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	<title>malati &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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		<title>Telecamere nelle scuole e nelle case di riposo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2019 12:27:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Forse non avete fatto caso all’irrazionale circostanza che certi eventi, prima del tutto assenti o]]></description>
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<p>Forse non avete fatto caso all’irrazionale circostanza che certi eventi, prima del tutto assenti o almeno poco presenti nelle&nbsp;<strong>cronache giornalistiche</strong>, diventano improvvisamente “<strong><em>fatti quotidiani</em></strong>“, con una ripetitività che li fa apparire quasi scontati episodi della nostra vita di tutti i giorni.</p>



<p>Spesso si tratta di&nbsp;<strong>vicende gravi</strong>&nbsp;che, proprio per la loro inspiegabile ciclicità, rischiano prima o poi di uscire dall’attenzione pubblica e dalla considerazione istituzionale quasi cronicizzandone l’attualità.</p>



<p>In certe occasioni la colpa di queste continue repliche nel tempo è da attribuire esclusivamente alla pedanteria della&nbsp;<strong>stampa</strong>&nbsp;e dei&nbsp;<strong>media</strong>&nbsp;in genere che tendono, facendo da&nbsp;<strong>esagerata cassa di risonanza</strong>&nbsp;di questi eventi, a generare (<em>per quanto in buona fede</em>) le emulazioni dei&nbsp;<em><strong>soliti idioti</strong>&nbsp;</em>che si appagano nel diffondere sempre nuove “<em><strong>mode di tendenza</strong></em>“.</p>



<p>Tuttavia, nella maggior parte dei casi, si tratta di fenomeni che nascono da disagi&nbsp;sociali e crescono nell’indifferenza, se non nell’acquiescenza popolare generando danni enormi, fino a far insorgere l’opinione pubblica e generare le giuste repressioni delle autorità di controllo.</p>



<p>In questo genere di casistica l’ultimo esempio può facilmente essere identificato nelle violenze psicologiche e fisiche denunciate in molte case di riposo per anziani e i diverse scuole materne italiane.</p>



<p>Nei decenni passati il fenomeno era tenuto nascosto alla massa popolare, forse perché ritenuto secondario, ma eccome se esisteva! Gli ultra-sessantenni ricorderanno certamente le bacchettate sui palmi delle mani di maestri e maestre arpie degli anni ’60, i lager dei manicomi della metà del secolo scorso, il rigore (<em>spesso eccessivo</em>) della classe insegnante al tempo in cui la scuola era considerata “maestra di vita” e la cui autorità veniva accettata puntigliosamente da genitori e da studenti. Oggi invece&nbsp;i tg e la stampa tradizionale si sono riempiti di decine di casi di ignobili abusi e angherie perpetrati contro anziani, malati e bambini, proprio le classi sociali più deboli e più meritevoli di cure e affetto.</p>



<p>Evidentemente ciò che prima, esercitato in forme pressoché&nbsp;<em>soft</em>, veniva accettato come metodologia di controllo e di disciplina educativa, oggi non può che venire bandito come sopruso e, come tale, giustamente perseguito dalla legge in quanto&nbsp;trasformatosi in vera e propria&nbsp;<strong>violenza</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>sopraffazione</strong>&nbsp;su minori o incapaci.</p>



<p>Ma cosa c’è dietro questi eventi che si ripetono continuamente nel tempo, quali sono gli&nbsp;<strong><em>input</em>&nbsp;</strong>che fanno impazzire i cervelli di&nbsp;<strong>educatori</strong>,&nbsp;<strong>badanti</strong>,&nbsp;<strong>infermieri</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>maestri</strong>&nbsp;fino a farli diventare veri e propri&nbsp;<em><strong>aguzzini</strong></em>?</p>



<p>In primis non dobbiamo dimenticare al riguardo gli effetti disastrosi della&nbsp;<strong>più deleteria legge di tutti i tempi della Repubblica Italiana</strong>: la nefasta&nbsp;<em><strong>legge fornero-monti</strong></em>. In molte circostanze infatti gli addetti, sia nelle case di riposo sia nelle scuole, pur avendo superato abbondantemente i sessant’anni, si ritrovano costretti dalla crudeltà sadica di una normativa che viola palesemente la&nbsp;<strong>dignità umana</strong>&nbsp;<em>(e anche questa è violenza)</em>, a dover gestire l’iperattività di molti bambini o l’imprevedibilità di anziani affetti da&nbsp;<em><strong>demenza senile</strong></em>&nbsp;o dall’<em><strong>Alzheimer</strong></em>&nbsp;pur non possedendo più i requisiti di&nbsp;<strong>attenzione</strong>,&nbsp;<strong>pazienza</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>capacità operativa</strong>&nbsp;che l’età avanzata tende a guastare e che risultano invece più che necessari in un’attività tanto delicata.</p>



<p>In ogni caso, qualunque possa essere l’attenuante, questi eventi non devono più verificarsi, ben venga dunque la legge sull’istallazione (<em>ma dovrebbe essere obbligatoria</em>) di telecamere a circuito chiuso negli asili nido e nelle case di riposo, la cui proposta è stata già approvata nello scorso mese di ottobre alla&nbsp;<strong>Camera</strong>&nbsp;ma che potrebbe bloccarsi al Senato come già avvenuto nel 2016.</p>



<p>Che non si parli però di&nbsp;<strong>violazione della privacy</strong>&nbsp;perché di inosservanze di questo tipo ne avvengono a migliaia nel nostro Paese (<em>basti pensare al mercato nero delle banche dati, che produce le persecuzioni telefoniche del tele-marketing e delle truffe di molti call-center, oppure alle telecamere di controllo già tanto diffuse sul territorio ai fini della sicurezza pubblica</em>), e se accettiamo le violazioni a fini commerciali o di gestione del potere dobbiamo accoglierle favorevolmente anche per l’eliminazione di una piaga che sta prendendo troppo campo in ambito sociale.</p>



<p>Un’ultima osservazione: sia chiaro che le violenze in argomento registrate fino a oggi, per quanto molto diffuse sui social, sui media e sulla stampa tradizionale, restano pur sempre dei casi sporadici e non una “regola”. Centinaia di migliaia di operatori e operatrici del settore hanno lavorato, e continuano a lavorare, con coscienza e abnegazione, anche in assenza di telecamere, quindi per gli eventi denunciati non devono essere assolutamente colpevolizzate intere categorie di addetti compiendo il solito errore di “<strong><em>fare di tutta l’erba un fascio</em></strong>“.</p>



<p>Leggete cosa ha scritto in merito un (o una) utente di Facebook:</p>



<p><em>“METTETE LE TELECAMERE NELLE SCUOLE !</em><br><em>Mettetele non solo per far vedere il brutto, il negativo, lo schifo …</em><br><em>Mettetele e fate vedere&nbsp;</em><em>l’insegnante che NON SI IMBOSCA (come pensano i CRETINI) ma che accoglie i bambini&nbsp;</em><em>con un abbraccio, un sorriso, una carezza … o quando si siede accanto al bambino “difficile” per tranquillizzarlo, senza trascurare nessuno, che corre se scappa, che prende anche calci, pugni, parolacce…</em><br><em>Mettetele queste telecamere e troverete chi fa la mamma&nbsp;</em><em>mentre accarezza, pulisce nasi gocciolanti, allaccia scarpe, apre bottigliette e merendine, abbottona giacche e sistema sciarpe ogni mattina…e lo fa sempre con Amore e con quel sorriso che i bambini ricambiano scaldandoci il cuore. Troverete maestre e maestri che ogni giorno si sforzano di rendere bello quel momento così magico che si chiama Scuola … che s’inventano strategie per rendere tutto divertente, accarezzare il bambino sussurrandogli all’orecchio che la Scuola è il posto più sicuro dove trascorrere il suo tempo, insegnandogli a leggere e scrivere giocando … accarezzarli senza ferire quelle meravigliose o sfortunate “Vite”</em><em>che il destino gli ha affidato. Questa è la Scuola che conosco, che Amo, e che vorrei far conoscere a tutti.</em><br><em>Mettetele pure queste telecamere!”</em><br><em>(E. P. )</em></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il conto non torna al tornaconto di Ryanair</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 11:48:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[L’era di Babele continua a mietere vittime, sia fra i lavoratori sia fra gli utenti che dalle loro]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="js_7" class="_5pbx userContent _3576" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
<p>L’era di Babele continua a mietere vittime, sia fra i lavoratori sia fra gli utenti che dalle loro prestazioni dovrebbero trarne esclusivamente dei benefici, peraltro pagati profumatamente.</p>
<p>I famelici datori di lavoro di oggi non riescono più a concepire semplici prestazioni di servizio senza stiracchiamenti estremi dei guadagni, risparmiando spudoratamente sui costi di gestione e sulla qualità dei servizi offerti, magari anche con un’assidua e perniciosa farcitura di proposte commerciali.</p>
<p>Il profitto dev’essere spinto al massimo del “possibile”, e dovendo fare i conti con la spietata concorrenza globale e con una mentalità strozzina che ha ormai permeato l’intera società contemporanea, tutte le aziende, sia nel pubblico che nel privato, devono fare assolutamente “numeri” (come si dice in gergo manager-demenziale), magari sfruttando il più possibile la disponibilità dei lavoratori, sottopagandone le prestazioni e spremendo all’osso i malcapitati clienti.</p>
<p>Si potrebbero fare infiniti esempi di assurdità di questo genere, tuttavia mi limito a citarne due, una in ambiente pubblico e l’altra in quello privato.</p>
<p>Fra i servizi spicca, per la sua estrema inefficienza e problematicità, il comparto della sanità pubblica. Ma avete mai riflettuto sul momento in cui è iniziato questo scempio? La risposta è semplice: da quando i politici da strapazzo del nostro Paese hanno voluto trasformare gli ospedali, gli uffici e tutte le strutture sanitarie in vere e proprie “aziende” produttive, convertendo così i dirigenti medici in aggressivi manager, i pazienti in “clienti” da spremere e gli organismi pubblici in fruttifere “macchine da profitto”, cosa del tutto fuori da qualsiasi logica sensata e civile, considerando che di servizio pubblico si tratta e che il “bilancio aziendale” di un ospedale può risultare positivo solo lucrando turpemente sulla salute di cittadini.</p>
<p>Nel privato un emblematico esempio si trova facilmente pensando alle compagnie aeree, una volta, quando ancora erano pubbliche, si chiamavano “compagnie di bandiera”, oggi invece, dopo la tempesta di privatizzazioni, sono veri e propri carrozzoni che si scippano “a morsi” i clienti a colpi di ribassi sui prezzi dei voli, ma che cercano disperatamente di spremere denaro dalle tasche dei viaggiatori vendendo durante i viaggi prodotti commerciali di tutti i generi e persino biglietti del “gratta e vinci”. I voli sono diventati un tormento per i viaggiatori, prima in aereo ci si poteva riposare schiacciando magari un pisolino ristoratore, oggi è un continuo viavai, da una punta all’altra del velivolo, degli assistenti di volo, trasformatisi ormai in venditori ambulanti dagli scriteriati e avidi management delle compagnie aeree. Ti propongono di tutto: dai cibi preconfezionati (una volta gratuiti), agli orologi di qualsivoglia qualità, dai profumi dozzinali agli alcolici di marca, dai biglietti della lotteria a periodici e riviste più o meno patinate. E’ uno strazio commerciale che dura per tutto l’intero volo, facendo credere al povero viaggiatore di stare al centro di un mercatino rionale.</p>
<p>Al riguardo Ryanair spicca fra tutte le compagnie low cost, è la più aggressiva dal punto di vista commerciale e quella che pretende di più dai propri dipendenti. Guai a non vendere a sufficienza durante i voli! Si rischia il licenziamento.</p>
<p>Recentemente (come si legge in un articolo de “ilmattino.it” del 25/11 u.s.) un assistente di volo è stato ufficialmente censurato da Ryanair, e penalizzato con riduzione del riposo compensativo, per non aver venduto abbastanza durante i voli in cui era di turno.</p>
<p>Per carità! E’ vero che Ryanair ha incamerato nel solo 2016 ben 2 miliardi di dollari dalla sola vendita dei prodotti a bordo, ma se tali introiti sono così importanti, perché non rinominare la compagnia in Ryanmarket e trasformarla in un bel centro commerciale?</p>
<p>Questa è la dimostrazione di come la storia sia solo un’alternanza di corsi e ricorsi. Ogni inizio di millennio è da sempre caratterizzato dal successo dei mercati e del commercio globale; così è stato dopo l’anno 1.000 (d.C), nell’XI secolo, e così sta avvenendo dopo il 2.000.</p>
<p>Tuttavia è pura follia trasformare la prestazione di un servizio in mera attività commerciale, anche il profitto deve avere i suoi limiti … e non lo dico io, che sono nessuno, l’ha più volte rimarcato Papa Francesco.</p>
</div>
<div class="_3x-2"></div>
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