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	<title>nemici &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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	<title>nemici &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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		<title>Mediocrità e mitomania camminano a braccetto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2017 11:08:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nello scorso mese di giugno il blog &#8220;Striscia la Protesta.it&#8221; ha pubblicato un breve articolo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nello scorso mese di giugno il blog &#8220;<strong>Striscia la Protesta.it</strong>&#8221; ha pubblicato un breve articolo sul tema dei <strong>mitomani</strong> che ormai ci ritroviamo in mezzo ai piedi in qualsiasi luogo e circostanza.<span id="more-9125"></span></p>
<p>L’articolo del 28 giugno u.s., intitolato “<strong>I mitomani ci stanno invadendo</strong>” (cliccate <strong><a href="http://www.striscialaprotesta.it/2017/06/28/i-mitomani-ci-stanno-invadendo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a> </strong>per leggerlo),  propone un’interpretazione del fenomeno estrapolata da un’intervista che l’attore e regista <strong>Carlo Verdone</strong> ha concesso a “<em><strong>Repubblica.it</strong></em>“.</p>
<p>Verdone li chiama giustamente “<strong>cazzari</strong>“, e in effetti, riassumendone tutte le possibili sfaccettature, il concetto di <strong>mitomania</strong> potrebbe essere comunque racchiuso nella principale azione compiuta costantemente da questo genere di individui: “<strong>sparare cazzate</strong>“.</p>
<p>Il celebre attore ha più volte rappresentato sul grande schermo personaggi del genere, ora vorrei identificarne meglio i “<strong>connotati</strong>” sociali con una <strong>profilazione</strong> un po’ più caratterizzante.</p>
<p>Il mitomane (<em>o cazzaro</em>):</p>
<ol>
<li>Stravolge i fatti, magari anche inconsapevolmente (<em>ma di norma con specifica volontà</em>), modificandone a proprio uso e consumo la reale natura o distorcendone gli effetti, le componenti e il ruolo dei protagonisti al fine di apparire, agli occhi degli altri, il personaggio principale degli eventi e non il mediocre comprimario qual è nella realtà.</li>
<li>Vive una sorta di realtà parallela nella quale, con la fantasia, tende a mascherare la propria estrema <strong>mediocrità</strong> cercando di apparire, e spesso ci riesce anche, un essere di elevato valore e di grandi capacità.</li>
<li>Ha una <strong>cultura approssimativa</strong>, basata essenzialmente sulle pur scarne esperienze personali, sul “<strong>sentito dire</strong>“, e sulle continue ricerche compiute tramite <strong>Google</strong> e le visite sui siti internet; tuttavia cerca di presentarsi sempre come uomo/donna di grande intelligenza e preparazione, trasformando così il dozzinale nozionismo informatico in un fantasioso patrimonio di conoscenza in realtà del tutto inesistente.</li>
<li>Tende a identificarsi in “<strong>modelli</strong>” precostituiti di personaggi celebri o di comune frequentazione che attirano la sua attenzione, ma che, una volta emulatane l’essenza, vorrebbe sparissero nel nulla in quanto divenuti, nella sua fantasia, suoi odiati <strong>competitor</strong>.</li>
<li>Sui <strong>social network</strong> può presentarsi in due modalità estremamente diverse: o <strong>muto “osservatore” non partecipante</strong>, ottenendo così elementi “utili alla propria conoscenza” passiva, indotta dalle storie di vita altrui, senza rischiare possibili magre figure nel confronto con gli altri utenti; o <strong>esaltato esibizionista</strong> che sgrana continuamente insulse “<strong>perle di saggezza</strong>” piene di retorica e pseudo-raziocinio, possibilmente “estrapolate” dai post di amici e conoscenti vari.</li>
<li>Non ha alcun <strong>rispetto</strong> per il prossimo, anche se finge ipocritamente di mostrarlo solo verso chi gli fa più comodo.</li>
<li>Cerca sempre di far sue le <strong>esperienze</strong> degli altri, ma non nel senso di approfondimento della conoscenza, piuttosto nella possibilità di vantare come propria qualcosa che l’ha visto solo banale comprimario  e non principale realizzatore.</li>
<li>Tende inevitabilmente all’<strong>autoreferenzialità</strong> e all’<strong>autoglorificazione</strong> parlando solo di se stesso, delle proprie esperienze e vantando “<strong>successi</strong>” in qualsiasi campo, anche se in realtà fa una vita più che mediocre; disconosce però, con cieca caparbietà, tutto ciò che di positivo e valido possa essere stato realizzato da chi gli sta attorno perché <strong>vede in ogni affermazione degli altri una propria personale sconfitta</strong>.</li>
<li>Scientificamente è stato provato che la mitomania può assumere carattere <strong>patologico</strong> nelle personalità maggiormente coinvolte in questa devianza (<strong><em>pseudologia fantastica</em></strong>).</li>
<li>Spesso la causa di quest’aberrazione è da ricercare in <strong>traumi giovanili</strong> derivanti da piccoli <strong>insuccessi</strong> malamente interpretati come gravi <strong>fallimenti. </strong>La reazione può portare dunque o a immaginare per sé <strong>una vita solo di vittorie e consensi</strong>, anche dove non ce ne sono proprio, (<em>fino ad arrivare al “<strong>titanismo</strong>“</em>) oppure, in alternativa, a <strong>forme depressive</strong> di vario livello. In quest’ultimo caso quindi la mitomania può essere considerata un <strong>atteggiamento auto-protettivo alternativo alla depressione; </strong>come dire:<strong> meglio esaltati che avviliti.</strong></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Amici nemici, un problema generazionale</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/amici-nemici-un-problema-generazionale/</link>
					<comments>https://blog.figuccia.com/amici-nemici-un-problema-generazionale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2013 10:49:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[  Vi siete guardati intorno negli ultimi anni?  Avete notato differenze fra i rapporti interpersonali]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p>
<p>Vi siete guardati intorno negli ultimi anni?  Avete notato differenze fra i <strong>rapporti interpersonali</strong> della vostra generazione e quelli intrattenuti dai vostri figli con i loro amici?</p>
<p><span id="more-2695"></span>*</p>
<p>La stirpe degli <strong>ultra cinquantenni</strong> di oggi si è da tempo <strong>inaridita</strong>.</p>
<p>E’ triste, e non certo retorico, dover ammettere che i <strong>valori sociali</strong> di chi ha superato il mezzo secolo di vita sono evaporati nella ionosfera e poi, passando dal buco dell’ozono, sono finiti nel nulla cosmico.</p>
<p>C’è da chiedersi dunque perché non collima più, per esempio, il concetto di “<strong>amicizia</strong>” fra moderni ultra cinquantenni con quello fra giovani di<strong> età inferiore ai 30 anni</strong> o perché gli odierni attempati si incaponiscono a perseguire ancora logiche di <strong>casta</strong> o di <strong>associazionismi occulti</strong> per il raggiungimento dei loro obiettivi <em>(spesso anche personalissimi o infami), </em>quando i loro stessi figli hanno preso coscienza dei cambiamenti sociali  adeguandosi alle nuove necessità e affrontandone coraggiosamente, da soli e senza alcun aiuto esterno, i conseguenti problemi <em>(<span style="text-decoration: underline;">altro che bamboccioni! </span></em><span style="text-decoration: underline;"><em>–</em><em> E</em><em>’</em><em> vero fornero? E</em><em>’</em></span><em><span style="text-decoration: underline;"> vero padoa schioppa, dovunque tu sia</span>?).</em></p>
<p><strong>Gli anziani di oggi costituiscono invece una generazione disgraziata</strong>.</p>
<p>Non sono più capaci di intrattenere rapporti sinceri e leali con quelli che una volta si chiamavano “<strong>amici</strong>”; o rompono i legami che ritengono troppo “<strong>ingombranti</strong>”, per invidia, gelosia o per quella esasperante smania di “<strong>confronto</strong>” che spesso li vede perdenti, oppure continuano a “<strong>trascinarsi</strong>” dietro <strong>falsi rapporti amichevoli</strong> basati solo su possibili opportunità da sfruttare in futuro, se non in un parassitario presente, vissuto magari all’ombra di quell’ “amico” che non spenderà comunque mai un solo centesimo per ricambiare quel ruffiano legame sopportato solamente per pura ostentazione di superiorità.</p>
<p>Brutta generazione! <strong>Che ha vissuto il ’68 ribellandosi e il 2012 facendosi soggiogare</strong>, che ha creduto nella vera amicizia solo fino al momento in cui ha dovuto fare i conti con un concetto considerato ormai molto più determinante per la società contemporanea: <strong>il protagonismo</strong>.</p>
<p><strong>Successo a tutti i costi</strong>, <strong>egocentrismo assoluto</strong>, <strong>voglia di spiccare</strong> in qualche modo sugli altri, <strong>carrierismo esasperato</strong>, sono tutte alterazioni sociali che hanno condotto alla <strong>deformazione dei rapporti</strong> fra un singolo individuo e un altro.</p>
<p>Il <strong>fenomeno</strong>, partito già dagli anni ’80, come sempre dall’<strong>America</strong> (<em>vera fucina di stronzate di livello universale, che poi vengono automaticamente scimmiottate nel resto dell’occidente</em>) con il celebre “<strong>edonismo reaganiano</strong>“, si è purtroppo consolidato in Italia con il “<strong>berlusconismo</strong>“, altro fenomeno, stavolta nostrano, che ha portato al massimo del parossismo il <strong>culto della competizione</strong> <strong>e dell’apparenza</strong>.</p>
<p>La generazione che è stata maggiormente permeata da queste due “correnti di pensiero” (<em>chiamiamole così per non offendere chi ne è stato contagiato</em>) è stata proprio quella degli attuali ultra-cinquantenni, mentre le nuove generazioni ne sembrano esenti (<em>speriamo continui così anche in futuro</em>).</p>
<p>Per gli “<strong>infettati</strong>” non c’è più spazio per la <strong>solidarietà sociale</strong>, anche se “ufficialmente” si presentano con la maschera che il Premio Nobel per la Letteratura<strong> José Saramago</strong> ha definito la “<strong>maschera della falsità</strong>“. Esternamente gente cordiale, sensibile, altruista, internamente insulsi individui gretti, egoisti, presuntuosi e aridi. Non si “muovono” se non hanno ritorni economici o di “immagine”, <strong>non sono disponibili a concedere nulla senza un concambio adeguato</strong>.</p>
<p>Saramago, qualche giorno prima di morire, ha detto: “<strong><em>Non viviamo una crisi economica, questa è una crisi morale, per questo sarà molto difficile uscirne</em></strong>“, e il filosofo <strong>Emil Cioran</strong> ha affermato in coerenza: “<em><strong>Oggi quasi nessuno riesce a fare a meno della propria maschera. Si ha troppa paura di farsi vedere a cuore nudo dagl’altri, mostrarsi nella propria schiettezza, aprirsi con fiducia,  farsi capire per quello che realmente si sente e si prova. Tutto nasce da questo complesso di timori. Siamo soltanto maschere che non hanno il coraggio di essere</strong></em>“.</p>
<p>In questo scenario un “<strong>amico</strong>“  diventa solo un numero in più sui contatti di <strong>Facebook</strong>, per dirla alla maniera di <strong>Pirandello</strong>: un fastidioso antagonista da “<strong>trattare con i guanti gialli</strong>“.</p>
<p>Un “amico” diventa un <strong>ex</strong> nel momento in cui non si riesce a tenerne il passo, o a dimostrare di esserne in qualche modo superiore, nonostante la propria innegabile <strong>mediocrità</strong> dovrebbe invece costituire un razionale deterrente a qualsiasi genere di <strong>competitività</strong> nei confronti di certo prossimo <strong>maggiormente qualificato</strong>.</p>
<p>Ognuno si ritene un “<strong>padre eterno</strong>” e si ostina in penosi tentativi per dimostrarlo; gli “<strong>altri</strong>” (<em>praticamente tutto il resto del mondo</em>) sono solo <strong>“personaggi di contorno”</strong> che devono essere funzionali esclusivamente alla propria esaltazione. </p>
<p>Guai se gli “altri” che si aggirano nella più vicina orbita hanno invece capacità e talento superiori! Vanno immediatamente epurati e trattati appositamente con il massimo del <strong>disinteresse</strong> e con la più estrema <strong>indifferenza</strong>, se non magari “accoltellati” (<em>in senso metaforico ovviamente</em>) dietro le spalle e in contumacia, nel patetico tentativo di sminuirne il valore all’interno del <strong>gruppo</strong>, con la mera illusione di riuscire così a conquistare “punti” per se stessi e poter risalire dagli ultimi posti della “classifica sociale”.</p>
<p>L’ammirazione e il consenso per il prossimo, in questo contesto, sono da abolire in toto. L’amico deve essere un <strong>essere inferiore</strong>, un <strong>sottomesso</strong>, oppure, e questa è l’unica eccezione, deve essere già in possesso di quel “<strong>potere</strong>” che può essere asservito alle proprie smanie di “<strong>ascesa</strong>“. Lui però, l’amico potente,  non muoverà mai un dito al riguardo, proprio al contrario di quello che facevano gli “amici” della generazione precedente.</p>
<p>Brutta davvero!  Altro che “<strong>generazione di ferro</strong>”!</p>
<p>La nostra (<em>perché anche io che vi scrivo purtroppo ne faccio parte</em>) è proprio una generazione di “<strong>falliti rampanti</strong>”, quelli che leggendo (<em>sempre che disposti intanto ad ammettere di averlo fatto</em>) risponderanno subito: “<strong>Pensa per te … io non sono un fallito</strong>”; gli stessi personaggi che non hanno ancora compreso che <span style="text-decoration: underline;"><strong> in questa cloaca sociale a “emergere” sono spesso solo gli “stronzi”.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Quest&#8217;articolo è anche presente sul blog &#8220;Striscia la protesta&#8221; al link:</span></strong></span><strong><span style="text-decoration: underline;">  <a href="http://www.striscialaprotesta.it/2013/07/08/amici-nemici-un-problema-generazionale/#more-3086">http://www.striscialaprotesta.it/2013/07/08/amici-nemici-un-problema-generazionale/#more-3086</a></span></strong></p>
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