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	<title>corruzione &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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		<title>La degenerazione di una generazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Apr 2019 08:12:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho sessant’anni e solo ora mi sto rendendo conto che la mia è stata la peggiore generazione della]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="600" height="400" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/04/generazioni.jpg" alt="" class="wp-image-3691" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/04/generazioni.jpg 600w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/04/generazioni-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p>Ho sessant’anni e solo ora mi sto rendendo conto che la mia è stata la peggiore generazione della storia umana.<br> </p>



<p>Abbiamo sommerso il mondo con i nostri rifiuti, abbiamo fatto dell’usa e getta la nostra filosofia di vita, abbiamo affidato alle tecnologie la nostra libertà diventandone totalmente schiavi, pur di fare soldi siamo stati capaci di massacrare il nostro stesso habitat e di cambiare perfino il clima, ma quel che è peggio, abbiamo messo al mondo una nuova generazione di umani costretti a subire passivamente gli effetti dei nostri disastri e delle nostre scelte insensate.<br> </p>



<p>Ora sono loro ad accusarci delle nostre scelleratezze e della “violenza” che abbiamo fatto sulle generazioni successive imponendo loro tutto questo scempio.<br> </p>



<p>Ho sessant’anni e appartengo alla generazione che ha rovinato il mondo e la società umana, che ha inventato un dio malvagio da idolatrare (il denaro), che parla solo di sfide, di scommesse, di “crescita” e di produzione sfrenata senza capire che la generazione dei nostri figli vuole invece tranquillità, amore, gioia e natura incontaminata.<br> </p>



<p>Ho sessant’anni e sono conscio che i miei coetanei sono ancora lì al comando del Pianeta, sul quel maledetto <strong>“trono di spade</strong>“, a seminare corruzione, odio, frenesia per il denaro, favoritismi per i ricchi e sopraffazioni per i poveri, fino a quando non finiranno col distruggere tutto quello che le generazioni passate, quelle considerate ancora “incivili“, ci hanno lasciato.<br> </p>



<p>Siete ancora in tempo, sessantenni e settantenni, <strong>massoni, intrallazzisti, mafiosi, imprenditori spregiudicati e pregiudicati imprenditori, dirigenti di aziende che inquinano e inquinatori di aziende sulla direzione sbagliata, politici corrotti e corruttori della politica</strong>, potete ancora aggiustare le cose, evitando di “sfidare” ogni giorno il resto del mondo e di “scommettere” su alcunché.</p>



<p class="has-text-color has-vivid-cyan-blue-color"><strong>Il futuro di una civiltà non si basa né sulle sfide né sulle scommesse né sull’arraffare potere e denaro a scapito degli altri e della stessa natura, sta piuttosto sul rispetto per le generazioni successive alla nostra che non dovranno sostenere il carico delle nostre assurde follie di oggi.</strong><br> </p>



<p>D’altra parte il <strong>FUTURO </strong>non è neanche più nostro, ma è ormai proprietà dei nostri figli.<br> </p>



<p>Ho sessant’anni e sono disgustato per quello che hanno fatto i miei coetanei nel mondo, me ne vergogno tanto perché forse ho fatto poco per poter impedire le loro empietà, ma spero ancora in un ravvedimento anche se tardivo e nella forte reazione dei nostri giovani che, sicuramente, stanno dimostrando più coscienza di noi adulti cresciuti male.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Cos&#8217;è il rispetto?</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/3056-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 13:17:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Rispetto” è una parola misteriosa in quanto ormai in totale estinzione; nessuno ne comprende più]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Rispetto</strong>” è una parola misteriosa in quanto ormai in totale estinzione; nessuno ne comprende più il vero significato, quello originale.</p>
<p>La più comune delle interpretazioni, infatti, è purtroppo legata a due dei peggiori fra i suoi sinonimi: la <strong>deferenza</strong> e la <strong>devozione</strong>.</p>
<p>Definire la parola “<strong>rispetto</strong>” per un italiano d’altri tempi significava dare <strong>valore</strong> ai rapporti interpersonali fra persone oneste, sincere, magari <strong>colte</strong> senza risultare presuntuose, possibilmente <strong>morali</strong> senza apparire mai bigotte.</p>
<p>L’antico e vero significato di “rispetto” era uno dei valori dell’umanità, che si è estinto dopo la seconda metà del secolo scorso, chissà, forse risucchiato da forze aliene dentro il “buco dell’ozono” e poi disperso nel cosmo.</p>
<p>Oggi infatti il “rispetto” si manifesta solo in certe frange deviate della popolazione autoctona, nella sua versione alterata di “deferenza” verso un personaggio qualunque, totalmente privo di qualità, talenti o capacità, che si muove con prepotenza e arroganza nell’illegalità, ma in certi casi anche all’interno della <strong>casta</strong> legalmente dominante, facendosi vigliaccamente scudo di tanti sciocchi accondiscendenti che sperano di trovare nel loro dubbioso futuro qualche vantaggio, proprio manifestando pubblicamente questa loro miserrima adorazione verso il cosiddetto “boss” o “onorevole” che sia.</p>
<p>Ovviamente il “rispetto” non è assolutamente ciò che ho descritto prima, e tutte le istituzioni italiane, a partire dallo stato per finire con chi dovrebbe amministrare localmente i servizi pubblici, si sono allineate  nella interpretazione deformata del nuovo concetto di “rispetto”.</p>
<p>Lo stato (<em>sempre quello con la s minuscola</em>) dovrebbe portare “rispetto” ai <strong>Cittadini onesti</strong>, al<strong>Popolo Sovrano</strong>, a <strong>TUTTI i Contribuenti</strong> che, pagando le tasse e i balzelli imposti spesso in modo eccessivo, permettono l’esistenza stessa di un governo centrale e di una strapagata casta dominante che si ritiene “padrona” assoluta del territorio e di tutti i suoi occupanti.</p>
<p>Lo stato italiano, i governatori delle regioni, i comuni, i sindaci, le aziende municipalizzate, gli impiegati comunali (<em>compresi i vigili urbani</em>) non hanno rispetto per il Popolo Italiano quando:</p>
<ul>
<li>Impongono con la forza e gli inganni la loro stessa presenza negli organi di potere;</li>
<li>Estorcono denaro alla Popolazione con l’arma della “legalità” senza poi reinvestire quello stesso denaro in opere o servizi di pubblico beneficio (<em>tasse inique, autovelox, balzelli, rilettura con reinterpretazione di convenienza delle Leggi in vigore, equitalia, ecc. ecc.</em>);</li>
<li>Operano scelte politiche non condivise dalla maggioranza del Popolo sovrano, obbligandole con accordi, spesso immorali e ignobili, sottoscritti di nascosto fra protagonisti del governo.</li>
<li>Siedono quotidianamente sul loro scranno lavorativo istituzionale nella convinzione di poter alterare liberamente e autonomamente quelle regole che, scritte da altri ben più qualificati, sono state storicamente accolte e accettate da quel Popolo che poi viene gravemente danneggiato da questo genere di “iniziative”.</li>
<li>Sfruttano il loro ruolo, spesso indegnamente conquistato, per scambiare favori con denaro da utilizzare poi a proprio uso e consumo;</li>
</ul>
<p><strong>Uno stato che non “rispetta” il proprio Popolo, vessandolo invece di governarlo, prendendolo in giro invece che informarlo correttamente, non è uno Stato, non è una Nazione civile, è piuttosto un guazzabuglio di scriteriati oligarchi da “armata Brancaleone”.</strong></p>
<p>Lo Stato dovrebbe essere più bello, dovrebbe essere contemporaneamente il padre e la madre di tutti noi, una Istituzione cui rivolgersi per essere aiutati, non perseguitati.</p>
<p>Lo stato italiano, in questi ultimi anni, ha dimostrato una totale mancanza di rispetto nei confronti del proprio Popolo, e la volontà manifestata da alcuni suoi componenti nel voler stravolgere quella stessa Costituzione, peraltro tanto idolatrata nel recente passato (<em>vedi spettacolo di Benigni “sponsorizzato” da napolitano</em>) e che per oltre mezzo secolo è stata garante dei diritti di tutti i cittadini e della grande civiltà della nostra Patria, ci dimostra invece quanto poco “rispetto” ci viene esternato dalla nostra attuale classe politica.</p>
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		<title>Col cuore in mano, signor Napolitano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2014 12:14:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si ripete di continuo, il signor Napolitano. Ma come può, in presenza di fatti tanto gravi che riguardano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2014/12/col_cuore_in_mano.jpg"><br />
<img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-2965" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2014/12/col_cuore_in_mano.jpg" alt="col_cuore_in_mano" width="550" height="396" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2014/12/col_cuore_in_mano.jpg 550w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2014/12/col_cuore_in_mano-300x215.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>Si ripete di continuo, il signor <strong>Napolitano</strong>. Ma come può, in presenza di fatti tanto gravi che riguardano proprio certa “<strong>politica</strong>” che lui continua a difendere strenuamente, insistere sulla messa al bando dell’<strong>anti-politica</strong>? <span id="more-2964"></span><span id="more-5201"></span> Lo giustifichiamo per la sua età avanzata, per la tenerezza che può fare una persona tanto anziana che si vede crollare sotto i piedi un mondo intero nel quale ha creduto per tanto tempo e sul quale ha costruito la sua intera esistenza, ma <strong>non si può permettere di continuare a offendere coloro che si ritengono offesi</strong>, una intera popolazione nauseata da quella infame cricca di corrotti che sta comandando l’intera nazione con i suoi intrallazzi. Anzi, se parliamo con un magistrato più “lucido” del presidente, proprio questa difesa d’ufficio della politica, senza prendere le distanze da nessuno, somiglia tanto a uno di quegli atteggiamenti “<strong>eversivi</strong>” che lui stesso condanna tanto, perché diventa “<strong>apologia di reato</strong>” difendere a spada tratta chi ha commesso crimini o illeciti. Quindi, signor <strong>Napolitano</strong>, lasci ai “<strong>populisti</strong>”, che lei continua a insultare accusandoli di “banalità”, almeno il diritto di manifestare pubblicamente e civilmente, con dichiarazioni certamente sincere, il proprio sdegno per “questa politica”, non per tutti i politici si intende, ma proprio per “<strong>questa politica</strong>” indegna di un paese che si vanta di essere evoluto. Le ricordo che la <strong>Costituzione Italiana</strong> prevede la <strong>libertà di pensiero</strong>, specialmente quando questo pensiero <strong>esalta la legalità</strong> manifestando nostalgia per la sua assenza nelle istituzioni pubbliche, <strong>come può additare come “eversivo” un qualsiasi cittadino che esprime il suo dissenso e il suo disgusto per la diffusa disonestà nell’ambiente politico italiano?</strong> E’ proprio il mancato atteggiamento “<strong>anti-politico</strong>”, rivolto a questo genere di politica, che potrebbe essere interpretato come <strong>destabilizzante</strong> <strong>nei confronti della legge e dello Stato</strong>, identificando chi non prende le distanze da tutto ciò come individuo colluso col malaffare in quanto lo giustifica, lo accetta e probabilmente lo sostiene. Egregio signor Napolitano, se vuole realmente fare del bene alla politica italiana, <strong>non insista nel suo giudizio riduttivo e irrispettoso del pensiero popolare</strong>, di quella “<strong>opinione pubblica” </strong>che deve dare il suo consenso e soprattutto la sua fiducia ai propri rappresentanti istituzionali per fare funzionare bene le cose in un paese democratico.  I “<strong>populismi</strong>”, come lei e qualche suo collega “europeo” amate chiamare il pensiero più comune della massa dei cittadini, sono il termometro della mentalità di una nazione intera, e invece di essere denigrati andrebbero dunque <strong>assolutamente rispettati</strong> da tutti coloro che risultano essere i delegati del popolo, figura che, pro-tempore, riveste anche lei, signor Napolitano.</p>
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