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	<title>Caccia alla Chimera-Capitoli &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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	<title>Caccia alla Chimera-Capitoli &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; PROLOGO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:25:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caccia alla Chimera-Capitoli]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare&nbsp;personaggi&nbsp;e interpreti</span><span style="color: #000080;">&nbsp;</span></a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/specifica_sui_contenuti.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per la presentazione dei contenuti</span><span id="1318608205761E" style="display: none;">&nbsp;</span></a></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span style="color: #000080;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mWJdAEm5Jmk&amp;list=PLC706297B422B69CA    ">clicca qui per vedere il trailer su YouTube</a></span></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/rassegna_stampa.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per vedere la rassegna stampa</span></a></strong></p>
<hr>
<p><b>PROLOGO</b></p>
<p><span style="font-size: medium;"><b><i>Milano&nbsp; 21 dicembre 2012</i></b></span></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/TdQmRfNAHoU" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img loading="lazy" src="http://blog.figuccia.com/public/Pastrone1.jpg" alt="" width="141" height="140" align="left" border="4" hspace="5">Mi chiamo Giuseppe Pastrone, sono un dirigente della&nbsp;divisione italiana di “YouGlobe”,<br>&nbsp;il più importante network televisivo mondiale, nato dalla&nbsp;fusione del leader fra i motori<br>&nbsp;di ricerca di internet con una delle TV statunitensi più&nbsp;influenti nel settore dell’informazione.<img loading="lazy" src="http://blog.figuccia.com/public/Logo_YouGlobe.jpg" alt="" width="148" height="135" align="right"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando, dopo il solito periodo di praticantato, fui assunto a tempo&nbsp;&nbsp; indeterminato in una emittente privata di livello nazionale,&nbsp; non pensavo&nbsp; certamente di fare tanta carriera.</p>
<p>Dopo una ventina d’anni di gavetta, mi si è presentata l’opportunità di rivestire il ruolo di&nbsp;regista all’interno della nuovissima e innovativa “YouGlobe Television”, proprio nell’anno 2012, quando tutti i network televisivi del mondo hanno deciso di trasmettere due TG separati in ogni rotazione editoriale; uno, denominato “TG-Black”,</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft" style="width: 178px; height: 62px;" src="/public/siglaTGblack.jpg" alt="" width="222" height="3" align="left"></p>
<p>si occupa esclusivamente delle notizie riguardanti vittime di qualsivoglia evento: incidenti, omicidi, calamità naturali, attentati terroristici, ecc. ecc.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft" style="width: 177px; height: 59px;" src="/public/siglaTGwhite.jpg" alt="" width="167" height="78" align="left">L’altro invece, chiamato “TG-White”, è specializzato nelle news di cronaca ordinaria: politica, disservizi segnalati dagli spettatori, novità scientifiche, notizie sportive ecc. ecc.</p>
<p>In poche parole sono state separate tutte le notizie di eventi che comportano vittime umane da quelle di ordinaria amministrazione; questo perché la diffusione di avvenimenti luttuosi, che aveva in precedenza occupato ormai l’80% di ogni TG, aveva trasformato ogni notiziario in una sorta di ansiogeno bollettino di guerra, causando una caduta degli indici d’ascolto e ripetute proteste da parte di migliaia di telespettatori.</p>
<p>Un certo target di utenti non ne poteva più di morti spiattellati sullo schermo ad ora di pranzo e di cena, così le maggiori emittenti, e YouGlobe prima fra tutte, hanno deciso di optare per il doppio TG.</p>
<p>Da quest’anno infatti i nuovi telegiornali, che per ogni edizione vengono diffusi con mezz’ora di intervallo uno dall’altro,&nbsp; riportano nei titoli di testa specifiche avvertenze sui contenuti, un po’ come accade sui pacchetti di sigarette o su quelli dei medicinali, e la soluzione si è rivelata alquanto valida; niente più suicidi fra gli utenti più a rischio da eccesso di emotività e buoni indici di gradimento per i TG black<br>destinati agli assetati di sangue.</p>
<p><img loading="lazy" src="/public/Mastrelli_studio2.jpg" alt="" width="298" height="198" align="left" border="6" hspace="6">Questo che vedete a fianco è Walter Mastrelli, il lettore del “TG-White” da me diretto.<br>Non sono mai riuscito a capire né come né perché, ma sta di fatto che in poco tempo il nostro Mastrelli è diventato una vera star mediatica.</p>
<p>Il pubblico lo apprezza e lo segue in ogni sua apparizione televisiva ed è invidiato e ammirato dai colleghi e da una gran parte dei telespettatori dell’emittente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright" style="width: 191px; height: 156px;" src="/public/Sereni1.jpg" alt="" width="368" height="157" align="right">E’ la punta di diamante di YouGlobe, anche se il suo alter-ego del “TG-Black”, Franco Sereni, insegue a breve distanza la leadership degli ascolti.</p>
<p>Anche lui ha un altissimo indice di gradimento, ma su un target di teleutenti ben diverso.<br>I due comunque, pur rivaleggiando dietro lo schermo televisivo, si rispettano nel privato, anche se non nutrono alcuna simpatia l’uno per l’altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" src="/public/Forestieri1.jpg" alt="" width="183" height="189" align="left" border="6" hspace="6">In ogni TG white, accanto a Walter Mastrelli, è sempre presente Cinzia Forestieri, una giornalista d’assalto che ha iniziato la carriera come redattrice nell’ambito della moda all’interno di una rivista specializzata; poi, anche grazie al buon rapporto fra la direttrice del periodico e l’Amministratore Delegato di YouGlobe, la Forestieri è stata affiancata a Mastrelli nella lettura del TG-White.</p>
<p>Il passaggio di Cinzia al network televisivo, non è stata un’operazione indolore per la rivista di moda, ma la direttrice ha preferito privarsi con rammarico di un ottimo redattore pur di favorirne il rilancio professionale, anche perché Walter Mastrelli, oltre ad essere il suo compagno di lavoro, è anche il suo compagno di vita e l’accoppiata, priva di rivalità da protagonismo, non può che far bene all’immagine del nostro prodotto televisivo.</p>
<p>Walter Mastrelli, a sua volta, ha accettato con piacere l’incarico nel TG-White sia per la presenza al suo fianco della compagna, sia perché le news della testata gli consentono una lettura più serena e distaccata&nbsp; rispetto al TG-Black.<br>Leggere notizie riguardanti le beghe politiche nazionali o internazionali e le news dello sport, dello spettacolo e delle nuove scoperte scientifiche non lo coinvolge emotivamente e, secondo me, sta anche in questa disinvoltura la probabile origine del suo successo.</p>
<p>Walter e Cinzia sono diventati in breve dei veri idoli televisivi del giornalismo italiano, ma anche mondiale perché, visto il favorevole consenso popolare, il TG-White italiano di YouGlobe viene replicato giornalmente in tre continenti e tradotto in cinque lingue diverse, con un’audience stellare in ogni parte del mondo in cui il telegiornale viene trasmesso.</p>
<p><img loading="lazy" src="/public/presentatoriTGwhite.jpg" alt="" width="323" height="179" align="left" border="6" hspace="6"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;Mastrelli e compagna, che parlano correntemente tre lingue, presentano anche la versione inglese dello stesso TG, che poi è anche la più diffusa nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/K5RrQ9lWAo4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;ascolta&nbsp; &nbsp;o&nbsp;&nbsp; <a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/prologo_fine.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">leggi testo</a></p>

<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="544" height="41" class="wp-image-3450" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2011/11/bianco.jpg" alt="" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2011/11/bianco.jpg 544w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2011/11/bianco-300x23.jpg 300w" sizes="(max-width: 544px) 100vw, 544px" /></figure>
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; CAPITOLO 1</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:22:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caccia alla Chimera-Capitoli]]></category>
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		<category><![CDATA[capitolo+1]]></category>
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					<description><![CDATA[clicca qui per ricordare&#160;personaggi&#160;e interpreti&#160; clicca qui per la presentazione dei]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare&nbsp;personaggi&nbsp;e interpreti</span><span style="color: #000080;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/specifica_sui_contenuti.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per la presentazione dei contenuti</span><span id="1318608205761E" style="display: none;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mWJdAEm5Jmk&amp;list=PLC706297B422B69CA ">clicca qui per vedere il trailer su YouTube</a></span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/rassegna_stampa.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per vedere la rassegna stampa</span></a></p>
<hr>
<p style="text-align: left;">&nbsp;<iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/hEpEQxZ_aPQ" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: left;">Quella sera Walter Mastrelli e Cinzia Forestieri si erano presentati negli studi di YouGlobe con qualche minuto di ritardo.</p>
<p style="text-align: left;">Erano dei seri professionisti e raramente incappavano in ritardi, anche perché prima della messa in onda della trasmissione davano sempre una sommaria lettura alle notizie della edizione del TG-White per dividersi i comunicati ed evitare così fastidiosi accavallamenti negli attacchi dei testi.</p>
<p><span id="more-4927"></span></p>
<p style="text-align: left;">Ma proprio quella sera, quel piccolo ritardo non permise la pre-lettura delle news e le notizie vennero ripartire a caso fra i due, con una veloce ed approssimativa separazione fisica dei fogli, non senza un intervento di velato e ironico rimprovero che il mio ruolo imponeva.</p>
<p style="text-align: left;"><img loading="lazy" class="alignright" style="width: 328px; height: 216px;" src="/public/Mastrelli e Forestieri(1).jpg" alt="" width="415" height="244" align="right"></p>
<p style="text-align: left;">&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Vi ricordo &#8211; dissi al microfono dietro il vetro della sala di regia &#8211; che avete la responsabilità, ben retribuita, di un telegiornale internazionale che ha un discreto seguito; non sono ammessi ritardi nelle partenze come per i treni delle ferrovie dello stato.</p>
<p style="text-align: left;">Mastrelli non subì passivamente la mia frecciatina e rispose alla mia battuta con una schiacciata vincente che rientrava perfettamente nel suo carattere equilibrato ma pur sempre combattivo.</p>
<p style="text-align: left;">&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Caro Pastrone, ti ricordo che la tua retribuzione è pari alla somma di quella mia e di Cinzia e che non sei pagato per fare il Capo-Stazione … quindi se vuoi fischia e fai partire il convoglio e non ci rompere i vagoni. Vedi quante rime in “one” ti ho fatto?!</p>
<p style="text-align: left;">Sinceramente mi dava un po’ fastidio essere fregato nei rimbalzi e replicai con uno scherzo estemporaneo.</p>
<p style="text-align: left;">&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cazzo! Ma sei già in diretta!</p>
<p style="text-align: left;">La faccia annichilita di Walter fece scoppiare me e i tecnici in una fragorosa risata che si propagò nello studio tramite gli altoparlanti della sala di regia.</p>
<p style="text-align: left;">Cinzia si chinò divertita sorridendo sui fogli che avrebbe letto da lì a poco e Walter, rasserenato dalla mancata brutta figura in diretta, si limitò a scandire una nota frase di invito di valenza mondiale. &#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp; V-a-i&nbsp;&nbsp;&nbsp; a&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; f-a-r-e&nbsp;&nbsp;&nbsp; i-n&nbsp;&nbsp; c-u-l-o !!</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #0000ff;"><i>guarda la sigla del TG white</i></span></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/MlWdFJeAe0o" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p style="text-align: left;">Lesse tutto con la solita disinvoltura: dalla notizia relativa al nuovo insediamento presidenziale in Ruan, la Repubblica Unica dell’Africa del Nord nata nei primi mesi del 2012, ai risultati del Campionato Europeo di Calcio, dalle previsioni meteo-continentali, alla presentazione del primo Festival Cinematografico di Nancy.</p>
<p style="text-align: left;">Poi come sempre venne il momento delle news scientifiche e si ritrovò a leggere questo comunicato:</p>
<p style="text-align: left;">&#8211;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Lo scienziato svedese Samuel Magnusson, noto per le sue scoperte in ambito bio-genetico,&nbsp;&nbsp;<img loading="lazy" class="alignleft" style="width: 130px; height: 192px;" src="/public/Magnusson_bn_sigla.jpg" alt="" width="129" height="222" align="left">&nbsp;ha fatto alla stampa una clamorosa dichiarazione. Ha detto di aver clonato se stesso in un esperimento della fine degli anni 60 ma che il proprio figlio, al quale aveva dato il nome Richard, è stato misteriosamente rapito nei suoi primissimi giorni di vita. Magnusson ha dichiarato di non aver mai sporto denuncia perché conscio delle proprie responsabilità legate alla illegalità dell’esperimento, e che in tutti questi anni ha sofferto spaventosamente per la sorte di suo figlio, soprattutto per un’altra sua caratteristica biologica unica al mondo che, se ancora in vita, potrebbe portarlo alla morte proprio nel 2012. &nbsp;L’uomo ha comunicato di essere malato terminale, pertanto ha ritenuto doveroso, a questo punto, rendere nota all’umanità la vera natura del bambino del quale non ha più notizie. Dalla nostra sede di Stoccolma ce ne parla la nostra collega Lisa Betty Foster.</p>
<p style="text-align: left;">Seguì un servizio in video, registrato poche ore prima tramite collegamento satellitare che Walter vide per la prima volta e seguì con particolare interesse, tanto da risultare un po’ troppo meditabondo al momento della sua conclusione e del conseguente ritorno all’inquadratura del suo volto.</p>
<p style="text-align: left;">Nel breve filmato veniva spiegato che il bambino, improvvisamente sparito dall&#8217;abitazione-laboratorio dello scienziato, era stato concepito in provetta per clonazione, come frutto di un esperimento genetico che aveva previsto anche l’inserimento di geni di un essere non umano nel DNA del feto .</p>
<p style="text-align: left;">Lo scienziato non aveva specificato di quale animale si trattasse e lanciava comunque un appello al mondo intero invitando chiunque avesse avuto notizie di suo figlio di comunicarle nel più breve tempo possibile.</p>
<p style="text-align: left;">Alla fine del servizio la mia collega aveva specificato che quello strano ibrido veniva scientificamente definito una “chimera”, e che non poteva comunque avere lunga vita per le proprie caratteristiche fisiologiche di instabilità. Magnusson però, in base alle sue ultime scoperte, era in grado di poter intervenire sul DNA di suo figlio, che se ancora in vita doveva essere già un uomo adulto, annullando così i pericoli dell’invecchiamento cellulare e donandogli quelle possibilità di sopravvivenza che trent’anni prima non erano ancora possibili.</p>
<p style="text-align: left;">Lo scienziato però era allo stato terminale della sua malattia e gli restava ormai poco tempo a disposizione per agire in tal senso, ecco il perché di quel suo accorato appello televisivo.Vista la mia reazione dopo la sigla finale, al di là dell’altoparlante di regia, Mastrelli capì di aver chiuso il telegiornale con un’espressione evidentemente troppo perplessa per lo standard tradizionale.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><i>clicca per sentire l&#8217;audio</i></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #0000ff;"><i>        
    <div>
        <div id="h5ap61e301c9a6066" class="h5ap_standard_player" style='width:350px;margin:0 auto;max-width: 100%;'>
            <audio class="player" playsinline controls  >
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            </audio>
        </div>
    </div>

    </i></span></p>
<p style="text-align: left;">&#8211;&nbsp;Ma che cazzo ti è successo? In chiusura sembravi un ebete rincoglionito – gracchiai dal dispositivo acustico.</p>
<p style="text-align: left;">&#8211;&nbsp;Porco cane! Risultavo così tanto imbarazzato in video? – rispose Walter. &#8211;&nbsp;Più che imbarazzato sembravi centrato da un fulmine. &#8211;&nbsp;Scusami! L’ultima notizia era piuttosto inquietante e mi ha coinvolto emotivamente. &#8211;&nbsp;Se devi continuare a fare questo mestiere devi imparare a sopprimere le tue emozioni, caro Walter, almeno in quella mezz’ora di lettura delle notizie. Dopo puoi anche farti suggestionare liberamente… il poi è di tua pertinenza, ma il durante è solo di proprietà di YouGlobe, ricordalo! &#8211;&nbsp;Uuhhh! Che esagerazione! E’ stata solo una breve perplessità di qualche secondo, non accadrà più. C’è bisogno di spargere tutto questo paternalismo? &#8211;&nbsp;Prendo atto dei tuoi buoni propositi per il futuro ed ora ti mando a cagare perché il mio turno sta terminando. Ci vediamo domani, ciao ciao.</p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #0000ff;"><i>ascolta audio&nbsp; o&nbsp; </i><i><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/capitolo1_avevosemprecontutti.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">leggi testo</a></i></span></p>
<p><i>        
    <div>
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        </div>
    </div>

    </i></p>
<p style="text-align: left;">Quella volta però Mastrelli era stato effettivamente troppo poco accorto nel farsi condizionare fino a quel punto, avevo proprio ragione io. Ma la notizia era di quelle che non facevano dormire la notte, almeno uno come Walter tanto patito di leggende, mitologia, presagi e profezie.</p>
<p style="text-align: left;">Già da ragazzo Mastrelli era stato un grande appassionato delle predizioni di Nostradamus;&nbsp;<img loading="lazy" class="alignright" style="width: 162px; height: 234px;" src="/public/nostradamus.jpg" alt="" width="239" height="877" align="right"> trascorreva pomeriggi interi a studiare le quartine del celebre indovino per tirarne fuori possibili indicazioni soprattutto su eventi futuri.</p>
<p style="text-align: left;">Il suo era una specie di giornalismo esoterico che però non era mai riuscito ad utilizzare professionalmente, occupato com’era solo nel leggere le notizie preconfezionate da altri colleghi; e questa cosa non l’aveva mai digerita.</p>
<p style="text-align: left;">Walter era proprio affascinato dalla particolarità delle parole dell’indovino, come diceva lui “messe una dietro l’altra, quasi fossero effetto di una sequenza di estrazioni a caso da un recipiente virtuale contenente tutti i vocaboli ed i verbi del mondo”. La caratteristica delle sue profezie era proprio quella di permettere ai posteri di interpretare a piacimento quelle composizioni; e la gente, nel corso dei secoli, aveva sempre trovato una relazione precisa fra ogni quartina ed un pertinente evento storico.</p>
<p style="text-align: left;">Ma le interpretazioni date in passato ai misteriosi versi lo interessavano poco, voleva essere lui a convincersi di cosa potessero effettivamente indicare, non si fidava molto delle chiavi di lettura&nbsp; degli altri studiosi, nonostante la loro indiscutibile preparazione e i titoli accademici vantati. D’altronde aveva riscontrato in molti casi la coesistenza di spiegazioni diverse sulla stessa quartina, che poteva essere così attribuibile a circostanze storiche differenti l’una dall’altra.</p>
<p style="text-align: left;">Così lo affascinava il poter trovare soluzioni alternative, scoprire che l’evento collegato in precedenza ad una strofa era possibilmente di tutt’altra natura. In genere tutti concordavano sul fatto che la dodicesima ed ultima centuria si occupasse solo di avvenimenti del terzo millennio, quindi il lontano futuro per chi cercava di interpretare i versi di Nostradamus respirando l’aria del XX secolo o dei primissimi anni del XXI, quindi nella fascia fra il 2000 ed il 2005; per quella gente era risultato ben più agevole decrittare gli eventi del passato nascosti fra le quartine delle centurie precedenti.</p>
<p style="text-align: left;">Facile trovare un nesso, magari un po’ artificioso, con la storia già vissuta dall’umanità; altra cosa risultava invece riuscire a trovare un legame fra le ultime ermetiche predizioni e i fatti che invece sarebbero dovuti ancora accadere e sulla cui natura nessuno, se non Dio, poteva mai essere anche minimamente edotto. Alcune quartine della dodicesima centuria erano rimaste quindi ancora libere da decodificazioni, lui però si era divertito a trovare per tutte una chiave di lettura basandosi sulle possibili evoluzioni storico-sociologiche dell’umanità funzionali agli avvenimenti che avevano costellato i suoi primi 40 anni di vita.</p>
<p style="text-align: left;">Non era stato facile, ma alla fine aveva trovato le ipotesi giuste per dare un senso a quelle strofe, in tutto questo però una sola quartina lo costringeva ancora a passare notti insonni assillandosi costantemente nella sua analisi:</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/oVMLmRApjYk" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe>&nbsp;&nbsp; <span style="color: #0000ff;"><i>o&nbsp;&nbsp;</i><i><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/capitolo1_laprofeziadinostradamus.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">leggi testo</a></i></span></p>
<p style="text-align: left;">Aveva pensato inizialmente che i cambiamenti climatici verificatisi fin dai primi anni del XXI secolo, e proseguiti fino al 2010, fossero stati l’oggetto della prima riga e quindi anche dell’intera profezia. In seguito però si era reso conto che al centro dell’attenzione di Nostradamus non c’erano né tornadi, né cicloni, né trombe d’aria, che avrebbero indicato solo un segmento temporale …già “temporale” anche nel senso dei venti tre volte più forti.</p>
<p style="text-align: left;">In quel caso l’indovino descriveva invece un preciso anno, non un lasso di tempo né una serie di eventi meteorologici; quindi la spiegazione doveva essere un’altra.</p>
<p style="text-align: left;">Ci arrivò in seguito, notando per caso nella notte di capodanno del 2011, che il subentrante anno avrebbe avuto la caratteristica di un numero che, letto a coppie di cifre, faceva seguire al numero 20 iniziale il risultato di una moltiplicazione, quel “per tre volte”; e riflettendo sul numero dei Cavalieri dell’Apocalisse, che sono 4, aveva dedotto che 20(3&#215;4=12) portava al 2012….proprio l’anno che stavamo vivendo, l’anno delle profezie Maja, di quelle di San Malachia e ora, lui ne era certo, anche di Nostradamus; d’altra parte anche la presenza della quartina nella dodicesima centuria poteva costituire un ulteriore forte collegamento con il 2012.</p>
<p style="text-align: left;">Eravamo dunque nel periodo preciso di quella predizione, e la lettura di quella notizia al TG white serale aveva confermato a Walter di aver fatto centro con quella sua ipotesi.</p>
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; CAPITOLO 2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:21:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[capitolo+2]]></category>
		<category><![CDATA[mastrelli]]></category>
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					<description><![CDATA[clicca qui per ricordare&#160;personaggi&#160;e interpreti&#160; clicca qui per la presentazione dei]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare&nbsp;personaggi&nbsp;e interpreti</span><span style="color: #000080;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/specifica_sui_contenuti.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per la presentazione dei contenuti</span><span id="1318608205761E" style="display: none;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mWJdAEm5Jmk&amp;list=PLC706297B422B69CA ">clicca qui per vedere il trailer su YouTube</a></span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/rassegna_stampa.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per vedere la rassegna stampa</span></a></p>
<hr>
<p>Walter Mastrelli, seguendo il reportage in diretta, aveva capito immediatamente che il soggetto “uomo e animale insieme” nella profezia di Nostradamus poteva essere riferito quasi certamente ad una chimera biologica, proprio come nel caso del figlio di Magnusson. Inoltre la parola “illusione” presente nella seconda parte della quartina era già un sinonimo di chimera, e lo “scandalo” poteva essere legato ai risvolti etici e legali che quell’annuncio di Magnusson avrebbe certamente avuto nei giorni successivi. Tra l’altro lo scandalo, che puntualmente si diffuse già dall’indomani del nostro servizio televisivo, riguardò anche l’impressionante numero di esperimenti sommersi sulla creazione di ibridi biologici fra animali diversi che era avvenuta nel periodo indicato da Magnusson insieme ad analoghi tentativi di clonazione, ma sempre effettuati su animali. <span id="more-4926"></span> Lo stupore più grande del mondo scientifico fu tuttavia quello di scoprire che già nel 1968 uno staff di studiosi era riuscito a clonare in Svezia un essere vivente e a manipolarne il DNA, quasi trent’anni prima della celebre pecora Dolly &#8211; clonata in Scozia nel 1996 e dichiarata ufficialmente nel 1997 – e addirittura 37 anni prima dell’esperimento del biologo Irving Weissman che nel 2005 inserì in California cellule del sistema nervoso umano nel cervello di un topo. <iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/zJrjk8OtG34" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
Ma la meraviglia della scienza ufficiale fu nulla rispetto alle reazioni della Chiesa Cattolica e dei media più potenti.&nbsp; Noi di YouGlobe avevamo realizzato lo scoop, ma i quotidiani e le TV di livello internazionale si scatenarono in giudizi ed interpretazioni morali di portata storica per un avvenimento scientifico. Se da un lato Weissman aveva usufruito del nulla osta del Comitato etico dell&#8217;Università di Stanford, la notizia del vecchio esperimento di Magnusson del 1968 fece nascere in tutto il mondo tante di quelle polemiche che venne istituita, in meno di quindici giorni, la “Commissione Scientifico-Etica Mondiale di Genetica Sperimentale”, unico organo abilitato a giudicare o consentire la legalità a quel tipo di tentativi d’avanguardia sia per quanto riguardava il passato che per l’avvenire. Il professor Irving Weissman si giustificò presentando il benestare della sua Università e spiegando che l’esperimento serviva per poter registrare le varie reazioni al virus HIV senza rischiare pericolosi esperimenti sull’uomo, sfruttando peraltro solo l’1% del sistema nervoso umano; I media alla fine si schierarono a favore di Weissman, anche perché il suo caso era una sorta di riesumazione di una questione morale già ampiamente discussa nel 2005, mentre ben più violento risultò l’attacco a Magnusson per la sua creazione di un intero essere umano, venuta improvvisamente a galla in seguito all’appello televisivo diffuso tramite YouGlobe. La Chiesa Cattolica lanciò tuoni e fulmini contro il moribondo scienziato svedese e la Commissione Scientifico-Etica Mondiale di Genetica Sperimentale minacciò l’adozione di provvedimenti gravissimi contro eventuali autori di successivi test genetici di quel tipo, anche se finalizzati alla ricerca di rimedi per gravi patologie come il morbo di Parkinson, quello di Alzhaimer o di Lou Gehrig. La parola&nbsp;&#8220;scandalo&#8221;, citata&nbsp;nella profezia di Nostradamus, stava quindi in queste reazioni globali generate sull’onda dell’emotività sviluppatasi in seguito alla divulgazione della notizia. La massa popolare poi non perdonava affatto a scienziati come Magnusson la mortificazione della sacralità umana e della natura in genere, anche se presentata sotto la bandiera di una ricerca scientifica asservita ad eventuali conseguenti benefici sanitari. Alla gente sembrava piuttosto che questi studiosi, mascherati da benefattori dell’umanità, attentassero alla dignità di qualsiasi creatura terrestre pur di aggiudicarsi celebrità e la palma d’oro del più bravo, generando piccoli poveri mostri condannati ad una vita da diversi o da fenomeni da baraccone.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/XWXQMJ2N_a8" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><i>ascolta audio&nbsp;&nbsp; o&nbsp; <a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/capitolo2_riflessionePastrone.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">leggi&nbsp; testo</a></i></span></p>
<p>Walter Mastrelli era affascinato da quella storia e da quella sua ispirazione che gli aveva permesso il collegamento alla profezia. Inoltre un’idea&nbsp;geniale e incalzante gli ronzava nella testa sin dal momento in cui era venuto a conoscenza di quel fatto: poteva finalmente studiare a fondo, e da solo, una notizia interessante, spogliandosi dei panni di semplice lettore di TG per indossare finalmente quelli di giornalista televisivo che aveva tanto agognato fino a quel momento. Aveva insomma l’occasione per un brillante salto di carriera lavorando su qualcosa che tra l’altro lo attraeva particolarmente, sempre che il direttore di testata Filippo Rossetti avesse accettato la sua proposta; chiese così a me di mediare, considerando che Rossetti era anche mio amico. Fissai quindi l’incontro a tre per il lunedì successivo. Walter ottenne conferma dell’appuntamento col direttore, nella stessa mattina di lunedì, dal mio proto di testata Pippo Bretoli, un simpatico cinquantenne sempre con la voglia di scherzare. <img loading="lazy" class="alignright" title="La regia" src="/public/regia_color.jpg" alt="La regia" width="267" height="228" align="right"> &#8211;&nbsp;Ehilà, Walter! Oggi, a mezzogiorno dovrai porre il tuo culo sulla poltroncina antistante la scrivania del nostro mega-direttore… non so perché ma ti vuole parlare… che cosa hai combinato? &#8211;&nbsp;Nulla Pippo, stai tranquillo. &#8211;&nbsp;Sai com’è? Non chiede mai di nessuno… ho pensato: stavolta Walter l’ha fatta grossa e il direttore lo convoca per cantargli la Butterfly. &#8211;&nbsp;Non è così, sono stato io a chiedere un incontro insieme al nostro caro Pastrone per fargli una proposta. &#8211;&nbsp;Ah! … Ho capito! Sei passato dall’altro lato della barricata e vuoi essere tu a suonargliela. &#8211;&nbsp;Ma che fantasia! Non ho subito variazioni di sorta nella mia sfera sessuale, e continuo a desiderare solo partner femminili, ho solo intenzione di migliorare in qualche modo il mio lavoro in questa emittente… tutto qua!</p>
<p>&#8211;&nbsp;Hai detto niente! Sei già il grande Walter Mastrelli, il lettore di TG più amato in assoluto dal grande pubblico, cosa vuoi di più?</p>
<p>&#8211;&nbsp;A parte che Franco Sereni, nonostante legga il TG black, è altrettanto benvoluto … poi migliorare non vuol dire che intendo abbandonare per sempre il mio lavoro, chiedo solo di aumentare la mia autonomia nelle notizie che leggo ogni santo giorno.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Ah! Allora è una cosa seria! … Auguri. Comunque Franco Sereni è un specie di becchino impomatato, la gente non lo ama … forse lo teme … magari per motivi scaramantici, visto l’elenco di morti che ogni giorno sciorina sul teleschermo … il migliore è sempre Walter Mastrelli, porca miseria!</p>
<p>&#8211;&nbsp;Grazie Pippo! Sei sempre carino nei miei confronti, ma devo confessarti che credo poco in questo genere di affetto via etere. La gente si infatua dei personaggi televisivi che vede più spesso… basta una breve interruzione nelle presenze in video, una minore continuità nelle apparizioni, che subito ritorni a muoverti in prossimità dell’anonimato.</p>
<p>Walter aveva pronunciato quest’ultima frase iniziando a muoversi verso lo studio televisivo del suo TG, tanto da doversi girare indietro quasi di 180° rispetto alla sua direzione di marcia per poter ancora guardare negli occhi il buon Pippo. Quando tornò in posizione normale fu costretto a bloccarsi immediatamente perché la sua direzione era sulla rotta di collisione con la mia postazione; ero fermo con le braccia innestate sui fianchi a manico d’anfora e lui non mi aveva visto se non all’ultimo istante.</p>
<p>Rischiammo uno scontro frontale i cui effetti, considerando le nostre stazze, sarebbero risultati probabilmente devastanti.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Nell’attesa di parlare col direttore, che ne diresti di registrare intanto l’edizione di oggi del TG white per evitare di fare le corse in diretta e all’ultimo minuto? – bofonchiai.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Stavo proprio venendo da te quando ti sei parato sulla mia traiettoria.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Ahhh! Allora è colpa mia?</p>
<p>&#8211;&nbsp;Diciamo che abbiamo rischiato una pericolosa collisione che avrebbe impedito la messa in onda almeno di uno dei due TG giornalieri, per mancanza del regista e del lettore. <img class="alignleft" src="/public/camera.jpg" alt="" align="left"></p>
<p>Walter però lavorò con la testa per aria, col pensiero fisso a quella richiesta da fare al direttore ed in attesa di quel mezzogiorno che sembrava non voler arrivare mai.</p>
<p>Ma come inevitabilmente accade due volte al dì, da quando l’uomo inventò gli orologi, anche quella mattina la lancetta delle ore si andò a rifugiare, nel suo primo turno quotidiano, sotto quella dei minuti per nascondersi dallo sguardo concupiscente di Mastrelli che attendeva proprio quel fatidico istante.</p>
<p>Il direttore di testata Filippo Rossetti era un uomo di mezza età, senza particolari segni caratterizzanti, fatta eccezione per il suo paio di baffi bianchi che contrastavano vistosamente con il colore di sopracciglia e capelli, ancora quasi del tutto neri, nonostante fossero perfettamente naturali.</p>
<p>Aveva una notevole esperienza nel settore, anche per il suo lungo permanere nella cosiddetta “prima-linea”,&nbsp; con reportage dalle zone a rischio bellico nei primi anni della sua carriera.</p>
<p>Ci accolse con la sua solita verve ironico-grottesca sparsa nell’aria da quel suo vocione da baritono fallito.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Ciao Giuseppe……oilà Mastrelli!!&nbsp; Quale bufera ti spinge da me in compagnia del mio regista preferito?</p>
<p>&#8211;&nbsp;Normalmente il luogo comune parla di un “buon vento”… ma se per lei c’è già previsione di tempesta prima ancora di farmi parlare, inizio a temere per la risposta.</p>
<p>Walter aveva buttato lì quella replica al suo saluto con un sorriso disarmante; ironia contro ironia, non poteva di certo incazzarsi per questo, infatti …</p>
<p>&#8211;&nbsp;Porco cane … Mastrelli!&nbsp; Sei sempre sul chi vive! Non volevo di certo metterti a disagio … qua sei sempre il benvenuto … lo sai!&nbsp; Dimmi pure in che cosa posso aiutarti.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Direttore, io da tempo ho un desiderio professionale che ho tenuto nascosto per alcuni anni ma che ora vorrei proprio confessarle.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Ma cosa puoi desiderare di più professionalmente? Sei il più gettonato fra i lettori, il pubblico televisivo ti ha equiparato alle star cinematografiche, sei un intoccabile anche nelle turnazioni con i colleghi … quale altra ambizione può esserci al di sopra di tutto questo?</p>
<p>&#8211;&nbsp;Sì, forse può sembrare un po’ ingiusto da parte mia mostrarmi scontento di tutto questo, ma credo che ogni uomo debba sempre aspirare a qualcosa di più, per migliorarsi e per dare una valore a tutto ciò che fa ogni giorno.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Mamma mia che perle di saggezza! &#8211; intervenni con una battuta per stemperare la lieve tensione che si stava instaurando &#8211; Giuro che Walter non ha imparato a memoria questo testo come fa certe volte con le notizie del TG, è proprio un suo sincero sfogo personale.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Va bene … va bene … dimmi cosa può renderti felice.</p>
<p>&#8211;&nbsp;La felicità è ben altra cosa, diciamo che sarei più contento se potessi leggere notizie e commenti fatti da me e non da altri; certe volte mi sembra di essere una sorta di automa, un robot parlante senza anima. Come lei sa alcune televisioni hanno già adottato i “<em>lettori virtuali</em>”, sono immagini di uomini o donne realizzati in computer-grafica che leggono le notizie proprio come le leggo io al TG white. Niente anima, niente corpo, niente stipendio … io talvolta mi sento uno di loro.</p>
<p>&#8211;&nbsp;La possibilità di utilizzare una controfigura creata dai computer per leggere i TG non è mai stata neanche lontanamente presa in considerazione dalla nostra azienda. Abbiamo ritenuto che dopo il primo impatto favorevole dovuto alla curiosità, la gente non avrebbe gradito trovarsi sempre di fronte quella sorta di cyborg olografico. &nbsp;Le TV con minori disponibilità economiche hanno dovuto fare questa scelta per risparmiare sui costi di gestione, ma alla lunga hanno avuto enormi cali negli ascolti proprio per questo motivo. &nbsp;Sono certo che lentamente torneranno anche loro alla vecchia opzione. &nbsp;Quindi scordati di poter essere sostituito da un tuo clone virtuale. &#8211; Tossì brevemente, anche per riprendere un po’ di fiato dopo quella precisazione che gli aveva procurato una sorta di affanno improvviso, e proseguì: &#8211;&nbsp;Anche la tua aspirazione di voler curare personalmente gli articoli da leggere in TV è una strada già battuta in passato.&nbsp; Nei primi anni ’50 del secolo scorso, quando nacque la televisione in Italia, la lettura dell’unico telegiornale era affidata a lettori specializzati, poi seguirono le rivendicazioni sindacali dei giornalisti che non volevano più restare nell’ombra e che pretesero a un certo punto di leggere personalmente dinanzi le telecamere il frutto del loro lavoro. &nbsp;Dopo un lungo periodo di predominio da parte dei giornalisti però, si tornò lentamente a sostituire i cronisti nella conduzione dei TG. Le aziende pubbliche e private infatti tornarono col tempo a optare di nuovo per lettori professionisti presenti negli studi a coordinare i servizi esterni, che rimasero però in completa gestione degli stessi reporter incaricati. &nbsp;Tu sei molto giovane e tutto questo costituisce per te pura archeologia televisiva, ma ti ho voluto mettere al corrente perché la tua richiesta ci farebbe tornare nuovamente indietro nel tempo operando contro le direttive aziendali … a meno che tu non voglia passare d’altro lato della barricata, diventando corrispondente esterno a tutti gli effetti.&nbsp; Ma questo significherebbe per la società rischi di perdita di un patrimonio di ascolti costruito proprio sulla tua presenza in video … credimi … così sarebbe veramente improponibile.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Quindi devo restare a vita solo un replicante televisivo? Un pupo asservito ai cronisti ufficiali, pur avendo i titoli necessari al cambio di qualifica e una idea su un possibile scoop internazionale?</p>
<p>&#8211;&nbsp;Alludi al fatto che hai la laurea in giornalismo … sì è vero, ma sei stato assunto come lettore … ricordalo!</p>
<p>&#8211;&nbsp;Certo, ma non vorrei morire tale. Rossetti si fermò un attimo a riflettere guardando oltre il vetro della sua finestra piena di tetti grigi e di cielo azzurro, poi dopo un breve sospiro rivelatore del suo stato d’animo, che in quel momento si dibatteva fra un’affettuosa tolleranza e una rigida interpretazione del suo ruolo aziendale, riprese a fissarci negli occhi alternativamente.</p>
<p>&#8211;&nbsp;La presenza qui dentro anche di Giuseppe, che è il regista del TG white, mi fa capire che anche lui sostiene la tua richiesta, quindi penso di potervi venire incontro solo in un modo: potresti continuare a leggere il TG white curando solo il caso al quale hai fatto riferimento, che potresti proporre al pubblico personalmente ma sempre dall’interno dello studio, come approfondimento a seguito del TG. &nbsp;Intanto potremmo iniziare così … poi si vedrà;&nbsp; nel frattempo dovremmo cercare con calma un tuo sostituto per il futuro, da presentare a poco a poco in TV per evitare al pubblico il trauma di un avvicendamento improvviso. Ma intanto dimmi qual è lo scoop al quale mi hai accennato prima.</p>
<p>Mastrelli raccontò al direttore di Samuel Magnusson, del servizio televisivo di Lisa Betty Foster da Stoccolma, della sua passione per le profezie di Nostradamus e del collegamento che aveva fatto fra quello specifico evento e l’unico presagio per il quale in precedenza non aveva trovato alcuna spiegazione.</p>
<p>Terminò manifestando il suo desiderio di andare a fondo alla faccenda intervistando di persona Magnusson e analizzando i fatti accaduti quarant’anni prima, conclusi poi con la misteriosa sparizione del bambino-chimera.</p>
<p>Il direttore sembrò interessato alla vicenda, evidentemente intravedeva, da cronista di razza, la possibilità di allettare il pubblico con una storia, possibilmente da snocciolare “<em>a rate</em>”, che aveva tutti i requisiti per diventare una sorta di tormentone giornalistico, anche se ciò poteva comportare una futura sensibile riduzione della presenza in video di Mastrelli, con possibile conseguente perdita di indici di ascolto.</p>
<p>Iniziò a emettere brevi mugolati di interessamento e approvazione, fissando con gli occhi leggermente socchiusi la foto della sua famiglia che stazionava sulla scrivania dentro un&#8217;imponente cornice d’argento.</p>
<p>Da buon regista televisivo immaginai in quel momento un personaggio dei cartoon, con le sue fattezze un po’ grottesche, mandar fuori dal capoccione arruffato le solite palline bianche identificative di pensieri profondi, con l’inevitabile nuvoletta contenente la classica scritta “<em>mumble … mumble</em>”.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Sì, certamente è una storia affascinante … potrebbe galvanizzare l’attenzione di una gran fetta di pubblico; c’è un po’ di tutto … il mistero, il sovrannaturale, il dramma umano e persino il risvolto morale di stampo scientifico-sociale &#8230; già … già … già!&nbsp; Ok! Puoi anche metterti al lavoro, dammi una settimana di tempo per cercare un tuo possibile sostituto e poi potrai anche andare a Stoccolma. Terminata l’intervista però devi rientrare subito e riprendere le tue letture dei TG. Da quel momento in ogni trasmissione potrai liberamente introdurre la vicenda a piccoli sorsi; non giocarti tutto in un’unica botta. &nbsp;Questo dovrà essere una specie di piccolo romanzo d’appendice per la nostra testata giornalistica che ti potrai gestire nell’arco dell&#8217;intera stagione. Se occorrerà potrai alternarti col tuo sostituto per coprire eventuali tue assenze necessarie agli approfondimenti delle indagini.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Ecco, ora sì che mi ha reso felice!&nbsp; Sono però preoccupato per&nbsp; Lisa Foster, in fondo il primo servizio televisivo che ha acceso i riflettori sul caso era stato il suo … non vorrei che si possa sentire defraudata dal mio subentrare in qualità di cronista proprio nella storia che lei ha tirato fuori.</p>
<p>&#8211;&nbsp;Di questo non ti devi preoccupare, e il fatto che tu abbia avuto questo pensiero gentile nei suoi confronti ti fa onore … altri se ne sarebbero fottuti. Lisa è piuttosto conciliante, e poi mi ha confessato di non aver voluto approfondire la notizia,&nbsp;andando a intervistare lo scienziato, perché è poco interessata a questo fatto di cronaca, troppo scientifico per le sue competenze.&nbsp; Per lei è un pozzo vuoto, per te invece è un giacimento tutto da scoprire; tu hai il legame con la profezia di Nostradamus, la vecchia storia delle posizioni diverse da parte dell’opinione pubblica su quegli esperimenti bio-genetici, la possibilità di scoprire qualcosa sul rapimento ecc.. ecc. &nbsp;Lavoraci su e così potremo sapere se sei anche un bravo reporter oltre che un grande lettore di buone notizie.</p>
<p>Ci scambiammo i saluti con una inusuale cordialità; ognuno di noi aveva trovato infatti, negli altri due, strumenti utili per poter coronare proprie aspirazioni.&nbsp; Un’ottima opportunità, per Rossetti di alzare notevolmente gli indici di ascolto, per Walter di intraprendere finalmente la carriera di cronista e per me la possibilità di un nuovo programma di sicuro successo da dirigere.</p>
<p>Una cosa però non avevamo ancora messo bene a fuoco: avevamo a che&nbsp;fare tutti e tre con una chimera.</p>
<p>. <iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/N6byEVsLKMg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; CAPITOLO 3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:20:47 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare personaggi e interpreti</span><span style="color: #000080;"> </span></a></p>
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<hr />
<p>In poco tempo il Consiglio di Amministrazione di YouGlobe deliberò l’inserimento nei palinsesti del programma “<em>Il mistero della chimera</em>” che venne affidato a Mastrelli con l’affiancamento di Cinzia Forestieri nella conduzione, la regia fu assegnata alla mia persona.  In pratica nella nuova trasmissione venne replicato l’intero staff del TG white, compresi i tecnici e i cameraman.</p>
<p>Mastrelli fu incaricato dell’intera inchiesta e partì per Stoccolma la settimana seguente.<br />
Il suo originario entusiasmo però si smorzò già al primo contatto visivo con il dottor Samuel Magnusson, che era riuscito a contattare subito dopo il suo arrivo a Stoccolma fissando un appuntamento per l’intervista nel primo pomeriggio dello stesso giorno.<br />
Infatti si trovò di fronte ad un uomo distrutto sia nel corpo che nello spirito.</p>
<p><span id="more-4925"></span></p>
<p><img loading="lazy" title="Mastrelli incontra Magnusson per la prima volta" src="/public/Mastrelli_e_Magnusson_5.JPG" alt="" width="442" height="292" align="middle" /></p>
<p>Ricevette Mastrelli disteso sul letto con un tubo che gli usciva dal naso, una bombola di ossigeno era piazzata nei pressi su un carrellino a due ruote che ne permetteva evidentemente gli spostamenti nel resto della casa, e la mascherina per la respirazione, appena rimossa, era poggiata ai piedi del letto.<br />
Un uomo ed una donna in camice bianco, entrambi evidentemente infermieri, gli ronzavano continuamente attorno per controllare l’andamento della monitorizzazione delle funzioni vitali sugli schermi di tre appositi apparecchi posati sull’ampia scaffalatura che si ergeva sulla parete di fronte al letto.</p>
<p>I due paramedici si allontanarono solo quando Mastrelli si sedette accanto al capezzale di Magnusson, forse per una forma di rispetto della privacy del loro assistito.</p>
<p>Non era di certo la migliore delle ambientazioni per una intervista, ma dopo tutto in quella fase Walter doveva solo acquisire dati e non immagini, avrebbe potuto utilizzare poi riprese filmate di repertorio, magari quelle stesse della sua collega Lisa Betty Foster del servizio precedente, nel quale lo scienziato svedese si presentava un po’ meglio, senza tubi, mascherine e monitor… probabilmente perché allora le condizioni della sua salute erano meno gravi…chissà!</p>
<p>Dopo i soliti convenevoli, sempre restando coricato, Magnusson ruppe il ghiaccio parlando un italiano sorprendentemente corretto.</p>
<p>&#8211; Allora, signor Mastrelli … è riuscito a scoprire qualcosa su mio figlio?</p>
<p>&#8211; Dottor  Magnusson, non le ho promesso nulla durante i nostri precedenti contatti telefonici. Le ho solo accennato alla possibilità di un mio personale interessamento in seguito a questa intervista. Sicuramente indagherò, ma è ancora un po’ presto per avere qualche traccia sulla quale poter lavorare.</p>
<p>&#8211; Ha ragione, ha ragione … cosa vuole, sono così in ansia! Sono quarant’anni che non ho più notizie di Richard, ma dopo che il mio appello è stato diffuso da tutte le principali reti televisive mondiali mi si è accesa una nuova speranza … è come se mio figlio fosse sparito solo ieri mattina e io … &#8211; iniziò a tossire nervosamente &#8211; iniziassi a cercarlo solo ora.</p>
<p>Riprese a tossire.<br />
&#8211; Ma in tutti questi anni non è proprio venuto a capo di nulla?</p>
<p>&#8211; Niente…assolutamente niente. E dire che ho incaricato decine di investigatori privati. Nulla di nulla. Richard sembra essersi smaterializzato da un giorno all’altro.</p>
<p>&#8211; Mi perdoni dottor  Magnusson, andiamo per ordine. Mi racconti tutto fin da principio.</p>
<p>Tossì ancora una volta, anche per schiarirsi la voce e, dopo essersi sistemato meglio sul letto, iniziò a raccontare la sua storia.</p>
<p>&#8211; In effetti per capire, o magari giustificare solo in parte le mie scelte e i miei comportamenti occorre tornare indietro nel tempo.<br />
Nel campo dell’ingegneria bio-genetica, dopo un primo periodo pionieristico, si passò, in varie parti del mondo, ad una massiccia sperimentazione che molto spesso veniva praticata in veste segreta o per l’illegalità della materia, ancora non regolamentata nelle sue forme più spregiudicate, o per la necessità di occultare certe avveniristiche soluzioni allo spietato spionaggio industriale, pronto al facile sciacallaggio sul lavoro altrui.<br />
Così anche io iniziai a generare centinaia di ibridi di animali, ma dopo qualche anno mi convinsi, come quasi tutti gli scienziati che lavoravano su questo tipo di ricerca, che se volevo riuscire veramente ad allungare ancora di più la vita media dell’uomo facendo sparire le principali malattie, dovevo lavorare su qualcosa di diverso.<br />
Non più la semplice istallazione negli animali di cellule staminali per i futuri trapianti nei malati umani … ma la creazione pura di un nuovo essere, con le migliori qualità specifiche delle due componenti … una nuova razza umana supportata dalle caratteristiche genetiche più vantaggiose di qualche forma di animale superiore, meno suscettibile alle patologie non curabili dell’uomo.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft" title="Il racconto di Magnusson" src="/public/Mastrelli_e_Magnusson_2(1).jpg" alt="" width="315" height="226" align="left" />Come un qualsiasi individuo innamorato del suo lavoro anche Magnusson iniziò a eccitarsi nel riesumare le sue performance scientifiche, quella sorta di larva umana che respirava a mala pena sul suo letto trasformato in giaciglio ospedaliero aveva ripreso vita.</p>
<p>Il suo colorito era passato dal bianco carta al sabbia chiaro, virando poi al terra di Siena scialbo, fino a registrare persino piccoli lampi di un flebile arancio tendente a un pallido rosso; tutto ciò dimostrava che sotto quella fragile e diafana pelle di ottantenne malato terminale scorreva ancora il sangue di un essere vivente, quella linfa sostanziale tipica del regno animale che fa la grande differenza col mondo vegetale.</p>
<p>Riuscì persino a sollevarsi leggermente dalla sua originale postura, ingannando Walter e gli stessi infermieri, nel frattempo rientrati nella stanza, sulle sue effettive condizioni di salute; per qualche minuto sembrò guarito da tutti i suoi malanni ed una luce nuova iniziò a zampillare nei suoi occhi azzurri che solo qualche istante prima, fissati com’erano in un punto del nulla, sembravano proprio quelli di un non vedente.<br />
Dopo altri due violenti colpi di tosse, stavolta destinati più a schiarire la voce che non a tentare di smaltire un catarro quasi pietrificato nelle vie respiratorie, riprese a narrare la sua storia.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright" title="Magnusson racconta il suo esperimento" src="/public/Mastrelli_e_Magnusso_3(1).jpg" alt="" width="281" height="204" align="right" /><br />
&#8211; Era già stato accertato, per esempio, che alcune famiglie di lemuri erano totalmente immuni al virus dell’HIV, che certi metateri non erano soggetti ad affezioni degenerative,  che determinati rettili avevano sviluppato anticorpi a sufficienza per neutralizzare le principali malattie infettive; mi resi conto così che sarebbe stato più efficace seguire una strada diversa, parallela a quella che qualche decina di anni dopo ha portato alla creazione degli O.G.M. , gli organismi geneticamente modificati.<br />
Ma eravamo ancora nel 1968 e tutti gli altri miei colleghi erano ancora molto più indietro nelle ricerche, sia in ambito di clonazione animale sia di manipolazione genetica. Paragonato allo stato avanzato dei miei studi, il loro lavoro equivaleva a quello di bambini che giocavano con le costruzioni Lego.<br />
Per me era esaltante, vivevo dell’ebbrezza di poter dominare sull’intero mondo scientifico, anche se non potevo ancora rendere ufficiali i miei risultati, l’umanità avrebbe frainteso, sarei stato giudicato un folle, come il celebre dottor Moreau del romanzo di fantascienza di Herbert George Wells.<br />
Quindi nessuno doveva sapere, ma io dovevo andare ancora più avanti, non potevo fermarmi a quel punto, sarei stato certamente raggiunto e surclassato, nel giro di una decina d’anni, da quei miei colleghi che in quel periodo giocavano ancora col Lego.</p>
<p>&#8211; Mi scusi dottor Magnusson – interruppe Walter – ma ha qualche documento di quel periodo? … non so, una foto, il libro paga dove registrava i suoi assistenti … insomma qualcosa che possa sostenere e integrare il suo racconto.</p>
<p>&#8211; Certo! – e tentò nuovamente di sollevarsi dal letto – mah! … dovrebbe esserci un faldone con la documentazione principale … dentro l’armadio di fronte … e ..ccuh! … ccuh! &#8230; vediamo se … ccuh! &#8230; ccuh!!</p>
<p>Intervennero subito i due infermieri, uno fece ridistendere delicatamente Magnusson, in preda a nuovi violenti attacchi di tosse, l’altro andò ad aprire l’armadio e, dopo aver rovistato brevemente, tirò fuori una grossa carpetta con una evidente scritta in lingua svedese sul dorso: “<em>1968-Experiment Kloning-Genetiska</em>”.</p>
<p>Lo scienziato aprì con mani tremanti il raccoglitore e iniziò a tirare fuori una serie di foto e di cartelle mediche, poi anche quaderni di appunti, diagrammi e grafici che solo lui poteva comprendere, stampe di immagini prodotte al microscopio elettronico e tanta altra roba  di dubbia valenza giornalistica ma di grandissimo livello scientifico.</p>
<p>&#8211; Ecco questo ero io in quel periodo.<img loading="lazy" class="alignleft" title="Magnusson nel 1968 all'epoca del suo esperimento" src="/public/giovanemagnusson2.jpg" alt="" width="220" height="266" align="right" /></p>
<p>Mostrò con orgoglio a Walter una sua foto in camice nel periodo del suo massimo splendore fisico e intellettuale, e poi, a seguire, anche qualche foto dei suoi assistenti.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright" title="Kurt Polasacra nel 1968" src="/public/Polasacra2.jpg" alt="" width="121" height="217" align="left" />&#8211; Vede … questo era il mio assistente principale nell’esperimento della chimera.  Si chiama Kurt Polasacra, sempre che sia ancora vivo, ma essendo più giovane di me dovrebbe esserlo. Un biologo svedese di origine italiana, specializzato in Scienza della riproduzione applicata alle tecnologie avanzate, oggi si chiamerebbe Ingegnere biomedico o biogenetico. Ma non deve dimenticare, dottor Mastrelli, che il nostro staff era molto più avanti nella ricerca rispetto a qualunque altra equipe nel mondo … quello che è stato ufficializzato con appositi titoli accademici alla fine del secolo scorso, noi lo applicavamo già una trentina d’anni prima.<br />
Kurt era il mio braccio destro, il mio vicario assoluto nell’esperimento. L’unico che era a conoscenza di tutti segreti di quella specifica richiesta.</p>
<p>&#8211; Quindi il primo sospettato del rapimento di suo figlio? – interruppe Walter</p>
<p>&#8211; Sì … l’ho ritenuto colpevole fin dal primo minuto successivo a quello della scomparsa di Richard, anche perché dopo qualche giorno sparì anche lui senza lasciare la ben che minima traccia. In quest’altra foto si vede invece Polasacra, a sinistra, e l’altro assistente Samuel Avrahm, un medico prenatale israeliano.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft" title="Kurt Polasacra e Samuel Avrahm nel 1968" src="/public/Polasacra_e_Avrahm_1968.jpg" alt="" width="297" height="224" align="left" />Io avevo riunito nel mio laboratorio di ricerca forse il meglio del mondo scientifico internazionale di quei tempi; in tutto sette elementi, che io, con un gioco di parole italiano applicato proprio alla parola “<em>elementi</em>”, definivo le “<em>sette menti elette</em>”, ele-menti appunto … oppure “<em>i magnifici 7 di Magnusson</em>”, parafrasando il celebre film.<br />
Le foto sono molto poche perché la segretezza dell’esperimento mi aveva costretto a vietare sostanzialmente all’equipe l’uso di macchine fotografiche … allora non esisteva ancora il digitale e … ccuh! &#8230; ccuh!! pensavo che solo la … ccuh! &#8230; ccuh! &#8230; possibilità che in sede di sviluppo &#8230; ccuh! &#8230; ccuh! e stampa … qualcuno potesse vedere … ccuh! &#8230; ccuh! &#8230; ccuh! &#8230;ccuh!</p>
<p>A quel punto si intromisero i due infermieri chiedendo  a Mastrelli gentilmente di interrompere l’incontro perché Magnusson si era affaticato troppo.<br />
Fecero distendere il vecchio scienziato sul suo giaciglio e Walter si allontanò congedandosi  brevemente, non prima di aver estorto a Magnusson la promessa di un successivo incontro entro qualche giorno.</p>
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; CAPITOLO 4</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caccia alla Chimera-Capitoli]]></category>
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					<description><![CDATA[clicca qui per ricordare&#160;personaggi&#160;e interpreti&#160; clicca qui per la presentazione dei]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare&nbsp;personaggi&nbsp;e interpreti</span><span style="color: #000080;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/specifica_sui_contenuti.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per la presentazione dei contenuti</span><span id="1318608205761E" style="display: none;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mWJdAEm5Jmk&amp;list=PLC706297B422B69CA    ">clicca qui per vedere il trailer su YouTube</a></span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/rassegna_stampa.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per vedere la rassegna stampa</span></a></p>
<hr>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">La sera stessa del suo primo incontro con Magnusson, Mastrelli mi telefonò per ragguagliarmi sullo stato delle sue indagini e risultammo concordi sulla necessità della sua permanenza a Stoccolma fino al successivo incontro con lo scienziato svedese.</span></span></p>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><span id="more-4924"></span></span></span></p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Sempre in serata Walter ovviamente si sentì con Cinzia, più per motivi affettivi che professionali.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Ciao amore, ti parlo dal Mar Baltico, dove si pescano gli stoccafissi.<br>-Gioia! Ciao … guarda che gli stoccafissi si pescano in Norvegia e nel Mare del Nord.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Che sei pignola! Sempre di penisola scandinava si tratta…e qui lo stoccafisso sono io…c’è un freddo polare.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Cerca di non stare troppo all’esterno….non sei abituato a queste temperature e ti potresti beccare una polmonite.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sì mammina! – rispose ironico Walter, facendo corna e toccandosi le palle nell’anonimato di una telefonata via cavo, non sottoposta agli sguardi indiscreti della sua interlocutrice, come capitava sempre con i contatti via computer.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sono sicura che in questo momento stai facendo i tuoi soliti scongiuri…non è vero?&nbsp;Anche se non siamo collegati con Skype mi sembra di vederti lo stesso.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-E già … mi conosci troppo bene.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Lo consideri <em>troppo</em>?</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-No, amore mio! Per me non è mai abbastanza….volevo solo dire che mi conosci troppo bene per non immaginare i miei comportamenti, anche senza vedermi e a distanza di migliaia di chilometri.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211;<span style="font: 7pt 'Times New Roman';">&nbsp;</span>Meno male! Hai sempre la capacità di cadere in piedi come i gatti; piuttosto quando torni?</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Mastrelli raccontò alla sua compagna tutti i particolari del suo primo incontro con Magnusson e della precedente telefonata che aveva avuto con me.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211;<span style="font: 7pt 'Times New Roman';">&nbsp;</span>Abbiamo concordato con Pastrone un’altra intervista fra due giorni con Magnusson, quindi non ha senso rientrare per poi ripartire l’indomani. Resterò fino al prossimo incontro con lo scienziato e poi volerò a riabbracciarti.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-A parte il mio desiderio di riaverti vicino ricordati che dobbiamo mettere a punto i particolari del nuovo programma sulla chimera….Rossetti me lo ricorda in pratica ogni giorno, ora anche lui crede ciecamente in questa nostra nuova trasmissione e non vede l’ora che cominci.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Digli di stare tranquillo che una volta tornato definiremo tutto in pochissimi giorni.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">I due si congedarono con il solito scambio di mielosità che Walter mi confidò totalmente alla fine di tutta questa storia, ma che io non vi ripeterò perché ritengo si tratti solo di intimità non funzionali al mio racconto.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Il secondo incontro con Magnusson fu meno traumatico per Mastrelli.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Lo scienziato infatti stava un po’ meglio e si fece trovare seduto su una poltrona anche se sempre intubato e sottoposto a continuo monitoraggio.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img loading="lazy" class="aligncenter" title="Mastrelli intervista Magnusson" src="/public/secondoincontro_Mastrelli_Magnusson_1.jpg" alt="" width="363" height="269" align="left"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
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<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Magnusson, sollecitato da Walter, proseguì col suo racconto di quarant’anni prima.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Bisognava provare direttamente sull’uomo la tecnica che avevamo adottato con successo prima sui vegetali ed in seguito su diversi animali, integrando il patrimonio genetico per migliorarne le qualità fisiche.&nbsp;</span></span><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Iniziammo a provare inserendo cellule staminali umane nei criceti, nelle cavie, nelle scimmie ecc. ecc.&nbsp; &nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Poi proposi al mio staff il grande salto in senso inverso: lavorare sull’uomo con l’impianto di genetica selezionata di natura non umana.&nbsp; &nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Nei test avevamo già scoperto capacità impensate in alcuni soggetti che avevamo studiato a fondo, in particolare uno si era proprio rivelato una grande sorpresa.&nbsp; &nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Aveva enormi capacità di rigenerazione delle cellule, la facoltà di vedere anche in condizioni di luce limitatissima, una forte resistenza allo sforzo e facoltà di adattamento ad ambienti ostili fuori dall’ordinario; aveva insomma proprio le caratteristiche che volevo fossero aggiunte a quelle umane, per non parlare dell’intelligenza che si rivelò prossima a quella umana, se non addirittura superiore, e anche questo fu un risultato inaspettato.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-E di che animale si trattava? – interruppe Walter eccitato dallo scoop.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 45pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img title="Magnusson racconta" src="/public/secondoincontro_Mastrelli_Magnusson_2.jpg" alt="" align="middle"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 45pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: xx-small;">&#8211;</span><span style="font-size: larger; font-family: Arial;">La prego di permettermi di mantenere questo segreto fino a quando non avremo trovato Richard. Per ora mi preme ritrovarlo per potergli iniettare lo stabilizzatore che lo farà vivere ancora più degli altri uomini, se rendo noti troppi particolari ho paura di spaventarlo e di perderlo definitivamente.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-D’accordo…d’accordo, è una sua specifica volontà che devo rispettare.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Mastrelli riuscì a nascondere la sua forte delusione per quel veto che impoveriva il suo primo grande reportage, e da giornalista di razza non poteva che provarne disappunto, tuttavia non voleva infierire su quell’uomo malato, sottoponendolo a pressioni psicologiche per potergli strappare qualche altro dato importante sulla natura dell’uomo-bestia. Così si limitò a fargli proseguire il racconto.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Il mio staff era galvanizzato dalle mie teorie che stavamo per mettere in pratica. Ma mentre per me si trattava di una specie di frenesia scientifica che mi spingeva ad andare molto oltre i limiti conosciuti, senza spandere ai quattro venti i frutti del mio esperimento più importante, per tutti i miei collaboratori contava soprattutto la popolarità sulla stampa e sulle televisioni che sarebbe seguita certamente in caso di riuscita dell’esperimento, nonostante la sua totale illegalità. Anzi era proprio quell’atto illecito per la società scientifica internazionale che avrebbe amplificato gli effetti di un eventuale successo.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Insomma protagonismo e brama di notorietà erano le molle che spingevano i suoi collaboratori, mentre per lei era solo voglia di conoscenza.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sento un tono canzonatorio nella sua voce, probabilmente lei non crede al puro desiderio in uno scienziato di giungere alla conclusione di una sua ricerca a prescindere dalle implicazioni mediatiche che un esito positivo potrebbe comportare…eppure le assicuro che per me era così.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Va bene. Prendo atto di questo, anche se, da giornalista televisivo, ho una visione molto diversa delle cose. Al giorno d’oggi quello che sembra contare di più è la proiezione della propria immagine sulla piazza globale, una notorietà mediatica di qualsiasi tipo, per quanto non supportata da alcuna qualità, sembra contare più di ogni altra cosa…forse lei è un’eccezione.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sì!&#8230;Forse sono proprio una perla rara.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/EgC9AsQ8VgY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></span></span></p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Magnusson sorrise con uno sfondo di amarezza, poi girò tristemente lo sguardo verso la base della bombola d’ossigeno che stazionava ai piedi del suo letto e per qualche minuto si avvolse in un profondo e riflessivo silenzio che venne condiviso rispettosamente da Mastrelli.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">In quel silenzio Walter si rese consapevole del significato che lo scienziato stava attribuendo al suo esperimento in quel preciso momento…aveva capito che anche la natura stessa della sua ricerca era risultata una “chimera”.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Dopo quegli interminabili minuti Magnusson riprese il suo racconto con la voce rotta dall’emozione.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Cominciai su volontari malati terminali, ottenendo però risultati piuttosto scadenti.&nbsp;</span></span><span style="font-family: Arial; font-size: larger;">Avevo ormai maturato la piena consapevolezza che l’individuo nel quale doveva essere istallato il materiale genetico animale doveva essere giovane….giovanissimo, anzi più era giovane migliori sarebbero state le possibilità di riuscita.&nbsp;&nbsp;</span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Mi balenò l’idea di provare direttamente dal concepimento. Ma era un’idea folle, illegale, terribilmente immorale. Ci pensai su per mesi e mesi; non era di certo la difficoltà tecnica a bloccarmi, la possibilità di lavorare direttamente sul DNA del nascituro era una via che reputavo ormai più che praticabile, mi spaventava invece il risvolto morale, la enorme responsabilità di mettere al mondo una creatura umana generata interamente contro le leggi della natura e della società civile. E poi dove trovare una madre ed un padre per la chimera? Una coppia disposta a generare una creatura a rischio, un figlio che avrebbe di sicuro cambiato le caratteristiche dell’intera razza umana o in senso negativo o positivo.</span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img loading="lazy" title="Mastrelli critica l'esperimento di Magnusson" src="/public/secondoincontro_Mastrelli_Magnusson_3.jpg" alt="" width="471" height="317" align="middle"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Mastrelli lo interruppe con un’osservazione forse tanto puerile quanto schietta e istintiva:</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-E non ha pensato alla qualità della vita che avrebbe imposto alla sua creatura? Alle possibili conseguenze di una diversità che l’avrebbe resa molto probabilmente isolata e infelice, identificabile in pratica ad un mero oggetto sacrificale?</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Lei è cattolico, signor Mastrelli?</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sì, ma con tutte le variabili di incertezza generate da una fede approssimativa.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Ecco! Bravo! Le naturali incertezze di un ogni uomo che crede per fede e non per effettiva convinzione. La fede rammenda tutti quegli strappi generati nel nostro animo dalla razionalità, dalla logica umana. Così è per me la fede nella scienza;&nbsp;io ero assolutamente certo che il frutto del mio esperimento sarebbe stato un essere superiore, un individuo diverso, di sicuro, ma molto più forte, solido e sano di qualsiasi altro uomo sulla terra.&nbsp;</span></span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Come avrebbe potuto sentirsi sola e sconfortata una creatura tanto potente e perfetta?&nbsp;</span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Anzi avrebbe potuto avere il predominio assoluto sugli altri, diventare un leader, e se cresciuta con una corretta educazione spirituale e religiosa, sarebbe certamente risultata anche molto generosa col suo prossimo, debole e bisognoso.</span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Ritornò improvvisamente triste, abbassò nuovamente lo sguardo verso il groviglio di fili elettrici e tubi che giaceva sul pavimento alla sua destra, e proseguì quasi imbarazzato per la sua successiva dichiarazione.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Forse ora le apparirò un esaltato, e io stesso quasi me ne vergogno anche a distanza di tanto tempo,&nbsp;ma vedevo in quella mia creazione una strana analogia con la storia di Cristo.&nbsp; </span></span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">L’essere che sarebbe nato in base ai miei studi ed alla mia tecnica di avanguardia, avrebbe potuto cambiare la storia dell’uomo, avrebbe migliorato la specie. Sarebbe risultato una sorta di nuovo messia che avrebbe salvato la razza umana dalle principali malattie ancora incurabili.</span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Di conseguenza lei si riteneva Dio, il creatore assoluto che manda sulla terra suo figlio per salvare tutti gli uomini.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Walter era stato acido nel suo intervento, ma non era riuscito a bloccare sul nascere quella sua reazione istintiva. Con spaventosa alternanza quell’uomo continuava ad apparirgli prima un grande saggio e, subito dopo, un pazzo scriteriato.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sapevo che avrebbe detto questo, signor Mastrelli. Prima le ho chiesto se lei fosse cattolico o no, proprio per questo motivo. Non è delirio di onnipotenza, anche se mi rendo conto che possa facilmente sembrarlo, riscontrare Dio in tante piccole azioni della nostra vita o in improvvise ispirazioni che sembrano dettate dall’alto proprio perché Lui ci vuole aiutare.&nbsp; </span></span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">E’ il rapporto più bello con il nostro Creatore, quello diretto… senza intermediari.&nbsp;&nbsp;</span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Con quella illuminazione, e proprio in quel momento della mia vita, sentivo di aver ricevuto forza e capacità per generare qualcosa sulla terra per conto di Nostro Signore.&nbsp; &nbsp;</span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Forse sono stato solo un vanesio, ma allora avevo una fede immensa in quel progetto che mi sembrava pressoché un disegno divino che doveva compiersi col mio tramite.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Magnusson entrò nei dettagli tecnici e nella pianificazione dell’esperimento più importante della sua vita, e di quella della “chimera” che avrebbe generato, pensò Mastrelli nello stesso momento.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Parlò degli studi approfonditi sui DNA di alcuni animali da lui presi in considerazione in funzione delle specifiche caratteristiche di ciascuno, e del contributo che ognuno avrebbe potuto dare alla nuova creatura, anche se non indicò distintamente quali esseri aveva studiato più in particolare. Non gli sfuggì neppure il più piccolo particolare che avrebbe potuto indirizzare l’indagine di Walter verso un animale anziché un altro.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Spiegò che la scelta di clonare una sua cellula fu obbligata dalla necessità di non coinvolgere due genitori sacrificali, già difficili da trovare, che avrebbero anche potuto compromettere in futuro la segretezza del progetto.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Descrisse tutte le angosce, gli scrupoli di coscienza, le paure e le variazioni dei suoi stati d’animo man mano che la fatidica data di realizzazione dell’esperimento si andava approssimando.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Certamente la scelta di Magnusson non era stata fatta a cuor leggero, anzi era stata sofferta, ponderata, vagliata nei minimi dettagli; lo scienziato non voleva sbagliare nulla in quella prova, che considerava quasi di natura divina, come aveva più volte manifestato nel suo racconto.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Elencò con memoria invidiabile tutti i componenti del suo piccolissimo staff di 7 dottori che lo coadiuvava in quel lavoro, ma dei quali solo uno era al corrente di tutti i dettagli del progetto.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Procedendo nel racconto la sua voce si faceva sempre più flebile e il suo tono sempre più prostrato.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">L’intera gestazione era avvenuta in una speciale macchina appositamente realizzata per quell’esperimento, una sorta di utero materno artificiale monitorato 24 ore su 24.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Qualsiasi variazione, anche infinitesimale, sull’evoluzione del feto sarebbe stata evidenziata, analizzata ed eventuali interventi sarebbero stati immediati.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">La macchina sembrava a tutta l’equipe una specie di grande acquario, dove la creatura cresceva a vista d’occhio…fino al giorno stabilito per il distacco dalle apparecchiature e l’avvio alla nuova vita.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Magnusson diminuì sempre più il volume vocale, iniziò a farfugliare le sue ultime parole transitando velocemente da tutti i livelli esistenti fra la veglia ed il sonno; e finì con l’addormentarsi.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Sono certo che in quel momento iniziò a sognare.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Chissà, forse il momento in cui aveva abbracciato per la prima volta suo figlio, partorito da quella macchina che a sua volta era stato lui stesso a partorire.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Forse l’arrivo di quella nuova vita, che lui aveva tirato giù dal cielo con la forza della scienza, piombata sulla terra come un corpo celeste a velocità astrale per far battere un piccolo cuore in quel corpo ibrido di uomo diverso.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">In ogni caso…Magnusson sognò.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/YuTnEy0DicY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></span></span></p>
<hr class="wp-block-separator">]]></content:encoded>
					
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; CAPITOLO 5</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:19:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caccia alla Chimera-Capitoli]]></category>
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		<category><![CDATA[capitolo+5]]></category>
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					<description><![CDATA[clicca qui per ricordare&#160;personaggi&#160;e interpreti&#160; clicca qui per la presentazione dei]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare&nbsp;personaggi&nbsp;e interpreti</span><span style="color: #000080;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/specifica_sui_contenuti.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per la presentazione dei contenuti</span><span id="1318608205761E" style="display: none;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mWJdAEm5Jmk&amp;list=PLC706297B422B69CA ">clicca qui per vedere il trailer su YouTube</a></span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/rassegna_stampa.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per vedere la rassegna stampa</span></a></p>
<hr>
<p>Il secondo incontro fra Mastrelli e Magnusson tutto sommato era stato più produttivo del primo.</p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Purtroppo Walter era stato costretto ad andare via in seguito al risoluto invito degli infermieri, proprio nel momento in cui Magnusson, visibilmente prostrato, si era assopito all’improvviso. Tuttavia il materiale e le notizie che aveva raccolto gli avrebbero permesso di far decollare quell’approfondimento mediatico della notizia, che sarebbe risultato di certo il principale tormentone tv dei mesi successivi.</span></span></div>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><span id="more-4923"></span></span></span></p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Il primo passo ufficiale fu la grande conferenza stampa organizzata da YouGlobe per la presentazione ufficiale del nuovo programma; il delegato aziendale fu ovviamente Filippo Rossetti, che in qualità di Direttore della testata giornalistica TG white era il dirigente più accreditato al riguardo.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Rossetti, per scongiurare qualche eventuale ed imprevedibile defezione da parte mia o di Walter, venne a prenderci direttamente alla fine della registrazione del TG mattutino.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Eccola qua la nostra star! Il grande Mastrelli… the number one!</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Dottor Rossetti come mai da queste parti?</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Oh! niente, niente! Fra mezz’ora ci sarà la conferenza stampa e sono passato a prendervi per fare quattro chiacchiere prima del grande incontro.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211;&nbsp; Ah, ecco!&nbsp;E’ venuto in pratica a precluderci ogni via di fuga… non è vero?</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211;&nbsp; Ih! … come sei sospettoso!</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211;&nbsp; No, la verità è che non amo molto questi incontri con altri colleghi che spesso sono aggressivi e ostili senza alcun motivo, comunque ormai mi ha coinvolto e non mi tiro indietro.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211;&nbsp; E il buon Pastrone?</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Intervenni nel dialogo parlando dai diffusori acustici della regia.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211;&nbsp;</span></span><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Io ho già indossato la corazza e sono pronto per la battaglia.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Bravi, dovete essere sempre così disponibili, anche perché non si tratta di una guerra. Siete uomini pubblici e dovete sapere gestire la vostra immagine anche al di fuori dello schermo televisivo.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Senza concederci il ben che minimo spazio temporale per nostre eventuali repliche, Rossetti prese sottobraccio Walter e lo trascinò verso la sala riunioni, contemporaneamente con l’altro braccio libero rivolto verso i vetri dello studio di regia, mi invitò a seguirli.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img loading="lazy" title="La sala della conferenza stampa di YouGlobe" src="/public/sala_conferenza_stampa.jpg" alt="La sala della conferenza stampa di YouGlobe" width="443" height="271" align="middle"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">La sala era stracolma, sul fondo potevo scorgere distintamente una cinquantina di persone in piedi. Walter era certamente abituato alle telecamere, ma nel suo lavoro si trattava pur sempre di un contatto asettico: lui, gli obiettivi elettronici e qualche tecnico di contorno. Tutti gli sguardi verso di lui erano sempre filtrati dai vetri della regia e dalle enormi distanze che lo separavano dai telespettatori, stavolta però era diverso.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Ci accomodammo in tre dietro il banco pieno di microfoni: io e Mastrelli rispettivamente a sinistra e a destra di Rossetti.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Cinzia non venne convocata per non distogliere l’attenzione della platea da Walter, che il dirigente di YouGlobe voleva “prima stella” assoluta.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Si trattava di qualche centinaio di persone contro diverse decine di milioni di utenti televisivi, pochi granelli a confronto con un intero bidone di sabbia, tanto per avere un’idea del rapporto fra i due insiemi.&nbsp;Però, per quanto poco consistente, quella gente era lì, di fronte a noi, ed avrebbe interagito in funzione di tutto ciò che noi tre avremmo esternato in quella circostanza, altro che sguardi vuoti ed assenti al di là dell’immaterico spazio! Altro che folla muta e passiva ipnotizzata dallo sguardo virtuale di un imbonitore televisivo!&nbsp;Lì ci saremmo giocati la reputazione.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Io feci registrare dai miei collaboratori l’intera conferenza stampa, che conservo ancora integralmente.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Al nostro ingresso in sala sembravano tutti bendisposti, e già questo ci tranquillizzava. Poi il Direttore, con la sua solita sicurezza e la dialettica sciolta da manager con grandi capacità comunicative, si esibì in una presentazione con i fiocchi.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Ci descrisse come fiori all’occhiello di YouGlobe, parlò delle capacità giornalistiche di Mastrelli sacrificate per troppo tempo in funzione dell’alto gradimento che aveva raggiunto in qualità di lettore, di quello scoop su una sconosciuta profezia di Nostradamus venuta improvvisamente a galla dopo la dichiarazione pubblica di Magnusson, e della incredibile storia umana che ne sarebbe venuta fuori a seguito delle interviste e delle indagini che il nuovo programma televisivo avrebbe svolto nel tempo, concluse con ampollosi elogi nei miei confronti.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Poi diede il via alle libere domande dei giornalisti che ovviamente scelsero Mastrelli come interlocutore.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">La prima a prendere la parola fu una collega di “CronoPlanet”, un quotidiano allora nato da poco ma già piuttosto conosciuto e molto letto soprattutto nel nord Italia.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Buonasera signor Mastrelli, Marzia Gucciarmo di CronoPlanet. Lei ritiene che un eventuale consenso pubblico del nuovo programma possa essere collegato di più alla sua immagine di star televisiva, alla sincera curiosità dei telespettatori per questa storia, che cammina a cavallo fra vaticinio e moralità scientifica, o alla naturale sensibilità popolare connessa alla sorte del bambino scomparso?</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img loading="lazy" title="Mastrelli, Rossetti e Pastrone al tavolo della conferenza stampa di presentazione del programma " src="/public/conferenza_stampa_YouGlobe.jpg" alt="Mastrelli, Rossetti e Pastrone al tavolo della conferenza stampa di presentazione del programma " width="470" height="261" align="middle"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Al primo colpo aveva subito centrato il grande dilemma interiore di Walter; ma lui rispose con serenità e ottimo self control.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Le confesso che questa domanda costituisce il mio dubbio più attuale.Tralasciamo la mia notorietà, che scaturisce essenzialmente dall’utilizzo mediatico della mia immagine e che quindi può costituire solo un parametro fisso e non una variabile.&nbsp;</span></span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">La risposta forse sta dietro l’insieme di tutti e tre i quesiti, e in ogni caso dobbiamo prima vedere se il programma avrà effettivamente successo; in caso contrario non varrà neanche la pena porsi queste domande.&nbsp;</span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Comunque è uno scoop che, almeno durante i TG, si è rivelato di grande interesse per il pubblico e come tale va portato avanti finché non si approda ad una soluzione della storia.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Quindi lei intende investigare per andare in fondo alla faccenda?</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Certamente! Sono stato già due volte a Stoccolma per chiedere informazioni al padre della chimera, per conoscere chi lo ha aiutato a suo tempo in quell’esperimento, quali possano essere stati i rapitori interessati alla sparizione del bambino, come ha vissuto con quell’angoscia nel cuore per quarant’anni ecc. ecc., tutta roba che racconterò nelle prime puntate del programma “Il Mistero della Chimera”. Intendo comunque tornare in Svezia al più presto per ulteriori approfondimenti.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Si frappose nel dialogo un altro giornalista, che al contrario della sua collega non si presentò affatto.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; E’ riuscito ad individuare le possibili motivazioni di questo vecchio sequestro risalente addirittura al 1968? Che so?! … Tratta di bambini, traffico di organi, pedofilia, ricatto ecc. ecc.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Risposi io, con un tono ben diverso da quello di Walter, forse perché ero irritato dalle orrende argomentazioni messe in gioco con tanta indifferenza da quell’uomo sgradevole e sgarbato.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Non vi sono state indagini da parte della Polizia svedese perché Magnusson non denunciò mai il fatto per paura di incappare in conseguenze penali per la illegalità del suo esperimento. Lo scienziato tuttavia sguinzagliò decine di investigatori privati seguendo inizialmente la pista di un possibile ricatto, ma aveva abbandonato questa traccia sia perché del tutto inusuale nell’ambito territoriale svedese, sia perché in seguito era riuscito ad individuare la causa più probabile della misteriosa sparizione del bambino …. ma preferisco non fare anticipazioni in merito perché tutto questo sarà sicuramente oggetto delle prossime trasmissioni televisive. Posso solo dirle che i detective non hanno &nbsp;ritenuto neanche ipotizzabile che i rapitori fossero capaci di spaventosi obiettivi simili a quelli da lei prospettati.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Riccardo Bonacca dell’ “Araldo Padano”: Mi rivolgo al dottor Mastrelli, lei cosa pensa sinceramente del lavoro di Magnusson?</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Non sono mai stato favorevole alla sperimentazione estrema. E’ dall’inizio di questo secolo che l’uomo tenta di alterare in tutti i modi gli schemi della natura. Meglio precisare che i tentativi&nbsp;sono partiti già negli ultimi decenni del ‘900, ma ci si è spinti sempre più verso l’assurdo, soprattutto dopo che l’opinione pubblica mondiale e gli stessi organi bioetici competenti hanno allargato le maglie dell’iniziale ostilità nei riguardi di queste pratiche scientifiche, allettati dalle finalità che i ricercatori hanno sempre presentato ufficialmente.&nbsp;</span></span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Ma l’esperimento di Magnusson risale addirittura al 1968. Allora era impensabile che la scienza potesse giungere a tanto, e in fondo forse gli stessi ricercatori non credevano neanche di poter condurre in porto positivamente una clonazione manipolata. Credo che il test sia sfuggito di mano all’intera equipe svedese.&nbsp;</span><span style="text-indent: -27pt; font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Ancora oggi nel 2012, senza ottenere praticamente nulla, gli scienziati sono passati dalla clonazione di una pecora agli impianti di cellule umane negli animali, dalla creazione di sperma dal midollo di una donna alla fecondazione artificiale, fino alla produzione di centinaia di chimere animali.&nbsp;</span></span><span style="text-indent: -27pt; font-family: Arial; font-size: larger;">Anche se la sconfitta delle malattie ancora incurabili può apparire finalità importante di questo tipo di ricerca scientifica, è stata comunque sradicata in modo ignobile quella sacra cortina di mistero che ci separava dal concetto stesso di vita, abbiamo sfondato di slancio l’esoterico confine fra lecito e illecito che Dio ci aveva chiesto di rispettare, e tutto questo, tra l’altro, con il beneplacito di coloro che dovrebbero garantire la sacralità della natura, organi religiosi ivi compresi.&nbsp;</span><span style="text-indent: -27pt; font-family: Arial; font-size: larger;">No. Non sono assolutamente d’accordo con tutto questo.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Seguirono alcune domande sulle profezie di Nostradamus e sulle relative interpretazioni di Mastrelli; inevitabilmente si cominciò ad uscire fuori tema con le solite banali questioni sulla fine del mondo, sulla terza guerra mondiale, sulle possibili diverse spiegazioni di una stessa quartina ecc. ecc.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Fino all’intervento finale di Rossetti che chiuse la conferenza stampa con la stessa autorità mostrata in occasione dell’apertura.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Ringrazio tutti voi per l’attenta partecipazione e per l’interesse che avete manifestato per questa nostra iniziativa giornalistica, ma credo che ora sia meglio lasciare liberi il caro Mastrelli e l’amico Patrone… non vorrei che lo sforzo sostenuto questa sera possa ripercuotersi sui prossimi TG white o sul “Mistero della Chimera”… se loro lavorano male, poi magari sarò io ad essere licenziato.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Una risata generale ed un caloroso applauso chiusero la riunione.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Proprio come aveva previsto il direttore Rossetti, con il suo eccellente fiuto di palinsesti di successo, il mini-programma di cronaca intitolato “<b>Il Mistero della Chimera</b>”, piazzato subito dopo il TG whigt della sera, divenne un momento televisivo cult già al termine della prima puntata.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">D’accordo con Mastrelli avevo pianificato alla perfezione il debutto, con tanto di trailer di propaganda, peraltro proposto ad ogni turnazione pubblicitaria per l’intera settimana precedente…proprio da fare invidia ai principali talk show nazionali!</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Sia negli spot di presentazione che nella sigla iniziale, appariva spesso, con un gioco tecnico di dissolvenze incrociate, l’immagine di Nostradamus; la musica vintage, stile anni 70, con inserti audio simili a ruggiti di un animale sconosciuto, aveva poi gran parte dei meriti nella produzione di interesse e curiosità nei telespettatori.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><span style="color: #0000ff;"><i>Ascolta la sigla del programma &#8220;Il Mistero della Chimera&#8221;</i></span></span></span></div>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/SD_1zMWHgio" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></span></span></p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">D’altra parte proprio interesse e curiosità stanno alla base di un successo televisivo, poi basta non incorrere in cadute di attenzione da parte degli utenti con affrettate risoluzioni della tematica principale, mantenendo così alte le aspettative della gente, per poter stiracchiare questo successo su un intero palinsesto stagionale, creando magari i presupposti per un ulteriore consenso di pubblico nella stagione successiva.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Questa è la tecnica adottata per i principali serial internazionali: C.S.I, &nbsp;E.R.,&nbsp;N.C.I.S. J.A.G. ecc. ecc., tutti acronimi insignificanti che però sono stati i titoli delle fiction televisive più seguite degli ultimi 10 anni che hanno riempito le serate di gran parte delle famiglie del pianeta.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Certo “Il Mistero della Chimera” non era una fiction, ma il grado del successo ottenuto da un programma giornalistico, tutto italiano, stava proprio nel fatto che fosse paragonabile solo a quello di un grande serial internazionale.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img loading="lazy" title="Lo Studio realizzato per il programma" src="/public/studio_del_mistero_della_chimera copia.jpg" alt="Lo Studio realizzato per il programma " width="592" height="347" align="middle">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Avevo curato personalmente la scenografia dello studio, avevo fatto sistemare sulle pareti foto di antiche stampe che riproducevano mitici incroci di animali studiati dai bestiari della kriptozoologia. Sui laterali delle scrivanie, dove dovevano sedere ospiti e conduttori, avevo fatto piazzare copie di un ritratto di Nostradamus. Completavano poi il fascino enigmatico dell’intera operazione giornalistica i due lettori di TG di maggiore successo del momento e una grande riproduzione del quadro “<b>I mostri dell&#8217;ingegneria genetica</b>” di Vittorio Piscopo, un pittore futurista napoletano, morto nel 2004, che io ritenevo perfettamente adeguata alla tematica del nuovo programma.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img class="alignleft" title="Il quadro “I mostri dell'ingegneria genetica” di Vittorio Piscopo" src="/public/ingegneria_genetica_Vittorio_Piscopo.jpg" alt="Il quadro “I mostri dell'ingegneria genetica” di Vittorio Piscopo" align="left"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Nel momento in cui era partito per la prima volta il leitmotiv del programma già lo share era alle stelle, e le percentuali erano aumentate sensibilmente durante la seconda puntata.&nbsp;Un vero boom!</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">La gente si era chiesta subito chi e dove fosse quel giovane ibrido di uomo, in quale parte del mondo fosse nascosto e quali speranze potesse avere, sempre che fosse ancora vivo, di poter&nbsp;sopravvivere ad una natura che evidentemente lo combatteva.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Le domande e la curiosità popolare poi aumentarono esponenzialmente quando subentrarono la misteriosa profezia di Nostradamus, la natura incognita dell’animale incrociato geneticamente nella chimera, i risvolti morali che quella creazione tanto forzatamente artificiosa poteva comportare e il rebus connesso al rapitore dell’essere che fino ad allora era sempre rimasto nell’ombra.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Inoltre, come aveva opportunamente studiato Rossetti, la momentanea sparizione dagli schermi televisivi in qualità di lettore da parte di Walter Mastrelli aveva ulteriormente amplificato l’attesa nei telespettatori per quel suo ritorno anche nella nuova veste di reporter.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Insomma, era andato tutto secondo le previsioni… anzi eravamo andati ben oltre.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Per Walter c’era soprattutto la grande soddisfazione di poter finalmente leggere alla gente il frutto del suo lavoro; aveva smesso di fare il pappagallo ripetitore senza anima, per mostrarsi al pubblico quale valido cronista di successo già dall’espletamento del suo primo incarico specifico.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Anche Cinzia ovviamente beneficiava di questo successo restando però, per il grande pubblico, nell’ombra del suo compagno. In realtà la preparazione del programma passava pure da lei; Walter e Cinzia infatti studiavano insieme come snocciolare le notizie alla gente, come impostare ogni singola trasmissione settimanale in funzione delle ricerche effettuate nei giorni precedenti, ma anche i gesti e le espressioni da adottare ad ogni singola deduzione da loro proposta.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Non potevano di certo prevedere quel clamoroso colpo di scena che stava in agguato alla quarta trasmissione, proprio alla vigilia di un altro viaggio di Mastrelli a Stoccolma.</span></span></div>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; CAPITOLO 6</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:18:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caccia alla Chimera-Capitoli]]></category>
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					<description><![CDATA[clicca qui per ricordare&#160;personaggi&#160;e interpreti&#160; clicca qui per la presentazione dei]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare&nbsp;personaggi&nbsp;e interpreti</span><span style="color: #000080;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/specifica_sui_contenuti.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per la presentazione dei contenuti</span><span id="1318608205761E" style="display: none;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mWJdAEm5Jmk&amp;list=PLC706297B422B69CA    ">clicca qui per vedere il trailer su YouTube</a></span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/rassegna_stampa.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per vedere la rassegna stampa</span></a></p>
<hr>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">
<p>Walter e Cinzia avevano lavorato fino a tarda sera sulle carte che Magnusson aveva consegnato già al suo primo incontro con Mastrelli.Erano vecchie foto sbiadite che sembravano rubate alla segretezza del laboratorio, documenti amministrativi relativi alla gestione dello studio, alla contabilità, agli stipendi di ciascun componente dell’equipe.</p>
<p>Un blocco di appunti dello scienziato svedese risultò praticamente indecifrabile, scritto com’era con un linguaggio per addetti ai lavori, incomprensibile per due giornalisti che, per quanto laureati, avevano studiato discipline umanistiche e non di certo scientifiche e di livello tanto elevato.<br>C&#8217;erano formule chimiche, modelli di strutture proteiniche e di loro possibili varianti, sequenze di DNA e decodifiche di genomi che costituivano, con molta probabilità, i pilastri dell’intera ricerca di Magnusson.<br>Non sapendo cosa tirare fuori da tutto quel materiale tecnico-scientifico, i due focalizzarono la loro attenzione sulle foto e sull’elenco dei nominativi dello staff medico e paramedico.</p>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img loading="lazy" class="alignleft" title="Polasacra e Avrahm nel 1968" src="/public/Polasacra_e_Avrahm_1968(1).jpg" alt="" width="297" height="236" align="left"></span></span></p>
</div>
<div>&#8211; Ecco! Questa è una foto con Polasacra e Avrahm … chissà chi l’ha scattata?!<br>&#8211; Scusami Walter, ma io non conosco ancora i nomi dei collaboratori, tu già ne hai parlato con Magnusson, potresti farmi un breve riepilogo dei “magnifici 7”?<br>&#8211;&nbsp; Hai ragione. Ecco qua….l’elenco è facilmente deducibile dal libro paga:</div>
<div><strong style="text-align: justify; text-indent: -27pt;">Kurt Polasacra</strong><span style="text-align: justify; text-indent: -27pt;"> è il principale assistente di Magnusson. Svedese di origine italiana è l’unico componente dello staff a conoscenza dei segreti dell’intero esperimento. I particolari più delicati del progetto di Magnusson sono stati condivisi dallo scienziato solo con lui.&nbsp;Nelle indagini degli investigatori privati risulta ovviamente il più sospettato, anche perché si è reso irreperibile subito dopo il rapimento di Richard-la chimera.&nbsp;Sembra che Polasacra, da sempre grande appassionato di arte figurativa, abbia lasciato una traccia relativamente recente a Palermo, dove ha fondato dodici anni fa un portale web dedicato appunto all’arte, oggi diretto da altre persone … comunque di questo parliamo dopo.&nbsp;</span></div>
<div><strong>Samuel Avrahm</strong> è invece un medico prenatale israeliano e secondo assistente dell’equipe di Magnusson. E’ tornato a Tel Aviv dopo lo scioglimento dello staff ed il rapimento del bambino. Dovrei andare ad intervistarlo non appena possibile.</div>
<div>C’è poi <strong>Fredik Larsen</strong>, altro dottore svedese ma stavolta assistente di Samuele Avrahm, per quanto presente nel libro paga di Magnusson prendeva ordini principalmente da Avrham. Oggi è in pensione e risiede ancora in Svezia.&nbsp;</div>
<div><strong>Ferdinando Mussi</strong> era lo zoologo dell’equipe. Italiano di nascita, ma naturalizzato svedese, era il principale punto di riferimento per Magnusson soprattutto nella prima parte della ricerca, quando doveva essere identificato il miglior modello di DNA animale da utilizzare nella creazione della Chimera. E’ ancora in attività ma si è trasferito a Firenze e lavora nel locale Museo di Storia Naturale.&nbsp;</div>
<div><strong>Rebecca McDoing</strong> era una delle due donne dello staff, scozzese, paramedico; l’altra era invece il medico prenatale, la spagnola <strong>Ester Serrano</strong>, incaricata di seguire la regolarità andamentale nella crescita del bambino e di evidenziare patologie eventualmente subentrate nei primi giorni di vita.&nbsp;Il settimo ed ultimo componente, era un altro svedese, anche lui infermiere come la McDoing, un certo <strong>Ulrik Toren</strong>.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; Ecco ora conosco almeno i nomi, anche se non mi dicono assolutamente nulla.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; Solo incontrandoli potremo tirare fuori qualcosa … che so? Qualche indizio, qualche informazione aggiuntiva; di certo il rapitore è uno di loro, ed il rapitore potrebbe condurci a ritrovare la Chimera, o almeno dove si potrebbe nascondere.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; Già! Ma pare che Polasacra sia introvabile…e dovremmo cominciare proprio da lui.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp;&nbsp;Abbiamo una traccia e dobbiamo seguirla. Ho pensato una cosa, ma ho bisogno del tuo aiuto.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; &nbsp;Dimmi pure. Vediamo se è una cosa che posso fare.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; Ti metti nella posizione di una estranea, ma ti ricordo che anche tu sei coinvolta nel programma in TV. – osservò Walter un po’ irritato dalla fredda risposta della sua compagna.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp;&nbsp;La stella di prima grandezza però sei tu, e a me sta benissimo, volevo solo fare un po’ di ironia sulla mia disponibilità a collaborare … diciamo ad occhi chiusi. Ma sei troppo preso da quest’indagine e non cogli più neanche le mie frecciatine sardoniche.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp;&nbsp;Hai ragione, non mi va né di scherzare né di cazzeggiare. E ti prego di non mollarmi in questo momento, da solo non avrei dove andare.</div>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/GdWsxpTfZlA" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></span></span></p>
<p>Cinzia non rispose, stava ancora in piedi dietro di lui e si limitò a dargli un bacio sul collo e ad abbracciarlo dall’alto per le spalle.</p>
<p>Walter, tranquillizzatosi, riprese con rinnovato entusiasmo ad esternare i suoi piani sull’evoluzione del programma:<br>&#8211;&nbsp;Ho pensato che avendo una settimana fra una puntata &nbsp;e l’altra potremmo interrogare i principali protagonisti separatamente, … no…meglio dire intervistare, siamo giornalisti non investigatori.<br>Io potrei tornare a Stoccolma a parlare con Magnusson subito dopo la quarta puntata del programma, mentre tu potresti andare a Palermo a parlare con gli artisti iscritti al portale web, potrebbero aver conosciuto o almeno incontrato Polasacra nel 2000, quando ha creato il sito internet.<br>&#8211;&nbsp; Mi sembra una buona idea, ma come si chiama questo sito?<br>&#8211;&nbsp;Pittorica, ed ha ben tre domini in rete. Pittorica.org è un’area destinata ai comunicati stampa su tutta l’attività artistica in Italia e, in parte, anche all’estero; Pittorica.com è un vero e proprio social network, mentre il dominio originario, Pittorica.it, è oggi il portale di accesso all’informazione on line proposta in rete, una sorta di ingresso principale a tutta l’attività del gruppo.</p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img loading="lazy" class="alignnone" title="Il logo del portale web " src="/public/Logo_Pittorica_2009_mini.jpg" alt="" width="276" height="110" align="left"></span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
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<p>&nbsp;</p>
<p>&#8211;&nbsp;Va bene, ma non vorrei presentarmi &nbsp;con il mio vero nome, starebbero tutti sul chi vive avendo magari visto il programma.</p>
<p>&#8211;&nbsp; Ma ti conoscono dal video!<br>&#8211;&nbsp;Un paio di occhiali, una pettinatura diversa o una parrucca potrebbero anche bastare. La gente spesso guarda la TV senza “vederla”. Si mettono a fuoco solo pochi particolari, il resto diventa nebuloso nella memoria. Come ti ho detto prima, la vera stella del programma sei tu, quindi la gente in genere ricorda soprattutto te, un piccolo particolare aggiunto al trucco e il gioco è fatto, nasconderò facilmente la mia identità.&nbsp;Mi presenterò come Gabriella Bellavista, che è una mia lontana cugina. Farò interviste per promuovere l’attività artistica degli autori registrati al portale, poi però, a telecamere spente, chiederò informazioni su Polasacra con la scusa di approfondire la storia dell’ingresso di ogni singolo artista nel sito.<br>&#8211;&nbsp;Ecco! Come vedi tu stessa hai trovato cosa potresti fare per aiutarmi.<br>&#8211; Ma il pensiero di non farlo non mi aveva neanche sfiorato.<br>&nbsp;<br>Walter rimase da solo fino a tarda notte a lavorare sulla documentazione fornitagli da Magnusson. Scoprì così, da alcuni ritagli di giornale dell’epoca, che durante i mesi successivi a quel fatidico settembre 1968, lo scienziato era stato colpito anche da infarto, certamente per lo stress subito e per il dolore causato dalla perdita, ma i giornali questo non potevano saperlo e avevano comunicato solo l’attacco cardiaco subito dal luminare svedese.<br>Magnusson non si era dato pace, quella storia non aveva alcun senso; escludendo Polasacra nessuno era al corrente delle prerogative del bambino, ed una volta scartato il rapimento a scopo di riscatto, perché non gli giunse mai alcuna richiesta in merito, non riusciva ad attribuire un logico motivo a quell’odioso crimine.<br>Ma al riguardo l’istinto di Magnusson gli diceva che il suo bimbo era al sicuro, che il suo rapitore lo avrebbe trattato bene, scartava in modo assoluto qualsiasi fine cruenta della sua creatura e in quei trent’anni si era convinto che prima o poi l’avrebbe rivisto.<br>Scrisse persino una lettera a suo figlio, dove spiegava tutti i motivi che l’avevano indotto a farlo nascere e incoraggiato nell’ambizione di potenziarne le capacità in quel modo tanto artificioso.<br>Walter trovò quella lettera fra le carte in suo possesso, ma non vi trovò dati particolarmente interessanti alla sua indagine, se non l’acclarata convinzione che Richard fosse sano e salvo.<br>In quel momento ricordò un breve scambio di battute che aveva avuto proprio all’inizio del suo secondo incontro con Magnusson.</p>
</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img loading="lazy" class="alignright" title="Magnusson" src="/public/disegno_Magnusson2012_.jpg" alt="" width="323" height="230" align="right"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">
<p>&#8211; Dottore, mi perdoni vorrei farle una domanda a bruciapelo, sarebbe interessante sapere la natura dell’essere dal quale è stato estratto parte del DNA inserito nel patrimonio genetico di Richard.<br>&nbsp;<br>&#8211; Vuole conoscere insomma qual è la “bestia” della profezia di Nostradamus? Signor Mastrelli, lei ha tirato fuori questa storia della profezia probabilmente per aumentare l’interesse e la curiosità della gente, e ha fatto bene. Io volevo proprio che il mio appello girasse il più possibile per il mondo, e la sua cassa di risonanza ha funzionato. Così forse riuscirò a vedere di nuovo mio figlio … ma solo a lui dirò la verità. Solo lui potrà capire il perché della mia scelta che chiunque altro potrebbe considerare invece scellerata … chissà … mio figlio potrebbe persino apprezzare quello che ho fatto, ma devo dare solo a lui le dovute spiegazioni … oltre le necessarie informazioni su ciò che potrebbe aspettarsi in futuro a seguito della sua diversità genetica.<br>&nbsp;<br>Walter ricordò di aver chiesto in seguito a Magnusson, per una seconda volta, l’identità animale incrociata nella genetica della Chimera e di aver ricevuto, per una seconda volta, un garbato diniego.<br>Pensò, tra l’altro, che rivelare i dettagli più intimi dell’esperimento all’intera umanità avrebbe potuto scatenare una serie impressionante di tentativi di emulazione da parte di altri scienziati senza scrupoli.<br>Considerò la lucidità di Magnusson che appariva sempre più inversamente proporzionale al suo stato di salute; tanto si manifestava debilitato, quanto più si evidenziavano le sue capacità cognitive, razionali e mnemoniche.&nbsp;<br>&nbsp;<br>Si preparò spiritualmente così alla quarta puntata del programma prevista per l’indomani ed alla sua terza visita a Magnusson, ma nel frattempo si addormentò sul tavolo con la testa abbandonata fra le carte di Magnusson e con il conforto ipnotico del monotono ticchettio della sua sveglia rossa.<br>Quello spazio temporale che lo separava dai suoi successivi impegni, scandito dal suo orologio colorato, lo spinse in un profondo limbo onirico ricco di immagini, tanto surreali quanto inquietanti, così i suoi sogni mutarono in un incubo.<br>&nbsp;</p>
</div>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/HI2xXihBp4c" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></span></span></p>

<figure class="wp-block-image"><img alt=""></figure>
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; CAPITOLO 7</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:18:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[clicca qui per ricordare&#160;personaggi&#160;e interpreti&#160; clicca qui per la presentazione dei]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare&nbsp;personaggi&nbsp;e interpreti</span><span style="color: #000080;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/specifica_sui_contenuti.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per la presentazione dei contenuti</span><span id="1318608205761E" style="display: none;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mWJdAEm5Jmk&amp;list=PLC706297B422B69CA ">clicca qui per vedere il trailer su YouTube</a></span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/rassegna_stampa.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per vedere la rassegna stampa</span></a></p>
<hr>
<p>Nelle prime tre puntate del “Mistero della chimera” avevamo utilizzato il materiale raccolto con le due interviste di Walter.</p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Si&nbsp;era parlato&nbsp;della figura di Magnusson, delle sue aspirazioni nella fase iniziale del progetto, e delle varie possibilità relative alla misteriosa componente animale inserita nel DNA della chimera.&nbsp;Tutto questo comunque era piuttosto aleatorio, erano passati oltre quarant’anni ed il bambino al momento del rapimento era appena nato.</div>
<p><span id="more-4921"></span></p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Dopo tanto tempo la creatura poteva avere assunto sembianze ben diverse da quelle di un essere normale o, al contrario, poteva presentarsi assolutamente non identificabile, in quanto identica ad un comunissimo essere umano.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="color: black;">Inoltre fra le possibili mutazioni, Magnusson aveva anche ipotizzato che nel tempo la chimera, nata maschio, potesse anche aver cambiato sesso.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="color: black;">Cercavamo quindi un uomo o una donna, con fattezze mostruose o perfettamente normali, con poteri sovrumani o priva di qualsivoglia differenziazione dalle potenzialità tipiche della razza umana…in pratica non avevamo nulla in mano, partivamo proprio da zero.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">In quella fase quindi, in mancanza di altri dati importanti, inevitabilmente l’attenzione degli altri media e dei quotidiani iniziò a riversarsi anche sui nostri presentatori e autori del programma.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Il legame fra Walter e Cinzia, se era rimasto in secondo piano quando erano solo lettori di un TG, divenne invece di dominio pubblico con il nuovo programma televisivo. Le foto dei due si trasformarono in merce pregiata per i soliti paparazzi e giornalastri, così come li chiamavo io, che da buoni parassiti vivevano esclusivamente di gossip metropolitano, un po’ come tante sanguisughe appiccicate alla più inutile delle informazioni da dare al pubblico.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">La fama che aveva concesso la televisione si ritorceva contro i due giornalisti.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Non avevano più una vita privata, e non potevano neanche lamentarsene perché erano “personaggi pubblici” e come tali venivano costretti a condividere con il prossimo l’intera loro esistenza, passo per passo, momento dopo momento; i media avevano trasformato la loro attività vitale, sia quella relativa alla sfera più intima che a quella professionale, in una sorta di reality divulgato con ogni mezzo in tutto il pianeta.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Io ho sempre odiato questo genere di popolarità, ne faccio volentieri a meno, fortunatamente il mio ruolo “dietro le quinte” mi tiene, anche oggi, distante dalla iper-esposizione mediatica di cui furono invece vittime Walter e Cinzia ma, sia per il direttore Rossetti che per l’intera YouGlobe, quella era la migliore forma di pubblicità per il programma e di conseguenza per l’intera azienda.</div>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/3d3lDpWUjGA" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Anche la notorietà di Cinzia, nella qualità di compagna del giornalista a caccia della chimera profetizzata da Nostradamus, si estese su scala mondiale e finì col crescere a tal punto che il suo lavoro di intervistatrice di Pittorica.com, sotto falsa identità, venne scoperto.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Cinzia continuò ad indagare col suo vero nome, ma non pubblicò le successive interviste su Pittorica.com. I suoi colloqui con gli artisti, all’inizio, venivano effettivamente utilizzati a fini promozionali per gli autori interessati; infatti solo dopo l’incontro formale dinanzi le telecamere Cinzia approfondiva le sue domande.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><img class="alignleft" title="Cinzia sotto falso nome intervista la pittrice Marisa Battaglia" src="/public/Forestieri_intervista_per_Pittorica.jpg" alt="" align="left"></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Ma dopo la&nbsp;scoperta della vera identità dell’intervistatrice, le richieste di informazioni su Kurt Polasacra divennero predominanti e Cinzia ritenne così che la relativa documentazione in video avesse perduto il suo originale significato di promozione artistica.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Comunque si sbagliava; la forza smisurata di internet e dei media, avrebbe al contrario dato un maggiore slancio a questo tipo di diffusione commerciale in rete, proprio per la grande notorietà dell’intervistatrice.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Tuttavia gli artisti continuarono a collaborare con la Forestieri nel tentivo di ricostruire la vita di Kurt Polasacra, almeno nel periodo di permanenza a Palermo dei primi anni 2000.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">A Cinzia inoltre era stato assegnato il compito di sostituire Walter quando era assente per le sue ricerche sul campo, e di leggere per intero l’edizione in lingua inglese del programma. Si può avere così un quadro piuttosto esplicito dell’improvvisa evoluzione della sua carriera di giornalista.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Fu proprio mentre presentavano insieme la quarta puntata del programma, prima di un altro reportage esterno di Mastrelli per raccogliere ulteriori notizie, che arrivò in redazione come un fulmine la notizia della morte di Magnusson.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Il foglietto con l’annuncio di poche righe fu consegnato velocemente a Cinzia mentre Walter al suo fianco stava parlando proprio del suo ultimo incontro con lo scienziato svedese.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; Scusami Walter, ma in questo momento mi è giunta una notizia importante che purtroppo devo dare in diretta. E’ un comunicato di “CronoNews” che segnala la morte del dottor Magnusson la scorsa notte, fra martedì e mercoledì.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; Temevo questo comunicato da un giorno all’altro; viste le condizioni dello scienziato non speravo potesse ancora vivere a lungo… anche se devo ammettere che durante la mia ultima visita mi era apparso leggermente migliorato.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; &nbsp;Sì, ma la causa della morte non sembra essere stata la sua malattia.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; &nbsp;Cioè?</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Cinzia a quel punto mostrò delle doti di esperto “animale da scena” che ancora non le conoscevo.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Fece un attimo di pausa, levò lentamente lo sguardo dal volto di Walter e lo rivolse dritto alla telecamera, senza leggere la parte restante della notizia, memorizzata nel frattempo.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp;<b>Magnusson è stato ucciso</b>. E sembrerebbe anche in modo piuttosto cruento.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">A Mastrelli sfuggì un sincero &lt;&lt; mio Dio! &gt;&gt;, lei proseguì annuendo e riprendendo a guardare il foglio.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><img loading="lazy" title="Cinzia Forestieri da in diretta la notizia dell'uccisione di Magnusson" src="/public/Notizia_omicidio_Magnusson.jpg" alt="" width="450" height="281" align="middle"></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; Il comunicato stampa parla di … di …</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">sgranò gli occhi fingendo di leggere sul foglio ciò che invece aveva</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">largamente già acquisito. Poi sollevò di nuovo lo sguardo verso l’obiettivo e</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">sillabando disse:</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; … di <b>svisceramento</b>.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; Coomeee??</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; Sì, Walter si parla proprio di morte causata da svisceramento; non è stata specificata l’arma usata, ma sembrerebbe trattarsi di qualcosa di mostruoso. Leggo testualmente: <i>La scorsa notte lo scienziato svedese Samuel Magnusson è stato trovato morto nel suo letto con il ventre squarciato. Il cadavere, scoperto dall’infermiere che prestava il servizio notturno nella dimora di Magnusson, da tempo gravemente malato, presentava un totale svisceramento causato da una serie di tagli profondi sull’addome posti in forma circolare. Ad un primo sommario esame sembra trattarsi di un unico grande … morso.</i></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Ci fu un attimo di silenzio tombale, immediatamente seguito da un intervento risolutore di Mastrelli, sollecitato da me dalla regia tramite l’auricolare.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; La notizia ci lascia attoniti, ma si tratta di un sintetico comunicato stampa che lascia ampi margini interpretativi. Quindi preferiamo non commentare e affidare alle prossime puntate del nostro programma l’analisi di questo oscuro omicidio. Vi lasciamo per questa sera alle news del TG black ed alle previsioni meteo. Buona serata a tutti voi.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">La sigla, già partita in sottofondo durante la conclusione, ebbe quindi il sopravvento in audio-video e finì con enfatizzare l’aura di mistero che aveva pervaso quella parte del programma.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">A telecamere e microfoni spenti si udì al di là dei vetri della regia un urlo di giubilo che fece trasalire Walter.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Lui alzò lo sguardo da quel foglio che aveva quasi strappato dalle mani di Cinzia e, nonostante le luci accecanti dei riflettori, vide chiaramente i cinque operatori della regia saltellare gioiosamente attorno a me.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Poi la mia voce gracchiò dal diffusore acustico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center;"><img loading="lazy" class="alignleft" title="Pastrone in sala regia" src="/public/Pastrone4.jpg" alt="" width="251" height="169" align="left"></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&nbsp;</div>
<div>&#8211; Siete stati eccezionali! Ma dove avete imparato a fare queste sceneggiate? La notizia è stata data con un tono così melodrammatico da fare invidia ad una copia di esperti attori teatrali… bravi, bravissimi! L’indicatore di ascolto qui segna livelli stratosferici.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il tecnico audio si gettò sul microfono scalzandomi via con furia fanatica.</div>
<div>&#8211;<span style="font: 7pt 'Times New Roman';">&nbsp;&nbsp;</span>E vedrete con le prossime trasmissioni …!!</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt 18pt;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Continuammo a gioire senza renderci conto di quello che stava provando Walter in quel momento.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Aveva conosciuto Magnusson da poco, ma i suoi due incontri con lo scienziato svedese erano stati molto intensi. Quell’annuncio della sua morte violenta, dato in diretta dalla sua compagna, l’aveva stravolto; figuriamoci quello che avrà provato vedendo noi nello studio di regia saltellare come deficienti per l’improvviso sbalzo in avanti dell’indice d’ascolto.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Quella dannata macchinetta che ci dava on line l’esatta percentuale di ascolto della trasmissione, brevettata da appena tre mesi e piazzata dall’azienda nella nostra sala di regia solo il mese prima, aveva amplificato a dismisura il nostro più bieco cinismo.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Cosa contava una vita umana di fronte ad uno schizzo in avanti di un indicatore elettronico?&nbsp;Che importanza poteva avere la perdita di una mente geniale, quando la contropartita era un imprevisto premio aziendale di produttività concessoci dal destino, quasi fosse la vincita di una lotteria?</div>
<div style="text-align: center; line-height: 150%;"><img loading="lazy" title="L'esultanza in sala regia per il picco negli ascolti" src="/public/bancodiregia_esultanza(1).jpg" alt="" width="450" height="261" align="middle"></div>
<p>A quel punto Walter Mastrelli si alzò e senza proferire parola si avviò verso l’uscita senza considerare minimamente Cinzia che lo seguiva come un agnellino.</p>
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; CAPITOLO 8</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:17:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caccia alla Chimera-Capitoli]]></category>
		<category><![CDATA[caccia+alla+chimera]]></category>
		<category><![CDATA[capitolo+8]]></category>
		<category><![CDATA[foto+drammatica+omicidio+magnusson]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare&nbsp;personaggi&nbsp;e interpreti</span><span style="color: #000080;">&nbsp;</span></a></p>
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<hr>
<p>Mastrelli aveva deciso di non rientrare più negli studi, almeno per quella sera.</p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Quell’osceno festeggiare per un successo televisivo, derivato dalla comunicazione in diretta della fine violenta di un uomo, gli dava il voltastomaco e io me ne vergognai nel momento stesso in cui vidi Walter uscire lentamente dal set televisivo, senza dare neanche un’occhiata verso l’alto alla mia sala regia, verso la quale invece aveva sempre lanciato ampi saluti amichevoli ad ogni fine registrazione.</div>
<p><span id="more-4920"></span></p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Nonostante i notevoli miglioramenti etico-professionali apportati negli anni al sistema televisivo mondiale, la continua concorrenza fra le reti satellitari, via cavo, e la forte rivalità fra i TG white e black all’interno di ciascuna compagnia, aveva permesso il permanere, anche nel 2012, di certa cinica immoralità nel trattamento e nella diffusione delle notizie&nbsp;di cronaca nera, un tipico retaggio delle “TV spazzatura” di fine millennio e di inizio secolo; sufficiente ricordare al riguardo certe dirette televisive del 2001 durante la “Guerra del Golfo” in Iraq.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><img loading="lazy" class="alignleft" title="immagine di un cameraman graficamente elaborata al computer " src="/public/tecnico1.jpg" alt="" width="194" height="147" align="left">Vecchi colleghi mi avevano raccontato alcune incredibili sceneggiate televisive adottate nei notiziari e nei programmi giornalistici per catturare il più possibile l’attenzione degli spettatori a danno delle altre televisioni; chi più osava nell’elaborare drammaticamente le terribili note di cronaca, più veniva ripagato dal sistema di valutazione degli ascolti.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Non si stendeva alcun velo pietoso sulle vittime, anzi! Si faceva il possibile per evidenziare i particolari più efferati dei delitti, per mandare in onda le immagini più cruente… il sangue versato negli omicidi, nelle stragi e nelle guerre, sia esse civili, fratricide o repressive, veniva ulteriormente sparso ai quattro venti dalle televisioni e dalla stampa.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Il diritto di cronaca era diventato l’alibi di certo giornalismo d’assalto per fare carriera, per sviluppare audience d’eccellenza. Tutto quello che poteva essere comunque comunicato entro i corretti limiti della decenza veniva invece sputtanato impietosamente in qualsiasi fascia oraria a qualsiasi spettatore.&nbsp;Lo slogan era “per non dimenticare”… ed in effetti quelle immagini terribili come potevano essere dimenticate?&nbsp;Quei particolari, tanto orribili quanto inutili da divulgare, come potevano passare inosservati? Che importanza poteva avere se dinanzi le TV venivano sottoposti a shock visivo migliaia e migliaia di bambini o di incolpevoli anziani?</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Si procedeva con la violenza della violenza, con gratuita ferocia asservita al potere dei media.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">La crudeltà descritta finiva con il risultare comparabile a quella adottata nel descriverla.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Poi, fortunatamente, nel febbraio 2012 subentrò il “codice Roosby”, che stabilì per tutte le compagnie televisive mondiali, e per la stampa internazionale, precise regole etiche nella gestione dei palinsesti TV, nelle organizzazioni di spettacoli teatrali e cinematografici, e nella diffusione delle notizie di cronaca.&nbsp;Non fu una restaurazione della censura, come lamentarono molti addetti del settore, ma l’istituzione di un corretto strumento operativo che avrebbe eliminato per sempre, e su scala planetaria, certi abusi speculativi di violenza mediatica, tutelando la sensibilità di buona parte degli spettatori.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Fu proprio in quell’occasione che vennero avviati i TG black e i TG white.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Ma purtroppo, nonostante i rinnovamenti, la moralizzazione e l’invenzione di uno straordinario apparecchio elettronico che avrebbe permesso ad ogni emittente di calcolare autonomamente i propri ascolti senza sottomettersi alle società esterne di riscontri statistici, spesso anche corrotte, ogni tanto si tornava a speculare biecamente sulla sacralità della vita umana per fini di supremazia mediatica globale o di leadership all’interno di una stessa azienda.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Prima di quel giorno non avevo mai assistito o aderito a simili celebrazioni di cinismo, e la cosa che mi faceva più male era che quella volta proprio io ero&nbsp;risultato fra i protagonisti.<img loading="lazy" title="Pastrone" src="/public/Pastrone_bn_sigla(1).jpg" alt="" width="247" height="197" align="right"></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Walter, doppiamente frustrato, si era rifugiato nel bar di fronte al gigantesco edificio di YouGlobe, dopo qualche minuto lo raggiunse Cinzia ansimante.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; Gioia! Ma cosa ti è successo? Non ti ho mai visto tanto contrariato! Hai lasciato tutti senza neanche un saluto…</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; E tu perché hai recitato la parte della grande “professionista” proprio con una notizia simile?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Cinzia si rabbuiò in volto, rimase a fissare il suo uomo occhi negli occhi per qualche secondo, poi allontanò un’altra sedia dal tavolino che Walter aveva occupato da qualche minuto e si accomodò accanto a lui.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; Ho la sensazione che tu abbia scambiato la mia sincera sorpresa con un espediente per ottenere maggiore attenzione. Ho sempre considerato questo genere di mezzucci al pari di meschinità per arrivisti, non è certo roba per me. L’istinto mi ha fatto leggere quelle righe in modo da condividere lo stupore con te e con chi mi stava guardando, come se tutta quella gente fosse presente in sala di fronte al nostro tavolo … niente di più, ti prego di credermi, non sono così falsa.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Walter comprese subito l’errore nella sua chiave di lettura dell’episodio, quando finì tutta la storia mi rivelò di essersi sentito un verme per aver paragonato la sua compagna a qualche altra odiosa collega carrierista.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Ma l’evento l’aveva colpito alla sprovvista e la rabbia l’aveva accecato facendogli interpretare male una reazione che invece era del tutto naturale.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">In silenzio le prese la mano e se la portò alla bocca baciandone dolcemente il dorso.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; Ti prego di perdonarmi. Ho passato un brutto momento … non so perché ma mi ero un po’ affezionato a quell’uomo e alla sua storia. Non condividevo affatto la sua iniziativa scientifica, ma in qualche modo mi affascinava il suo pensiero, l’amore che aveva messo in quell’esperimento e che aveva provato per quel bambino… speravo di incontrarlo di nuovo…e invece!</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; E ora che intendi fare?</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211; Devo assolutamente tornare a Stoccolma, interrogare gli infermieri, chiedere notizie alla Polizia locale per capirci qualcosa in più… ma soprattutto devo riprendere a cercare le tracce della chimera, Magnusson mi aveva dato l’elenco di tutti i suoi collaboratori di quarant’anni fa e i luoghi dove potrei trovarli oggi. Ricordi? Ne abbiamo parlato l’altro giorno quando mi hai chiesto l’elenco dei nomi. Penso di ricominciare da questo, nella speranza che nel frattempo vengano chiarite le modalità di questo assurdo omicidio.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; Ma quale animale potrebbe uccidere in quel modo? Perché da quello che c’era scritto nel comunicato solo di un animale si può trattare! Non credi?</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; &nbsp;Già! Un animale … una bestia feroce o &#8230; o una sua componente, mah!</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; &nbsp;Cosa vuoi dire?</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&#8211;&nbsp; Non so … ho una mezza idea … ma potrei anche sbagliarmi ed essere completamente fuori strada … vedremo.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;">&nbsp;</div>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/cxeUckcyKZg" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Dopo appena dodici ore da quel maledetto comunicato in diretta TV Walter era già sull’aereo per Stoccolma.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Per proseguire la trasmissione era stato concordato fra lui, Cinzia e la direzione di YouGlobe una formula&nbsp;alternativa che prevedeva una prima parte gestita da lei che sul finale avrebbe però dialogato con lui via satellite, in diretta da Stoccolma, per gli ultimi eventuali aggiornamenti.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Walter, prima di attingere notizie sui vecchi collaboratori di Magnusson, e in particolare su quel Kurt Polasacra che sembrava essere l’unico informato sui segreti più reconditi di quella storia, aveva deciso di prendere contatto con la competente Centrale di Polizia per venire a conoscenza di eventuali novità emerse nel corso delle prime indagini sull’omicidio.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Un agente si incaricò di dargli qualche dritta solo grazie alla disponibilità di un suo superiore che, conoscendo bene il programma televisivo, si era convinto del valore della investigazione privata di Mastrelli.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Gli fu così accennato qualcosa sulle strane circostanze di quello che appariva come un vero e proprio delitto, anche se la cosiddetta arma restava avvolta nel mistero. L&#8217;agente gli consegnò anche una delle foto scattate dalla &#8220;scientifica&#8221; sulla scena del delitto.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Era un&#8217;immagine orrenda che trasmessa in TV sarebbe risultata di certo uno scoop per la trasmissione di YouGlobe, ma avrebbe violato il codice Roosby. Così Walter si limitò a conservarla.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: center; line-height: 150%;"><img loading="lazy" title="L'orrenda foto della scena del delitto Magnusson" src="/public/scena_del_primo_crimine.jpg" alt="" width="425" height="278" align="absMiddle"></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Si appuntò inoltre su un block notes i dati principali forniti dalla polizia:</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt;">a)<span style="font: 7pt 'Times New Roman';">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>La stanza, o scena del delitto come viene chiamata in gergo, era stata trovata intatta, fatta esclusione del letto dove giaceva la vittima.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt;">b)<span style="font: 7pt 'Times New Roman';">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>Il corpo a prima vista presentava solo quell’enorme morso al centro dell’addome, per il resto non aveva alcun segno di ulteriore violenza; occorreva comunque attendere gli esiti dell’autopsia.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt;">c)<span style="font: 7pt 'Times New Roman';">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span>La stanza era vigilata dall’esterno dai paramedici di turno, e nessuno di notte aveva sentito rumori sospetti.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -18pt; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt;">d)<span style="font: 7pt 'Times New Roman';">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</span>La Polizia inizialmente aveva ipotizzato l’attacco di una grossa bestia feroce come un orso, una tigre, un leone o qualcosa del genere. Ma per quanto le tracce fossero tanto profonde e vistose, l’attribuzione delle stesse ad un animale ben preciso sembrava alquanto difficoltosa. I denti dovevano essere di una grandezza veramente spropositata e l’apertura della mascella tanto grande da far impallidire qualsiasi essere terrestre, per quanto di&nbsp;stazza extralarge. Forse solo qualche grosso abitante dei fondali oceanici, come un’orca assassina o uno squalo bianco avrebbe potuto divorare praticamente tutta la parte centrale del corpo di&nbsp;Magnusson, ma anche in tale circostanza il morso non sarebbe stato unico, né tanto ampio, a parte la ovvia impossibilità che un animale marino così grande potesse trovarsi “di passaggio” in una camera da letto a duecento chilometri dalla costa.</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;">Non avendo alcuna cognizione di carattere scientifico in merito alla possibile interpretazione delle impronte dentali e relativamente alla effettiva causa della morte, Walter stabilì di attendere gli esiti dell’esame autoptico, e di approfondire nel frattempo le ricerche sui collaboratori del defunto scienziato.</div>
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