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	<title>mattia+feltri &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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		<title>La scuola dell&#8217;obbligatoria ignoranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 10:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le “riforme”, che lo stato italiano continua a varare in tema di istruzione a ogni nuova “incoronazione”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="2lhdb" data-offset-key="6mq08-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6mq08-0-0"><span data-offset-key="6mq08-0-0">Le “riforme”, che lo stato italiano continua a varare in tema di istruzione a ogni nuova “incoronazione” di ministro del settore, si risolvono nella solita teatrale sceneggiata sugli <strong>esami di maturità</strong>.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="2lhdb" data-offset-key="6mq08-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6mq08-0-0"><span data-offset-key="6mq08-0-0">Si aggiungono o si aboliscono materie di esame, si mettono o si levano i voti o i giudizi, si cambiano o si ripristinano le prove scritte, si lavora sui professori, sui “quizzoni” o i “quizzini” facendo impazzire milioni di studenti, famiglie e l’intera classe insegnante … <strong>per poi non toccare in alcun modo tutto il “resto della scuola”</strong>, proprio quello che invece necessita realmente di essere interamente riformato.</span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6mq08-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="2lhdb" data-offset-key="2l3l3-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2l3l3-0-0"><span data-offset-key="2l3l3-0-0">Sembra proprio che negli ultimi trent’anni a ogni nuovo <strong>ministro dell’istruzione</strong>, dopo essere stato collocato sul trono (<em>magari senza alcuna competenza, magari senza alcuna adeguata preparazione</em>), importi esclusivamente <strong>dare il proprio nome</strong> a una nuova “<strong>riforma della scuola</strong>“, anche se si tratta in realtà di un “rimpasto” successivo a quelli precedenti dei soli esami di maturità, “lavorando” peraltro non certamente nei contenuti, piuttosto nelle forme e modalità di realizzazione.</span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2l3l3-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="2lhdb" data-offset-key="797qp-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"><span data-offset-key="797qp-0-0">Siamo davanti a un ripetersi ciclico di una pagliacciata istituzionale mascherata da “riforma”, mentre andrebbero cambiati totalmente i programmi e i piani d’insegnamento fin dal primo anno della scuola dell’obbligo; è infatti scriteriato far studiare ancora la storia dei sumeri, degli ostrogoti o delle guerre puniche, tralasciando interamente, per esempio, la cronaca degli avvenimenti post-bellici (<em>dalla seconda guerra mondiale in poi</em>) che hanno caratterizzato oltre la metà del secolo scorso fino ai nostri giorni. E’ assurdo sottovalutare l’<strong>informatica</strong>, che dovrebbe diventare materia principale dell’insegnamento, considerando che è ormai strumento pressoché unico nella sfera di un qualsiasi lavoro si voglia intraprendere.</span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"><span data-offset-key="797qp-0-0">Andrebbe ripristinata l’<strong>educazione civica</strong>, visto l’elevato <strong>degrado collettivo</strong> cui è giunta la nostra società cosiddetta “civile”; si impongono ancora materie inutili e studi obsoleti che andrebbero invece immediatamente sostituiti con laboratori per l’apprendimento e l’affiancamento a specifici settori del lavoro che possano costituire, in prospettiva, future certezze per i giovani studenti di oggi.</span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"><span data-offset-key="797qp-0-0">E’ <strong>sciocco</strong>, ma anche estremamente <strong>pericoloso</strong>, mantenere <strong>obbligatoriamente</strong> in ambito scolastico, addirittura fino a sedici anni, tanti ragazzi senza interessarli minimamente all’oggetto dei loro studi; le recenti lamentele di insegnanti e professori, per il mancato rispetto nei loro confronti degli studenti e delle loro famiglie, è la diretta conseguenza di una scuola che non va a passo coi tempi.</span></div>
</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"><strong>Il mondo è cambiato e cambiare di continuo solo l’esame di maturità non vuol dire cambiare adeguatamente la scuola dell’obbligo</strong>.</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0">Riformiamo come primo passo la mentalità dei politici che si alternano sul gradino più alto dell’istruzione e poi cerchiamo di mettere i “<strong>cervelli</strong>” giusti nei posti di comando (<em>ma questo è un compito che il governo sino adesso non è stato in grado di svolgere, e non sappiamo se per incapacità dei suoi rappresentanti o per propria gattopardesca specifica volontà</em>); solo dopo aver compiuto questi doverosi passi possiamo sperare che la scuola italiana possa essere <strong>realmente riformata, </strong>ma necessitano grande coraggio e massima determinazione, altrimenti mangiamo sempre la solita “<strong>minestra</strong>” riscaldata.</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0">Sul quotidiano “<strong>La Stampa</strong>“, proprio oggi (20/4/2017), è stato pubblicato un articolo a firma <strong>Mattia Feltri </strong><em>(cliccate <strong><a href="http://www.lastampa.it/2017/04/20/cultura/opinioni/buongiorno/la-ministra-ragazzina-Hyr3AN78ONAhPjqajctXAP/pagina.html" target="_blank">qui</a> </strong>per leggerlo)</em>, che sostanzialmente manifesta segnali positivi in tal senso da parte dell’attuale ministro dell’istruzione <strong>Valeria Fedeli</strong> che, in un incontro con gli studenti toscani, sollecitata da un giovane rappresentante dell’ateneo, ha promesso di “interessarsi” a una eventuale modifica futura dei programmi in funzione dell’attualità che andrebbe a sostituire l’obsolescenza soprattutto di certa storia del passato.</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0">Per quanto gli intenti del nostro ministro possano apparire favorevoli al cambiamento, <strong>è proprio la storia che ci continuano a insegnare a scuola che ci fa diffidare dalle dichiarazioni dei politici</strong>; non saremo del tutto tranquilli finché qualcuno modificherà <strong>effettivamente</strong> i contenuti di ciò che si continua a insegnare da secoli nella scuola italiana, le esternazioni pubbliche sappiamo tutti che sono sempre improntate a demagogia e populismo (<em>quello ruffiano dei politici si intende, non certamente all’accondiscendenza della volontà popolare</em>), anche perché, proprio come si legge nello stesso articolo di Mattia Feltri, nelle teste di chi ci governa permane ancora il concetto che “<em><strong>la scuola non deve informare, bensì istruire</strong></em>” e quindi lo studio dei babilonesi e di Odino è funzionale alla comprensione del moderno Medio Oriente e del razzismo, come dire che gli eventi d’oggi non vanno spiegati e raccontati (<em>quindi studiati</em>) perché immediatamente riconducibili alla storia millenaria del passato remoto dell’umanità che continueremo a leggere sui libri di scuola “<em>per omnia saecula saeculorum</em>“.</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0">Ma può essere che ci vogliono nascondere qualcosa? Che vogliano mettere il prosciutto “scaduto” sugli occhi dei nostri figli occultando loro la realtà contemporanea per <strong>mantenere basso il livello culturale della massa popolare</strong>? Forse sarà pure una delle solite “<strong>teorie del complotto</strong>“, ma sappiamo tutti che in ambito di gestione del potere è diffuso il concetto che “<em><strong>un popolo ignorante si governa meglio</strong></em>“.</div>
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