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	<title>annegati &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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		<title>La relatività del tempo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2015 18:25:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La teoria della relatività legata al tempo appare uno dei meno evidenti principi scientifici studiati]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>teoria della relatività</strong> legata al <strong>tempo</strong> appare uno dei meno evidenti principi scientifici studiati dall’uomo, e risulta così poco <strong>tangibile</strong> da sembrare quasi <strong>impalpabile,</strong> se non <strong>irrazionale</strong>.</p>
<p><span id="more-5494"></span> Di “<strong>relatività</strong>” se ne era già occupato <strong>Einstein</strong>, ma era ben altra cosa …. diciamo “più <strong>fisica</strong>”. Questa di cui vi parlo è invece una <strong>teoria</strong> diversa, una faccenda del tutto psicologica: “<em>Il tempo è relativo e dipende dai momenti differenti nei quali transitiamo nell’arco della nostra vita</em>”.</p>
<p><strong>Vola</strong> alla velocità di un’astronave <strong>quando osservi crescere i tuoi figli</strong> e vorresti rivederli e riabbracciarli da piccoli, magari per una volta, per un’altra volta sola. <strong>Vola</strong> più veloce di un’aquila quando ti vedi invecchiare ogni giorno di più senza pietà, senza la possibilità di riconquistare un briciolo di quello che avevi nella tua giovinezza che, a sua volta ti sembrava non passare mai, perché volevi essere un adulto con tutte le prerogative di uomo libero e autonomo.</p>
<p><strong>Non passa mai</strong> quando aspetti di andare in <strong>pensione</strong>, perché non ne puoi più di lavorare, specialmente dopo <strong>40 anni di servizio</strong> continuativo e dopo che una <strong>tizia qualunque</strong>, che non hai mai visto prima, che non ha alcun minimo rapporto con la tua persona, presa chissà da dove, chissà per quali meriti particolari e chissà da chi “<strong>manipolata a dovere</strong>”, ha deciso di farti allungare il collo proprio mentre stavi tagliando il “<strong>traguardo</strong>” del tuo meritatissimo ingresso in <strong>quiescenza. </strong>E vedi che tutti sembrano d’accordo, anzi ne sono quasi soddisfatti perché è un “tuo problema”, ma solo finché non toccherà anche a loro soffrire nello stesso modo e per la stessa identica cosa.</p>
<p><strong>Il  tempo arriva persino a tornare indietro</strong> quando costati che, pur trovandoci nell’<strong>era digitale </strong>della “<strong>comunicazione globale</strong>” nella quale in tutto il mondo “<strong>tutti si connettono con tutti</strong>”, ogni singolo individuo tende invece a <strong>chiudersi in se stesso</strong> e a non comunicare più con l’esterno, proprio come faceva l’<strong>uomo preistorico</strong> quando si nascondeva nella sua <strong>caverna</strong> e usciva solo per “cacciare”.</p>
<p>Le lancette dell’orologio, a quel punto, sembrano girare all’incontrario, il tempo sembra implodere in se stesso come avviene solo nei “<strong>buchi neri</strong>” sparsi nell’universo, anche loro <strong>solitari</strong>, anche loro <strong>emarginati</strong> nel cosmo.</p>
<p>Nell’<strong>età della globalizzazione</strong> vedi così la gente <strong>morire in solitudine</strong>  in un angolo della <strong>propria casa</strong> o in un <strong>tratto di mare in tempesta</strong>, proprio come accadeva nell’<strong>età della pietra</strong>,  e come accadrà sempre nell’<strong>eternità </strong>del cosmo quando le <strong>stelle</strong> collassano per trasformarsi in supernove negli angoli più remoti dello spazio.</p>
<p>Chi resta assiste alla triste fine di queste vite in totale abbandono, in completa assenza di “<strong>contatti</strong>” umani e il <strong>tempo</strong> in cui queste persone sono rimaste con noi, su questo pianeta, sembra sparire nel nulla, sembra quasi non esserci mai stato … <strong>il loro tempo non esiste</strong>, <strong>non è mai esistito</strong>, ecco perché la loro fine non servirà neanche a migliorare le cose per il futuro, perché il <strong>tempo</strong>, in questi casi, torna indietro su se stesso, si riavvolge come una vecchia cassetta a nastro magnetico cancellando i ricordi, dissolvendo le tracce, eliminando tutto: dai sorrisi più belli alle lacrime più intense, dalle tante speranze frustrate ai sogni spietatamente annegati in quel maledetto mare nero chiamato “<strong>oblio</strong>“.</p>
<p><strong>Il tempo è relativo.</strong></p>
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