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	<title>intelligenza+artificiale &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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		<title>L&#8217;evoluzione della scemenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 11:21:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Uno studio interessante è stato segnalato in un articolo de “ilfattoquotidiano.it” della fine dello]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-3927" src="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2021/06/culturapovera.jpg" alt="" width="458" height="332" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2021/06/culturapovera.jpg 600w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2021/06/culturapovera-300x218.jpg 300w" sizes="(max-width: 458px) 100vw, 458px" /></p>
<p>Uno studio interessante è stato segnalato in un articolo de “<strong>ilfattoquotidiano.it</strong>” della fine dello scorso mese di marzo 2021. Nel pezzo giornalistico si parla del celebre “<strong>effetto Flynn</strong>” che indica un aumento del livello medio d’intelligenza nella popolazione umana per gran parte del secolo scorso. Il ricercatore americano&nbsp;<strong>James R. Flynn</strong>&nbsp;(<em>morto a dicembre dello scorso anno</em>) stabilì che il miglioramento del&nbsp;<strong>Q.I.</strong>&nbsp;(<strong><em>quoziente d’intelligenza</em></strong>) è strettamente connesso all’ambiente (<em>anche sociale e intellettuale</em>) e alle difficoltà di sopravvivenza.</p>
<p>Ma nel 2016 uno studio più recente ha invece rilevato che il&nbsp;<strong>Q.I. della popolazione dagli inizi degli anni 2000, e soprattutto successivamente al 2009, ha iniziato lentamente ma inesorabilmente a calare</strong>.</p>
<p>Nell’articolo si legge addirittura: “<em>si tratta di un&nbsp;<strong>calo costante</strong>&nbsp;che, oggi, è diventato&nbsp;<strong>vero e propro tracollo</strong>, se pensiamo alla percentuale di persone afflitte dal cosiddetto&nbsp;<strong>analfabetismo funzionale</strong>&nbsp;(sanno leggere, ma non capiscono il senso né sono in grado di rielaborarlo e spiegarlo)</em>“.</p>
<p>Ovviamente rilevato il fenomeno si tenta subito di ricercarne le cause.&nbsp;<em><strong>Striscia la Protesta</strong></em>, che senza alcuno specifico studio al riguardo ma basandosi esclusivamente su deduzioni istintive venute fuori da oltre 10 anni di “esperienza in campo sociale”, è giunta già da tempo (<em>basta leggere i vecchi specifici articoli sul blog)</em>&nbsp;alle stesse identiche conclusioni dei ricercatori americani:&nbsp;<strong>la responsabilità principale è da attribuire alla comparsa delle nuove tecnologie digitali che rappresentano “<em>un potentissimo e pervasivo elemento di degradazione delle facoltà cognitive, emotive e relazionali</em>” specialmente per le nuove generazioni.</strong></p>
<p>E nel concetto di “tecnologie digitali” (<em>cellulari, tablet, internet, pc, app di comunicazione ecc. ecc.</em>) occorre inserire soprattutto i “<strong>social</strong>“, specialmente quelli che puntano meno sul costruttivo dialogo tra gli utenti e molto più sull’effimero “<em><strong>successo</strong></em>” derivante da banali performance visive o sintetiche battute ironiche, spesso demenziali se non bullistiche, che evidenziano, proprio per la loro “<em>necessaria</em>” stringatezza (<em>imposta da un social in particolare</em>) solo la punta dell’iceberg concettuale e non il costrutto mentale che ne sta alla base. Come dire:&nbsp;<strong>nell’era della comunicazione non si riesce a comunicare perché non si riesce a pensare correttamente tendendo piuttosto a sopraffare il prossimo in un continuo ripetersi di INUTILI sfide per dimostrare di essere i più bravi.</strong>&nbsp;Atro che dialogo e intelligenza nei rapporti interpersonali!</p>
<p>Nell’articolo si legge ancora: “<strong><em>Laddove il libro favoriva una concentrazione duratura e creativa, Internet incoraggia la rapidità, il campionamento distratto di piccoli frammenti d’informazioni provenienti da fonti diverse. Un’evoluzione che ci rende più che mai dipendenti dalle macchine, assuefatti alla connessione, incapaci di procurarci un’informazione senza l’aiuto di un motore di ricerca, dotati di una memoria difettosa e alla fine più vulnerabili a manipolazioni di ogni sorta</em></strong>”.</p>
<p>Vi è capitato mai di non trovare la parola giusta o il nome di qualcuno “<em>che avete sulla punta della lingua</em>“? In questo caso come avete risolto il problema? Ovviamente cercando su&nbsp;<strong>Google</strong>. La nostra memoria sembra non servire più, e la nostra intelligenza sembra dipendere sempre più da quella artificiale degli algoritmi di internet … ecco perché&nbsp;<strong>STIAMO DIVENTANDO SEMPRE PIU’ SCEMI</strong>&nbsp;(<em>qualcuno commenterà di certo: “pensa per te, perché lo scemo sei tu”</em>).</p>
<p>In tutto questo sfacelo ci si mettono pure le ormai celebri “<strong><em>startup</em></strong>” che in massima parte lavorano sul potenziamento dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>, spingendo le istituzioni a spendere cifre astronomiche al riguardo. Ma ciò che dovrebbe essere studiato di più dovrebbe essere invece il potenziamento della formazione cognitiva dell’umanità la cui intelligenza sta finendo per risultare solo una piccola componente della crescente ascesa dei robot.</p>
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		<title>Il sole digitale dei tuttologi</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/il-sole-digitale-dei-tuttologi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 09:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#160; Chi stravede per la&#160;tecnologia&#160;si prepari ad “abbracciare” il futuro prospettato]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-3814" src="http://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/05/tecnologia_ipnotizzante.jpg" alt="" width="600" height="365" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/05/tecnologia_ipnotizzante.jpg 600w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/05/tecnologia_ipnotizzante-300x183.jpg 300w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/05/tecnologia_ipnotizzante-445x271.jpg 445w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Chi stravede per la&nbsp;<strong>tecnologia</strong>&nbsp;si prepari ad “abbracciare” il futuro prospettato da questa vignetta.</p>
<p>Chi l’avrebbe mai detto, a metà degli anni ’90 del secolo scorso, che nell’inizio del terzo millennio la&nbsp;<em><strong>tecnologia&nbsp;</strong></em>potesse soppiantare a tal punto l’attività umana da potersi paragonare alla&nbsp;<strong><em>stella</em>&nbsp;</strong>di un&nbsp;<strong>sistema solare</strong>&nbsp;i cui pianeti costituiscono l’intera umanità? Tutto infatti gira ormai intorno all’<strong>informazione digitale</strong>, un vero e proprio&nbsp;<strong>sole</strong>&nbsp;che illumina certamente, ma carpisce anche una buona parte della nostra energia vitale annullando e rendendo inutile tutta una serie di attività psico-fisiche che fino a oggi hanno distinto l’essere umano da quello animale.</p>
<p>Abbiamo perso da tempo l’intimità e la&nbsp;<strong>privacy</strong>, ma anche certa manualità, buona parte della creatività, in molti casi anche il lavoro, sempre più affidato alle macchine e ai computer. Si parla sempre più spesso di&nbsp;<em><strong>intelligenza artificiale</strong></em>, ennesimo furto subito dall’uomo, colpito stavolta proprio nella sua dote principale, l’intelligenza appunto, che lo ha da sempre caratterizzato sulla Terra rispetto a tutti gli altri esseri viventi.</p>
<p>La&nbsp;<strong>tecnologia</strong>, partorita dagli esseri umani, doveva essere nelle intenzioni iniziali solo uno&nbsp;<strong>strumento</strong>, ma purtroppo, superando abbondantemente quel limite che ne permetteva il controllo, è riuscita a trasformare il suo creatore in un suo schiavo. La stella che brilla nel firmamento informatico&nbsp;tende a&nbsp;<em><strong>bruciare</strong>&nbsp;</em>del tutto l’essenza umana, facendola evaporare in una tristissima nuvola di oscuro fumo inerte.</p>
<p>Anche la&nbsp;<strong>società</strong>&nbsp;viene lentamente distrutta dal suo interno, i&nbsp;<strong>rapporti interpersonali</strong>&nbsp;sono ridotti in troppi casi a semplici&nbsp;<strong>messaggini testuali</strong>, resi ancora più insulsi dalla&nbsp;<strong><em>moda</em></strong>, introdotta da un&nbsp;<strong>social network</strong>&nbsp;in particolare, di limitare a pochi caratteri qualsiasi&nbsp;<strong>comunicazione</strong>, anche la più complessa; facile immaginare i milioni di cortocircuiti comunicativi fra persone che non si sanno esprimere già a voce, figuriamoci con sintetiche frasi scritte in fretta su un’apparecchiatura lunga pochi centimetri.</p>
<p>L’ignoranza delle masse si maschera da&nbsp;<strong><em>falsa cultura popolare</em></strong>&nbsp;attingendo di continuo, proprio tramite l’alta tecnologia che ne permette il più facile accesso, all’immensa banca dati della&nbsp;<strong>rete</strong>&nbsp;che costituisce l’intero&nbsp;<strong>scibile umano</strong>. Quindi la&nbsp;<strong>conoscenza</strong>, prima circoscritta a determinate fasce sociali (<em>insegnanti, scienziati, studiosi, letterati ecc.</em>), oggi viene&nbsp;<strong>vantata</strong>&nbsp;da chiunque sia in possesso di un semplice cellulare.</p>
<p>Tutti noi siamo diventati geni, creativi, professori, registi, sapienti, critici, giornalisti, scienziati e&nbsp;<em><strong>dottori in tuttologia</strong></em>, la materia più completa e articolata che mai si sia studiata su questo stranissimo Pianeta. Sappiamo bene che in realtà si tratta di un gigantesco&nbsp;<strong>bluff</strong>, di una sciocca&nbsp;<strong>millanteria</strong>&nbsp;che non ha alcun fondamento qualificato nella nostra reale&nbsp;<strong>cultura di base</strong>, tuttavia ci piace troppo strombazzare al vento, sui social, ma anche nei nostri rapporti interpersonali, tutto quello che possiamo trovare durante le nostre continue consultazioni di&nbsp;<strong>Google,&nbsp;</strong>di&nbsp;<strong>Wikipedia,&nbsp;</strong>o magari dei tanti&nbsp;<strong>blog</strong>&nbsp;che allevano&nbsp;<em><strong>bufale</strong>&nbsp;</em>come fossero fattorie della Campania.</p>
<p>Oltre che&nbsp;<strong>schiavi della tecnologia</strong>, ora siamo diventati anche arroganti e stupidi portatori di&nbsp;<strong>presunzione globale</strong>.</p>
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