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	<title>mostre &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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	<title>mostre &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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		<title>Attenzione ai falsi mecenati del XXI secolo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2013 09:26:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte a gogò]]></category>
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					<description><![CDATA[Tutti noi dobbiamo metabolizzare un concetto che non fa certo piacere, ma che tuttavia risulta pi&#249;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img alt="" align="middle" src="/public/collettive_mercato.jpg" /></p>
<p><span style="font-size: larger"><span style="font-family: Arial">Tutti noi dobbiamo metabolizzare un concetto che non fa certo piacere, ma che tuttavia risulta pi&ugrave; che mai radicato specialmente nella societ&agrave; occidentale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: larger"><span style="font-family: Arial"><span id="more-2697"></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: larger"><span style="font-family: Arial">Da molto tempo ormai non esiste pi&ugrave; la figura di chi riconosce, aiuta e sostiene un artista, in qualsiasi campo egli possa operare, senza pretenderne un immediato ritorno in termini economici o d&rsquo;immagine.<br />
Diversi secoli fa esistevano i cosiddetti &ldquo;mecenati&rdquo;, personaggi di elevata estrazione sociale che, con grande generosit&agrave;, proteggevano e promuovevano autori che altrimenti sarebbero rimasti in ombra o, ancora peggio, avrebbero dovuto fare scelte diverse da quella artistica per poter sbarcare il lunario, rinunciando cos&igrave; del tutto all&rsquo;attivit&agrave; pi&ugrave; gradita, se non alla maggiore passione della loro vita.&nbsp;</span></span></p>
<p><span style="font-size: larger"><span style="font-family: Arial">Oggi invece nessuno &ldquo;fa niente per niente&rdquo;, non dobbiamo illuderci: chi si presenta a voi in qualit&agrave; di mercante, promotore artistico e, purtroppo, spesso anche come critico specializzato, in effetti ha gi&agrave; intravisto l&rsquo;opportunit&agrave; di fare business sul vostro portafoglio.<br />
Tranne qualche onesto gallerista e poche ma serie associazioni culturali, operanti sul territorio, che rappresentano in ogni caso gruppi d&rsquo;aggregazione di autori che riescono a curare i propri interessi e la propria visibilit&agrave; con piccoli impegni economici annui e sotto l&rsquo;insegna dell&rsquo;associativismo, tutte le altre iniziative sono progettate solo allo scopo di racimolare soldi a scapito di ignari autori, completamente all&rsquo;oscuro di quanto nascosto dietro certe &ldquo;macchine&rdquo; organizzative che appaiono all&rsquo;esterno, ma senza esserlo assolutamente, alquanto professionali e rodate e pertanto affidabili.</span></span></p>
<p><span style="font-size: larger"><span style="font-family: Arial">Si tratta di organismi composti da pochissime persone, spesso con un critico d&rsquo;arte, conosciutissimo dalla massa popolare che, nel caso, viene tuttavia impiegato come testimonial della manifestazione, non certo come curatore. Ovviamente l&rsquo;interesse dei responsabili &egrave; quello di racimolare il massimo possibile in termini di iscrizioni (quasi sempre carissime e di poco inferiori ai 1.000 euro), senza alcuna attenzione alla qualit&agrave; artistica proposta al pubblico.</span></span></p>
<p><span style="font-size: larger"><span style="font-family: Arial">Purtroppo ci cadono in tanti, e pi&ugrave; &ldquo;pesci&rdquo; abboccano pi&ugrave; si arricchiscono i &ldquo;pescatori&rdquo;.<br />
Dietro le quinte si raccolgono i contributi espositivi, non si incentivano di certo le vendite n&egrave; si promuovo nuovi talenti. <br />
Infatti, considerata la reale finalit&agrave; dell&rsquo;iniziativa e i veri beneficiari della stessa, risulta pi&ugrave; conveniente piazzare pi&ugrave; tele sulle pareti che non tentare di venderle.</span></span></p>
<p><span style="font-size: larger"><span style="font-family: Arial">Queste mostre-mercato, che forse sarebbe meglio chiamare &ldquo;mostruosi-mercati&rdquo;, si stanno diffondendo in tutta Italia senza soluzione di continuit&agrave; e spesso con l&rsquo;affascinante etichetta di &ldquo;biennale&rdquo;, un ulteriore espediente autoreferenziale che induce all&rsquo;iscrizione molti artisti alla disperata ricerca di visibilit&agrave;.</span></span></p>
<p><span style="font-size: larger"><span style="font-family: Arial">Amici, attenzione! &ldquo;Mala tempora currunt&rdquo;.</span></span></p>
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		<title>L’arte dei concorsi a premi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2013 12:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte a gogò]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
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					<description><![CDATA[  Chi si muove nella sfera dell’arte, lasciamo perdere se con merito o senza, viene tempestato periodicamente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Chi si muove nella sfera dell’arte, lasciamo perdere se con merito o senza, viene tempestato periodicamente da una miriade di proposte tendenti a coinvolgere il malcapitato autore in qualsivoglia impresa espositiva.</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span></div>
<p><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><span id="more-2698"></span></span></span></p>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Si va dalla mega <b>collettiva </b>di <b>5.000/6.000 </b>autori, alla <b>personale </b>chiavi in mano, ovviamente con tutte le relative spese a carico dell’artista. Ma non mancano di certo i concorsi a premi, le gare di pittura estemporanea o le selezioni per poter partecipare alle <b>biennali </b>ubicate nelle località più svariate.</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">In qualsiasi campo l’eccessiva quantità di offerte genera “<b>inflazione</b>” (<i>vedi televisioni e radio private, compagnie fornitrici di energia o servizi telefonici, società di consulenza, ecc. ecc</i>.), e l’inflazione appiattisce tutto facendo apparire scadenti anche iniziative di buona valenza.</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Una delle manifestazioni più presenti in questo contesto è, per esempio, il <b>Premio Terna</b>. Chi di voi non ha mai ricevuto una proposta di partecipazione a questo concorso via e-mail o con passaparola?</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Non sto qui a contestare la validità di una specifica organizzazione, ce ne sarebbero tante da analizzare e dalle quali poter estrapolare il relativo occulto aspetto speculativo!</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Vorrei però far rilevare come possa risultare palesemente assurda una votazione popolare (stile Sanremo), effettuata peraltro con voti raccolti nel web, per la selezione di pochi vincitori fra circa <b>3.000 opere </b>presentate esclusivamente in rete, quindi anche difficili da esaminare per l’oggettiva problematicità legata alla sola visione digitale delle opere.</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">In proposito un artista, con la scusa di voler chiedere alla Befana di portarsi via nel 2013 il Premio Terna, ha inviato il 2 gennaio una serie di e-mail a operatori culturali e autori contemporanei spiegando i motivi per cui contesta questo premio.</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Ho voluto estrapolare, per riproporvele, alcune interessanti osservazioni dal suo messaggio di posta elettronica.</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">«…ogni volta centinaia di email mi arrivano puntualmente da altrettanti artisti che, tra loro in competizione, si attendono tutti, in virtù della nostra amicizia, che voti per loro. Dopo essersi regolarmente registrato, chiunque può, pur nell’impossibilità sostanziale di visionare e comparare le migliaia di opere in concorso, assegnare il proprio voto. </span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Alla stregua di aspiranti miss, vallette, veline o postine, gli artisti mobilitano familiari, amici e amici di amici pregandoli, come in una interminabile catena di S. Antonio, di coinvolgerne ancora altri alla ricerca di preziosi voti. </span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Voti, si chiedono voti e non apprezzamenti! Al di la di ogni impossibilità di valutazione, ciascuno ti chiede esplicitamente e ripetutamente di votare per loro. </span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">…… Sono questi meccanismi perversi, che nulla hanno a che vedere con l’arte, a generare la convinzione che valore e riconoscimento spettino a quanti, a qualunque costo, dimostrino la propria capacità di mobilitazione.</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">Di fronte a ciò provo una grande tristezza non per quanti raccogliendo migliaia di indirizzi utili incrementano il loro potere comunicazionale, ma per i tanti “artisti” che continuano a credere nella befana.</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"><b>L&#8217;arte, quella vera, non ha bisogno di voti né di vincitori ma di attenzione, sensibilità, cultura</b>.»</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;"> </span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">La conclusione del messaggio di quest’artista mi sembra poi che riassuma perfettamente il concetto principale dell’intera questione, elogiando le mostre allo stato puro e bocciando i concorsi di dubbia valenza:</span></span></div>
<div><span style="font-size: larger;"><span style="font-family: Arial;">«L’arte è vita per chi la produce e linfa vitale per chi se ne nutre. L&#8217;arte è incontro e confronto, <b><span style="text-decoration: underline;">mai competizione</span></b>.»</span></span></div>
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		<title>Le mostre dei mostri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 09:07:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte a gogò]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Italia Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Questa folle società]]></category>
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					<description><![CDATA[Il caso è di una mostra allestita a Palermo (e se no dove?) con l’esposizione di quadri (o pseudo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso è di una mostra allestita a <b>Palermo </b>(e se no dove?) con l’esposizione di quadri (o pseudo tali) di un certo <b>Gaspare Mutolo</b>, noto come ex-uomo d’onore, come ex-protagonista del primo Maxiprocesso alla mafia, come ex-pentito e collaboratore di giustizia ai tempi dei Giudici <b>Falcone</b> e <b>Borsellino</b>.</p>
<p><span id="more-2702"></span></p>
<p>Il curatore della “<b>rassegna</b>” ha specificato che l’iniziativa non è legata alle qualità artistiche (praticamente nulle) del pittore, ma alla componente umana che c’è dietro ad ogni quadro.<br />
Come dire: i dipinti magari fanno anche schifo….ma dietro c’è la sofferenza umana!!<br />
Ha tuttavia tralasciato che le motivazioni di quella sofferenza fanno più schifo dei quadri…perché esporre dunque lo schifo al quadrato? (in matematica si direbbe appunto “<b>schifo quadro</b>”).</p>
<p>In realtà è il solito orrendo modo di fare business sfruttando la fama di certi ignobili personaggi: non importa la causa della celebrità, quello che interessa agli speculatori, e agli stupidi che abboccano ovviamente, è la possibilità di &#8220;creare&#8221; dal nulla una &#8220;<b>grande firma</b>&#8221; con la quale fare mercato alla faccia degli allocchi, magari &#8220;passando sopra&#8221; i cadaveri dei morti precedentemente ammazzati dal nuovo &#8220;grande&#8221; pittore emergente.<br />
Peraltro questo caso è direttamente collegato ad un analogo antefatto della fine degli anni &#8217;80, quando un altro &#8220;individuo&#8221;, magniloquente in ambito mafioso, tale <b>Luciano Liggio</b>, fu riportato alla ribalta, con un indecente balzo dalla cronaca nera a quella artistica, da galleristi e critici senza scrupoli, anche in questo caso a <b>Palermo</b>.<br />
Già da allora si vociferava che a dipingere quei quadri (peraltro banalissimi ed infantili, proprio come quelli di <b>Mutolo </b>esposti ora alla “ammirazione” del pubblico) fosse un certo <b>Bronzini</b>, altro criminale detto &#8220;<b>U vampiru</b>&#8220;, oggi si aggiunge in qualità di co-autore <b>Gaspare Mutolo</b>, anche lui killer, anche lui malvivente, anche lui uomo di mafia&#8230;.e anche lui &#8220;<b>pittore</b>&#8220;.<br />
E la gente corre a vedere queste &#8220;opere d&#8217;arte&#8221;, e probabilmente le copra anche a &#8220;peso d&#8217;oro&#8221; (come purtroppo accadde con i “lavori” firmati da <span id="1343208031285S" style="display: none;"> </span><b>Liggio</b>) &#8230; perchè sono i quadri di personaggi &#8220;famosi&#8221; (quasi che ciò costituisca valore aggiunto di qualcosa che abbia già un valore artistico&#8230;.mera illusione !!).<br />
Ma immaginate che bello avere in casa una piccola galleria d&#8217;arte con quadri di &#8220;<b>u curnutu</b>&#8220;, &#8220;<b>u puorcu ingrasciatu</b>&#8220;, &#8220;<b>a bestia</b>&#8220;, &#8220;<b>u sbrana-cristiani</b>&#8220;, &#8220;<b>U mancia-munnizza</b>&#8221; ecc. ecc. Tutta roba che sta al confine fra Il <b>Museo del Louvre </b>e il <b>Museo dell&#8217;orrore</b>.</p>
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