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	<title>Arte a gogò &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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	<title>Arte a gogò &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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		<title>Non sparate sulle emozioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2021 10:48:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Proprio ieri un mio carissimo amico, scrittore talentuoso, lamentava su un post di Facebook la propria]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class=" wp-image-4215" src="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2021/11/emozioni.jpg" alt="" width="574" height="376" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2021/11/emozioni.jpg 696w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2021/11/emozioni-300x197.jpg 300w" sizes="(max-width: 574px) 100vw, 574px" /></p>
<p>Proprio ieri un mio carissimo amico, scrittore talentuoso, lamentava su un post di Facebook la propria inspiegabile commozione sofferta nel rileggere alcune pagine del suo ultimo libro.</p>
<p>Si chiedeva se questo fosse un effetto della vecchiaia o la subentrante debolezza emotiva che colpisce chi si immedesima troppo nei personaggi da lui creati.</p>
<p>Io personalmente sono convinto che sono vere entrambe le cose. Superata una certa età, intorno ai sessant&#8217;anni, la sfera emotiva di ognuno di noi subisce una sorta di allargamento delle <strong><em>maglie di protezione</em></strong>, proprio da queste piccole &#8220;falle&#8221; filtrano sciami di <strong>turbamenti</strong> delle nostre coscienze dovute sia agli eventi riscontrati nel quotidiano, sia all&#8217;istintiva personale identificazione di ogni autore nelle storie da lui stesso inventate. Vecchiaia dunque, ma anche maggiore permeabilità della &#8220;<em>corazza</em>&#8221; che difende le nostre <strong>coscienze</strong> susseguente all&#8217;eccessivo sforzo creativo patito nel tempo.</p>
<p>A me infatti accade da sempre, e non solo al sopraggiungere della vecchiaia. Mi sono emozionato e commosso quando dipingevo alla fine degli anni &#8217;80 e da quando ho scritto il mio primo libro negli anni &#8217;90, &#8220;<em>Il dono della sopravvivenza</em>&#8220;.<br />
Mi accorgevo però che poi lo stesso non accadeva ai destinatari delle mie opere, a quel pubblico che tante volte, per non voler concedere alcuna gratificazione all&#8217;autore, si sforza di tenere a bada qualsiasi emozione, o magari apprezza, si complimenta, sicuramente gradisce ma non prova certo quel tormento emotivo che caratterizza un artista nella propria fase ispirativa.</p>
<p>Ci si sente persino un po&#8217; scemi per questa improvvisa commozione non condivisa da chi ci sta attorno, ma è &#8220;colpa&#8221; della naturale sensibilità che gioca questi brutti scherzi a coloro che hanno &#8220;<em>l&#8217;ardire</em>&#8221; e la &#8220;<em>tracotanza</em>&#8221; di essere <strong>creativi</strong>.</p>
<p>Semmai fa un po&#8217; più male la successiva delusione che si prova quando quel &#8220;<em>parto mentale</em>&#8221; non risulta altrettanto toccante per gli altri; la <strong>sensibilità</strong> non è un effetto collaterale dei creativi, ne è piuttosto la caratteristica principale, e purtroppo non ha la capacità di risultare <strong>contagiosa</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Futil Art</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/futil-art/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 11:25:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#160; Girando sui social, in merito all&#8217;attuale situazione dell&#8217;arte nella nostra città,]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">
<div id="attachment_3904" style="width: 560px" class="wp-caption aligncenter"><img aria-describedby="caption-attachment-3904" loading="lazy" class="size-full wp-image-3904" src="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2021/02/lucio-fontana-attese-1968.jpg" alt="lucio-fontana-attese-1968" width="550" height="438" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2021/02/lucio-fontana-attese-1968.jpg 550w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2021/02/lucio-fontana-attese-1968-300x239.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /><p id="caption-attachment-3904" class="wp-caption-text">lucio-fontana-attese-1968</p></div>
</div>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto">Girando sui social, in merito all&#8217;attuale situazione dell&#8217;arte nella nostra città, leggo post e relativi commenti che farebbero cadere le braccia perfino al più muscoloso fra i palestrati.</div>
<div dir="auto">&nbsp;</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">E&#8217; una delle cause per cui, pur continuando a dipingere, ho deciso di non mostrare più a nessuno quello che produco; l&#8217;altro motivo è l&#8217;acclarata inutilità di &#8220;esporsi&#8221; a una platea che ogni giorno diventa sempre più ristretta e disinteressata, appassionata com&#8217;è alle nuove tecnologie (<em>video art, video mapping, arte digitale, street art, body painting, videoperformance, installazioni, multimedialità ecc. ecc.</em>) che purtroppo stanno rendendo inevitabilmente alquanto &#8220;insipido&#8221; l&#8217;antico piacere di gustare le mostre dell&#8217;<strong>arte figurativa tradizionale</strong>.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto">Questa lenta agonia del vecchio concetto di arte, nonostante risulti quasi inspiegabile l&#8217;attuale preferenza per opere <strong>effimere</strong> che nascono e spariscono magari anche nell&#8217;arco di qualche ora, non viene però minimamente percepita dagli &#8220;artisti&#8221; che continuano a lavorare nel settore come se nulla fosse accaduto nel frattempo.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto">Tanti operatori continuano a postare i loro lavori sui social nella speranza di ricevere qualche <strong>like</strong> che possa ravvivare la fiammella di una passione artistica coltivata per una vita ma ridotta ormai a un lumicino da un irrefrenabile cambiamento sociale e da eventi globali che hanno stravolto sia i rapporti interpersonali, sia gli interessi della comunità, sia la stessa antica voglia, una volta presente in ognuno di noi, di spendere qualcosa per acquisire anche solo un briciolo dello spirito artistico di qualcun altro che ritenevamo dotato di talento.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto">Oggi non si compra più un quadro se non per la mera illusione che possa ancora risultare in futuro un buon <strong>investimento finanziario</strong>, quindi niente più opere di <strong>artisti nuovi</strong> o <strong>emergenti</strong>, ma solo grandi firme storicamente consolidate, e in certi casi neanche quelle, in seguito alle migliaia di <strong>truffe</strong> cui ormai siamo soggetti tutti, con lo Stato che quasi sempre assiste inerme.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto">Le mostre collettive di pittori poco noti vanno praticamente deserte e sono frequentate solo dagli artisti partecipanti e da qualche loro familiare; sono finiti i tempi in cui alle inaugurazioni, specialmente nelle grandi location istituzionali, si presentavano migliaia di visitatori (<em>estranei all&#8217;organizzazioni degli eventi si intende</em>).</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">&nbsp;</div>
<div dir="auto">Quindi perché accapigliarsi sui social per le critiche negative sulla qualità artistica delle opere postate?</div>
<div dir="auto">Perché continuare a vantare la presenza in mastodontiche collettive &#8220;a pagamento&#8221; senza alcun valore aggiunto o l&#8217;acquisizione di futili &#8220;premi&#8221; il cui reale valore è tutto da dimostrare?</div>
<div dir="auto">Perché intestardirsi a esporre su <strong>Facebook</strong> i propri lavori &#8220;pretendendo&#8221; solo complimenti e lodi che ovviamente lasciano il tempo che trovano, reagendo magari anche in malo modo alla prima osservazione negativa che arriva da qualche contestatore che, a sua volta, si arroga la capacità di oggettivo giudizio super partes.</div>
<div dir="auto">Un <strong>pollaio</strong>! <strong>I social diventano così un pollaio di inutili e irripetibili schiamazzi</strong>; meglio mantenere i &#8220;<strong><em>profili bassi</em></strong>&#8220;, così facendo potremmo forse dare una mano alla vecchia arte figurativa per risollevarsi dal pantano in cui è sprofondata.</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando l’arte viene distorta</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/quando-larte-viene-distorta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 17:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte a gogò]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Tredici anni fa, in tempi non “sospetti”, è stata esposta all’ex-Convento della Magione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>&nbsp;</h2>
<h2><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3758 " src="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/01/virus-800x599.jpg" alt="" width="715" height="535" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/01/virus-800x599.jpg 800w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/01/virus-300x225.jpg 300w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/01/virus-768x575.jpg 768w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/01/virus.jpg 1080w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /></h2>
<p>Tredici anni fa, in tempi non “sospetti”, è stata esposta all’<strong>ex-Convento della Magione di Palermo</strong> la mia personale multimediale “<strong><em>M.M.M. – mute mutazioni di massa</em></strong>” (video, cortometraggi, arte figurativa, istallazioni).</p>
<p>L’opera concettualmente più significativa si intitolava “<strong><em>Virus</em></strong>”, si tratta del quadro riportato in questo post che rappresenta anche simbolicamente il mio diario personale sul social network “Facebook” per il motivo che spiegherò in seguito.</p>
<p>A chiusura della mostra decisi di donare l’opera a un mio carissimo amico che aveva contribuito sensibilmente alla buona riuscita della manifestazione.</p>
<p>Dopo qualche tempo però il mio amico mi comunicò che il quadro era stato offerto in comodato d’uso ad altro comune amico che si era mostrato entusiasta dell’opera.</p>
<p>Non ho ovviamente manifestato alcuna contrarietà al cambio di destinazione del mio lavoro, ma un’idea ben precisa su cosa potesse aver generato in realtà questo strano avvicendamento mi iniziò a frullare nel cervello: “vuoi vedere che il significato del quadro è stato “<strong><em>frainteso</em></strong>” dalla famiglia del mio amico e magari, considerando il ricco repertorio di superstizioni cui purtroppo sono soggette molte persone specialmente al sud, l’opera è stata perfino interpretata come possibile profezia di qualche misterioso maleficio?” Insomma a quel mio dono probabilmente era stata attribuita la proprietà soprannaturale di poter interferire con la realtà quotidiana, un po’ come accadeva nel romanzo di Oscar Wilde “Il ritratto di Dorian Gray” al quadro donato dal pittore Basil Hallward a quel suo strano amico, stregato dalla possibilità di rendere eterna la sua giovinezza.</p>
<p>Fui quindi sollevato dal fatto che quel mio lavoro potesse aver trovato una collocazione migliore presso l’abitazione di un’altra persona ben più appagata nel possederla.</p>
<p>In questi tredici successivi anni però, forse era questo il vero presagio, ho avuto più volte la tentazione di chiedere la restituzione del mio quadro; “meglio incartato nel mio deposito &#8211; pensavo &#8211; che cestinato da chi non ne ha compreso il significato”.</p>
<p>L’avvento della pandemia da covid19 di quest’anno ha concretato quel mio dubbio; anche il secondo proprietario del quadro infatti è stato assalito dal cieco terrore che quel disegno possa aver funzionato da catalizzatore per la diffusione planetaria di un virus (ma guarda che “<strong><em>potenza soprannaturale” </em></strong>ho avuto fra le mani tredici anni fa e come un idiota non ne ho approfittato buttandola via banalmente).</p>
<p>Ebbene, il mio amico correttamente mi ha chiesto di prendere indietro il quadro (invece di gettarlo nella spazzatura) e io, sinceramente contento di rientrarne in possesso, ho accettato con gioia.</p>
<p>Soprassiedo sulla <strong>pochezza intellettuale che nel terzo millennio spinge certa gente a credere ancora nell’arte divinatoria e nelle grottesche condotte scaramantiche</strong>, ma vorrei spiegare ora il vero significato di questo quadro, sia per giustificare il perché della mia vecchia abitudine di accompagnare i miei lavori con brevissimi accenni ai concetti motivazionali che mi hanno spinto a realizzarli (cosa che non faccio più proprio in seguito a suggerimento di quel mio stesso amico), sia per chiarire che il “virus” del quadro è solo una metafora sugli comportamenti sociali improntati, in quest’era di immensa falsità, all’egoismo più estremo e alla voglia di chiudersi in se stessi rifiutando quella reale condivisione di vita col nostro prossimo tanto auspicata da Papa Francesco.</p>
<p><strong>Il quadro infatti rappresenta palle di ferro chiodate che corredavano nel Medioevo armi chiamate “mazzafrusti” realizzate per tenere a distanza i nemici</strong>; quelle sfere di ferro corazzate hanno la stessa funzione degli <strong>aculei dei porcospini</strong> che però sembrerebbero essere in preda a un terribile dilemma (appunto “<strong><em>il dilemma del porcospino</em></strong>”): tanto più due esseri si avvicinano tra loro, tanto aumentano le possibilità che si possano ferire l&#8217;uno con l&#8217;altro. Quindi la somiglianza di queste sfere armate alla forma dei virus in genere sta a indicare come fra gli esseri umani la diffusione della falsità nei rapporti sociali, tanto simile al contagio virale, conduca troppo spesso a ferimenti reciproci di difficile rimarginazione.</p>
<p>Il mio atteggiamento nei confronti di tanto mio prossimo è proprio questo, ecco perché ho scelto quest’immagine per rappresentarmi pienamente; come è facile comprendere dunque (anche se dopo questa spiegazione) il coronavirus col mio quadro c’entra solo marginalmente e soltanto per una coincidenza peraltro temporalmente alquanto posposta (ben 13 anni), anche perché di virus negli ultimi anni ne abbiamo visti proprio tanti: quello della spagnola, dell’hiv, dell’aviaria, dell’influenza suina, della sars, dell’ebola … perché accanirsi sull’idea che un’opera figurativa possa essere portatrice di sventura solo per lo specifico covid19? Ma sì, concedetegli anche il potere arcano di pilotare tutti i virus che ha conosciuto e conoscerà il mondo intero, soprattutto quello (forse il più pericoloso di tutti) di non saper più ragionare con la propria testa.</p>
<p>Unica cosa “positiva” in tutto questo non è il tampone, ma la sorpresa di vedere tornare a casa il quadro che mi rappresenta e mi rappresenterà per sempre, anche e soprattutto alla luce degli ultimi eventi.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Presentazione del libro &#8220;La Caccia della Chimera &#8211; Eroe senza mantello&#8221;</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/la-caccia-della-chimera-eroe-senza-mantello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2020 16:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte a gogò]]></category>
		<category><![CDATA[Saga di Chimeride]]></category>
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					<description><![CDATA[Giorno 8 febbraio 2020 è stato presentato al Teatro Bellini di Napoli il secondo romanzo della Saga]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/SnFLqy3E4Tk" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Giorno 8 febbraio 2020 è stato presentato al Teatro Bellini di Napoli il secondo romanzo della Saga di Chimeride intitolato &#8220;LA CACCIA DELLA CHIMERA &#8211; EROE SENZA MANTELLO&#8221;.</p>
<p>La presentazione al pubblico è stata effettuata a cura della Casa Editrice DrawUp.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>10 anni fa &#8220;M.M.M. &#8211; Mute Mutazioni di Massa&#8221;</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/10-anni-fa-m-m-m-mute-mutazioni-di-massa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jan 2018 09:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte a gogò]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; datata 2007, ben dieci anni fa, la mia personale &#8220;M.M.M. &#8211; Mute Mutazioni di Massa&#8220;.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; datata <strong>2007</strong>, ben <strong>dieci anni</strong> fa, la mia personale &#8220;<strong>M.M.M. &#8211; Mute Mutazioni di Massa</strong>&#8220;.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3261" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2018/01/mutemutazionidimassa_logo.jpg" alt="mutemutazionidimassa_logo" width="500" height="500" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2018/01/mutemutazionidimassa_logo.jpg 500w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2018/01/mutemutazionidimassa_logo-150x150.jpg 150w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2018/01/mutemutazionidimassa_logo-300x300.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Sono passati tanti anni da allora ma il ricordo di quell&#8217;esposizione, all&#8217;<strong>ex-Convento della Magione di Palermo</strong>, è ancora molto vivo nella mia mente, sia per il grande numero di visitatori, sia per il riscontro di critica che ho ricevuto per quel mio lavoro e sia per la varietà di tecniche artistiche utilizzate nell&#8217;occasione.</p>
<p>Facevano parte di quella rassegna <strong>17 opere pittoriche</strong>, <strong>3 istallazioni</strong>, <strong>2 cortometraggi</strong> e un impianto multimediale sul tema del <strong>caos.</strong></p>
<p>La mostra fu curata dal <strong>Critico d&#8217;Arte Salvo Ferlito</strong> e patrocinata dall&#8217;<strong>ARS</strong> (<em>Assemblea Regionale Siciliana</em>) e dalla <strong>Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Palermo</strong>; il tema di base di tutti i lavori fu il cambiamento sociale e tecnologico con una parte dei risvolti negativi connessi.</p>
<p>Mi piace ricordare quell&#8217;evento e quell&#8217;esposizione, che mi impegnò con un lavoro di preparazione durato ben tre anni, con uno dei video realizzati a suo tempo.<br />
<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/p-QPi-WLvV4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Questo invece è il link alla pagina web riassuntiva della rassegna artistica: <strong><a href="http://www.pittorica.it/figuccia.com/mmm.htm" target="_blank">http://www.pittorica.it/figuccia.com/mmm.htm </a></strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Presentazione del romanzo &#8220;La fecondazione degli aquiloni&#8221;</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/presentazione-del-romanzo-la-fecondazione-degli-aquiloni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2017 06:50:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte a gogò]]></category>
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					<description><![CDATA[Presentato all&#8217;Hotel Addaura di Palermo il romanzo &#8220;La fecondazione degli aquiloni&#8221;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Presentato all&#8217;<strong>Hotel Addaura</strong> di Palermo il romanzo &#8220;<strong>La fecondazione degli aquiloni</strong>&#8221; di <strong>Sergio Figuccia</strong>.</p>
<p>La seconda edizione del libro noir di <strong>Figuccia</strong> è stato presentato ufficialmente, insieme ad altre due opere di scrittori siciliani: <strong>Sergio Amato</strong> (<em>Il nero degli occhi</em>) e <strong>Marcella Laudicina</strong> (<em>Dalla parte della vita</em>), dalla Casa Editrice <strong>DrawUp </strong>di Latina.</p>
<p>L&#8217;evento è stato trasmesso integralmente in diretta Facebook e il relativo video è visionabile qui di seguito.</p>
<p><iframe loading="lazy" style="border: none; overflow: hidden;" src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fedizioni.drawup%2Fvideos%2F678520265689081%2F&amp;show_text=0&amp;width=400" width="400" height="400" frameborder="0" scrolling="no" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><img loading="lazy" class="size-full wp-image-3169 alignright" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2017/04/lafecondazionedegliaquiloni.jpg" alt="lafecondazionedegliaquiloni" width="400" height="575" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2017/04/lafecondazionedegliaquiloni.jpg 400w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2017/04/lafecondazionedegliaquiloni-209x300.jpg 209w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
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<p>qui di seguito invece il video-stralcio relativo alla parte di presentazione del solo romanzo &#8220;La fecondazione degli aquiloni&#8221;</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/ikcCJJJhh68" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Donna Florio deve tornare a casa</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/donna-florio-deve-tornare-a-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2017 15:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte a gogò]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[donna+florio]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
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		<category><![CDATA[quadro]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio+sgarbi]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande proposta di Vittorio Sgarbi, già discussa con Franceschini e ora rivolta a Leoluca Orlando e]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="js_1te" class="_5pbx userContent" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
<div id="id_58dd1fb94e2616521172585" class="text_exposed_root text_exposed">
<p>Grande proposta di <strong>Vittorio Sgarbi</strong>, già discussa con <strong>Franceschini </strong>e ora rivolta a <strong>Leoluca Orlando</strong> e a <strong>Rosario Crocetta</strong>: approfittando di &#8220;Palermo Capitale della Cultura&#8221; riportiamo a casa il ritratto di &#8220;<strong>Donna Franca Florio</strong>&#8220;.<br />
La Sicilia, da quando è stata unificata l&#8217;Italia, è stata oggetto di continue &#8220;rapine&#8221; a danno del suo enorme patrimonio culturale.<br />
I ladri barbari sono venuti storicamente sempre dal nord (<em>e per nord intendo anche l&#8217;europa</em>) sotto forma di: politici <span class="text_exposed_show">corrotti, grandi intrallazzisti (<em>istituzionali e non</em>), aziende più o meno globalizzate, imprenditori scriteriati, pidocchiosi amministratori delegati, fameliche banche ecc. ecc.<br />
Si sono portati via di tutto, magari digrignando pure per non essere riusciti a &#8220;segarsi&#8221; anche i monumenti liberty, i templi greci, le spiagge, i paesaggi e tutto quanto &#8220;fa spettacolo&#8221; e cultura in questa nostra <strong>splendida terra</strong>.<br />
Ovviamente i barbari hanno sempre rigirato la frittata, come è d&#8217;uso fare fra fanciulli che non sanno ancora cosa siano realmente la vigliaccheria e la sopraffazione, accusando così il Sud di essere una palla al piede per la crescita economica dell&#8217;Italia e sempre a traino della ricchezza del nord (<em>senza specificare però da dove sia arrivata questa presunta ricchezza</em>).<br />
Anche se si tratta della classica goccia nell&#8217;oceano, sarebbe &#8220;cosa buona e giusta&#8221; riportare a casa questo capolavoro della pittura approfittando dell&#8217;evento che metterà <strong>Palermo</strong> al centro dell&#8217;attenzione in qualità di <strong>Capitale della Cultura</strong>.<br />
Un milione di euro sarà il contributo economico che l&#8217;amministrazione comunale riceverà per questo evento, già di per sé non è una gran cifra, che non venga spesa almeno in manifestazioni politiche auto-celebrative o in altre sciocchezze buone solo a mettere in risalto i soliti personaggi.<br />
La proposta di <strong>Sgarbi</strong> mi sembra un&#8217;ottima opzione per spendere bene questo denaro.</span></p>
</div>
</div>
<div style="position: relative; height: 0; padding-bottom: 56.25%;"><iframe loading="lazy" style="position: absolute; width: 100%; height: 100%; left: 0;" src="https://www.youtube.com/embed/R3jI3NqBbRA?ecver=2" width="640" height="360" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>L&#8217;  &#8220;Anthologia&#8221; fotografica di Letizia Battaglia</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/l-anthologia-fotografica-di-letizia-battaglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2016 16:23:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte a gogò]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Voci dall'interno]]></category>
		<category><![CDATA[anni+di+piombo]]></category>
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		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[leoluca+orlando]]></category>
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		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[zac]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è inaugurata il 5 marzo 2016, ma aperta al pubblico il giorno successivo, una importante mostra fotografica]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>Si è inaugurata il 5 marzo 2016, ma aperta al pubblico il giorno successivo, una importante mostra fotografica nello spazio espositivo “Zac” dei Cantieri Culturali della Zisa di Palermo.</div>
<div>Si tratta di una esposizione antologica, curata da Paolo Falcone, che costituisce una sorta di omaggio della Città di Palermo alla fotografa Letizia Battaglia.</div>
<div>Oltre 140 “opere” fotografiche che vogliono celebrare gli ottant’anni di una fra le prime donne fotoreporter italiane; sono immagini presentate insieme per la prima volta in questa mostra, intitolata  “Anthologia”, che rappresenta un vero e proprio stralcio della storia d’Italia, non solo della Sicilia, dagli anni ’70 in poi, in un turbinio di ricordi che raccontano circa 40 anni della vita di Letizia Battaglia, ma anche del corso degli eventi più significativi della Repubblica Italiana.</div>
<div></div>
<div><img loading="lazy" class="size-full wp-image-3072 alignleft" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2016/03/FotoLetiziaBattaglia2.jpg" alt="FotoLetiziaBattaglia2" width="480" height="270" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2016/03/FotoLetiziaBattaglia2.jpg 480w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2016/03/FotoLetiziaBattaglia2-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" />Sono immagini che evocano passioni, rabbia, tristezza, gioia, stupore; foto che generano nello spettatore un sobbalzo emozionale ad ogni cambio di soggetto, ad ogni successivo clic che fa immergere il visitatore, di volta in volta, nell’atmosfera rarefatta che collega quel passato, cui la foto si riferisce, al presente che quasi appare da essa stessa derivato, come se Letizia Battaglia abbia, magari anche senza volerlo, costruito “l’odierno” in funzione di tutto ciò che ha documentato con l’estensione del suo sguardo costituito dalla sua macchina fotografica.</div>
<div>
Così sembra quasi una “deduzione”, logica e moralmente corretta, che dopo 35 anni da quel celebre suo scatto di Sergio Mattarella, che il 6 gennaio del 1980 soccorre il fratello Piersanti pochi istanti dopo essere stato vilmente colpito dalla mafia, sia nato il 12° Presidente della Repubblica Italiana; o appare quasi scontato che dopo quel drammatico ritratto di Rosaria Costa, la vedova dell’Agente Vito Schifani, tragico e meraviglioso nello stesso tempo con il suo taglio netto fra chiaro e scuro, fra vita e morte, fra speranza e disperazione, sia cresciuto sempre più il desiderio di riscatto di un intero Popolo contro la sopraffazione e la cieca e stolta violenza.</div>
<div>Letizia raccoglie tutto nelle sue foto, utilizzando il “filtro” ottico della sua anima per trasformare in Arte ciò che gli altri vedono solo come fredda cronaca dello sterile nostro quotidiano.</div>
<div>E’ una mostra da “bere” in un solo unico sorso, come quella Milano nella quale si trasferì nel 1970 agli inizi della sua carriera, o soprattutto, come il calice amaro di quei maledetti “anni di piombo”, da lei tanto bene documentati, nella sua amatissima Palermo.</div>
<div>La mostra, che si chiude con un rilevante video che mette a nudo la coscienza dell’artista, dagli inizi della sua attività fino a quel suo mesto “rammaricarsi” finale per non essere riuscita a cambiare certa misera mentalità della sua città, è stata promossa dal Sindaco Leoluca Orlando e dall&#8217;Assessorato alla Cultura di Palermo in collaborazione con la Fondazione Sambuca, e con gli allestimenti curati insieme all&#8217;Accademia delle Belle Arti di Palermo.</div>
<div>Resterà in esposizione al pubblico fino all’8 maggio 2016.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title></title>
		<link>https://blog.figuccia.com/3030/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 2016 12:13:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte a gogò]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Il potere da potare]]></category>
		<category><![CDATA[Libera-mente]]></category>
		<category><![CDATA[Orrori di Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Questa folle società]]></category>
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		<category><![CDATA[tendenze+di+marketing]]></category>
		<category><![CDATA[teste+di+manager]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche l’editoria è stata colpita dall’uragano “profitto”, un immenso e irrefrenabile tifone]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche l’editoria è stata colpita dall’uragano “<strong>profitto</strong>”, un immenso e irrefrenabile tifone che ha già spazzato via, in tutti i settori della società contemporanea, qualsiasi traccia di onestà, rispetto del prossimo, umanità e soprattutto coerenza.<span id="more-3030"></span><span id="more-7143"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non c’è giorno in cui le grandi “<strong>teste di manager</strong>”, che vorrebbero dirigere il mondo verso i nuovi lidi del “<strong>cambiamento</strong>” a tutti i costi, non si inventino qualcosa che la loro smisurata<strong>presunzione</strong> giudichi “innovativa” o, quantomeno, “redditizia”.</p>
<p>La loro “navigazione” nelle tempestose acque del <strong>mercato globale</strong> (<em>l’orrendo mostro che ci sta portando verso quell’apocalisse pronosticata nel Nuovo Testamento</em>) è “a vista”, totalmente scevra quindi dall’utilizzo di quegli strumenti che in passato hanno invece coadiuvato l’umanità intera nella crescita e nel progresso civile, come l’<strong>etica professionale</strong>, il <strong>riguardo per i fruitori del prodotto</strong> e la <strong>correttezza verso chi ha contribuito, con la propria creatività, alla realizzazione di quello stesso prodotto</strong>.</p>
<p>Le “teste di manager” navigano a lume di naso (quello loro ovviamente) e nella piena consapevolezza di non voler affrontare assolutamente i rischi del mantenimento delle vecchie tradizioni, a loro confronto Schettino diventa un “capitano coraggioso”. Per loro il cosiddetto “<strong>cambiamento</strong>” diventa un’ancora di salvezza, una forma di garanzia che li possa tutelare dalle incognite dell’osservanza delle antiche consuetudini professionali, ritenute ormai obsolete dalle tendenze del momento dettate dagli “studi” americani in campo di <strong>marketing globale</strong>.</p>
<p>Così anche <strong>l’editoria</strong> non è riuscita a tirarsi fuori dal ciclone. Un mercato, quello dei libri, schizofrenico, isterico e incoerente come tutto in quest’epoca di follia allo stato puro.</p>
<p><strong>Si fa tutto e il contrario di tutto</strong>; per esempio pochi anni fa i libri del compianto <strong>Faletti</strong>, comunque molto belli anche nella stesura originale, erano stati “pompati” dall’editore che voleva romanzoni da 800/1000 pagine. Così il lettore si trovava immerso in tante storie “collaterali” che poi non risultavano avere alcuna funzionalità nella trama principale.</p>
<p>Oggi qualcuno si è inventato l’esatto contrario; una casa editrice sta pubblicando un certo numero di libri <strong>in chiave ridotta</strong> rispetto al testo integrale del relativo Autore. Lo slogan ufficiale è: “<strong>distillati, non riassunti</strong>”.</p>
<p>La frase, di indubbio fascino commerciale, è certamente ad effetto, ma nasconde una stratosferica ovvietà: il <strong>riassunto</strong> è un estratto della storia raccontata nel libro, realizzata tuttavia con un nuovo sintetico testo il cui autore non può essere quello del romanzo originale, ma coinciderebbe con lo stesso editore o con un suo delegato; il <strong>distillato</strong> invece è lo stesso testo originale <strong>sfrondato</strong> (<em>in modo <strong>sfrontato</strong></em>) di tutto quanto l’editore ha ritenuto presuntuosamente “<strong>eccessivo</strong>”, in controtendenza rispetto all’Autore che, ovviamente, ha scritto invece tutto ciò che ha ritenuto “<strong>necessario</strong>”.</p>
<p>Si tagliano in pratica le storie per rendere i romanzi più “digeribili” e “appetibili” dal punto di vista commerciale, alla faccia del rispetto che meriterebbero gli autori e i lettori stessi, trattati ormai solo come meri strumenti di profitto.</p>
<p>La presunzione, l’incompetenza, e la sicumera di certi editori hanno superato abbondantemente i confini della decenza.</p>
<p>Ma la cosa più triste è l’eventualità, che personalmente non auspico nella speranza di far recuperare un po’ di dignità all’editoria nazionale, di un successo nelle vendite di questa campagna di <strong>pubblicazioni “bonsai”</strong>.</p>
<p>Non sarebbe giusto nei confronti degli Scrittori, “<strong>letteralmente castrati</strong>” nella loro opera (<em>peraltro secondo scelte dell’editore del tutto personali e opinabili</em>), e dei fruitori dei lavori che avrebbero il diritto di leggere e giudicare i romanzi in formato integrale.</p>
<p>Ma se l’umanità vuole riprendersi il proprio libero arbitrio e ritornare a progredire, liberandosi dal giogo imposto da chi pretende di comandare nelle nostre teste per generare profitto a proprio favore, dovrebbe iniziare a fare le scelte giuste anche in casi come questo. Ai posteri l’ardua sentenza.</p>
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