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	<title>banche &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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		<title>Occorrerebbe una legge per impedire le delocalizzazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Aug 2019 10:17:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Deitalianizzare, l’hanno già fatto centinaia di aziende nel recente passato, fra tutte quella che]]></description>
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<p><strong>Deitalianizzare</strong>, l’hanno già fatto centinaia di aziende nel recente passato, fra tutte quella che ha fatto maggiore scandalo è stata la&nbsp;<strong>Fiat</strong>&nbsp;che Marchionne volle a tutti i costi (<em>costi pagati dai&nbsp;lavoratori ovviamente</em>)&nbsp;<strong>delocalizzare</strong>&nbsp;fuori dal nostro Paese.</p>



<p>Oggi sembra farsi avanti in tal senso anche&nbsp;<strong>Unicredit</strong>, azienda di credito ITALIANA di respiro internazionale, fra le più importanti in Europa.</p>



<p>Dal 2008 Unicredit è andata avanti a colpi di migliaia di&nbsp;<strong>esuberi</strong>&nbsp;dichiarati ad ogni piano industriale,&nbsp;<strong>arrivando a ridurre il personale del 50%</strong>.</p>



<p><strong>Carmelo Raffa</strong>, figura storica del sindacalismo siciliano nel settore del credito, coordinatore della&nbsp;<strong>FABI</strong>&nbsp;(<em>Federazione Autonoma Bancari Italiani</em>) nonché nostro coautore, ha attaccato in merito&nbsp;l’amministratore delegato&nbsp;<strong>Jean Pierre Mustier:&nbsp;</strong><em>“Si chiedono sacrifici ai lavoratori per poi constatare che sono finalizzati a riempire le tasche di soldoni …”</em></p>



<p>Chiara ed esplicita dunque l’accusa di Raffa nei confronti di una banca che da troppo tempo ha&nbsp;<strong>dimezzato il personale</strong>,&nbsp;<strong>bloccato il</strong>&nbsp;<strong>turnover</strong>,&nbsp;<strong>assunto pochissime nuove risorse</strong>,&nbsp;<strong>chiuso tante agenzie</strong>, sul territorio siciliano specialmente, e&nbsp;<strong>fatto fuggire gran parte della clientela verso Poste Italiane</strong>, il tutto non per necessità, piuttosto per pidocchiosa convenienza.</p>



<p>D’altra parte questa era la prevedibile “<strong><em>altra faccia</em></strong>” delle&nbsp;<strong>privatizzazioni</strong>&nbsp;applicate agli&nbsp;<strong>istituti di credito</strong>&nbsp;e fortemente volute negli anni ’90 dai vari ciampi, amato, draghi ecc. La libertà di azione, limitatissima quando le banche erano istituti di diritto pubblico, si è enormemente enfatizzata a seguito delle privatizzazioni, non trattando (<em>almeno sulla carta</em>) denaro pubblico, gli istituti di credito hanno potuto liberamente usufruire di enormi capitali, “privati” (<em>bel gioco di parole</em>) allo Stato Italiano e gestiti nel più gretto modo possibile: solo ed esclusivamente nell’interesse di soci e management aziendali, senza alcun rispetto per la clientela, né alcuna moralità gestionale.</p>



<p><strong>Il credito, il vero originario motivo dell’esistenza delle banche su un territorio, è venuto meno</strong>, hanno sofferto le famiglie, le piccole aziende, e gli imprenditori e il denaro nelle casse delle banche è servito quasi esclusivamente a poter liberamente speculare sui mercati internazionali, culminando con la celebre “bolla” dei titoli tossici del 2008.</p>



<p>Ma torniamo a Unicredit. La FABI lamenta condizioni di lavoro difficili e una emblematica diminuzione di correntisti che preferiscono l’attività meno schizofrenica di Poste Italiane. In un comunicato del maggiore sindacato dei bancari si legge:<em>“Pronti alla lotta contro i 10.000 tagli al personale paventati nel nuovo piano industriale. Enormi fette della Sicilia sono scoperte e senza banche, con la clientela che fugge in Poste Italiane’. Il 29 luglio la protesta con un sit-in sotto le sedi dell’azienda.&nbsp;Il comportamento di Unicredit Group di fronte alle prese di posizioni manifestate da mesi dalle organizzazioni sindacali in sede Abi (Associazione bancaria italiana), sugli organi di informazioni e sui social appare alquanto e fortemente provocatorio”.</em></p>



<p>Carmelo Raffa aggiunge: “<strong><em>Non sono ottimista sull’andamento delle trattative in Abi, prevedo un autunno caldo con azioni di protesta che non coinvolgeranno solo i bancari, ma anche la clientela</em></strong>.&nbsp;<strong><em>Le dichiarazioni dei vertici dell’azienda&nbsp;ci inducono ad aprire un fronte di conflittualità con questa azienda internazionale, ma dai connotati italiani. Ci chiediamo se il signor Mustier stia lavorando per ‘deitalianizzare’ l’azienda per poi trasferirla in Francia o in qualche altro Paese dell’Europa</em></strong>“.</p>



<p>La&nbsp;<strong>piaga</strong>, perché tale è per l’intera economia italiana, delle&nbsp;<strong>delocalizzazioni</strong>&nbsp;<strong>DEVE ESSERE RISOLTA</strong>. Il governo, chiunque sia al potere, ha l’<strong>obbligo morale e istituzionale nei riguardi dell’intero Popolo Italiano di bloccare questa immane porcheria</strong>, un escamotage organizzativo che le assurde leggi comunitarie non vietano proprio per il postulato di base di una comunità, ma che mette inesorabilmente alla corda l’economia della nostra Nazione sovrana (<em>sempre sulla carta</em>) favorendo paesi meno forti del nostro (<em>Romania, Albania, ecc.</em>)&nbsp; e i due tradizionali “schiacciasassi” dell’unione: Francia e Germania.</p>
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		<title>I capi sono spesso i veri deficienti</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/i-capi-sono-spesso-i-veri-deficienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2019 11:47:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa vignetta vuole celebrare i&#160;manager&#160;dementi che hanno invaso l’Italia negli ultimi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="714" height="615" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/01/managerdeficienti.jpg" alt="" class="wp-image-3402" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/01/managerdeficienti.jpg 714w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/01/managerdeficienti-300x258.jpg 300w" sizes="(max-width: 714px) 100vw, 714px" /></figure>



<p>

Questa vignetta vuole celebrare i&nbsp;<strong>manager</strong>&nbsp;dementi che hanno invaso l’Italia negli ultimi dieci anni in tutti i settori di lavoro, dalla&nbsp;<strong>sanità</strong>&nbsp;alle&nbsp;<strong>banche</strong>, dal&nbsp;<strong>pubblico</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>privato</strong>.<strong>Amministratori delegati</strong>,&nbsp;<strong>dirigenti</strong>,&nbsp;<strong>responsabili delle risorse</strong>,&nbsp;<strong>presidenti d’azienda</strong>&nbsp;ecc. ecc., sempre in cerca di&nbsp;<strong>profitti</strong>&nbsp;più corposi tramite riduzioni, sempre più pressanti, del&nbsp;<strong>costo del lavoro</strong>, convinti che nell’<strong>era digitale</strong>&nbsp;la&nbsp;<strong>tecnologia</strong>&nbsp;possa soppiantare interamente l’intervento umano, hanno operato riduzioni e&nbsp;<strong>tagli continui al personale</strong>delle loro aziende depauperandone la forza e le capacità produttive e, in moltissimi casi, pretendendo anche prestazioni aggiuntive dai pochi&nbsp;<strong>dipendenti</strong>&nbsp;rimasti in servizio.Il prevedibile risultato, nella stragrande maggioranza dei casi, è stato il&nbsp;<strong>fallimento</strong>&nbsp;o la&nbsp;<strong>vendita</strong>&nbsp;della società a&nbsp;<strong>gruppi esteri</strong>&nbsp;o per intero o “<em>a spezzatino</em>“, cedendo cioè via via i vari&nbsp;<strong>rami d’azienda&nbsp;</strong>… la cosiddetta tattica alla “<strong>Terminator</strong>“.Certo i “<strong>capi</strong>” responsabili di queste orripilanti scelte dovrebbero essere messi al bando dal mondo del lavoro (<em>anche perché al “termine” di queste loro imprese si beccano pure TFR milionari</em>), eppure li rivediamo subito dopo nuovamente a dirigere altre aziende e altre società in una oscena&nbsp;<strong>giostra</strong>&nbsp;di incarichi sempre per i soliti conosciutissimi individui.Tutto ciò fa venire il serio dubbio che dietro certi fallimenti o certe vendite ci sia un disegno ben preciso e che gli strapagati manager idioti siano in effetti delle “<em><strong>pedine</strong></em>” destinate a condurre proprio quegli specifici giochi al massacro.D’altra parte se non fosse così sarebbe ancor più grave: i manager sarebbero realmente degli&nbsp;<strong>imbecilli</strong>, e ancor più di loro lo sarebbe chi persiste nel concedergli a turno ruoli tanto delicati; sarebbe il trionfo della&nbsp;<strong>stupidità</strong>, e la dimostrazione dell’inesistenza dei “furbetti del quartierino” in un tripudio, poco credibile, di demenza globale a partire da aziende e azionisti a finire con le autorità di controllo.</p>



<p>Infine un’ultima osservazione proprio sulla&nbsp;<strong>sanità pubblica</strong>, il settore in cui trova principalmente applicazione la vignetta di questo post: ma si può sapere una buona volta chi è stato quell’emerito “<em><strong>coglione</strong></em>” che ha trasformato un&nbsp;<strong>SERVIZIO</strong>&nbsp;<strong>pubblico</strong>&nbsp;in un business governativo e ogni ospedale in un’azienda che deve produrre profitto sulle spalle dei malati italiani?</p>
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		<title>Fu bancomat</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/fu-bancomat/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Oct 2018 14:44:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un articolo del 19 settembre 2018 della sezione palermitana del quotidiano on line “Repubblica.it”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="linkedin_share_container"></div>
<div class="" data-block="true" data-editor="68e7t" data-offset-key="3k80s-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="3k80s-0-0"><span data-offset-key="3k80s-0-0">Un articolo del 19 settembre 2018 della sezione palermitana del quotidiano on line “<strong>Repubblica.it</strong>” denuncia la quasi totale assenza di <strong>agenzie bancarie</strong> nel centro storico di <strong>Palermo</strong>, una carenza che sta esasperando sia i cittadini sia, cosa ancor più grave, i turisti. Ma dietro questo caso c’è un gravissimo fenomeno che si sta estendendo a macchia d’olio nel nostro Paese.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="68e7t" data-offset-key="9sfln-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9sfln-0-0"><span data-offset-key="9sfln-0-0">Questa “<strong>moda</strong>” di chiudere decine di agenzie nei centri cittadini è iniziata con l’alibi della crisi economica; le <strong>banche</strong>(<em>forse uno specifico cartello di banche</em>) stanno chiudendo moltissimi sportelli soprattutto nel Sud dell’Italia, facendo venire meno la vecchia “copertura” dei <strong>bancomat</strong> per i prelievi dei cittadini che in passato era appena sufficiente allo scopo.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="68e7t" data-offset-key="9v30t-0-0">
<div data-offset-key="9v30t-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9v30t-0-0"><span data-offset-key="9v30t-0-0">Vi sono molti piccoli paesi che sono rimasti totalmente privi di agenzie bancarie sottoponendo i residenti a gravi disagi per l’approvvigionamento del necessario contante.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="68e7t" data-offset-key="epld5-0-0">
<div data-offset-key="epld5-0-0"></div>
<div data-offset-key="epld5-0-0">Peraltro questa scelta dei responsabili delle aziende di credito sta facendo perdere alle banche una gran fetta di <strong>clientela</strong> che, soprattutto per le difficoltà nel trovare riferimenti rappresentativi cui potersi rivolgere per le proprie esigenze (<em>operazioni di sportello, investimenti, depositare e prelevare denaro, consigli amministrativi ecc. ecc.</em>), preferisce dirottare il proprio denaro verso gli <strong>Uffici Postali</strong>, molto più presenti sul territorio.</div>
<div style="text-align: left;" data-offset-key="epld5-0-0"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-3379 aligncenter" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2018/10/bankamatta.jpg" alt="" width="708" height="576" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2018/10/bankamatta.jpg 708w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2018/10/bankamatta-300x244.jpg 300w" sizes="(max-width: 708px) 100vw, 708px" /></div>
<div data-offset-key="epld5-0-0"></div>
<div data-offset-key="epld5-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="epld5-0-0"><span data-offset-key="epld5-0-0">Prima o poi potrebbe anche arrivare una tempesta di denunce per “<strong>appropriazione indebita di denaro</strong>” scatenata dai cittadini e dalle associazioni dei consumatori.</span></div>
<div data-offset-key="epld5-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="epld5-0-0"><span data-offset-key="epld5-0-0">Le banche infatti hanno il dovere di rendere immediatamente disponibili i soldi ai clienti che li hanno depositati (<em>sempre che non esistano specifici vincoli contrattuali</em>), d’altra parte il rapporto di fiducia fra l’azienda di credito e i propri clienti consiste proprio in questo; dunque generare artificiosamente difficoltà per i prelievi equivale a sottrarre il denaro a chi ha concesso fiducia alla propria banca per gestire i propri risparmi.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="68e7t" data-offset-key="dsj1u-0-0">
<div data-offset-key="dsj1u-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="dsj1u-0-0"><span data-offset-key="dsj1u-0-0">E’ un reato, che peraltro rischia anche di distruggere l’immagine delle stesse banche che stanno portando avanti questa “<strong>furbata</strong>” da diversi mesi.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="68e7t" data-offset-key="ef6q0-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ef6q0-0-0"><span data-offset-key="ef6q0-0-0">Ai <strong>manager</strong> e <strong>amministratori delegati</strong> (<em>oggi si fanno chiamare “<strong>ceo</strong>“, perché il virus dell’acronimomania ha da tempo colpito le meningi degli addetti ai lavori del settore del credito</em>) consigliamo di fare un passo indietro, non è un’idea “brillante” chiudere a ripetizione sportelli bancari abbandonando il territorio in questo modo, le associazioni dei consumatori e gli stessi clienti potrebbero a breve generare azioni collettive di rivalsa (<em>class action</em>) in sede legale, che alla fine potrebbero anche annullare i benefici economici ottenuti con questo genere di trovate, ricordate la faccenda dei 28 giorni per le bollette delle utenze telefoniche, e le conseguenti sanzioni per coloro che si sono inventati l’infame trucchetto? </span></div>
<div data-offset-key="ef6q0-0-0"></div>
<div data-offset-key="ef6q0-0-0">Insomma la “<strong>bankamatta</strong>” non è la soluzione ideale per diminuire il “<strong>costo del lavoro</strong>” delle aziende di credito, il personale diminuisce, ma insieme ad esso anche i clienti, potrebbero invece aumentare le denunce e le sanzioni da parte delle Autorità competenti, una specie di vittoria di Pirro per i banchieri.</div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>XX secolo: l&#8217;era di Babilonia</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/xx-secolo-lera-di-babilonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2017 09:12:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non posso di certo essere considerato “millenarista” se dico che quest’inizio del terzo millennio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8973" class="wp-caption aligncenter">
<p class="wp-caption-text">Non posso di certo essere considerato “millenarista” se dico che quest’inizio del terzo millennio può essere paragonato al periodo biblico di “<strong>Babilonia</strong>“.</p>
</div>
<p>Tutto risulta controverso e ambiguo. Ogni concetto, ogni dichiarata verità, ogni argomentazione che appare acclarata entra subito in contraddizione con l’effettivo modo di agire della nostra folle società.</p>
<p>E di esempi se ne possono fare tanti: avete notato come ultimamente si parla tanto di inquinamento da <strong>polveri sottili</strong> nelle metropoli di tutto il pianeta? Come il fenomeno sia stato oggetto di decine di forum internazionali per <strong>l’ambiente</strong>? Avete rilevato che gran parte della colpa di questo ammorbamento dell’aria viene quasi sempre attribuito agli <strong>scarichi delle auto</strong>?</p>
<p>Ebbene, in una società evoluta e intelligente si sarebbe subito pensato a un cambio sostanziale nella produzione degli autoveicoli, riqualificando interamente le fabbricazioni di vetture a benzina e gasolio in veicoli ad <strong>alimentazione elettrica</strong>. Invece <strong>NO</strong>, si bloccano le auto nei circuiti cittadini per diminuire l’inquinamento ma <strong>si continuano a sputare fuori dalle fabbriche auto sempre più veloci ed elettronicizzate con propulsione di natura petrolifera</strong>. E non solo! Ogni santo giorno il <strong>40% della pubblicità televisiva</strong> è dedicata a costosissime vetture, destinate ovviamente solo a ricchi “<strong>paperoni</strong>” e non di certo alla massa popolare, tutte con alimentazione a <strong>benzina </strong> e <strong>gasolio</strong>, mentre la vendita delle <strong>auto ibride o elettriche</strong> è ridotta al minimo perché troppo onerosa per la maggior parte degli acquirenti.</p>
<p>Ci si chiede: perché fare tanta pubblicità a vetture altamente inquinanti, troppo veloci per i limiti imposti alla circolazione dalla vigente legge stradale, e troppo costose per tutti coloro cui sono rivolti gli spot televisivi?</p>
<p>Un’assurdità, questa, legata essenzialmente all’attenzione planetaria sul “<strong>non-danneggiamento</strong>” delle nazioni produttrici di petrolio (<em>USA e Paesi Arabi in testa</em>) e sulla <strong>promozione</strong> di prodotti automobilistici tradizionali delle solite aziende “storicizzate”.</p>
<div class="mceTemp" style="text-align: center;">
<dl style="width: NaNpx;" title="La luna di Babele – olio su tela di Sergio Figuccia – 2009">
<dt class="wp-caption-dt"><img loading="lazy" class="size-full wp-image-3218" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2017/11/la_luna_di_Babele.jpg" alt="La luna di Babele – olio su tela di Sergio Figuccia – 2009" width="550" height="371" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2017/11/la_luna_di_Babele.jpg 550w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2017/11/la_luna_di_Babele-300x202.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">La luna di Babele – olio su tela di Sergio Figuccia – 2009</dd>
</dl>
</div>
<p>Ma di analoghe controverse follie se ne possono contare a centinaia, non dimentichiamoci, per esempio, della corsa alla <strong>digitalizzazione</strong> totale per <strong>diminuire al massimo la produzione di carta</strong> ai fini naturalistici, ambientali e di smaltimento dei rifiuti, e il contestuale obbligo imposto alle banche, per apposita legge nazionale sulla trasparenza, di comunicare mensilmente ai clienti anche la più piccola variazione avvenuta sui loro conti, per quanto da loro stessi definita on line o tramite bankomat (<em>bonifici, versamenti, prelievi, pagamenti utenze ecc.</em>). E qui giù <strong>tonnellate di carta inutile</strong> ed estratti conto che non si sa più dove conservare.</p>
<p>Quando ricevete decine di <strong>buste superflue dalla vostra agenzia bancaria</strong>, quando la vostra cassetta postale viene saturata da insulsi <strong>volantini pubblicitari,</strong> che non sono regolarizzati da alcuna legge sulla loro distribuzione e che dalla tipografia finiscono dritti dritti per strada o (<em>quando va bene</em>) nel cassonetto dell’immondizia, pensate all’ambiente, alle deforestazioni, alla produzione di carta che non accenna minimamente a diminuire, a quante inutili riunioni internazionali sull’ecosistema si fanno periodicamente, a tutto quell’entusiasmo delle <strong>istituzioni pubbliche e private</strong> per la <strong>digitalizzazione</strong> … pensate insomma a quanto il mondo si sia ormai trasformato in una immensa <strong>Torre di Babele</strong>.</p>
<p>In tutto questo perché non ricordare i <strong>politici che si professano democratici</strong> e poi tentano di deridere le rivendicazioni popolari etichettandole come “<strong>populismo</strong>” (<em>ma solo con l’intento di schernire</em>); non si rendono conto che facendo così si presentano agli elettori <strong>arrogandosi l’esclusivo potere di dominio totale sul popolo</strong> e quello di decidere autonomamente le sorti della gente? Offendendo i <strong>populisti</strong> vantano solo per loro la capacità di fare le scelte giuste, perché nessun altro nel Popolo è tanto bravo da comprendere il “da farsi”; in pratica questa casta di politici (<strong><em>che si sono auto-eletti</em></strong>) sarebbe l’unica in grado di produrre idee (<em>e leggi</em>) valide … la “<strong>plebe</strong>” non è capace di pensare e rivendicare propri diritti … in quanto appunto “<strong>populista</strong>” (<em>“pussa via!” – direbbe il celebre personaggio interpretato da Alberto Sordi</em>).</p>
<p>Ma anche le nostre azioni quotidiane sono da “Torre di Babele”:</p>
<ul>
<li>Per fare una <strong>foto</strong> utilizziamo il <strong>telefono;</strong></li>
<li>per avere una <strong>card</strong> per i nostri pagamenti ci rivolgiamo alla <strong>Posta;</strong></li>
<li>per <strong>comprare</strong> qualcosa entriamo nel <strong>computer</strong> (internet);</li>
<li>per <strong>parlare</strong> con qualcuno utilizziamo un’<strong>app virtuale;</strong></li>
<li>per leggere il <strong>giornale</strong> entriamo in <strong>rete;</strong></li>
<li>per comprare una <strong>casa</strong> andiamo in <strong>Banca;</strong></li>
<li>per proteggerci dai <strong>ladri</strong> <strong>e rapinatori</strong> usiamo una <strong>telecamera, </strong>mentre la pistola possiamo utilizzarla solo di notte<strong>;</strong></li>
</ul>
<p>Insomma l’era di <strong>Babilonia</strong> è tornata, vogliamo costruire la torre (<em>il progresso</em>) ma parliamo lingue diverse e non ci comprendiamo fra di noi, abbiamo tantissime idee ma agiamo costantemente in controtendenza con quello che pensiamo. Speriamo solo, in un prossimo futuro, di poter aggiungere un po’ di <strong>coerenza</strong> al cemento destinato alle nostre costruzioni, è una componente necessaria per non far crollare tutto in un solo giorno, proprio come avvenne per la celebre torre nella <strong>profezia biblica di Geremia</strong>.</p>
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