<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>protagonismo &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
	<atom:link href="https://blog.figuccia.com/tag/protagonismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://blog.figuccia.com</link>
	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
	<lastBuildDate>Tue, 24 Apr 2018 08:28:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.3</generator>

<image>
	<url>https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2016/02/cropped-logoblog-32x32.jpg</url>
	<title>protagonismo &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
	<link>https://blog.figuccia.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il protagonismo è la droga più pericolosa</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/il-protagonismo-e-la-droga-piu-pericolosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Apr 2018 08:28:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Horror TV]]></category>
		<category><![CDATA[Questa folle società]]></category>
		<category><![CDATA[Social mentwork]]></category>
		<category><![CDATA[cineasti]]></category>
		<category><![CDATA[corti]]></category>
		<category><![CDATA[globalità]]></category>
		<category><![CDATA[istrionismo]]></category>
		<category><![CDATA[mass+shooter]]></category>
		<category><![CDATA[Nasim+Aghdam]]></category>
		<category><![CDATA[protagonismo]]></category>
		<category><![CDATA[protagonismo+droga+letale]]></category>
		<category><![CDATA[scommesse]]></category>
		<category><![CDATA[sergio+figuccia]]></category>
		<category><![CDATA[sfide]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>
		<category><![CDATA[youtuber]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.figuccia.com/?p=3296</guid>

					<description><![CDATA[Ecco a che punto arriva ormai l’aberrazione da protagonismo mediatico. Si fanno chiamare “youtuber”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco a che punto arriva ormai l’aberrazione da protagonismo mediatico.<span id="more-9425"></span></p>
<p>Si fanno chiamare “<strong>youtuber</strong>” in questo folle mondo che partorisce <strong>fenomeni sociali</strong> e <strong>neologismi</strong> alla velocità della luce, sì, proprio quella che non vedremo mai se continuiamo a non reagire una volta per tutte agli effetti deleteri di certa scriteriata <strong>tecnologia</strong>.</p>
<p>Sono giovani, ma non sempre, con la voglia sfrenata di farsi notare, schiavizzati da un obiettivo comune che ritengono sia il meritato premio alla loro creatività e al loro spudorato <strong>istrionismo</strong>.</p>
<p>Certamente ce ne sono di veramente bravi, ma si tratta di pochi fiori pregiati in una vasta terra coltivata a gramigna. La grande massa di questi <strong>nano-cineasti</strong> ( <em>i loro “lavori” vengono chiamati “corti”</em>) produce però video demenziali, un po’ <em>schizzati,</em> talvolta anche aggressivi, spesso incomprensibili, riempiendo il web e soffocando la qualità di quei pochi che sono capaci di fare qualcosa di buono.</p>
<p>Peccato! Perché, dobbiamo ammetterlo, ci mettono pure l’anima per riuscire nel loro intento e spesso riescono anche a superare la soglia della popolarità, ma non hanno ancora capito che quest’era, sacrificata al dio della tecnologia globale, non permette alcuna continuità automatica nella diffusione del materiale pubblicato in rete, tutto viene fagocitato in pochi giorni, se non in poche ore, nell’immenso archivio dell’oblio più totale, nel buio infinito del nulla digitale.</p>
<p>Gli stessi video definiti virali, nonostante milioni di visualizzazioni, finiscono per spegnersi come una <strong>supernova</strong>, prima luminosissima e un istante dopo collassata nel niente.</p>
<p>Quindi per mantenere la popolarità conquistata gli <strong>youtuber</strong> devono fare cose sempre più eclatanti, sempre più folli, sempre più estreme. Così, per realizzare i loro nuovi video, si fanno pendolare dai tetti di grattacieli di oltre cento piani, si lanciano con la bicicletta dalle montagne più alte, urlano le offese più irripetibili a coloro che etichettano unilateralmente come loro nemici (<em>ma questo lo fa anche Sgarbi alla sua veneranda età</em>), e talvolta si ammazzano anche, quasi a voler dimostrare di essere superiori agli altri che non hanno la capacità di farlo, come nel caso di <strong>Nasim Aghdam</strong>, una giovane di 39 anni residente a San Diego, che ha fatto fuoco nel campus di <strong>San Bruno</strong> ferendo tre persone per poi togliersi la vita. Si è poi scoperto che Nasim odiava <strong>YouTube</strong>, il social che tuttavia aveva utilizzato per anni per pubblicare i propri video e che avrebbe voluto distruggere solo perché gli aveva oscurato alcune sue produzioni video.</p>
<p>In questa corsa sfrenata alla vittoria sugli altri, alla supremazia delle visualizzazioni in rete, alla follia di <strong>scommettere </strong>o<strong> sfidare</strong> sempre e costantemente chiunque, che nel terzo millennio sembra essere diventata la regola imposta dalla globalizzazione, da tutti i media, e da certi stupidi politici che la ripropongono senza soluzione di continuità alla massa popolare, ci mettono lo zampino anche gli stessi social.</p>
<p>Pare infatti che YouTube abbia stabilito nuove regole che escludono dalla <strong>monetizzazione</strong> i canali con meno di 10.000 abbonati e meno di 4.000 ore di visualizzazione, quindi, con molta probabilità, i filmati di Nasim sono stati cancellati e non pagati perché rientravano nella fattispecie esclusa.</p>
<p>Nulla da obiettare sulle scelte aziendali volte a limitare i costi, ma è corretto <strong>spingere</strong> la gente, senza un tradizionale lavoro stabile, a dedicarsi a quest’attività di coinvolgimento delle masse popolari perché in qualche modo remunerata, e poi bloccarne la produzione perché non ha mantenuto i “<strong>numeri</strong>” prestabiliti?</p>
<p><strong>Sembra proprio di avere a che fare con un nuovo tipo di droga letale che da assuefazione e ti costringe a fare i salti mortali per procurartela.</strong></p>
<p>D’altra parte è ampiamente comprovato che i <strong>mass shooter</strong>, i killer di massa che tante volte hanno ucciso soprattutto nelle scuole statunitensi e ai quali è riconducibile anche la stessa <strong>Nasim Aghdam</strong>, sono profili alla ricerca di notorietà; <strong>la ricerca compulsiva della notorietà è dunque una grave patologia da curare, non una dimostrazione di virtù e capacità.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Attenti alle bufale sulle bufale</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/attenti-alle-bufale-sulle-bufale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 19:54:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Italia Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Libera-mente]]></category>
		<category><![CDATA[Orrori di Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Questa folle società]]></category>
		<category><![CDATA[anti+bufale]]></category>
		<category><![CDATA[bufale]]></category>
		<category><![CDATA[cacciatori+di+bufale]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[macchina+del+fango]]></category>
		<category><![CDATA[manie]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[mode]]></category>
		<category><![CDATA[panzane]]></category>
		<category><![CDATA[protagonismo]]></category>
		<category><![CDATA[saviano]]></category>
		<category><![CDATA[sergio+figuccia]]></category>
		<category><![CDATA[social+network]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.figuccia.com/?p=3115</guid>

					<description><![CDATA[Fate un po’ come volete, per carità! Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma credo sia corretto,]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="4ncc1" data-offset-key="7dq0r-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="7dq0r-0-0"><span data-offset-key="7dq0r-0-0"><span data-text="true">Fate un po’ come volete, per carità! Ognuno è libero di pensarla come vuole, ma credo sia corretto, nei confronti degli amici e di chi ci sta intorno senza atteggiamenti antagonistici, far rilevare certe anomalie che sembrano passare inosservate nell’enorme flusso di informazioni che giornalmente ci travolge sia sul web, con i social network in particolare, sia tramite i media nazionali.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="4ncc1" data-offset-key="6phfb-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6phfb-0-0"><span data-offset-key="6phfb-0-0"><span data-text="true">Interpretatelo solo come un consiglio utile a scorgere certa presupponenza che talvolta nasconde, magari solo in parte, la verità sugli eventi contemporanei.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6phfb-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="4ncc1" data-offset-key="6204t-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6204t-0-0"><span data-offset-key="6204t-0-0"><span data-text="true">La “moda” delle <strong>BUFALE</strong>, intese come notizie false accreditate come verità nascoste alla massa popolare, è purtroppo un fenomeno molto diffuso, specialmente sui social.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="4ncc1" data-offset-key="be2aj-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="be2aj-0-0"><span data-offset-key="be2aj-0-0"><span data-text="true">Viviamo in un’epoca in cui il primo cretino che si “inventa” qualcosa che possa stupire e fare clamore trova facilmente gli strumenti necessari a divulgarla; esempi ce ne sono tantissimi e non sto qua a riassumerli, ma basti pensare agli schiaffi dati a caso per strada ai passanti (l’hanno chiamata “<em>knockout game</em>“), o a quella che <strong>Saviano</strong> ha battezzato “<em>macchina del fango</em>“, tecnica infame utilizzata per colpire avversari politici, colleghi in carriera o competitor di qualsiasi tipo.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="be2aj-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="4ncc1" data-offset-key="4qgrg-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4qgrg-0-0"><span data-offset-key="4qgrg-0-0"><span data-text="true">Ma queste “<strong>mode</strong>“, perché di vere e proprie mode si tratta, sono spesso contrastate da fenomeni in totale controtendenza, ma che di “<strong>tendenza</strong>” pur sempre risultano.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="4ncc1" data-offset-key="ap5q1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ap5q1-0-0"><span data-offset-key="ap5q1-0-0"><span data-text="true">Attenti dunque a non credere subito e d’istinto a certe “<strong>segnalazioni</strong>” che girano su <strong>Facebook</strong> o sui siti web, ma non fidatevi con altrettanta superficialità, di tutti coloro (<strong>e ormai ce ne sono tantissimi</strong>) che vedono “<strong>bufale</strong>” dovunque scatenandosi con commenti più o meno coloriti contro altri utenti dei social, magari con lo stesso intento di stupido “<strong>protagonismo</strong>” che ha ispirato gli autori delle presunte bufale.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ap5q1-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="4ncc1" data-offset-key="ejnn6-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ejnn6-0-0"><span data-offset-key="ejnn6-0-0"><span data-text="true">Dando eccessivo credito a questi “<em><strong>cacciatori</strong> di bovini inverosimili</em>” rischiamo poi di non credere più a certi inganni che si celano realmente dietro la nostra vita quotidiana; finiremmo, come nella celebre storiella di “<strong><em>a lupo, a lupo!</em></strong>“, a non comprendere più che qualcuno ci sta veramente prendendo in giro, che siamo vittime di oscuri tranelli mascherati appunto da bufale alle quali non bisogna credere assolutamente.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ejnn6-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="4ncc1" data-offset-key="1mvb1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="1mvb1-0-0"><span data-offset-key="1mvb1-0-0"><span data-text="true">Ripeto, è solo un consiglio, ma prima di condividere e divulgare panzane, o presunte tali, cercate in qualche modo di documentarvi, siano esse <strong>bufale</strong> che <strong>anti-bufale</strong> … ragazzi! Gli “occhiali” ormai stanno diventando obbligatori, sostituiamoli subito al prosciutto che ci hanno messo sugli occhi.</span></span></div>
</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli schiavi del terzo millennio</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/gli-schiavi-del-terzo-millennio/</link>
					<comments>https://blog.figuccia.com/gli-schiavi-del-terzo-millennio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2014 10:56:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Il potere da potare]]></category>
		<category><![CDATA[Libera-mente]]></category>
		<category><![CDATA[Questa folle società]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[cellulari]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[lobby]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionali]]></category>
		<category><![CDATA[protagonismo]]></category>
		<category><![CDATA[schiavi]]></category>
		<category><![CDATA[schiavi+del+terzo+millennio]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
		<category><![CDATA[sistemi+operativi]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.figuccia.com/?p=2948</guid>

					<description><![CDATA[Siamo abituati a pensare, per deformazione culturale e luoghi comuni, che la schiavitù sia una piaga]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo abituati a pensare, per deformazione culturale e luoghi comuni, che la schiavitù sia una piaga dell’umanità ormai cancellata da tempo, almeno nelle regioni del pianeta considerate più evolute e civilizzate.</p>
<p>Ma non è così, anzi è vero l’esatto opposto: nel mondo siamo TUTTI ridotti in schiavitù.</p>
<p>Si tratta di tipi di asservimento diversi rispetto alla servitù ufficialmente abolita con la guerra di secessione americana, ma resta comunque una condizione di profonda dipendenza che, nel terzo millennio, si è estesa all’intera umanità seppur in forme diversissime fra loro.</p>
<p>C’è la schiavitù dalle droghe, dall’alcol, c’è quella del sesso, quella da protagonismo (fra le dipendenze più pericolose perché spinge chi ne è soggetto a compiere di tutto pur di farsi notare, mettendo in pericolo se stesso e il suo prossimo), esiste pure una sottomissione da evoluzione tecnologica, che induce la gente a tenersi “sempre aggiornata” con i modelli più recenti di prodotti elettronici, primi fra tutti i telefoni cellulari, spendendo così interi “patrimoni” per riempirsi i cassetti di apparecchi ancora buoni, ma “ufficialmente” obsoleti.</p>
<p>Se ci pensate un momento, il numero di queste “dipendenze” è praticamente infinito e non trova confini né limitazioni nelle età, nelle appartenenze etniche, nelle generazioni, nelle culture ecc. ecc.</p>
<p>Queste schiavitù, che spesso chiamiamo in modi diversi (manie, malattie, patologie, esasperazioni, fobie, ecc.) ma tali restano nella pratica, sono “pilotate” dagli schiavisti del terzo millennio: le multinazionali.</p>
<p>Organizzazioni tiranniche, ciniche, volte esclusivamente al profitto a qualsiasi costo. Le peggiori, quelle più spietate, sono quelle che operano nei campi farmaceutici, alimentari, e informatici.</p>
<p>Un esempio per tutti lo riscontriamo nel settore dei personal computer e della telefonia mobile. Avete notato quanti aggiornamenti arrivano quotidianamente sui vostri apparecchi? Quante volte vi costringono ad adeguare, se non cambiare del tutto i sistemi operativi? State tranquilli che non è per il vostro bene, o perché hanno scoperto chissà quale “innovazione epocale” da inserire nei vari software da modificare… è tutto “studiato” solo per schiavizzarci sempre più.</p>
<p>Ultimo esempio al riguardo è quello della Microsoft Corporation, che ha abbandonato il proprio vecchio sistema operativo XP per “imporre” il nuovo Windows 7. Scelta dettata dal mercato, va bene, ma perché “costringere” miliardi di persone nel mondo a passare all’ultimo sistema? Chi si terrà infatti XP verrà certamente bombardato da innominabili programmi di sabotaggio, spediti nell’iperspazioweb da individui “misteriosi”, ma dei quali tutti noi possiamo immaginarne la natura, l’origine e le motivazioni.</p>
<p>Non pensiate tuttavia che la Apple sia da meno. Il colosso informatico di Cupertino prima si differenziava per correttezza nei confronti dei propri clienti, ma dopo la morte di Steve Jobs, si è perfettamente allineata con le “porcherie di mercato” già adottate dalla Microsoft e da Bill Gates.</p>
<p>Di altre schiavitù non occorre neanche parlare perché le conosciamo tutti:</p>
<p>&#8211; i politici schiavi delle lobby;</p>
<p>&#8211; i migranti schiavi delle organizzazioni malavitose, ma anche delle loro stesse speranze;</p>
<p>&#8211; i popoli europei schiavi di un preciso piano di accentramento di comando e di potere;</p>
<p>&#8211; gli estremisti (di qualunque estrazione essi siano) schiavi di un’idea, giusta o sbagliata che sia.</p>
<p>Insomma l’unica cosa che ormai è impossibile trovare su questo nostro pianeta Terra è “la libertà”, un bene che abbiamo perso, forse per sempre.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.figuccia.com/gli-schiavi-del-terzo-millennio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Amici nemici, un problema generazionale</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/amici-nemici-un-problema-generazionale/</link>
					<comments>https://blog.figuccia.com/amici-nemici-un-problema-generazionale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jul 2013 10:49:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Questa folle società]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconismo]]></category>
		<category><![CDATA[carrieristi]]></category>
		<category><![CDATA[confronto]]></category>
		<category><![CDATA[edonismo+reganiano]]></category>
		<category><![CDATA[egocentrismo]]></category>
		<category><![CDATA[falsità]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[immagine]]></category>
		<category><![CDATA[invidia]]></category>
		<category><![CDATA[nemici]]></category>
		<category><![CDATA[protagonismo]]></category>
		<category><![CDATA[successo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://blog.figuccia.com/?p=2695</guid>

					<description><![CDATA[  Vi siete guardati intorno negli ultimi anni?  Avete notato differenze fra i rapporti interpersonali]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> </p>
<p>Vi siete guardati intorno negli ultimi anni?  Avete notato differenze fra i <strong>rapporti interpersonali</strong> della vostra generazione e quelli intrattenuti dai vostri figli con i loro amici?</p>
<p><span id="more-2695"></span>*</p>
<p>La stirpe degli <strong>ultra cinquantenni</strong> di oggi si è da tempo <strong>inaridita</strong>.</p>
<p>E’ triste, e non certo retorico, dover ammettere che i <strong>valori sociali</strong> di chi ha superato il mezzo secolo di vita sono evaporati nella ionosfera e poi, passando dal buco dell’ozono, sono finiti nel nulla cosmico.</p>
<p>C’è da chiedersi dunque perché non collima più, per esempio, il concetto di “<strong>amicizia</strong>” fra moderni ultra cinquantenni con quello fra giovani di<strong> età inferiore ai 30 anni</strong> o perché gli odierni attempati si incaponiscono a perseguire ancora logiche di <strong>casta</strong> o di <strong>associazionismi occulti</strong> per il raggiungimento dei loro obiettivi <em>(spesso anche personalissimi o infami), </em>quando i loro stessi figli hanno preso coscienza dei cambiamenti sociali  adeguandosi alle nuove necessità e affrontandone coraggiosamente, da soli e senza alcun aiuto esterno, i conseguenti problemi <em>(<span style="text-decoration: underline;">altro che bamboccioni! </span></em><span style="text-decoration: underline;"><em>–</em><em> E</em><em>’</em><em> vero fornero? E</em><em>’</em></span><em><span style="text-decoration: underline;"> vero padoa schioppa, dovunque tu sia</span>?).</em></p>
<p><strong>Gli anziani di oggi costituiscono invece una generazione disgraziata</strong>.</p>
<p>Non sono più capaci di intrattenere rapporti sinceri e leali con quelli che una volta si chiamavano “<strong>amici</strong>”; o rompono i legami che ritengono troppo “<strong>ingombranti</strong>”, per invidia, gelosia o per quella esasperante smania di “<strong>confronto</strong>” che spesso li vede perdenti, oppure continuano a “<strong>trascinarsi</strong>” dietro <strong>falsi rapporti amichevoli</strong> basati solo su possibili opportunità da sfruttare in futuro, se non in un parassitario presente, vissuto magari all’ombra di quell’ “amico” che non spenderà comunque mai un solo centesimo per ricambiare quel ruffiano legame sopportato solamente per pura ostentazione di superiorità.</p>
<p>Brutta generazione! <strong>Che ha vissuto il ’68 ribellandosi e il 2012 facendosi soggiogare</strong>, che ha creduto nella vera amicizia solo fino al momento in cui ha dovuto fare i conti con un concetto considerato ormai molto più determinante per la società contemporanea: <strong>il protagonismo</strong>.</p>
<p><strong>Successo a tutti i costi</strong>, <strong>egocentrismo assoluto</strong>, <strong>voglia di spiccare</strong> in qualche modo sugli altri, <strong>carrierismo esasperato</strong>, sono tutte alterazioni sociali che hanno condotto alla <strong>deformazione dei rapporti</strong> fra un singolo individuo e un altro.</p>
<p>Il <strong>fenomeno</strong>, partito già dagli anni ’80, come sempre dall’<strong>America</strong> (<em>vera fucina di stronzate di livello universale, che poi vengono automaticamente scimmiottate nel resto dell’occidente</em>) con il celebre “<strong>edonismo reaganiano</strong>“, si è purtroppo consolidato in Italia con il “<strong>berlusconismo</strong>“, altro fenomeno, stavolta nostrano, che ha portato al massimo del parossismo il <strong>culto della competizione</strong> <strong>e dell’apparenza</strong>.</p>
<p>La generazione che è stata maggiormente permeata da queste due “correnti di pensiero” (<em>chiamiamole così per non offendere chi ne è stato contagiato</em>) è stata proprio quella degli attuali ultra-cinquantenni, mentre le nuove generazioni ne sembrano esenti (<em>speriamo continui così anche in futuro</em>).</p>
<p>Per gli “<strong>infettati</strong>” non c’è più spazio per la <strong>solidarietà sociale</strong>, anche se “ufficialmente” si presentano con la maschera che il Premio Nobel per la Letteratura<strong> José Saramago</strong> ha definito la “<strong>maschera della falsità</strong>“. Esternamente gente cordiale, sensibile, altruista, internamente insulsi individui gretti, egoisti, presuntuosi e aridi. Non si “muovono” se non hanno ritorni economici o di “immagine”, <strong>non sono disponibili a concedere nulla senza un concambio adeguato</strong>.</p>
<p>Saramago, qualche giorno prima di morire, ha detto: “<strong><em>Non viviamo una crisi economica, questa è una crisi morale, per questo sarà molto difficile uscirne</em></strong>“, e il filosofo <strong>Emil Cioran</strong> ha affermato in coerenza: “<em><strong>Oggi quasi nessuno riesce a fare a meno della propria maschera. Si ha troppa paura di farsi vedere a cuore nudo dagl’altri, mostrarsi nella propria schiettezza, aprirsi con fiducia,  farsi capire per quello che realmente si sente e si prova. Tutto nasce da questo complesso di timori. Siamo soltanto maschere che non hanno il coraggio di essere</strong></em>“.</p>
<p>In questo scenario un “<strong>amico</strong>“  diventa solo un numero in più sui contatti di <strong>Facebook</strong>, per dirla alla maniera di <strong>Pirandello</strong>: un fastidioso antagonista da “<strong>trattare con i guanti gialli</strong>“.</p>
<p>Un “amico” diventa un <strong>ex</strong> nel momento in cui non si riesce a tenerne il passo, o a dimostrare di esserne in qualche modo superiore, nonostante la propria innegabile <strong>mediocrità</strong> dovrebbe invece costituire un razionale deterrente a qualsiasi genere di <strong>competitività</strong> nei confronti di certo prossimo <strong>maggiormente qualificato</strong>.</p>
<p>Ognuno si ritene un “<strong>padre eterno</strong>” e si ostina in penosi tentativi per dimostrarlo; gli “<strong>altri</strong>” (<em>praticamente tutto il resto del mondo</em>) sono solo <strong>“personaggi di contorno”</strong> che devono essere funzionali esclusivamente alla propria esaltazione. </p>
<p>Guai se gli “altri” che si aggirano nella più vicina orbita hanno invece capacità e talento superiori! Vanno immediatamente epurati e trattati appositamente con il massimo del <strong>disinteresse</strong> e con la più estrema <strong>indifferenza</strong>, se non magari “accoltellati” (<em>in senso metaforico ovviamente</em>) dietro le spalle e in contumacia, nel patetico tentativo di sminuirne il valore all’interno del <strong>gruppo</strong>, con la mera illusione di riuscire così a conquistare “punti” per se stessi e poter risalire dagli ultimi posti della “classifica sociale”.</p>
<p>L’ammirazione e il consenso per il prossimo, in questo contesto, sono da abolire in toto. L’amico deve essere un <strong>essere inferiore</strong>, un <strong>sottomesso</strong>, oppure, e questa è l’unica eccezione, deve essere già in possesso di quel “<strong>potere</strong>” che può essere asservito alle proprie smanie di “<strong>ascesa</strong>“. Lui però, l’amico potente,  non muoverà mai un dito al riguardo, proprio al contrario di quello che facevano gli “amici” della generazione precedente.</p>
<p>Brutta davvero!  Altro che “<strong>generazione di ferro</strong>”!</p>
<p>La nostra (<em>perché anche io che vi scrivo purtroppo ne faccio parte</em>) è proprio una generazione di “<strong>falliti rampanti</strong>”, quelli che leggendo (<em>sempre che disposti intanto ad ammettere di averlo fatto</em>) risponderanno subito: “<strong>Pensa per te … io non sono un fallito</strong>”; gli stessi personaggi che non hanno ancora compreso che <span style="text-decoration: underline;"><strong> in questa cloaca sociale a “emergere” sono spesso solo gli “stronzi”.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong><span style="text-decoration: underline;">Quest&#8217;articolo è anche presente sul blog &#8220;Striscia la protesta&#8221; al link:</span></strong></span><strong><span style="text-decoration: underline;">  <a href="http://www.striscialaprotesta.it/2013/07/08/amici-nemici-un-problema-generazionale/#more-3086">http://www.striscialaprotesta.it/2013/07/08/amici-nemici-un-problema-generazionale/#more-3086</a></span></strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://blog.figuccia.com/amici-nemici-un-problema-generazionale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
