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	<title>magnusson &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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	<title>magnusson &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; CAPITOLO 3</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:20:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Caccia alla Chimera-Capitoli]]></category>
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					<description><![CDATA[clicca qui per ricordare personaggi e interpreti  clicca qui per la presentazione dei contenuti ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare personaggi e interpreti</span><span style="color: #000080;"> </span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/specifica_sui_contenuti.htm" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #000080;">clicca qui per la presentazione dei contenuti</span><span id="1318608205761E" style="display: none;"> </span></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mWJdAEm5Jmk&amp;list=PLC706297B422B69CA    ">clicca qui per vedere il trailer su YouTube</a></span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/rassegna_stampa.htm" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #000080;">clicca qui per vedere la rassegna stampa</span></a></p>
<hr />
<p>In poco tempo il Consiglio di Amministrazione di YouGlobe deliberò l’inserimento nei palinsesti del programma “<em>Il mistero della chimera</em>” che venne affidato a Mastrelli con l’affiancamento di Cinzia Forestieri nella conduzione, la regia fu assegnata alla mia persona.  In pratica nella nuova trasmissione venne replicato l’intero staff del TG white, compresi i tecnici e i cameraman.</p>
<p>Mastrelli fu incaricato dell’intera inchiesta e partì per Stoccolma la settimana seguente.<br />
Il suo originario entusiasmo però si smorzò già al primo contatto visivo con il dottor Samuel Magnusson, che era riuscito a contattare subito dopo il suo arrivo a Stoccolma fissando un appuntamento per l’intervista nel primo pomeriggio dello stesso giorno.<br />
Infatti si trovò di fronte ad un uomo distrutto sia nel corpo che nello spirito.</p>
<p><span id="more-4925"></span></p>
<p><img loading="lazy" title="Mastrelli incontra Magnusson per la prima volta" src="/public/Mastrelli_e_Magnusson_5.JPG" alt="" width="442" height="292" align="middle" /></p>
<p>Ricevette Mastrelli disteso sul letto con un tubo che gli usciva dal naso, una bombola di ossigeno era piazzata nei pressi su un carrellino a due ruote che ne permetteva evidentemente gli spostamenti nel resto della casa, e la mascherina per la respirazione, appena rimossa, era poggiata ai piedi del letto.<br />
Un uomo ed una donna in camice bianco, entrambi evidentemente infermieri, gli ronzavano continuamente attorno per controllare l’andamento della monitorizzazione delle funzioni vitali sugli schermi di tre appositi apparecchi posati sull’ampia scaffalatura che si ergeva sulla parete di fronte al letto.</p>
<p>I due paramedici si allontanarono solo quando Mastrelli si sedette accanto al capezzale di Magnusson, forse per una forma di rispetto della privacy del loro assistito.</p>
<p>Non era di certo la migliore delle ambientazioni per una intervista, ma dopo tutto in quella fase Walter doveva solo acquisire dati e non immagini, avrebbe potuto utilizzare poi riprese filmate di repertorio, magari quelle stesse della sua collega Lisa Betty Foster del servizio precedente, nel quale lo scienziato svedese si presentava un po’ meglio, senza tubi, mascherine e monitor… probabilmente perché allora le condizioni della sua salute erano meno gravi…chissà!</p>
<p>Dopo i soliti convenevoli, sempre restando coricato, Magnusson ruppe il ghiaccio parlando un italiano sorprendentemente corretto.</p>
<p>&#8211; Allora, signor Mastrelli … è riuscito a scoprire qualcosa su mio figlio?</p>
<p>&#8211; Dottor  Magnusson, non le ho promesso nulla durante i nostri precedenti contatti telefonici. Le ho solo accennato alla possibilità di un mio personale interessamento in seguito a questa intervista. Sicuramente indagherò, ma è ancora un po’ presto per avere qualche traccia sulla quale poter lavorare.</p>
<p>&#8211; Ha ragione, ha ragione … cosa vuole, sono così in ansia! Sono quarant’anni che non ho più notizie di Richard, ma dopo che il mio appello è stato diffuso da tutte le principali reti televisive mondiali mi si è accesa una nuova speranza … è come se mio figlio fosse sparito solo ieri mattina e io … &#8211; iniziò a tossire nervosamente &#8211; iniziassi a cercarlo solo ora.</p>
<p>Riprese a tossire.<br />
&#8211; Ma in tutti questi anni non è proprio venuto a capo di nulla?</p>
<p>&#8211; Niente…assolutamente niente. E dire che ho incaricato decine di investigatori privati. Nulla di nulla. Richard sembra essersi smaterializzato da un giorno all’altro.</p>
<p>&#8211; Mi perdoni dottor  Magnusson, andiamo per ordine. Mi racconti tutto fin da principio.</p>
<p>Tossì ancora una volta, anche per schiarirsi la voce e, dopo essersi sistemato meglio sul letto, iniziò a raccontare la sua storia.</p>
<p>&#8211; In effetti per capire, o magari giustificare solo in parte le mie scelte e i miei comportamenti occorre tornare indietro nel tempo.<br />
Nel campo dell’ingegneria bio-genetica, dopo un primo periodo pionieristico, si passò, in varie parti del mondo, ad una massiccia sperimentazione che molto spesso veniva praticata in veste segreta o per l’illegalità della materia, ancora non regolamentata nelle sue forme più spregiudicate, o per la necessità di occultare certe avveniristiche soluzioni allo spietato spionaggio industriale, pronto al facile sciacallaggio sul lavoro altrui.<br />
Così anche io iniziai a generare centinaia di ibridi di animali, ma dopo qualche anno mi convinsi, come quasi tutti gli scienziati che lavoravano su questo tipo di ricerca, che se volevo riuscire veramente ad allungare ancora di più la vita media dell’uomo facendo sparire le principali malattie, dovevo lavorare su qualcosa di diverso.<br />
Non più la semplice istallazione negli animali di cellule staminali per i futuri trapianti nei malati umani … ma la creazione pura di un nuovo essere, con le migliori qualità specifiche delle due componenti … una nuova razza umana supportata dalle caratteristiche genetiche più vantaggiose di qualche forma di animale superiore, meno suscettibile alle patologie non curabili dell’uomo.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft" title="Il racconto di Magnusson" src="/public/Mastrelli_e_Magnusson_2(1).jpg" alt="" width="315" height="226" align="left" />Come un qualsiasi individuo innamorato del suo lavoro anche Magnusson iniziò a eccitarsi nel riesumare le sue performance scientifiche, quella sorta di larva umana che respirava a mala pena sul suo letto trasformato in giaciglio ospedaliero aveva ripreso vita.</p>
<p>Il suo colorito era passato dal bianco carta al sabbia chiaro, virando poi al terra di Siena scialbo, fino a registrare persino piccoli lampi di un flebile arancio tendente a un pallido rosso; tutto ciò dimostrava che sotto quella fragile e diafana pelle di ottantenne malato terminale scorreva ancora il sangue di un essere vivente, quella linfa sostanziale tipica del regno animale che fa la grande differenza col mondo vegetale.</p>
<p>Riuscì persino a sollevarsi leggermente dalla sua originale postura, ingannando Walter e gli stessi infermieri, nel frattempo rientrati nella stanza, sulle sue effettive condizioni di salute; per qualche minuto sembrò guarito da tutti i suoi malanni ed una luce nuova iniziò a zampillare nei suoi occhi azzurri che solo qualche istante prima, fissati com’erano in un punto del nulla, sembravano proprio quelli di un non vedente.<br />
Dopo altri due violenti colpi di tosse, stavolta destinati più a schiarire la voce che non a tentare di smaltire un catarro quasi pietrificato nelle vie respiratorie, riprese a narrare la sua storia.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright" title="Magnusson racconta il suo esperimento" src="/public/Mastrelli_e_Magnusso_3(1).jpg" alt="" width="281" height="204" align="right" /><br />
&#8211; Era già stato accertato, per esempio, che alcune famiglie di lemuri erano totalmente immuni al virus dell’HIV, che certi metateri non erano soggetti ad affezioni degenerative,  che determinati rettili avevano sviluppato anticorpi a sufficienza per neutralizzare le principali malattie infettive; mi resi conto così che sarebbe stato più efficace seguire una strada diversa, parallela a quella che qualche decina di anni dopo ha portato alla creazione degli O.G.M. , gli organismi geneticamente modificati.<br />
Ma eravamo ancora nel 1968 e tutti gli altri miei colleghi erano ancora molto più indietro nelle ricerche, sia in ambito di clonazione animale sia di manipolazione genetica. Paragonato allo stato avanzato dei miei studi, il loro lavoro equivaleva a quello di bambini che giocavano con le costruzioni Lego.<br />
Per me era esaltante, vivevo dell’ebbrezza di poter dominare sull’intero mondo scientifico, anche se non potevo ancora rendere ufficiali i miei risultati, l’umanità avrebbe frainteso, sarei stato giudicato un folle, come il celebre dottor Moreau del romanzo di fantascienza di Herbert George Wells.<br />
Quindi nessuno doveva sapere, ma io dovevo andare ancora più avanti, non potevo fermarmi a quel punto, sarei stato certamente raggiunto e surclassato, nel giro di una decina d’anni, da quei miei colleghi che in quel periodo giocavano ancora col Lego.</p>
<p>&#8211; Mi scusi dottor Magnusson – interruppe Walter – ma ha qualche documento di quel periodo? … non so, una foto, il libro paga dove registrava i suoi assistenti … insomma qualcosa che possa sostenere e integrare il suo racconto.</p>
<p>&#8211; Certo! – e tentò nuovamente di sollevarsi dal letto – mah! … dovrebbe esserci un faldone con la documentazione principale … dentro l’armadio di fronte … e ..ccuh! … ccuh! &#8230; vediamo se … ccuh! &#8230; ccuh!!</p>
<p>Intervennero subito i due infermieri, uno fece ridistendere delicatamente Magnusson, in preda a nuovi violenti attacchi di tosse, l’altro andò ad aprire l’armadio e, dopo aver rovistato brevemente, tirò fuori una grossa carpetta con una evidente scritta in lingua svedese sul dorso: “<em>1968-Experiment Kloning-Genetiska</em>”.</p>
<p>Lo scienziato aprì con mani tremanti il raccoglitore e iniziò a tirare fuori una serie di foto e di cartelle mediche, poi anche quaderni di appunti, diagrammi e grafici che solo lui poteva comprendere, stampe di immagini prodotte al microscopio elettronico e tanta altra roba  di dubbia valenza giornalistica ma di grandissimo livello scientifico.</p>
<p>&#8211; Ecco questo ero io in quel periodo.<img loading="lazy" class="alignleft" title="Magnusson nel 1968 all'epoca del suo esperimento" src="/public/giovanemagnusson2.jpg" alt="" width="220" height="266" align="right" /></p>
<p>Mostrò con orgoglio a Walter una sua foto in camice nel periodo del suo massimo splendore fisico e intellettuale, e poi, a seguire, anche qualche foto dei suoi assistenti.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright" title="Kurt Polasacra nel 1968" src="/public/Polasacra2.jpg" alt="" width="121" height="217" align="left" />&#8211; Vede … questo era il mio assistente principale nell’esperimento della chimera.  Si chiama Kurt Polasacra, sempre che sia ancora vivo, ma essendo più giovane di me dovrebbe esserlo. Un biologo svedese di origine italiana, specializzato in Scienza della riproduzione applicata alle tecnologie avanzate, oggi si chiamerebbe Ingegnere biomedico o biogenetico. Ma non deve dimenticare, dottor Mastrelli, che il nostro staff era molto più avanti nella ricerca rispetto a qualunque altra equipe nel mondo … quello che è stato ufficializzato con appositi titoli accademici alla fine del secolo scorso, noi lo applicavamo già una trentina d’anni prima.<br />
Kurt era il mio braccio destro, il mio vicario assoluto nell’esperimento. L’unico che era a conoscenza di tutti segreti di quella specifica richiesta.</p>
<p>&#8211; Quindi il primo sospettato del rapimento di suo figlio? – interruppe Walter</p>
<p>&#8211; Sì … l’ho ritenuto colpevole fin dal primo minuto successivo a quello della scomparsa di Richard, anche perché dopo qualche giorno sparì anche lui senza lasciare la ben che minima traccia. In quest’altra foto si vede invece Polasacra, a sinistra, e l’altro assistente Samuel Avrahm, un medico prenatale israeliano.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignleft" title="Kurt Polasacra e Samuel Avrahm nel 1968" src="/public/Polasacra_e_Avrahm_1968.jpg" alt="" width="297" height="224" align="left" />Io avevo riunito nel mio laboratorio di ricerca forse il meglio del mondo scientifico internazionale di quei tempi; in tutto sette elementi, che io, con un gioco di parole italiano applicato proprio alla parola “<em>elementi</em>”, definivo le “<em>sette menti elette</em>”, ele-menti appunto … oppure “<em>i magnifici 7 di Magnusson</em>”, parafrasando il celebre film.<br />
Le foto sono molto poche perché la segretezza dell’esperimento mi aveva costretto a vietare sostanzialmente all’equipe l’uso di macchine fotografiche … allora non esisteva ancora il digitale e … ccuh! &#8230; ccuh!! pensavo che solo la … ccuh! &#8230; ccuh! &#8230; possibilità che in sede di sviluppo &#8230; ccuh! &#8230; ccuh! e stampa … qualcuno potesse vedere … ccuh! &#8230; ccuh! &#8230; ccuh! &#8230;ccuh!</p>
<p>A quel punto si intromisero i due infermieri chiedendo  a Mastrelli gentilmente di interrompere l’incontro perché Magnusson si era affaticato troppo.<br />
Fecero distendere il vecchio scienziato sul suo giaciglio e Walter si allontanò congedandosi  brevemente, non prima di aver estorto a Magnusson la promessa di un successivo incontro entro qualche giorno.</p>
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		<title>Caccia alla Chimera &#8211; CAPITOLO 4</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Dec 2021 09:20:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[clicca qui per ricordare&#160;personaggi&#160;e interpreti&#160; clicca qui per la presentazione dei]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/index.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per ricordare&nbsp;personaggi&nbsp;e interpreti</span><span style="color: #000080;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/specifica_sui_contenuti.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per la presentazione dei contenuti</span><span id="1318608205761E" style="display: none;">&nbsp;</span></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=mWJdAEm5Jmk&amp;list=PLC706297B422B69CA    ">clicca qui per vedere il trailer su YouTube</a></span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.pittorica.it/Caccia_alla_Chimera/rassegna_stampa.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><span style="color: #000080;">clicca qui per vedere la rassegna stampa</span></a></p>
<hr>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">La sera stessa del suo primo incontro con Magnusson, Mastrelli mi telefonò per ragguagliarmi sullo stato delle sue indagini e risultammo concordi sulla necessità della sua permanenza a Stoccolma fino al successivo incontro con lo scienziato svedese.</span></span></p>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><span id="more-4924"></span></span></span></p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Sempre in serata Walter ovviamente si sentì con Cinzia, più per motivi affettivi che professionali.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Ciao amore, ti parlo dal Mar Baltico, dove si pescano gli stoccafissi.<br>-Gioia! Ciao … guarda che gli stoccafissi si pescano in Norvegia e nel Mare del Nord.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Che sei pignola! Sempre di penisola scandinava si tratta…e qui lo stoccafisso sono io…c’è un freddo polare.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Cerca di non stare troppo all’esterno….non sei abituato a queste temperature e ti potresti beccare una polmonite.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sì mammina! – rispose ironico Walter, facendo corna e toccandosi le palle nell’anonimato di una telefonata via cavo, non sottoposta agli sguardi indiscreti della sua interlocutrice, come capitava sempre con i contatti via computer.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sono sicura che in questo momento stai facendo i tuoi soliti scongiuri…non è vero?&nbsp;Anche se non siamo collegati con Skype mi sembra di vederti lo stesso.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-E già … mi conosci troppo bene.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Lo consideri <em>troppo</em>?</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-No, amore mio! Per me non è mai abbastanza….volevo solo dire che mi conosci troppo bene per non immaginare i miei comportamenti, anche senza vedermi e a distanza di migliaia di chilometri.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211;<span style="font: 7pt 'Times New Roman';">&nbsp;</span>Meno male! Hai sempre la capacità di cadere in piedi come i gatti; piuttosto quando torni?</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Mastrelli raccontò alla sua compagna tutti i particolari del suo primo incontro con Magnusson e della precedente telefonata che aveva avuto con me.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211;<span style="font: 7pt 'Times New Roman';">&nbsp;</span>Abbiamo concordato con Pastrone un’altra intervista fra due giorni con Magnusson, quindi non ha senso rientrare per poi ripartire l’indomani. Resterò fino al prossimo incontro con lo scienziato e poi volerò a riabbracciarti.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-A parte il mio desiderio di riaverti vicino ricordati che dobbiamo mettere a punto i particolari del nuovo programma sulla chimera….Rossetti me lo ricorda in pratica ogni giorno, ora anche lui crede ciecamente in questa nostra nuova trasmissione e non vede l’ora che cominci.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Digli di stare tranquillo che una volta tornato definiremo tutto in pochissimi giorni.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">I due si congedarono con il solito scambio di mielosità che Walter mi confidò totalmente alla fine di tutta questa storia, ma che io non vi ripeterò perché ritengo si tratti solo di intimità non funzionali al mio racconto.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Il secondo incontro con Magnusson fu meno traumatico per Mastrelli.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Lo scienziato infatti stava un po’ meglio e si fece trovare seduto su una poltrona anche se sempre intubato e sottoposto a continuo monitoraggio.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img loading="lazy" class="aligncenter" title="Mastrelli intervista Magnusson" src="/public/secondoincontro_Mastrelli_Magnusson_1.jpg" alt="" width="363" height="269" align="left"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
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<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Magnusson, sollecitato da Walter, proseguì col suo racconto di quarant’anni prima.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&#8211; Bisognava provare direttamente sull’uomo la tecnica che avevamo adottato con successo prima sui vegetali ed in seguito su diversi animali, integrando il patrimonio genetico per migliorarne le qualità fisiche.&nbsp;</span></span><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Iniziammo a provare inserendo cellule staminali umane nei criceti, nelle cavie, nelle scimmie ecc. ecc.&nbsp; &nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Poi proposi al mio staff il grande salto in senso inverso: lavorare sull’uomo con l’impianto di genetica selezionata di natura non umana.&nbsp; &nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Nei test avevamo già scoperto capacità impensate in alcuni soggetti che avevamo studiato a fondo, in particolare uno si era proprio rivelato una grande sorpresa.&nbsp; &nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Aveva enormi capacità di rigenerazione delle cellule, la facoltà di vedere anche in condizioni di luce limitatissima, una forte resistenza allo sforzo e facoltà di adattamento ad ambienti ostili fuori dall’ordinario; aveva insomma proprio le caratteristiche che volevo fossero aggiunte a quelle umane, per non parlare dell’intelligenza che si rivelò prossima a quella umana, se non addirittura superiore, e anche questo fu un risultato inaspettato.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-E di che animale si trattava? – interruppe Walter eccitato dallo scoop.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 45pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img title="Magnusson racconta" src="/public/secondoincontro_Mastrelli_Magnusson_2.jpg" alt="" align="middle"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 45pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: xx-small;">&#8211;</span><span style="font-size: larger; font-family: Arial;">La prego di permettermi di mantenere questo segreto fino a quando non avremo trovato Richard. Per ora mi preme ritrovarlo per potergli iniettare lo stabilizzatore che lo farà vivere ancora più degli altri uomini, se rendo noti troppi particolari ho paura di spaventarlo e di perderlo definitivamente.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-D’accordo…d’accordo, è una sua specifica volontà che devo rispettare.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Mastrelli riuscì a nascondere la sua forte delusione per quel veto che impoveriva il suo primo grande reportage, e da giornalista di razza non poteva che provarne disappunto, tuttavia non voleva infierire su quell’uomo malato, sottoponendolo a pressioni psicologiche per potergli strappare qualche altro dato importante sulla natura dell’uomo-bestia. Così si limitò a fargli proseguire il racconto.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Il mio staff era galvanizzato dalle mie teorie che stavamo per mettere in pratica. Ma mentre per me si trattava di una specie di frenesia scientifica che mi spingeva ad andare molto oltre i limiti conosciuti, senza spandere ai quattro venti i frutti del mio esperimento più importante, per tutti i miei collaboratori contava soprattutto la popolarità sulla stampa e sulle televisioni che sarebbe seguita certamente in caso di riuscita dell’esperimento, nonostante la sua totale illegalità. Anzi era proprio quell’atto illecito per la società scientifica internazionale che avrebbe amplificato gli effetti di un eventuale successo.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Insomma protagonismo e brama di notorietà erano le molle che spingevano i suoi collaboratori, mentre per lei era solo voglia di conoscenza.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sento un tono canzonatorio nella sua voce, probabilmente lei non crede al puro desiderio in uno scienziato di giungere alla conclusione di una sua ricerca a prescindere dalle implicazioni mediatiche che un esito positivo potrebbe comportare…eppure le assicuro che per me era così.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Va bene. Prendo atto di questo, anche se, da giornalista televisivo, ho una visione molto diversa delle cose. Al giorno d’oggi quello che sembra contare di più è la proiezione della propria immagine sulla piazza globale, una notorietà mediatica di qualsiasi tipo, per quanto non supportata da alcuna qualità, sembra contare più di ogni altra cosa…forse lei è un’eccezione.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sì!&#8230;Forse sono proprio una perla rara.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/EgC9AsQ8VgY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></span></span></p>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Magnusson sorrise con uno sfondo di amarezza, poi girò tristemente lo sguardo verso la base della bombola d’ossigeno che stazionava ai piedi del suo letto e per qualche minuto si avvolse in un profondo e riflessivo silenzio che venne condiviso rispettosamente da Mastrelli.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">In quel silenzio Walter si rese consapevole del significato che lo scienziato stava attribuendo al suo esperimento in quel preciso momento…aveva capito che anche la natura stessa della sua ricerca era risultata una “chimera”.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Dopo quegli interminabili minuti Magnusson riprese il suo racconto con la voce rotta dall’emozione.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Cominciai su volontari malati terminali, ottenendo però risultati piuttosto scadenti.&nbsp;</span></span><span style="font-family: Arial; font-size: larger;">Avevo ormai maturato la piena consapevolezza che l’individuo nel quale doveva essere istallato il materiale genetico animale doveva essere giovane….giovanissimo, anzi più era giovane migliori sarebbero state le possibilità di riuscita.&nbsp;&nbsp;</span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Mi balenò l’idea di provare direttamente dal concepimento. Ma era un’idea folle, illegale, terribilmente immorale. Ci pensai su per mesi e mesi; non era di certo la difficoltà tecnica a bloccarmi, la possibilità di lavorare direttamente sul DNA del nascituro era una via che reputavo ormai più che praticabile, mi spaventava invece il risvolto morale, la enorme responsabilità di mettere al mondo una creatura umana generata interamente contro le leggi della natura e della società civile. E poi dove trovare una madre ed un padre per la chimera? Una coppia disposta a generare una creatura a rischio, un figlio che avrebbe di sicuro cambiato le caratteristiche dell’intera razza umana o in senso negativo o positivo.</span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><img loading="lazy" title="Mastrelli critica l'esperimento di Magnusson" src="/public/secondoincontro_Mastrelli_Magnusson_3.jpg" alt="" width="471" height="317" align="middle"></span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Mastrelli lo interruppe con un’osservazione forse tanto puerile quanto schietta e istintiva:</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-E non ha pensato alla qualità della vita che avrebbe imposto alla sua creatura? Alle possibili conseguenze di una diversità che l’avrebbe resa molto probabilmente isolata e infelice, identificabile in pratica ad un mero oggetto sacrificale?</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Lei è cattolico, signor Mastrelli?</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sì, ma con tutte le variabili di incertezza generate da una fede approssimativa.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Ecco! Bravo! Le naturali incertezze di un ogni uomo che crede per fede e non per effettiva convinzione. La fede rammenda tutti quegli strappi generati nel nostro animo dalla razionalità, dalla logica umana. Così è per me la fede nella scienza;&nbsp;io ero assolutamente certo che il frutto del mio esperimento sarebbe stato un essere superiore, un individuo diverso, di sicuro, ma molto più forte, solido e sano di qualsiasi altro uomo sulla terra.&nbsp;</span></span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Come avrebbe potuto sentirsi sola e sconfortata una creatura tanto potente e perfetta?&nbsp;</span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Anzi avrebbe potuto avere il predominio assoluto sugli altri, diventare un leader, e se cresciuta con una corretta educazione spirituale e religiosa, sarebbe certamente risultata anche molto generosa col suo prossimo, debole e bisognoso.</span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Ritornò improvvisamente triste, abbassò nuovamente lo sguardo verso il groviglio di fili elettrici e tubi che giaceva sul pavimento alla sua destra, e proseguì quasi imbarazzato per la sua successiva dichiarazione.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Forse ora le apparirò un esaltato, e io stesso quasi me ne vergogno anche a distanza di tanto tempo,&nbsp;ma vedevo in quella mia creazione una strana analogia con la storia di Cristo.&nbsp; </span></span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">L’essere che sarebbe nato in base ai miei studi ed alla mia tecnica di avanguardia, avrebbe potuto cambiare la storia dell’uomo, avrebbe migliorato la specie. Sarebbe risultato una sorta di nuovo messia che avrebbe salvato la razza umana dalle principali malattie ancora incurabili.</span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Di conseguenza lei si riteneva Dio, il creatore assoluto che manda sulla terra suo figlio per salvare tutti gli uomini.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Walter era stato acido nel suo intervento, ma non era riuscito a bloccare sul nascere quella sua reazione istintiva. Con spaventosa alternanza quell’uomo continuava ad apparirgli prima un grande saggio e, subito dopo, un pazzo scriteriato.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">-Sapevo che avrebbe detto questo, signor Mastrelli. Prima le ho chiesto se lei fosse cattolico o no, proprio per questo motivo. Non è delirio di onnipotenza, anche se mi rendo conto che possa facilmente sembrarlo, riscontrare Dio in tante piccole azioni della nostra vita o in improvvise ispirazioni che sembrano dettate dall’alto proprio perché Lui ci vuole aiutare.&nbsp; </span></span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">E’ il rapporto più bello con il nostro Creatore, quello diretto… senza intermediari.&nbsp;&nbsp;</span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Con quella illuminazione, e proprio in quel momento della mia vita, sentivo di aver ricevuto forza e capacità per generare qualcosa sulla terra per conto di Nostro Signore.&nbsp; &nbsp;</span><span style="font-family: Arial; font-size: larger; text-indent: -27pt;">Forse sono stato solo un vanesio, ma allora avevo una fede immensa in quel progetto che mi sembrava pressoché un disegno divino che doveva compiersi col mio tramite.</span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%; text-indent: -27pt; margin: 0cm 0cm 0pt 27pt;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Magnusson entrò nei dettagli tecnici e nella pianificazione dell’esperimento più importante della sua vita, e di quella della “chimera” che avrebbe generato, pensò Mastrelli nello stesso momento.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">&nbsp;</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Parlò degli studi approfonditi sui DNA di alcuni animali da lui presi in considerazione in funzione delle specifiche caratteristiche di ciascuno, e del contributo che ognuno avrebbe potuto dare alla nuova creatura, anche se non indicò distintamente quali esseri aveva studiato più in particolare. Non gli sfuggì neppure il più piccolo particolare che avrebbe potuto indirizzare l’indagine di Walter verso un animale anziché un altro.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Spiegò che la scelta di clonare una sua cellula fu obbligata dalla necessità di non coinvolgere due genitori sacrificali, già difficili da trovare, che avrebbero anche potuto compromettere in futuro la segretezza del progetto.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Descrisse tutte le angosce, gli scrupoli di coscienza, le paure e le variazioni dei suoi stati d’animo man mano che la fatidica data di realizzazione dell’esperimento si andava approssimando.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Certamente la scelta di Magnusson non era stata fatta a cuor leggero, anzi era stata sofferta, ponderata, vagliata nei minimi dettagli; lo scienziato non voleva sbagliare nulla in quella prova, che considerava quasi di natura divina, come aveva più volte manifestato nel suo racconto.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Elencò con memoria invidiabile tutti i componenti del suo piccolissimo staff di 7 dottori che lo coadiuvava in quel lavoro, ma dei quali solo uno era al corrente di tutti i dettagli del progetto.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Procedendo nel racconto la sua voce si faceva sempre più flebile e il suo tono sempre più prostrato.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">L’intera gestazione era avvenuta in una speciale macchina appositamente realizzata per quell’esperimento, una sorta di utero materno artificiale monitorato 24 ore su 24.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Qualsiasi variazione, anche infinitesimale, sull’evoluzione del feto sarebbe stata evidenziata, analizzata ed eventuali interventi sarebbero stati immediati.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">La macchina sembrava a tutta l’equipe una specie di grande acquario, dove la creatura cresceva a vista d’occhio…fino al giorno stabilito per il distacco dalle apparecchiature e l’avvio alla nuova vita.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Magnusson diminuì sempre più il volume vocale, iniziò a farfugliare le sue ultime parole transitando velocemente da tutti i livelli esistenti fra la veglia ed il sonno; e finì con l’addormentarsi.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Sono certo che in quel momento iniziò a sognare.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Chissà, forse il momento in cui aveva abbracciato per la prima volta suo figlio, partorito da quella macchina che a sua volta era stato lui stesso a partorire.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Forse l’arrivo di quella nuova vita, che lui aveva tirato giù dal cielo con la forza della scienza, piombata sulla terra come un corpo celeste a velocità astrale per far battere un piccolo cuore in quel corpo ibrido di uomo diverso.</span></span></div>
<div style="text-align: justify; line-height: 150%;"><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">In ogni caso…Magnusson sognò.</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/YuTnEy0DicY" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></span></span></p>
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