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	<title>deferenza &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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		<title>Cos&#8217;è il rispetto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 13:17:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[“Rispetto” è una parola misteriosa in quanto ormai in totale estinzione; nessuno ne comprende più]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Rispetto</strong>” è una parola misteriosa in quanto ormai in totale estinzione; nessuno ne comprende più il vero significato, quello originale.</p>
<p>La più comune delle interpretazioni, infatti, è purtroppo legata a due dei peggiori fra i suoi sinonimi: la <strong>deferenza</strong> e la <strong>devozione</strong>.</p>
<p>Definire la parola “<strong>rispetto</strong>” per un italiano d’altri tempi significava dare <strong>valore</strong> ai rapporti interpersonali fra persone oneste, sincere, magari <strong>colte</strong> senza risultare presuntuose, possibilmente <strong>morali</strong> senza apparire mai bigotte.</p>
<p>L’antico e vero significato di “rispetto” era uno dei valori dell’umanità, che si è estinto dopo la seconda metà del secolo scorso, chissà, forse risucchiato da forze aliene dentro il “buco dell’ozono” e poi disperso nel cosmo.</p>
<p>Oggi infatti il “rispetto” si manifesta solo in certe frange deviate della popolazione autoctona, nella sua versione alterata di “deferenza” verso un personaggio qualunque, totalmente privo di qualità, talenti o capacità, che si muove con prepotenza e arroganza nell’illegalità, ma in certi casi anche all’interno della <strong>casta</strong> legalmente dominante, facendosi vigliaccamente scudo di tanti sciocchi accondiscendenti che sperano di trovare nel loro dubbioso futuro qualche vantaggio, proprio manifestando pubblicamente questa loro miserrima adorazione verso il cosiddetto “boss” o “onorevole” che sia.</p>
<p>Ovviamente il “rispetto” non è assolutamente ciò che ho descritto prima, e tutte le istituzioni italiane, a partire dallo stato per finire con chi dovrebbe amministrare localmente i servizi pubblici, si sono allineate  nella interpretazione deformata del nuovo concetto di “rispetto”.</p>
<p>Lo stato (<em>sempre quello con la s minuscola</em>) dovrebbe portare “rispetto” ai <strong>Cittadini onesti</strong>, al<strong>Popolo Sovrano</strong>, a <strong>TUTTI i Contribuenti</strong> che, pagando le tasse e i balzelli imposti spesso in modo eccessivo, permettono l’esistenza stessa di un governo centrale e di una strapagata casta dominante che si ritiene “padrona” assoluta del territorio e di tutti i suoi occupanti.</p>
<p>Lo stato italiano, i governatori delle regioni, i comuni, i sindaci, le aziende municipalizzate, gli impiegati comunali (<em>compresi i vigili urbani</em>) non hanno rispetto per il Popolo Italiano quando:</p>
<ul>
<li>Impongono con la forza e gli inganni la loro stessa presenza negli organi di potere;</li>
<li>Estorcono denaro alla Popolazione con l’arma della “legalità” senza poi reinvestire quello stesso denaro in opere o servizi di pubblico beneficio (<em>tasse inique, autovelox, balzelli, rilettura con reinterpretazione di convenienza delle Leggi in vigore, equitalia, ecc. ecc.</em>);</li>
<li>Operano scelte politiche non condivise dalla maggioranza del Popolo sovrano, obbligandole con accordi, spesso immorali e ignobili, sottoscritti di nascosto fra protagonisti del governo.</li>
<li>Siedono quotidianamente sul loro scranno lavorativo istituzionale nella convinzione di poter alterare liberamente e autonomamente quelle regole che, scritte da altri ben più qualificati, sono state storicamente accolte e accettate da quel Popolo che poi viene gravemente danneggiato da questo genere di “iniziative”.</li>
<li>Sfruttano il loro ruolo, spesso indegnamente conquistato, per scambiare favori con denaro da utilizzare poi a proprio uso e consumo;</li>
</ul>
<p><strong>Uno stato che non “rispetta” il proprio Popolo, vessandolo invece di governarlo, prendendolo in giro invece che informarlo correttamente, non è uno Stato, non è una Nazione civile, è piuttosto un guazzabuglio di scriteriati oligarchi da “armata Brancaleone”.</strong></p>
<p>Lo Stato dovrebbe essere più bello, dovrebbe essere contemporaneamente il padre e la madre di tutti noi, una Istituzione cui rivolgersi per essere aiutati, non perseguitati.</p>
<p>Lo stato italiano, in questi ultimi anni, ha dimostrato una totale mancanza di rispetto nei confronti del proprio Popolo, e la volontà manifestata da alcuni suoi componenti nel voler stravolgere quella stessa Costituzione, peraltro tanto idolatrata nel recente passato (<em>vedi spettacolo di Benigni “sponsorizzato” da napolitano</em>) e che per oltre mezzo secolo è stata garante dei diritti di tutti i cittadini e della grande civiltà della nostra Patria, ci dimostra invece quanto poco “rispetto” ci viene esternato dalla nostra attuale classe politica.</p>
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