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	<title>dipendenti &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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		<title>I capi sono spesso i veri deficienti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2019 11:47:20 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="714" height="615" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/01/managerdeficienti.jpg" alt="" class="wp-image-3402" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/01/managerdeficienti.jpg 714w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2019/01/managerdeficienti-300x258.jpg 300w" sizes="(max-width: 714px) 100vw, 714px" /></figure>



<p>

Questa vignetta vuole celebrare i&nbsp;<strong>manager</strong>&nbsp;dementi che hanno invaso l’Italia negli ultimi dieci anni in tutti i settori di lavoro, dalla&nbsp;<strong>sanità</strong>&nbsp;alle&nbsp;<strong>banche</strong>, dal&nbsp;<strong>pubblico</strong>&nbsp;al&nbsp;<strong>privato</strong>.<strong>Amministratori delegati</strong>,&nbsp;<strong>dirigenti</strong>,&nbsp;<strong>responsabili delle risorse</strong>,&nbsp;<strong>presidenti d’azienda</strong>&nbsp;ecc. ecc., sempre in cerca di&nbsp;<strong>profitti</strong>&nbsp;più corposi tramite riduzioni, sempre più pressanti, del&nbsp;<strong>costo del lavoro</strong>, convinti che nell’<strong>era digitale</strong>&nbsp;la&nbsp;<strong>tecnologia</strong>&nbsp;possa soppiantare interamente l’intervento umano, hanno operato riduzioni e&nbsp;<strong>tagli continui al personale</strong>delle loro aziende depauperandone la forza e le capacità produttive e, in moltissimi casi, pretendendo anche prestazioni aggiuntive dai pochi&nbsp;<strong>dipendenti</strong>&nbsp;rimasti in servizio.Il prevedibile risultato, nella stragrande maggioranza dei casi, è stato il&nbsp;<strong>fallimento</strong>&nbsp;o la&nbsp;<strong>vendita</strong>&nbsp;della società a&nbsp;<strong>gruppi esteri</strong>&nbsp;o per intero o “<em>a spezzatino</em>“, cedendo cioè via via i vari&nbsp;<strong>rami d’azienda&nbsp;</strong>… la cosiddetta tattica alla “<strong>Terminator</strong>“.Certo i “<strong>capi</strong>” responsabili di queste orripilanti scelte dovrebbero essere messi al bando dal mondo del lavoro (<em>anche perché al “termine” di queste loro imprese si beccano pure TFR milionari</em>), eppure li rivediamo subito dopo nuovamente a dirigere altre aziende e altre società in una oscena&nbsp;<strong>giostra</strong>&nbsp;di incarichi sempre per i soliti conosciutissimi individui.Tutto ciò fa venire il serio dubbio che dietro certi fallimenti o certe vendite ci sia un disegno ben preciso e che gli strapagati manager idioti siano in effetti delle “<em><strong>pedine</strong></em>” destinate a condurre proprio quegli specifici giochi al massacro.D’altra parte se non fosse così sarebbe ancor più grave: i manager sarebbero realmente degli&nbsp;<strong>imbecilli</strong>, e ancor più di loro lo sarebbe chi persiste nel concedergli a turno ruoli tanto delicati; sarebbe il trionfo della&nbsp;<strong>stupidità</strong>, e la dimostrazione dell’inesistenza dei “furbetti del quartierino” in un tripudio, poco credibile, di demenza globale a partire da aziende e azionisti a finire con le autorità di controllo.</p>



<p>Infine un’ultima osservazione proprio sulla&nbsp;<strong>sanità pubblica</strong>, il settore in cui trova principalmente applicazione la vignetta di questo post: ma si può sapere una buona volta chi è stato quell’emerito “<em><strong>coglione</strong></em>” che ha trasformato un&nbsp;<strong>SERVIZIO</strong>&nbsp;<strong>pubblico</strong>&nbsp;in un business governativo e ogni ospedale in un’azienda che deve produrre profitto sulle spalle dei malati italiani?</p>
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