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	<title>libertà &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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	<title>libertà &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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		<title>Liberazione, una festa paradossale?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 10:22:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Certo non c’è più il nazismo, non c’è più il fascismo e da quel 25 aprile del 1945 sono passati]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Certo non c’è più il <strong>nazismo</strong>, non c’è più il <strong>fascismo</strong> e da quel <strong>25 aprile del 1945</strong> sono passati ben<strong> 70 anni</strong>, ma oggi siamo proprio nelle condizioni giuste per poter festeggiare la “<strong>Liberazione</strong>”? <span id="more-2993"></span><span id="more-5903"></span></p>
<p>Certo <strong>l’anniversario</strong> si riferisce a un evento importantissimo per la nostra storia, che è stato, rimane e resterà per sempre la più bella dimostrazione di quanto siano fondamentali per l’avvenire di una <strong>nazione</strong> la <strong>coscienza popolare</strong> e la <strong>volontà di riscatto</strong>; ma oggi questo festeggiare la “<strong>libertà</strong>” dall’interno di un’altra<strong> gabbia</strong>, magari più indorata, forse meno palese, ma in egual modo ossessiva e opprimente, appare pressoché un <strong>paradosso</strong> reso necessario dagli obblighi della<strong> memoria storica</strong> e del mantenimento delle <strong>tradizioni</strong>.</p>
<p>Siamo un po’ come gli uccelli di una voliera che periodicamente si stringono fra loro, su un rametto secco incastrato fra le sbarre, e guardano tutti insieme fuori dallo loro “<strong>prigione</strong>” quel paesaggio naturale, fatto di alberi, di sole e di cinguettii di altri esseri liberi, che una volta è stato anche il loro habitat, la loro vita.</p>
<p>Siamo oggi un paese “<strong>occupato</strong>”, una<strong> “democrazia” dittatoriale</strong>, una nazione soffocata da un<strong>’entità monetaria</strong> che non ha dunque nulla di “umano”, una “cosa” demenziale brandita come un’arma da un <strong>gruppo di potere</strong> che si è insediato al posto di quello scacciato nel ’45 dalla <strong>generazione partigiana dei nostri genitori</strong>. <strong>Siamo dentro un’altra gabbia</strong>, oppressi dai vessilli inneggianti l’<strong>euro</strong> e la <strong>corona di stelle</strong>, anziché da quelli con le svastiche del terzo reich e i fasci di mussolini.</p>
<p>D’accordo festeggiamo la “<strong>liberazione</strong>” del <strong>1945</strong>, è giusto farlo per rispetto di chi ha dato la vita per riconquistare la propria dignità e per donarne una a un popolo che <strong>50 anni dopo se l’è venduta in blocco con la propria valuta</strong>, per acquistare uno stupido sogno trasformatosi subito in un incubo.</p>
<p>Festeggiamo pure il 25 aprile, ma festeggiamolo da <strong>prigionieri</strong>, non da uomini e donne liberi, perché non siamo più tali e perché non abbiamo più neanche lontanamente quella “fierezza” e quell’orgoglio che dimostrarono, 70 anni fa, coloro che ci liberarono da un’oppressione che a tutti era invece apparsa irreversibile.</p>
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		<title>Gli schiavi del terzo millennio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 10:56:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Siamo abituati a pensare, per deformazione culturale e luoghi comuni, che la schiavitù sia una piaga]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo abituati a pensare, per deformazione culturale e luoghi comuni, che la schiavitù sia una piaga dell’umanità ormai cancellata da tempo, almeno nelle regioni del pianeta considerate più evolute e civilizzate.</p>
<p>Ma non è così, anzi è vero l’esatto opposto: nel mondo siamo TUTTI ridotti in schiavitù.</p>
<p>Si tratta di tipi di asservimento diversi rispetto alla servitù ufficialmente abolita con la guerra di secessione americana, ma resta comunque una condizione di profonda dipendenza che, nel terzo millennio, si è estesa all’intera umanità seppur in forme diversissime fra loro.</p>
<p>C’è la schiavitù dalle droghe, dall’alcol, c’è quella del sesso, quella da protagonismo (fra le dipendenze più pericolose perché spinge chi ne è soggetto a compiere di tutto pur di farsi notare, mettendo in pericolo se stesso e il suo prossimo), esiste pure una sottomissione da evoluzione tecnologica, che induce la gente a tenersi “sempre aggiornata” con i modelli più recenti di prodotti elettronici, primi fra tutti i telefoni cellulari, spendendo così interi “patrimoni” per riempirsi i cassetti di apparecchi ancora buoni, ma “ufficialmente” obsoleti.</p>
<p>Se ci pensate un momento, il numero di queste “dipendenze” è praticamente infinito e non trova confini né limitazioni nelle età, nelle appartenenze etniche, nelle generazioni, nelle culture ecc. ecc.</p>
<p>Queste schiavitù, che spesso chiamiamo in modi diversi (manie, malattie, patologie, esasperazioni, fobie, ecc.) ma tali restano nella pratica, sono “pilotate” dagli schiavisti del terzo millennio: le multinazionali.</p>
<p>Organizzazioni tiranniche, ciniche, volte esclusivamente al profitto a qualsiasi costo. Le peggiori, quelle più spietate, sono quelle che operano nei campi farmaceutici, alimentari, e informatici.</p>
<p>Un esempio per tutti lo riscontriamo nel settore dei personal computer e della telefonia mobile. Avete notato quanti aggiornamenti arrivano quotidianamente sui vostri apparecchi? Quante volte vi costringono ad adeguare, se non cambiare del tutto i sistemi operativi? State tranquilli che non è per il vostro bene, o perché hanno scoperto chissà quale “innovazione epocale” da inserire nei vari software da modificare… è tutto “studiato” solo per schiavizzarci sempre più.</p>
<p>Ultimo esempio al riguardo è quello della Microsoft Corporation, che ha abbandonato il proprio vecchio sistema operativo XP per “imporre” il nuovo Windows 7. Scelta dettata dal mercato, va bene, ma perché “costringere” miliardi di persone nel mondo a passare all’ultimo sistema? Chi si terrà infatti XP verrà certamente bombardato da innominabili programmi di sabotaggio, spediti nell’iperspazioweb da individui “misteriosi”, ma dei quali tutti noi possiamo immaginarne la natura, l’origine e le motivazioni.</p>
<p>Non pensiate tuttavia che la Apple sia da meno. Il colosso informatico di Cupertino prima si differenziava per correttezza nei confronti dei propri clienti, ma dopo la morte di Steve Jobs, si è perfettamente allineata con le “porcherie di mercato” già adottate dalla Microsoft e da Bill Gates.</p>
<p>Di altre schiavitù non occorre neanche parlare perché le conosciamo tutti:</p>
<p>&#8211; i politici schiavi delle lobby;</p>
<p>&#8211; i migranti schiavi delle organizzazioni malavitose, ma anche delle loro stesse speranze;</p>
<p>&#8211; i popoli europei schiavi di un preciso piano di accentramento di comando e di potere;</p>
<p>&#8211; gli estremisti (di qualunque estrazione essi siano) schiavi di un’idea, giusta o sbagliata che sia.</p>
<p>Insomma l’unica cosa che ormai è impossibile trovare su questo nostro pianeta Terra è “la libertà”, un bene che abbiamo perso, forse per sempre.</p>
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		<title>Zombi fantozziani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Aug 2014 09:54:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chi mi conosce sa bene quanto basso sia il mio livello di sopportazione di soprusi, storture, assurdità]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chi mi conosce sa bene quanto basso sia il mio livello di sopportazione di soprusi, storture, assurdità e ingiustizie che purtroppo ci piovono continuamente sulla testa da tutte le parti, soprattutto dalle istituzioni.<span id="more-2938"></span><br />
Da decine di anni mi impegno con ogni mezzo, e senza guadagnarci un centesimo, per mettere in risalto tutto quello di cui vengo a sapere in merito a questo genere di problematiche sociali utilizzando il web, i contatti personali, i giornali che pubblicano miei articoli, il mio blog personale, i miei stessi romanzi disseminati di episodi emblematici ecc. ecc.<br />
Segnalo, propongo all&#8217;attenzione degli amici, denuncio, il maggior numero (ma si tratta ovviamente solo di una piccolissima parte) di porcherie che giornalmente subiamo da chi intende tenerci sotto scacco per speculare sulle nostre risorse e sulle nostre stesse vite.</p>
<p>So benissimo, ma non me ne può fregare di meno, che gran parte della gente che mi sta attorno, o per lavoro o per pura conoscenza personale, mi ritiene un pazzo esaltato o, peggio, uno stupido illuso che lotta contro i mulini a vento; qualche altro invece, quasi a voler trovare a tutti i costi una motivazione che &#8220;giustifichi&#8221; questa mia attitudine, sostiene che si tratta di &#8220;una valvola di sfogo&#8221;, minimizzando, e non so fino a che punto senza intenzioni di scherno, un mio impegno in ambito di rapporti sociali, che personalmente ritengo invece utile e costruttivo.<br />
Mi sono sempre impegnato, e continuerò a farlo con un piccolo gruppetto di amici che condividono questa mia &#8220;passione&#8221;, per diffondere una informazione alternativa a quella &#8220;di Stato&#8221; e a quella filo-globalizzante che, notoriamente false ed edulcorate, vorrebbero tutti i popoli del mondo “fermi” a bocca aperta ad assistere, in totale sottomissione, a quanto viene continuamente perpetrato dal sistema (lobby, multinazionali, intelligence, super-banche, famiglie più ricche del mondo, comunità monetarie, massoneria, ecc. ecc.).<br />
Talvolta, ma fortunatamente la stragrande maggioranza ha capito, qualcuno mi ha pure accusato di “non agire” senza tenere conto in alcun modo del ruolo svolto da me e dal mio gruppo, e da tutti i mezzi di comunicazione alternativi di protesta popolare (blog, social network, siti internet, certi programmi televisivi, ecc.), che svolgono gli stessi compiti divulgativi e che non possono certamente avere il doppio incarico di “pubblica denuncia” e “resistenza operativa” sul campo. A noi l’incarico di far crescere, informare, e riscattare la coscienza popolare, mentre alle associazioni, agli avvocati e ai politici di “rottura” va il ruolo di rendere esecutiva la reazione sociale della gente comune.</p>
<p>Qualche giorno fa sono rimasto impressionato da un post sulla pagina Facebook di un sito di contro-politica. C&#8217;era scritto: &#8220;Il silenzio non significa sempre &#8220;sì&#8221;, a volte significa &#8220;sono stanco di spiegare a persone a cui non importa nemmeno di capire&#8221;.</p>
<p>Ho dedotto che apatia, sudditanza e sottomissione sono purtroppo fenomeni che si vanno estendendo sempre più proprio nei paesi universalmente considerati più civilizzati. È la totale assenza di reattività di tante persone che ormai si sono adeguate al ruolo di “schiavi del terzo millennio“, senza alcuna capacità intellettiva che possa permettere di risollevare le loro teste dalla melma appiccicaticcia che le avvolge.</p>
<p>Nessun dolore… forse, ma anche nessun pensiero, nessuna anima, nessuna coscienza. Mi sembra più adatta agli animali domestici la totale mancanza di opinioni personali, di un “pensiero” autonomo che possa comandare le nostre azioni.<br />
Questo “blob non-pensante” guarda me, e quelli come me, con distacco, irride ottusamente dinanzi la nostra rabbia, ci “giudica” (pur non avendo alcuna capacità di giudizio) ritenendoci pazzi esaltati e visionari, ma gli zombi sono e resteranno per sempre zombi, totalmente privi di anima e di coscienza.<br />
La loro rassegnazione è l’arma vincente di chi ci vuole comandare, il potere concesso ciecamente e senza deroghe, solo per incapacità di valutazione, costituisce la fine inesorabile della nostra libertà.</p>
<p>Un esempio di tutto questo? Un post, un banalissimo post di denuncia contro l&#8217;attività di certe banche private intitolato &#8220;un altro modo di fare banca&#8221;, scritto a &#8220;otto mani&#8221; sul blog di protesta dove collaboro da anni, insieme all&#8217;amministratore e ad altri ben informati analisti. Ebbene ho condiviso l&#8217;articolo su questa mia pagina di Facebook dove l&#8217;80% di follower (o &#8220;amici&#8221; che dir si voglia) sono proprio &#8220;bancari&#8221; in attività o in pensione&#8230;. ebbene? Contrariamente a tanti altri post precedenti e successivi che hanno riscontrato grande interesse da parte della &#8220;comunità&#8221;, questo è passato &#8220;silenziosamente&#8221; nell&#8217;anonimato, pur essendo stato letto da moltissimi (le statistiche interne di Facebook parlano chiaro), non è stato commentato o discusso da nessuno, solo una collega più coraggiosa e intellettualmente libera (alla quale faccio i miei complimenti sinceri) ha voluto condividere l&#8217;articolo sul suo diario di Facebook.<br />
Certo non ci voleva tanto coraggio a prendere in considerazione una tematica già nota ai più e della quale hanno già abbondantemente parlato personaggi come la Gabanelli, Grillo, Santoro, i programmi televisivi &#8220;Le Iene&#8221;, &#8220;Ballarò&#8221;, &#8220;La Gabbia&#8221; ecc.ecc., sta di fatto che i &#8220;bancari&#8221;, diretti interessati all&#8217;argomento, si sono fantozzianamente defilati in silenzio, hanno letto ma hanno fatto finta di non averlo fatto, hanno inghiottito un rospo che da una decina d&#8217;anni gracidava nella loro gola senza neanche prendere un granello di bicarbonato, proprio come il personaggio di Paolo Villaggio che si inchina, si genuflette, si piega dinanzi il megadirettor, farabutt, granfigldiputt, primolestofant, dottorprofessor caio sempronio.<br />
Che tristezza ragazzi! (si fa per dire, siete tutti ultra cinquantenni e l&#8217;abi vi vuole pure rottamare).</p>
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