, stia cercando da molto tempo di pilotare governi, opinioni pubbliche e mercati finanziari dell’intero pianeta verso una forma di amministrazione centralizzata globale e da loro stesse controllata.
La globalizzazione dei mercati è ormai conclamata; non c’è posto sul pianeta dove non si trovino prodotti orientali (Taiwan,Giappone,Corea,India) e soprattutto cinesi.
Inoltre i manager delle più grandi aziende occidentali, scimmiottandosi come sempre fra loro nelle solite conduzioni di “tendenza”, mirano a traslare oltre i naturali confini geografici di origine le attività manifatturiere, ma anche di servizi, con finalità ufficiali di profitto legate alle minori spese per manodopera e personale. Talvolta si tratta di esternalizzazioni di rami d’azienda, in altri casi di veri e propri spostamenti, in altre nazioni perfino di intere attività produttive.
Come accennato in precedenza, ciò sembra avvenire per logiche gestionali di riduzioni dei costi delle maestranze, ma si nota anche una sorta di propensione all’allineamento verso un modello comune insito nel management internazionale di ultima generazione. Mancanza di idee e conseguente scopiazzamento di metodi altrui? O inconscio adeguamento a un disegno sovrano impartito dalla “casta di illuminati” (chiamiamola così) magari tramite influenze subliminali dei libri di testo sui quali hanno studiato negli anni i vari dirigenti in questione? In quest’ultima ipotesi i manager sarebbero dei veri e propri “pupazzi” manovrati dalla casta per il raggiungimento dell’obiettivo finale, come pure capi di governo, amministratori di banche, aziende pubbliche ecc. ecc.
La crisi economica, le crescite spropositate di certi paesi prima considerati “terzo mondo”, gli spostamenti di mercati finanziari, di popolazioni da un paese all’altro, silenti e smisurati come quelli dei cinesi o drammatici e limitati (per ora) come quelli dal Maghreb, sembrerebbero pilotati da una regia occulta che potrebbe anche aver messo lo zampino nella destabilizzazione dei regimi dittatoriali di quasi tutti gli Stati mediterranei del nord-Africa (troppo strana la coincidenza di rivolte popolari contemporanee in Egitto, Algeria, Tunisia, Siria e Libia senza una organizzazione di coordinamento invisibile e “sotterranea” ma fortemente risoluta).
Gli stessi vertici di al-Qaeda, con l’adozione di quel cieco terrorismo, potrebbero essere strumenti dello stesso disegno globalizzante; …destabilizzazioni, sommosse, attentati, stragi …troppo rumore, sforzi economici e impegno per soli fini anti-occidentali!…sotto sotto deve esserci qualcosa di più.
Lo stesso scenario, ma in ambiente mistico, si comincia ad intravedere nel quadro religioso mondiale con un indebolimento della Chiesa Cattolica ormai sotto gli occhi di tutti (contestazioni al Vaticano da molte parti del mondo e anche da Capi di Stato, la vergogna per i preti pedofili, gli scandali finanziari dello IOR, la forte diminuzione delle vocazioni in ambito religioso, gli attacchi della stampa ai principali collaboratori del Papa. ecc. ecc.).
Benedetto XVI è indicato da san Malachia come l’ultimo Papa, ma questo non vuol dire che la Chiesa possa risultare distrutta al termine del suo papato; potrebbe iniziare piuttosto una sorta di riorganizzazione interna che preveda una amministrazione non più verticistica del mondo clericale come nel passato. Potrebbe venire a mancare un “capo assoluto” sostituito da una sorta di “Consiglio di Alti Prelati”, un po’ sulla falsa riga di altre Religioni monoteiste.
E proprio questo avvicinamento della futura Chiesa Cattolica alle strutture di governo tipiche di altre fedi potrebbe far tendere, anche per il culto religioso, verso una globalizzazione gestionale di massima, almeno per le principali Religioni monoteiste del pianeta.
Potrebbe nascere insomma una sorta di “Grande Consiglio Religioso”, retto da rappresentanti di varie credenze, che possa unire sotto un’unica “cupola” tutti i fedeli in un unico Dio, lasciando tuttavia immutate tutte le singole componenti di ogni singolo culto.
Tutto ciò verrebbe a far perdere di significato l’estremismo islamico e le guerre connesse.
Tutto questo ipotetico scenario, per quanto “studiato a tavolino” a proprio “uso e consumo” da un gruppetto di potenti “illuminati”, potrebbe però portare benefici a tutti gli abitanti del pianeta creando un equilibrio politico mondiale, sino ad oggi tanto auspicato ma anche tanto lontano dalla possibilità di realizzarsi; d’altra parte la stessa profezia Maya parla di 400 anni di serenità dopo la fatidica data del 21/12/2012 …. Che bella combinazione di numeri per la cabala !!
Questo è il video dell'ultimo lavoro di una straordinaria Carmen Consoli (cliccare all'interno dell'articolo per visionarlo). E' necessario vederlo almeno una volta, specialmente in occasione dell'8 marzo (festa della donna), e divulgarlo il più possibile per prendere e far prendere coscienza dell'assoluto degrado che l'immagine femminile ha conseguito negli ultimi tempi a causa di quella categoria di donne disposte a vendere la propria dignità in cambio di denaro, potere e benefici di carriera.
Ma non si presentano di certo meglio quegli uomini che aprono le porte del “palazzo” e i cordoni della borsa a prostitute, escort e oche giulive per esaltare il proprio “ego” e la propria vanità in un’aura di eterna giovinezza del tutto illusoria.
Donne!! I vostri veri nemici sono proprio le altre donne di questo tipo. Carmen Consoli ha evidenziato in modo impeccabile l'immagine grottesca che le caratterizza...ma è una magra consol..azione: siamo ancora molto distanti dalla soluzione del problema.
Occorrerebbe intanto rinchiudere oche e galline nel pollaio (dovrebbero razzolare solo lì dentro)… e poi magari tirare il collo a qualche galletto, non per fargli male (per carità!), ma almeno per farlo svegliare un po’. (vedere anche foto curiosa in questo blog cliccando qui)
Giorno dopo giorno ci sentiamo morire quando vediamo “figli” straziati sull’asfalto, in mezzo a campi brulli, dentro oscuri boschi selvaggi, o nei lontanissimi e polverosi deserti di paesi a noi del tutto estranei.
Ci sentiamo morire perché sono figli, non importa di chi, ma sono sempre figli.
E noi soffriamo, bestemmiamo, urliamo in silenzio la nostra rabbia per non poter far nulla, per non essere capaci, come vorremmo, di ribaltare quelle morti sugli immondi esseri che le hanno causate, su quegli orrendi orchi che colpiscono vigliaccamente nel buio, su quelle dannate infami creature generatrici di guerre e di lutti.
Ci sentiamo morire ogni giorno di più quando assistiamo all’apologia del dolore seminata al vento da certa stampa ruffiana e cinica, che uccide per la seconda volta vittime e familiari riunendoli in un unico abbraccio di sciacallaggio mediatico.
Ci sentiamo morire insieme a questi poveri ragazzi che sono “figli” anche di quella maledetta globalizzazione che noi non vogliamo…che non abbiamo mai voluto, ma che ci sta lentamente entrando nelle vene, senza però passare dal cuore, perché non l’ameremo mai, anche se è riuscita a far innamorare proprio i nostri figli.
Ci sentiamo morire quando non riusciamo a sovvertire l’oscuro disegno di quella forza soprannaturale, che non riusciamo a identificare e che da sempre chiamiamo “destino”, di quella sorte avversa che sembra sempre tramare alle spalle di ognuno di noi, ma che poi, e troppo spesso, finisce per colpire proprio i figli e non i padri, come vorrebbe la più saggia delle leggi della natura.
Ci sentiamo morire ogni giorno di più, in una società infame e cannibale che non riconosciamo, ma della quale purtroppo siamo anche parte integrante.
Ci sentiamo morire ma speriamo ancora, nutriamo la speranza soprattutto in quel nostro sogno segreto…quello che non abbiamo mai confessato a nessuno e che ci permetterà un giorno, il più lontano possibile, di chiudere gli occhi almeno con serenità, senza violenza e dolore…quasi con un sorriso sulle labbra.
(dedicato a Massimo Ranzani, Sara Scazzi, Yara Gambirasio, Meredith Kercher, Daniel Busetti, Elisa Benedetti, Eddy Manuel Barone Castillo….)
E’ naturale che a Natale, dopo i tanti elenchi di Faziana e Saviana memoria, non possa mancare un elenco di richieste di doni da inoltrare a Babbo Natale; quello che segue è il mio personalissimo elenco dei dieci regali che vorrei ricevere dal buon omino in rosso:
Yara Gambirasio, sana e salva da restituire alla sua famiglia.
Una macchina che possa fulminare ed incenerire sul posto chiunque faccia del male ai bambini ed agli adolescenti.
Un’apparecchiaturache possa clonare e restituirci a nuova vita Enrico Berlinguer, Giorgio Almirante, Aldo Moro, Ugo La Malfa, Giovanni Spadolini, perché di questa nuova generazione di politici non ne possiamo più.
Un nuovo antibiotico specifico che possa annientare il batterio “Spirochaddiventio-Celeberrimus” che causa la terribile “malattia da protagonismo”, della quale sono già affetti purtroppo oltre la metà dei giornalisti italiani, tutti i giovani aspiranti carrieristi televisivi, buona parte dei politici, e anche qualche magistrato.
Un bastone nodoso da dare in testa a chi va a stipulare accordi economici con la Cina, per poi far sequestrare in Italia tonnellate e tonnellate di merce scadente e pericolosa che arriva da quel paese a saturare il nostro mercato nazionale.
Un nuovo Sindaco per Palermo che abbia la capacità, sino ad oggi tanto auspicata ma mai riscontrata, di trovare valide soluzioni alle problematiche della Città e non solo di rastrellare denaro perseguitando sempre gli stessi contribuenti (e non i veri evasori) con continui aumenti della tassa sui rifiuti e contravvenzioni autostradali artatamente rilevate (tecniche adottate: telecamere ai semafori, autovelox su strade ad alto scorrimento e zone di parcheggio ad orario controllati entrambi con tolleranza zero, zone a traffico limitato estese a tutta la città e non solo al centro storico ecc. ecc.)
Un telefono di ultima generazione che abbia la funzione “Vafancall”, che consiste nella capacità di fornire, ma solo per le telefonate che arrivano dai Call Center, una risposta automatica di questo tipo: “Momentaneamente sono al cesso...pertanto questa telefonata verrà immediatamente cessata”..ed a seguire il classico scroscio dello sciacquone.
Una finestra bella grande per chi vuole andare in pensione, “avendo già dato” a sufficienza, al posto di quella attuale che è invece un vasistas, posizionato tanto in alto da costringere ogni aspirante pensionato a saltare per un anno intero prima di trovare il balzo giusto per poterci entrare.
Un promemoria, inciso su lapide di marmo, per ricordare in modo indelebile ad una nota Banca nazional-europea di aver già cambiato per tre volte in tre anni il numero di conto corrente (e quindi il relativo IBAN) a tutti i propri clienti. Tale lapide dovrà essere posta da Babbo Natale in sospensione sul tavolo dove si riunisce il Consiglio di Amministrazione, in modo tale che alla prossima ulteriore variazione i cavi di aggancio si possano automaticamente staccare mettendoci definitivamente una pietra sopra (ai cambi, si intende!!)
Una fontana che spruzzi posti di lavoro per i nostri figli, ma che siano genuini e produttivi, non come i call center (vedi regalo n.7).
Insomma chiedo a Babbo Natale che quest’anno si trasformi nel Dottor Babbo Natale, e che ci metta del suo per cercare di migliorare le condizioni di salute di questa nostra società, che appare veramente malconcia e malaticcia.
A tutti Voi che leggete questo blog un sincero augurio di Buon Natale.
Dopo il grande successo di “Vieni via con me”, il programma di Fazio e Saviano su Rai3, mi voglio cimentare anche io nel proporre un elenco, proprio come hanno fatto tutti gli ospiti della fortunata trasmissione televisiva.
Il mio elenco riguarda tutti i cortei di scioperanti che si sono alternati, giorno dopo giorno, sulla via Ruggero Settimo di Palermo nel corso di quest’anno:
I conduttori di taxi (vedi foto in alto del 30/11/10) contro i politici siciliani
Gli studenti contro la riforma Gelmini
I netturbini di Palermo per il mancato pagamento degli stipendi
I precari della scuola contro la riforma Gelmini
I dipendenti dell’ATO Palermo 2 per il mancato pagamento degli stipendi
I dipendenti dell’AMAT contro il Sindaco di Palermo
I dipendenti della Fincantieri di Palermo contro i tagli previsti dall’azienda
La CGIL contro la manovra economica di Tremonti
I dipendenti dell’AMIA contro il Sindaco di Palermo per l’emergenza rifiuti
I dipendenti del Banco di Sicilia contro Alessandro Profumo per la creazione del “Bancone”
I profumieri contro il Banco di Sicilia per l’aumento delle spese di tenuta conto
I conduttori di carrozze contro l’obbligo del pannolone per i cavalli
I ristoratori contro l’aumento dei prezzi degli stuzzicadenti
I produttori di carta igienica contro i rotoloni che non finiscono mai
I danzatori di bunga-bunga contro le prese elettriche (...per il culo).
In seguito a tutti questi cortei… la Gelmini ha fatto lo stesso la riforma, Tremonti ha varato ugualmente la sua manovretta, l’attuale Sindaco di Palermo è ancora lì seduto… incollato alla sua poltroncina, Profumo, prima di evaporare, ha fatto partire il Bancone, i tagli hanno tagliato quello che dovevano tagliare, ecc. ecc.; insomma tutto è andato “come” doveva andare, ma non “dove” si voleva che andasse (a quel paese).
Scioperi e cortei hanno fatto tanto rumore per nulla…studente o lavoratore in lotta, vieni via con me, lascia perdere! Vieni a prepararti per le prossime elezioni, quella è la vera arma che ci è rimasta in mano, i robot telecomandati contro cui scioperi vanno fermati prima che possano sedersi sulla poltrona di palazzo a fare danno per conto “terzi”…a quel punto è ormai troppo tardi.
In seguito ad una delle centomila inutili indagini statistiche realizzate in Italia da inutili aziende, che producono inutili risultati per motivare inutili posti di lavoro ma per raccogliere “utili” societari per inutili azionisti ed altrettanto inutili dirigenti, si è scoperto che la malattia più diffusa in Italia è l’insonnia.
Bella scoperta!! Verrebbe proprio da dire, considerando che in Italia:
·non dorme chi ha il potere, perché terrorizzato dal fatto che qualcuno glielo possa togliere;
·non dorme chi non ha il potere, perché lo cerca ad ogni costo;
·non dorme il delinquente, perché teme di essere catturato dalle Forze dell’Ordine;
·non dorme il mafioso, il camorrista e lo ‘ndranghetaro perché hanno tutti paura di essere ammazzati da altri mafiosi, camorristi o ‘ndranghetari.
·non dorme lo studente prima del giorno degli esami;
·non dorme l’ex studente dopo il giorno degli esami, per l’eccessiva gioia o la grande delusione,
·non dorme il politico nel timore di essere inquisito;
·non dorme l’inquisito nella speranza di essere scagionato;
·non dorme l’impiegato perché gli spostano di continuo il giorno della pensione;
·non dorme il pensionato perché non sa che cazzo fare il giorno dopo;
·non dorme il pescatore perché, se no, non piglia pesci;
·non dorme il pesce perché, se no, lo piglia il pescatore;
·non dorme lo strozzino perché aspetta i soldi;
·non dorme lo strozzato perché non sa dove trovare i soldi;
·non dorme il vecchio perché teme di morire;
·non dorme il giovane perché si deve divertire;
Insomma in Italia ormai non dorme più nessuno.
Una sola cosa è certa: per chiunque il futuro è soprattutto un incubo.
Caro Papa … “caro” perché adorato, “caro” in quanto obbiettivo dell’amore di chi crede nella fede cristiana, “caro” per il fatto che costituisci il riferimento principale per quell’ultimo briciolo di speranza che è rimasto nella gente travolta dalla barbarie e dal cinismo di una società che corre verso l’abisso dell’odio e dell’egoismo estremo.
Sei senza alcun dubbio “caro” per i nostri più profondi sentimenti, ma sei anche “caro” per i nostri tartassati portafogli.
Non vorrei risultare scortese e poco ospitale (i siciliani d’altra parte sono famosi soprattutto per il loro grande senso di accoglienza e per la cordialità), ma la tua visita a Palermo si sta trasformando in un trauma economico per il nostro simpatico sindaco, che non sa mai dove trovare i soldi per le “sue” iniziative. E quando non sa dove trovare i soldi… li cerca nelle nostre tasche aumentando la tassa sul ritiro dei rifiuti solidi urbani (la celebre Tarsu – vedi articoli passati di questo blog)….che non c’entra nulla con le casse comunali, se non per il servizio svolto, ma che è diventata la “gallina dalle uova d’oro”, per rastrellare denaro a più non posso.
E’ stato ufficializzato che le sole transenne da mettere lungo il tuo percorso cittadino costeranno 200.000 euro … sì hai capito bene, duecentomila euro; forse saranno costruite ex-novo e fornite da qualche società specializzata amica degli amici di qualche amico di “palazzo”. Forse è stato deciso di distribuirle lungo l’intero percorso da Roma a Palermo, Stretto di Messina compreso, dove in attesa del ponte saranno poste accuratamente sott’acqua (sul fondo).
E’ stato anche segnalato che per poterti ospitare degnamente, nel costo totale di circa un milione e mezzo di euro, sono compresi:
·800.000 euro per impiantistica acustica e abbellimenti del Foro Italico;
·80.000 euro per la copertura dei birilli dello stesso Foro Italico, che sono costati anche di più per commissionarli e montarli ed ora, quasi fossero oscenità da occultare, li ricopriamo (ma di cosa?) per nasconderli alla tua vista.
·50.000 euro per il noleggio di 400 gabinetti chimici, che non sono contestabili dal punto di vista delle necessità fisiologiche, ma che appaiono forse eccessivi dal punto di vista numerico e del prezzo d’affitto per un solo giorno di utilizzo.
Pensa che oltre alla bizzarria di veder nello stesso momento ben 400 persone andare a fare plinplin, si potrebbe verificare il caso che, ipotizzando 1.500 utenti finali dei cessi on the road, ogni bisogno fisiologico costerebbe al Comune di Palermo (e quindi a noi poveri cittadini) euro 33,33 (con termine decimale periodico). Sarebbe proprio il caso di dire: “proprio una PP fuori dal Comune”.
Caro Papa, ti vogliamo bene, ma possiamo anche vederti in televisione, se proprio vuoi venirci a trovare, da buon Pellegrino sotto il nostro Monte Pellegrino, contribuisci con i soldi del Vaticano alle spese per il tuo viaggio … qui a Palermo c’è gente che vive nelle baracche o nelle roulotte, che non ha ancora ricevuto una casa popolare da oltre dieci anni, che deve prendersi con la forza una abitazione allo Zen, magari levandola ad un’altra famiglia altrettanto bisognosa … questo milione e mezzo di euro, che il nostro simpatico sindaco troverà facendoci pagare migliaia di multe assurde o facendoci pagare un sacchetto di immondizia a 500 euro al chilo, dovrebbe servire ad altro, dovrebbe servire alla città che ne ha proprio bisogno.
Caro Papa… ti amiamo comunque e ti accoglieremo sempre a braccia aperte, ma non possiamo nasconderti né i birilli del Foro Italico, né la precaria condizione di gran parte della nostra gente.
Facebook è la moda del momento, una delle solite “malattie” contagiose che prima si propagavano irrefrenabili nell’aria, e che invece da qualche tempo si diffondono, ancora più globalmente, tramite la rete internet. Un po’ come sembrava dovesse avvenire con il morbo della mucca-pazza, l’aviaria o l’influenza suina, con la differenza che i primi si sono rivelati solo pochi disgraziati casi isolati, mentre per Facebook si può realmente parlare di pandemia universale.
Ci siamo “caduti” un po’ tutti.
Ci si iscrive per vari motivi:
·può essere l’amico che ti coinvolge perché ritiene di poter riprendere un rapporto cordiale con te, dopo aver detto peste e corna sulla tua persona, sui tuoi familiari a cascata fino alla settima generazione, e dopo averti sbattuto in faccia (face, appunto) svariate razze di pesce, dallo scorfano al “porco di mare”.
·Puoi essere coinvolto dal collega di ufficio che ha creato il Gruppo “Quelli che vorrebbero strangolare il direttore”, al quale tu aderisci con entusiasmo, risultando fra i più attivi nel postare le tue minchiate ed ottenendo così, in poco tempo, una delle più belle ed articolate lettere di licenziamento che la storia sindacale abbia mai annoverato nei suoi archivi, fin dai tempi delle Corporazioni nell’Impero di Diocleziano.
·Puoi registrarti per cercare la tua prima fidanzatina della scuola media, e scoprire magari che è diventata una “virago” di 120 Kg. A quel punto, non riesci più a scrollartela di dosso e ogni quindici minuti lei posta sulla pagina di Facebook una serie infinita di cuoricini che ridono, visibili a tutti i tuoi 2.523 “amici” che si spanciano dalle risate alle tue spalle. Tua moglie invece, dopo aver scoperto la riesumazione-web della tua spasimante, come nel film “La mummia colpisce ancora”, decide di cornificarti col pizzicagnolo sotto casa…almeno così il salame è assicurato.
Insomma sembra che registrarsi su Facebook sia diventato pressoché un obbligo, non è più un’opportunità.
Ma ci siamo mai chiesti a cosa serve?
Come Vasco Rossi, vogliamo trovare un senso a questo Facebook, anche se questo Facebook un senso non ce l’ha?
Vogliamo rifletterci su, prima di sentenziare che sia proprio una necessità?
Vi propongo un test:
Ti rende felice poter leggere accanto ad una frase di un emerito sconosciuto, che hai trovato per caso su internet e postato d’urgenza sul tuo spazio Facebook, che “a Pasquala piace quell’elemento”…sempre nell’ipotesi che l’elemento che piace a Pasquala sia la “tua” frase, e non qualcos’altro che magari la povera Pasquala non vede ormai da troppo tempo?
Ti esalta essere “taggato” in una foto e, dopo aver ricevuto centinaia di inutili e-mail tutte uguali che ti comunicano questo particolarissimo evento, scoprire che taggato vuol dire solo che il tuo nome è stato inserito, insieme ad altri 228, fra le chiavi di ricerca (tag) di una foto con un broccolo OGM che ammicca fluorescente accanto ad una smunta lattuga biologica?
Sei proprio soddisfatto quando un tizio, che ti ha chiesto ed ottenuto “amicizia”, in quanto fratello del cugino dell’inquilino del collega d’ufficio di un parente acquisito di tua sorella, ti anticipa ufficialmente alle ore 21,30 di voler fare un bidé con acqua fredda prima di andare a dormire, chiudendo così la sua pubblica giornata in rete?
Sei contento quando, dopo aver pubblicato la prima stronzata che ti è venuta in mente, ricevi attestazioni di affetto e simpatia del tipo: “Ih..ih..ih..!!” oppure “ah..ah..ah!! o infine “Bravo!!”.
Se a tutte queste domande hai risposto sempre “sì”, senza pensare che per comunicare funzionano molto meglio la posta elettronica, Messenger, le chat, e soprattutto un bel "tête-à-tête" o una riunione fra amici (quelli veri)…allora va pure!…ma va Facebook!
Ricordate quel re della mitologia greca chiamato “Tantalo”? Senza dilungarmi in inutili dettagli della relativa leggenda, vorrei solo riesumare il particolare della punizione inflittagli dagli dei per i suoi innumerevoli peccati: fu gettato nell'Ade dove non poteva né cibarsi né bere, nonostante avesse attorno cibo e acqua in abbondanza. Infatti, non appena Tantalo provava a dissetarsi con l’acqua del vicino lago, l’intero bacino si prosciugava, e non appena tentava di mangiare un frutto da un albero, i rami si allontanavano inesorabilmente. Come se non bastasse un grosso macigno incombeva sempre su di lui con la continua minaccia di ridurlo in poltiglia.
Questa punizione prese il nome dalla vittima che fu oggetto della vendetta divina e fu chiamata appunto “supplizio di Tantalo”.
Non molto diversa è la pena imposta dai vari Governi, sia italiani che europei, ai lavoratori prossimi alla pensione.
Probabilmente prendendo lo spunto proprio dal mito greco, i politici nostrani modificano di continuo le modalità di accesso alla quiescenza di un’intera generazione di disgraziati impiegati, colpevoli solo di vivere nel peggiore periodo della Repubblica italiana dal dopoguerra in poi.
Quando stanno per toccare con mano la possibilità di vivere una serena vecchiaia, senza obblighi di firma, tornelli, capiufficio o dirigenti “coglionazzi”, guerre nel traffico per arrivare puntuali al lavoro, occhi rossi per l’utilizzo continuo dei monitor ecc. ecc., interviene tempestivamente il Governo e sposta la finestra di accesso, oppure allunga l’età minima pensionabile.
Qual è il risultato? Il povero vecchio lavoratore, reincarnazione del mitico Tantalo, vede allontanarsi all’improvviso la sua maggiore aspirazione attuale con il terrore di dover subire, dopo un ulteriore periodo di sofferenza, un successivo spostamento della sua pensione ad opera del Governo successivo, se ne frattempo non trapassa a miglior vita (cosa auspicata proprio dalle autorità amministrative) alla faccia delle nuove prolungate “aspettative di vita” che costituiscono l’alibi primario per i “cervelloni” di Stato quando elaborano le varie modifiche.
Né si possono considerare più fortunati i nostri figli che vedono ormai così lontana la pensione da considerarla una sorta di inaccessibile Eden.
Si parla di un grosso risparmio dello Stato in merito; ma sorgono spontanee alcune domande:
Ci hanno insegnato che il sistema pensionistico italiano si regge ancora su un equilibrio composto dai contributi dei lavoratori da un lato e il pagamento delle pensioni dall’altro, quindi dove sta questo risparmio dello Stato se i soldi per le pensioni sono già accantonate ed il sistema è in perfetto equilibrio (come confermato di recente sia dal dott. Antonio Mastrapasqua, Presidente dell’Inps, che dal bilancio in attivo della stessa INPS)?
Forse che questi soldi, che dovrebbero essere accantonati, nel corso del tempo si sono invece “volatilizzati”?
E’ legale il continuo cambiamento unilaterale e “in corso d’opera” di un contratto sottoscritto dai lavoratori all’ingresso nel mondo del lavoro… magari oltre 30 anni fa e modificato almeno tre volte negli ultimi 5/6 anni?
Ma il mancato rispetto di un contratto di lavoro, in questo caso da parte dello Stato, non dovrebbe costituire, per le vigenti leggi, grave violazione, punibile con risarcimento delle parti lese (i lavoratori)? Oppure, tutto quello che riguarda lo Stato esula da qualsiasi normativa sul diritto?
Ma i Sindacati e le Associazioni di tutela dei cittadini (perché anche i pensionandi sono cittadini come gli altri) cosa fanno? Stanno forse a guardare per rassegnazione, per incapacità … o per ignoranza? (per carità! Sempre che le mie osservazioni siano corrette, in caso contrario l’ignorante sarei io)
Nel secolo scorso, ma non è passato poi tanto tempo, il problema non esisteva perché ogni categoria di lavoratori aveva il suo fondo di quiescenza che si autofinanziava di mese in mese con l’accantonamento dei contributi in uno specifico deposito, senza alcun intervento dello Stato e senza cazziatoni della “tirannica” Unione Europea; perché quindi non tornare indietro levando questa patata bollente dalle mani del povero Governo? (sempre che non sia invece un bel business da mantenere in piedi).
Lo stereotipo della pensione è una sorte di “morte civile”, e i film sul personaggio “Fantozzi” ne hanno consolidato spesso il concetto; ma per la più vecchia generazione dei lavoratori del terziario, attualmente in servizio, costituisce invece una specie di “grazia divina” che potrebbe fornire una via di scampo dai disagi causati dagli eccessivi cambiamenti degli ultimi quindici anni nel mondo del lavoro. Un’opportunità, per gente che ormai ha quasi 60 anni ed il latte alle ginocchia, per sfuggire a continue fusioni societarie, alla minaccia della cassa integrazione, all’uso giornaliero di un mezzo aberrante come il pc, a iperattivismi e ultrazelantismi auspicati (e in parte imposti) dal signor Brunetta (che è partito da un concetto giusto ma ha finito con lo strafare).
Ma questo è diventato il supplizio di Tantalo, quando il pensionando sembra toccare quasi con mano la sua massima aspirazione … ecco arrivare un provvedimento estemporaneo degli dei che allontana l’agognata pensione di quel “tanto” (ecco venire fuori una ipotesi di etimologia della parola) che impedisce l’aggancio al sogno. In matematica è un po’ quello che accade con l’asintoto, una retta che si avvicina indefinitamente ad una curva ma che non riesce a toccarla mai; in più nel supplizio di Tantalo c’è anche quel masso che rischia di cadere da un momento all’altro sulla testa della vittima…la morte.
È di questi giorni la notizia della creazione in laboratorio di una variante “cattivissima” del virus dell’aviaria.
Evidentemente, considerato il flop pandemico di questo ceppo influenzale, e per dimostrarne comunque la possibile pericolosità, qualche “scienziato” imbecille ne ha creato uno ad hoc, potenziando quello già esistente che non era stato capace di rompere a sufficienza le tasche all’umanità intera.
Come dire: voglio dimostrare che eventuali incendi possono essere pericolosi, quindi do fuoco alla casa, buttando magari sopra la prima piccola fiamma una bella tanica di nitroglicerina rinforzata da uranio arricchito.
Viviamo sempre con la classica spada di Damocle pendente sulla testa; quando non accade nulla in natura, ci si mette pure l’uomo a creare problemi di ogni sorta.
Anche questo può essere considerato “terrorismo”, proprio come quello generato dai media che ad ogni principio di stagione invernale iniziano a tempestare mezzo mondo con notizie sugli arrivi di nuovi spaventosi virus influenzali, con l’unico scopo di favorire le multinazionali del farmaco nella vendita dei relativi vaccini.
La cinematografia spionistica e di fantascienza è piena di storie di questo tipo, ma francamente dobbiamo ammettere che non ci si discosta poi tanto dalla realtà.
Il classico studioso pazzo che crea il batterio killer da vendere alla potenza straniera come arma biologica, o che utilizza per minacciare il mondo, è ormai una figura trita e ritrita nelle sale cinematografiche, ma forse non ci rendiamo conto che si tratta della proiezione sul grande schermo di una reale ignobile attività sotterranea che, se portata alla luce del sole, viene spacciata come “ricerca scientifica“ e magari pure finanziata da denaro pubblico.
Auspico che ogni Governo del pianeta vigili su questi scienziati malati di protagonismo che a forza di creare ibridi immondi e bastardi in provetta, nell’ambito della loro pseudo ricerca bio-ingegneristica, potrebbero prima o poi portarci realmente verso una catastrofe globale difficilmente arginabile. D’altra parte non sono proprio i Vigili a dire che “gli incroci sono pericolosi”?
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