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	<title>capitalismo &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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	<title>capitalismo &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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		<title>Anche Armani contro il consumismo scriteriato</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/3795-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2020 17:51:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In una intervista a “ilfattoquotidiano.it“,&#160;Giorgio Armani, una nostra icona mondiale del settore]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In una intervista a “<strong>ilfattoquotidiano.it</strong>“,&nbsp;<strong>Giorgio Armani</strong>, una nostra icona mondiale del settore della moda, rivela la sua avversione verso lo scriteriato e folle&nbsp;<strong>consumismo</strong>&nbsp;che sta distruggendo il mondo spinto verso una dissennata corsa verso il caos. (<em>cliccate&nbsp;<strong><a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/04/14/giorgio-armani-la-lettera-al-mondo-della-monda-io-non-voglio-piu-lavorare-cosi-e-immorale-e-tempo-di-togliere-il-superfluo/5769591/?fbclid=IwAR2I72LnaRfLtiHLML828G7Qztro91WM9ulBtDNcuR7SzVl4uPA9a1F9SrI" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a></strong>&nbsp;per leggere il relativo articolo</em>)</p>
<p class="title-article">In particolare Armani dichiara stizzito: “<em><strong>Io non voglio più lavorare così, è immorale. È tempo di togliere il superfluo e ridefinire i tempi</strong>&nbsp;—– Sbagliato, bisogna cambiare, questa storia deve finire. Questa&nbsp;<strong>crisi</strong>&nbsp; (del coronavirus) è una meravigliosa opportunità per&nbsp;<strong>rallentare tutto</strong>, per&nbsp;<strong>riallineare tutto</strong>, per disegnare un orizzonte più autentico e vero. Non ha senso che una mia giacca, o un mio tailleur vivano in negozio per tre settimane, diventino immediatamente&nbsp;<strong>obsoleti</strong>, e vengano&nbsp;<strong>sostituiti da merce nuova, che non è poi troppo diversa da quella che l’ha preceduta</strong>.&nbsp;</em><em>Io non lavoro così, trovo sia immorale farlo. Ho sempre creduto in una idea di eleganza senza tempo, nella realizzazione di capi d’abbigliamento che suggeriscano un unico modo di acquistarli: che&nbsp;<strong>durino nel tempo</strong>.</em>“</p>
<p>Ovviamente Armani parla del suo settore, quello della moda dell’abbigliamento, tuttavia il suo concetto è tanto profondo da poter essere considerato un’astrazione applicabile all’intera&nbsp;<strong>sfera del commercio mondiale</strong>&nbsp;nella quale dominano costanti, e da troppo tempo, le&nbsp;<strong>sfide</strong>&nbsp;(<em>così le chiamano da anni coloro che reggono i fili del&nbsp;<strong>consumismo globale</strong></em>) contro tutto e tutti alla ricerca del profitto assoluto.</p>
<p>Se n’è parlato tantissimo in questi ultimi anni, anche se in campi commerciali e industriali ben diversi:</p>
<ul>
<li>cellulari che fanno le stesse cose di quelli prodotti in precedenza ma, spacciati per innovativi ed “epocali”,&nbsp;<strong><em>devono</em>&nbsp;<em>sostituire</em></strong>&nbsp;nell’arco di un anno l’intera produzione passata divenuta&nbsp;<em>obtorto collo</em>&nbsp;<strong>obsoleta&nbsp;</strong><em>(leggasi obsolescenza programmata)</em>;</li>
<li>inutili&nbsp;<em><strong>aggiornamenti</strong>&nbsp;</em>di software quotidianamente imposti a pc, telefonini e tablet di tutto il mondo anche in presenza di cambiamenti più che risibili;</li>
<li>televisori e altre apparecchiature elettroniche realmente innovative artatamente tenute “in soffitta” fino alla totale vendita di generazioni di dispositivi intermedi appositamente immessi sul mercato per generare flussi commerciali transitori;</li>
<li>nuovi modelli di autoveicoli che sostituiscono i precedenti, dopo pochissimo tempo dal varo della loro produzione, anche solo per insignificanti dettagli;</li>
<li>prodotti commerciali&nbsp;<strong>IDENTICI</strong>&nbsp;ai precedenti ma venduti con packaging diversi da quelli dell’anno prima;</li>
<li>ecc. ecc. ecc.</li>
</ul>
<p>Insomma Armani ha messo il dito nella piaga nel campo della moda, ma la piaga è globale ed è presente in tutti i settori merceologici e industriali.</p>
<p>E’ l’effetto dello spietato&nbsp;<strong>CONSUMISMO</strong>&nbsp;che caratterizza purtroppo la società contemporanea in tutte le sue accezioni; un&nbsp;<em><strong>cambiamento nevrastenico</strong></em>, troppo spesso inutile, e un’<strong>iperproduzione</strong> diabolica e tanto meno deleteria per l&#8217;ambiente e per l&#8217;umanità, entrambi finalizzati esclusivamente al <strong>profitto assoluto</strong>&nbsp;e alla totale mancanza di rispetto per i lavoratori sfruttati e gli utenti fregati.</p>
<p>Lo stesso&nbsp;<strong>Papa Francesco</strong>&nbsp;ne ha parlato spesso, rivolgendo parole di fuoco nei confronti del dilagante&nbsp;<strong>egoismo</strong>&nbsp;che sta spingendo l’intero Pianeta verso il caos ambientale e culturale … ma sono solo parole. Occorre passare ai fatti, e questo&nbsp;<strong>cambiamento buono</strong>&nbsp;può arrivare solo dai&nbsp;<strong>consumatori</strong>, solo loro possono&nbsp;<strong>frenare la corsa folle del consumismo “consumando” di meno e meglio</strong>.</p>
<p>Armani ha detto bene: “<em>Questa&nbsp;<strong>crisi</strong>&nbsp; (del&nbsp;<strong>coronavirus</strong>) è una meravigliosa opportunità per&nbsp;<strong>rallentare tutto</strong>, per&nbsp;<strong>riallineare tutto</strong>, per disegnare un orizzonte più autentico e vero, togliendo il superfluo e ridefinendo i tempi”.</em></p>
<p>Intanto i miliardari che alimentano e gestiscono il consumismo globale sono perfettamente in sella a questo &#8220;<em>cavallo pazzo</em>&#8221; che <strong>sta facendo impazzire il mondo, </strong>proprio&nbsp; come il <em><strong>Crodino</strong></em>, e ognuno di noi, come un <em><strong>Cretino</strong></em>, ne accetta passivamente la supremazia. Armani forse ci spera ma purtroppo temo che non cambiera nulla se non cambieremo noi per primi.</p>
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		<title>Orwell 2020</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/orwell-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2019 11:04:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo video è in assoluto il miglior documento analitico della storia, soprattutto europea, degli ultimi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure><iframe loading="lazy" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/f1YroEGVRBM" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen=""></iframe></figure>



<p>Questo video è in assoluto il miglior documento analitico della storia, soprattutto europea, degli ultimi trent&#8217;anni.<br>Viene spiegato con estrema chiarezza e razionalità perché oggi ci troviamo in questa disastrosa situazione sociale e come ci siamo arrivati.<br><br>E&#8217; STORIA, non propaganda politica, perché nessun partito, nessuna coalizione, nessun programma viene promosso o lodato, si descrive piuttosto l&#8217;avvento del sistema di potere globale che ha sovvertito interamente, in gran parte del mondo, il concetto di DITTATURA; viene in sostanza spiegato cos&#8217;è il &#8220;NEO-LIBERISMO&#8221; che, mettendo al centro dell&#8217;umanità intera solo il &#8220;mercato unico&#8221;, ha ridotto intere popolazioni a un nuovo stato di schiavitù, impoverendo, ammaestrando e privando di diritti le masse sociali.<br></p>



<p>Purtroppo il peggior effetto del neo-liberismo nelle coscienze della gente è proprio la mancata percezione di quello che sta succedendo; e costituisce dunque l&#8217;arma più efficace che ha permesso sino a oggi la conquista, pressoché totale, del sistema di potere sul nostro Pianeta, soprattutto in Europa.<br></p>



<p>Andando a votare senza conoscere questa realtà, rimbecilliti dalle sciocchezze gettate al vento dai talk show televisivi e dalle urla grottesche dei soliti politici autoreferenziali, rischiamo di concedere ulteriori margini di dominio agli stessi gruppi di potere occulto che ci strapazzano da trent&#8217;anni manovrando sempre gli stessi burattini piazzati sugli scranni del parlamento europeo.<br></p>



<p>GUARDATE CON ATTENZIONE QUESTO VIDEO, è pura storia contemporanea, senza alcun &#8220;lavaggio del cervello&#8221; o tentativo subliminale di coinvolgimento emotivo, come si usa tanto nei periodi preelettorali, specialmente in tv; poi scegliete pure chi votare, ma almeno prendendo pienamente coscienza di ciò che si nasconde dietro la nostra tristissima storia di questo inizio di millennio.</p>
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		<title>Capitalismo e consumismo sono i killer del Pianeta</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/capitalismo-e-consumismo-sono-i-killer-del-pianeta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2019 11:56:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il&#160;WWF&#160;dichiara che la diminuzione della fauna selvatica dell’ecosistema globale, nell’ultimo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="800" height="431" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/04/evoluzionismo-sostenibile-800x431.jpg" alt="" class="wp-image-3695" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/04/evoluzionismo-sostenibile-800x431.jpg 800w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/04/evoluzionismo-sostenibile-300x162.jpg 300w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/04/evoluzionismo-sostenibile-768x414.jpg 768w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/04/evoluzionismo-sostenibile-150x80.jpg 150w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/04/evoluzionismo-sostenibile.jpg 891w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Il&nbsp;<strong>WWF</strong>&nbsp;dichiara che la diminuzione della fauna selvatica dell’ecosistema globale, nell’ultimo mezzo secolo, è scesa di oltre il 60%, riducendo le possibilità di sopravvivenza a lungo termine della stessa specie umana. Il terribile problema dei&nbsp;<strong>rifiuti</strong>&nbsp;e della&nbsp;<em><strong>plastificazione</strong></em>&nbsp;del nostro habitat, che sta distruggendo il pianeta sotto i nostri occhi, ha nel&nbsp;<strong>consumismo</strong>&nbsp;il suo artefice principale.</p>



<p>La continua corsa alla “<strong>crescita</strong>” economica, che comporta una&nbsp;<strong>sconsiderata produzione</strong>&nbsp;ben al di sopra delle effettive necessità di&nbsp;<strong>consumo</strong>&nbsp;(<em>non scordiamoci del celebre rapporto debito/pil che spinge di continuo ad un’espansione obbligatoria del “prodotto interno lordo” per soddisfare i requisiti imposti dalle folli regole del sistema economico mondiale</em>), è la caratteristica peculiare di quel dannato&nbsp;<strong>capitalismo</strong>, ormai morente, che tuttavia continua a macinare disastri e sfaceli sull’intero pianeta pur di far girare denaro nelle tasche dei sempre soliti “<em><strong>riccazzi</strong></em>” globali, lasciando però nella fame e nell’abbandono gran parte del resto dell’umanità.</p>



<p>Che importa se gran parte della produzione dei paesi cosiddetti&nbsp;<strong>civili</strong>&nbsp;ed&nbsp;<strong>evoluti</strong>&nbsp;e di quelli chiamati “<em><strong>emergenti</strong></em>” si getta o resta stoccata nei depositi a marcire inutilmente! La produzione, i consumi, la crescita, devono salire sempre più, favoriti dagli intrallazzi delle&nbsp;<strong>lobby</strong>, dai&nbsp;<strong>politici corrotti</strong>, dagli&nbsp;<strong>accordi economici internazionali</strong>, dalla&nbsp;<strong>solita “solfa motivazionale”</strong>&nbsp;delle&nbsp;<strong>sfide</strong>e delle&nbsp;<strong>scommesse del futuro,&nbsp;</strong>diventata ormai l’undicesimo comandamento per chi gestisce il potere, non ultimo il nostro stesso&nbsp;<strong>Presidente Mattarella</strong>, che spinto dalla necessità istituzionale di allinearsi con la mentalità del sistema di potere globale, continua nei suoi discorsi a citare “<em><strong>sfide e scommesse</strong></em>” come necessità ed obblighi, mentre il Popolo cerca disperatamente&nbsp;<strong>equilibri</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>serenità&nbsp;</strong>per il proprio futuro.</p>



<p><strong>Non si può e non si deve impostare la vita dell’intera umanità sugli</strong>&nbsp;<strong>scontri economici fra titani impazziti</strong>&nbsp;(<em>le multinazionali</em>), sempre alla ricerca del&nbsp;<strong>profitto assoluto</strong>&nbsp;e di avere la meglio sui rivali della concorrenza internazionale. Si sbranano, si massacrano, riempiono di scarti industriali e rifiuti tossici l’intero pianeta, si rubano clienti, idee e supremazia sui mercati distruggendo l’ambiente, la natura e la nostra stessa salute. Tutto questo in nome del dio denaro e del potere economico.</p>



<p>Ma non basta! Fanno pure di tutto per delegittimare e ridicolizzare coloro che cercano di opporsi a tanta scelleratezza, proprio come per la moda di deridere, chiamandoli “<em><strong>complottisti</strong></em>“, coloro che tentano di scoprire e denunciare pubblicamente le oscure&nbsp;<strong>magagne</strong>&nbsp;che stanno dietro certi eventi internazionali. E’ una infame tecnica (<em>nata negli USA già ai tempi della tragedia delle Twin Towers</em>) che serve al sistema di potere per neutralizzare il dissenso popolare e manipolare l’opinione pubblica. Così oggi girano su Whatsapp, Facebook e Twitter, demenziali sfottò contro la giovane attivista ambientale svedese&nbsp;<strong>Greta Thunberg&nbsp;</strong>“<strong><em>colpevole</em></strong>” di coinvolgere mezzo mondo nel suo SACROSANTO&nbsp;<strong>grido di protesta</strong>&nbsp;contro i cambiamenti climatici e la distruzione ambientale e in favore di un&nbsp;<strong>nuovo sistema di sviluppo sostenibile</strong>.</p>



<p>Il vecchio&nbsp;<em><strong>sistema di sviluppo insostenibile</strong></em>&nbsp;però si ribella, si difende a morsi, non vuole mollare la presa e, nonostante il rapporto del&nbsp;<strong>WWF</strong>&nbsp;che accusa il&nbsp;<strong>consumismo</strong>&nbsp;(e quindi anche il&nbsp;<em><strong>sistema capitalistico</strong></em>&nbsp;che l’ha generato) di essere la causa principale della probabile estinzione di massa, l’opinione pubblica mondiale che inizia finalmente ad aprire gli occhi su questa immane tragedia, e la bravissima&nbsp;<strong>Greta Thunberg,</strong>&nbsp;che si accolla le banalità degli imbecilli sui social e degli oscuri detrattori che tramano contro di lei, continua pervicacemente a divorarci il futuro, perché&nbsp;<strong>il primo a non credere nelle sfide e nelle scommesse del futuro è proprio lui (il vecchio&nbsp;<em>sistema di sviluppo insostenibile</em>) che vuole tutto e subito.</strong></p>
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		<title>Lebbre e pesti europee</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/lebbre-e-pesti-europee/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2018 09:32:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron non la finisce più di esternare, non si rende]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron non la finisce più di esternare, non si rende conto che ogni sua orrida dichiarazione pubblica lo espone sempre più al dileggio popolare internazionale.</p>
<p>Non gli è bastata l’idiozia di pochi giorni fa lanciata contro l’Italia, “vomitevole” solo perché si è comportata proprio come la Francia in fatto di migranti, ora il “leader” francese ha partorito un’altra delle sue “perle” demenziali parlando di “lebbra populistica” c<span class="text_exposed_show">he ha contagiato l’Europa.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Stendo un velo pietoso sul cattivo gusto e l’abiezione che ha mostrato nei confronti dei circa duecentomila malati realmente colpiti, nei paesi poveri del mondo, da questa gravissima patologia; faccio pure finta di non percepire il suo profondo e malcelato astio contro i nemici politici di quel gruppo di potere che lo ha sostenuto nella sua campagna elettorale, riuscendo a piazzarlo su quel trono dal quale lui oggi pontifica senza alcuno scrupolo né decenza, ma vogliamo perdonargli pure la mediocrità e stoltezza politica che sta manifestando nel buttare benzina sul fuoco su tutte le attività diplomatiche messe in atto dalla comunità europea per mantenere i difficili equilibri in un’unione che fa acqua da tutte le parti?</p>
<p>Ma si rende conto, questo “genio” francese, che offendere e gettare veleno senza alcun criterio gioca proprio a favore di chi si è mostrato contrario a questo genere di unione europea? Non capisce che Bruxelles sta tentando faticosamente di ricucire gli strappi proprio per evitare derive anti-europeistiche?</p>
<p>La sua estrema ottusità lo porta poi a sorridere e fingersi amico delle stesse persone che il giorno prima magari ha cercato di abbattere con i suoi insulti infantili.</p>
<p>Voglio infine far presente a macron che proprio ieri la “sua” europa ha annunciato “trionfalmente” di aver chiuso l’emergenza Grecia “imponendole l’ennesimo prestito“, parlare dunque di PESTE USURAIA che ha infettato l’intero continente mi sembra abbastanza coerente con le macroniane bestialità. L’una vale l’altra, solo che io chiedo scusa per questa metafora ai poveri malati di peste dovunque essi si trovino nel mondo.</p>
<p>La triste realtà è che il capitalismo e la sfrontatezza del potere non mostrano alcun rispetto per le disgrazie di quella misera umanità che cerca di sopravvivere fra le assurdità di una casta di fortunati presuntuosi che si arrogano pure la facoltà di disprezzare chiunque non si schieri al loro fianco.</p>
</div>
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			</item>
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		<title>L&#8217;apocalisse del consumismo</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/lapocalisse-del-consumismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 10:10:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Crescere … crescere … crescere … il pil deve aumentare, la produzione si deve implementare, il]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Crescere … crescere … crescere … il pil deve aumentare, la produzione si deve implementare, il mercato si deve espandere, le sfide si devono vincere, la competitività deve essere sempre più forte ……. ma quando ci renderemo conto che TUTTO HA UN LIMITE?<span id="more-7679"></span></p>
<p>La foto che vedete in alto è stata scattata a Sheerness, in Gran Bretagna; è un “cimitero” di autoveicoli nuovi invenduti e ormai difficilmente riutilizzabili per lo scopo principale per il quale sono stati costruiti.</p>
<p>A cosa serve questa corsa alla continua crescita della produzione, in un mercato globale che tende invece ad implodere per un’economia resa asfittica dalla demenziale austerity imposta alle Popolazioni del Pianeta dallo smidollato e dispotico sistema di potere dominante?<br />
In poche parole, che senso ha costruire “tanto”, quando poi non si può vendere “più di tanto”?<br />
E questo vale sia per la produzione industriale, sia per quella manifatturiera e anche per quella agro-alimentare, non dobbiamo infatti dimenticare quanta roba viene mandata al macero ogni anno per permettere la vendita forzata nei mercati interni delle produzioni extra-nazionali.</p>
<p>Cliccando <a href="http://www.curioctopus.it/read/9008/dove-finiscono-le-auto-invendute-ecco-le-impressionanti-immagini-dei-cimiteri-di-macchine" target="_blank">qui</a>, per fare un esempio nel settore industriale, potrete vedere una serie di foto scattate in diverse parti del mondo sopra i depositi di auto nuove risultate invendute, immaginate un po’ che fine faranno questi “freschissimi” prodotti delle industrie automobilistiche mondiali una volta che non si riescono a trovare acquirenti (e che le case costruttrici non intendono assolutamente abbassare i prezzi).</p>
<p>Certo non si può pretendere che chi non ha più soldi in tasca, una volta che sono stati risucchiati dal vortice della crisi economica, dal fisco oppressivo, dall’incapacità gestionale delle amministrazioni pubbliche locali e dalle politiche micragnose e usuraie della comunità europea e del fondo monetario internazionale, continui a spendere il denaro che non ha più per acquistare ciò che la società capitalistica continua a “sfornare” senza soluzione di continuità.</p>
<p>Siamo nell’era della schizofrenia economica e dell’apocalisse consumistica.</p>
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