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	<title>rai &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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	<title>rai &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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		<title>Il ripugnante è tale anche se registra attenzione in tv</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2020 23:01:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Occorre dare un segnale forte contro il degrado dei media in Italia. Tutto ciò che genera “numeri”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Occorre dare un segnale forte contro il degrado dei media in Italia. Tutto ciò che genera “numeri” all’interno dei social, nonostante sia&nbsp;<strong>ripugnante</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>immorale</strong>, viene trasferito nelle reti pubbliche e private per fare audience da sbandierare agli&nbsp;<strong>sponsor pubblicitari</strong>&nbsp;e trarne il solito squallido&nbsp;<strong>profitto economico</strong>.</p>
<p>Dalle dirigenze dei&nbsp;<strong>media</strong>&nbsp;ormai l’<strong>etica</strong>&nbsp;<strong>viene vista come un limite ai guadagni, non come indice di qualità e civiltà</strong>.</p>
<p>Anche se, con il solito metodo dell’<strong>autore</strong><span class="text_exposed_show"><strong>ferenzialità</strong>&nbsp;e delle compiacenze delle società che si occupano di statistiche (<em><strong>auditel</strong></em>) quest’ennesima mostruosità televisiva, denominata&nbsp;<em><strong>festival</strong></em>, registrerà alla chiusura dei giochi il consueto&nbsp;<strong>fasullo record di ascolti</strong>, proporrei di spegnere la tv durante la “<em>fatidica</em>” settimana sanremese. Riscoprite il cinema, la lettura di un buon libro, una passeggiata in centro o una bella serie televisiva di Netflix.<br />
</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">I maledetti dei media pubblici vanteranno lo stesso finti&nbsp;<strong>share</strong>&nbsp;spaziali, ma il reale segnale negativo della massa popolare, per quanto occultato alla Nazione, cadrebbe sulle teste degli addetti ai lavori ridimensionando la loro mancanza di scrupoli morali e le loro indegne aspirazioni di carriera.</span></p>
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		<title>Tele Merdaccia</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/tele-merdaccia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 23:01:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[No, non è casuale. Le tv puntano esclusivamente all’audience, fatta esclusione per&#160;Rai3, che]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>No, non è casuale. Le tv puntano esclusivamente all’audience, fatta esclusione per&nbsp;<strong>Rai3</strong>, che ancora produce cultura, e alcune reti satellitari a tema documentaristico (<em>History, National Geographic, Focus ecc.</em>).</p>
<p>Tutte le reti televisive ormai cercano solo il massimo della&nbsp;<strong>visibilità</strong>&nbsp;popolare, quindi è proprio la&nbsp;<strong>scadente qualità della platea</strong>&nbsp;che spinge i responsabili dei&nbsp;<strong>palinsesti</strong>&nbsp;a imbottire i programmi di roba tanto grossolana e di&nbsp;<strong>cattivo gusto</strong>.</p>
<p>Non c’è altra spiegazione per il successo che continuano a ottenere programmi come il “<strong>grande fratello</strong>“, “<strong>l’isola dei famosi</strong>“, “<strong>uomini e donne</strong>” ecc. e il gradimento popolare di alcuni “<em><strong>caratteristi</strong></em>” come&nbsp;<strong>malgioglio</strong>,&nbsp;<strong>tina cipollari</strong>,<strong>&nbsp;gemma galgani</strong>, “<strong><em>il divino othelma</em></strong>“,&nbsp;<strong>francesca cipriani</strong>&nbsp;e così via nauseando.</p>
<p>Il degrado deriva in primo luogo dalla scarsa qualità culturale della massa popolare che sta dinanzi lo schermo, ma soprattutto dalla&nbsp;<strong>pubblicità</strong>, che pagando cifre spropositate COSTRINGE le&nbsp;<strong>tv che si sono vendute al cattivo gusto</strong>&nbsp;a diffondere solo roba&nbsp;<em>nazional-popolare</em>&nbsp;che può essere apprezzata solo da quel tipo di telespettatori.</p>
<p>Di certo qualcuno ora se ne uscirà con la solita idiozia “<em>ma c’è il telecomando, chi non gradisce può cambiare canale</em>“, come se la possibilità di poter fare zapping per sfuggire a questi orrori televisivi (<em>peraltro remota visto che quasi in tutte le reti si vedono sempre le stesse idiozie</em>) possa concedere il diritto a una televisione pubblica (<em>la Rai ovviamente</em>) di spendere i nostri soldi del&nbsp;<strong>canone</strong>&nbsp;propinandoci sempre la stessa inguardabile spazzatura; ma&nbsp;in Italia da diversi anni vige la “<em>legge</em>” dello schieramento in opposizione. Qualunque cosa venga esternata da mente umana DEVE ESSERE CONTESTATA da qualche altra testa “<em>pensante</em>“. Non esiste più l’oggettività, tutto è “come ci pare” di pirandelliana memoria. Il diritto (<em>sacrosanto e incontestabile, per carità</em>) di pensarla diversamente dagli altri, appare ottimo alibi per i sofisti del terzo millennio che, per partito preso o per vana gloria, chissà, devono sostenere l’esatto opposto della tesi principale esposta sui social, magari anche arrampicandosi sui vetri. Contenti loro, contenti tutti, questa è però la “<em><strong>vittoria di pirro</strong></em>“, molto diffusa su Facebook specialmente, quindi finché la maggioranza dei telespettatori si mostrerà soddisfatta di questo genere di tv, magari solamente per schierarsi contro coloro che la contestano, ci toccherà subire passivamente l’esistenza a reti unificate di&nbsp;<em><strong>TELE Merdaccia</strong></em>.</p>
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		<title>Le tv stanno massacrando il calcio</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/le-tv-stanno-massacrando-il-calcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Sep 2018 08:18:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Schizofrenia totale nelle telecomunicazioni sportive, soprattutto nel settore calcistico. Non si capisce]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Schizofrenia totale nelle telecomunicazioni sportive, soprattutto nel settore calcistico.<span id="more-9823"></span><br />
Non si capisce più nulla!<br />
Ma chi regge i fili del potere radiotelevisivo è poi così sicuro che i continui cambiamenti, i campionati a spezzatino, il mercimonio dei diritti televisivi, i programmi sportivi standardizzati e uguali in tutte le tv ma con la pretesa di trasmettere “cose” nuove, le inutili interviste a raffica a giocatori e allenatori che ripetono pateticamente sempre le stesse cose, siano ancora business a cui attaccarsi per fare profitti?</p>
<p>O piuttosto questi “colpi di genio” stanno <span class="text_exposed_show">riuscendo nel difficilissimo compito di far disgustare TUTTI i telespettatori proprio nel genere televisivo più amato in Italia?<br />
</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">I segnali ci sono tutti: gli stadi si stanno svuotando, gli abbonamenti ogni anno sono sempre di meno, gli share televisivi delle trasmissioni specializzate scendono pericolosamente, il disinteresse sta assumendo dimensioni gigantesche … continuate così, IMBECILLI, vedrete che fra poco il vostro “business” a tutti i costi distruggerà definitivamente l’intero bacino dell’utenza sportiva (e calcistica in particolare).<br />
</span></p>
<p>I telespettatori si sentono ormai <strong>vincolati e presi in giro</strong> proprio come nel vecchissimo gioco del <strong>biliardino</strong> (<em>o calcio balilla</em>) in cui i calciatori sono “costretti” a giocare abbracciati fra loro e <strong>comandati</strong> da una “demoniaca” asta di metallo che ne blocca quasi tutti i movimenti. E’ una metafora ovviamente, ma non vi sembra che sia i calciatori che i telespettatori siano ugualmente dominati da coloro che agiscono al di fuori del “tavolo di gioco”?</p>
<p><span class="text_exposed_show">La gente non ne può più delle banalità, dei continui cambiamenti delle reti abilitate alla trasmissione delle immagini calcistiche, ma anche di qualche <strong>vecchia bacucca</strong> che si crede bella e giovane e pretende di presentare <strong>ANCORA</strong> (<em>e magari anche vita natural durante</em>) lo stesso programma della Rai ridendo come un’ebete e facendosi illuminare il volto, come fosse un’apparizione mariana, per far sparire le naturali rughe imposte dall’età anagrafica. E sappiamo tutti che per “imporsi” in quella nicchia televisiva ha smosso mezzo mondo in cerca della raccomandazione più utile a far saltare altre/altri giornalisti ben più preparati e adatti a ricoprire quell’incarico. Ma in Italia le cose vanno così, purtroppo. Che almeno non ci rompano le scatole con i passaggi da un canale all’altro, da una pay tv all’altra delle trasmissioni specializzate a divulgare le immagini del calcio nostrano (<em>serie A e serie B</em>).<br />
</span></p>
<p>Un anno le partite vengono trasmesse dalla <strong>Rai</strong>, l’anno successivo da <strong>Sky</strong>, poi subentra <strong>Premium</strong> nella caccia all’osso da rosicchiare, in seguito si torna a Sky, l’ultimo giro della roulette ha fatto subentrare una new entry: <strong>Dazn</strong>, società inglese nata appena tre anni fa. Insomma, ogni anno si dovrebbe cambiare abbonamento, cambiare canale di ricezione, cambiare riferimenti giornalistici, cambiare modalità di pagamento, ecc. ecc.</p>
<p><span class="text_exposed_show">La gente non ne può più e vedrete che alla fine preferirà certamente seguire le fiction o le serie americane che non le idiozie e i patetici tentativi di fare spettacolo nei programmi televisivi con un argomento come lo <strong>sport</strong>, che fa spettacolo a sé e che non ha bisogno di questi artificiosi carrozzoni di sciocchezze e di questi “rimpalli” da una tv all’altra per essere seguito con attenzione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Dov..RAI pagare comunque</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/dov-rai-pagare-comunque/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2016 23:01:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ogni anno, a gennaio, inizia sempre per i telespettatori italiani la solita solfa dei telegiornali rai]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="e9kc8-0-0"><span data-offset-key="e9kc8-0-0">Ogni anno, a gennaio, inizia sempre per i telespettatori italiani la solita solfa dei telegiornali rai che, alla fine di ogni loro edizione giornaliera, ci ricordano con coriacea ripetitività, fino al successivo mese di maggio (<em>5 mesi interi di lavaggio del cervello</em>), che il canone <strong>rai</strong> è scaduto e che BISOGNA RINNOVARLO (<em>cazzu cazzu! – direbbe Cetto La Qualunque</em>).</span></div>
<p><span id="more-3041"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="e9kc8-0-0"><span data-offset-key="e9kc8-0-0">Lo strazio mediatico al quale siamo stati sempre sottoposti tutti noi, da gennaio  a maggio di ogni anno, prevede inoltre, dopo il reiterato promemoria della ormai prossima scadenza, per la serie “<strong>fratello! ricordati che devi morire</strong>“, anche l’oscuro avvertimento premonitore di poter incorrere, in caso di inadempienza: alle “frustate di stato”, alla “gogna fiscale”, alle “sopratasse sulle tasse delle tasse”, alle “persecuzioni della gestapo o delle ss” ecc. ecc.</span></div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="e9kc8-0-0"></div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="13egv-0-0"><span data-offset-key="13egv-0-0">Nel 2016,  “invece”, la grande svolta: <strong>non dobbiamo più pagare l’odiato canone, </strong>semplicemente perché ce lo “<strong>insuppostano</strong>” direttamente tramite un’altra utenza (<em>quella elettrica</em>) che non c’entra nulla con la rai, ma che non possiamo rifiutarci di pagare per non restare al buio come ai tempi dell’uomo di Neanderthal.</span></div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="b93cv-0-0"></div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="b93cv-0-0"><span data-offset-key="b93cv-0-0">In pratica agli italiani non arriverà più il bollettino rai per “<strong>via postale</strong>“, ma bensì direttamente per “<strong>via rettale</strong>“, così tutti saranno “costretti” a pagarlo “obtorto collo”.</span></div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="b93cv-0-0"></div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="b93cv-0-0"><span data-offset-key="b93cv-0-0">Come sempre subiremo le “furbettinate” del nostro creativo governo (<em>costituzionali o no, meglio non entrare nel merito</em>), ma la cosa più clamorosa, quella che attualmente sta facendo sobbalzare sulle sedie tutti i telespettatori, è la reiterazione periodica dell’annuncio televisivo, messo in onda (<em>e anche in qualche altro posto</em>) forse con ancora maggiore frequenza di quello trasmesso negli anni scorsi.  </span></div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="b93cv-0-0"><span data-offset-key="b93cv-0-0">Ma come? Si saranno chiesti i contribuenti … negli anni passati, quando dovevano convincere la gente a pagare la tassa, ci propinavano l’ipnotico minaccioso avviso “solo” 6 volte al giorno, prima e dopo i pasti, e oggi, che non ce ne sarebbe più bisogno perché hanno trovato il modo “per farcela pagare” comunque, ci bombardano quotidianamente con annunci “a grappolo”, come se noi fossimo tutti evasori farabutti meritevoli di questa tortura mediatica.</span></div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="b93cv-0-0"></div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="b93cv-0-0">In effetti, la comunicazione preventiva del “<strong>siluro</strong>” che ci sta per colpire “<strong>in comode rate</strong>“, nel momento in cui viene continuamente ripetuta prima e dopo ogni <strong>TG</strong> e in ogni<strong> rete televisiva pubblica</strong>, assume più i connotati di un “<strong>supplizio</strong>” che non quelli di un diritto alla trasparenza onorato dalla pubblica amministrazione nei confronti dei contribuenti (<em>come si vorrebbe far credere</em>). Quasi come se <strong>Torquemada</strong>, prima di torturare le proprie vittime, si fosse “<strong>vantato</strong>” di poterlo fare con il loro tacito consenso; il “<strong>sadismo istituzionale</strong>” in questa vicenda assume caratteristiche di immorale cattiveria gratuita.</div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="b93cv-0-0"></div>
<div class="_45m_ _2vxa" data-block="true" data-offset-key="b93cv-0-0">D’altra parte il nostro attuale governo tende sempre ad <strong>autocelebrarsi</strong>, anche in funzione<strong>demagogica</strong> finalizzata alle prossime scadenze referendarie ed elettorali; quindi, quale migliore occasione poteva trovare, per ottenere pubblico consenso, come questa litania mediatica che vorrebbe far apparire una simile “<strong>supposta</strong>” fiscale come un leggiadro medicamento per le nostre povere tasche posteriori?</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Le televisioni nazionali in mano agli incompetenti</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/le-televisioni-nazionali-in-mano-agli-incompetenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jan 2014 12:22:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E’ da tempo cosa arcinota che la classe dirigente italiana sia ampiamente deficitaria, qualsiasi sia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">E’ da tempo cosa arcinota che la <strong>classe dirigente</strong> italiana sia ampiamente deficitaria, qualsiasi sia il campo preso in considerazione.<span id="more-2691"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Politica, economia, industria, scuola, banche, amministrazione pubblica, è tutto un disastro per il fallimentare (<em>e inspiegabilmente superpagato</em>) italico management. Ma non dobbiamo dimenticare, in questo orrido quadro di incapacità, la gestione dei media in genere e delle televisioni in particolare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="line-height: 1.5em;">Gli esempi emblematici al riguardo sono tantissimi, ne abbiamo già parlato in questo blog il </span><strong style="line-height: 1.5em;">26 aprile del 2010</strong><span style="line-height: 1.5em;"> con l’articolo ironico “</span><a style="line-height: 1.5em;" href="http://www.striscialaprotesta.it/2010/04/26/palinsesti-intelligenti-per-spettatori-deficienti/" target="_blank">Palinsesti intelligenti per spettatori deficienti</a><span style="line-height: 1.5em;">”. Ebbene da allora non è cambiato nulla. Le televisioni continuano a “massacrare” </span><strong style="line-height: 1.5em;">sceneggiati </strong><span style="line-height: 1.5em;">e</span><strong style="line-height: 1.5em;"> fiction</strong><span style="line-height: 1.5em;">, siano esse di propria produzione, o comprate all’estero e pagate magari “un occhio della testa”.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Ultimo in Italia, dopo diverse decine di programmi interrotti alla seconda puntata o abortiti ancora prima dell’inaugurazione, se non spostati continuamente di orario e di canale di trasmissione, ecco spuntare il caso “<strong>Downton Abbey</strong>“.</p>
<p style="text-align: justify;">Una <strong>serie</strong> di altissimo livello giunta alla fine della terza stagione e <strong>pluripremiata</strong> in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>telefilm</strong> è una produzione inglese di grande prestigio e qualità; ottima la fotografia, superlativi gli interpreti, accattivante il soggetto che riveste anche il carattere di importante <strong>contributo storico</strong>, una vera e propria <strong>epopea delle classi sociali</strong> nell’<strong>Inghilterra</strong> di inizio secolo scorso.  Acclamata dal pubblico di mezzo mondo e glorificata dalla critica, che forse per la prima volta ha correttamente giudicato un prodotto televisivo, in Italia invece ha fatto “<strong>flop</strong>”… come mai, direte voi?</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, i responsabili di rete se lo chiedono pure!  Lungi da quelle “teste” l’idea che siano proprio loro gli incapaci che hanno fatto fallire il lancio della fiction in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>America</strong>, nonostante la particolare antipatia per la storia inglese, il colossal televisivo ha registrato <strong>dieci milioni di spettatori</strong> alla prima della quarta stagione, mentre in Italia le avventure di <strong>Lord Grantham e famiglia</strong> hanno portato davanti agli schermi solo 861.000 persone alla fine della terza.</p>
<p style="text-align: justify;">La spiegazione del fallimento è semplicissima, ma risulta ovviamente incomprensibile per i dirigenti televisivi che, possedendo ridotte capacità intellettive, sono arrivati perfino a dare la colpa di tutto questo agli spettatori italiani, considerati idonei a seguire solo “<strong>I Cesaroni</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">La serie ha iniziato a essere trasmessa in Italia dal canale televisivo satellitare “<strong>Diva TV</strong>” che ha diffuso le prime due stagioni. Già questa “<strong>falsa partenza</strong>” su una rete satellitare di limitato bacino di utenza è risultata penalizzante, poi, non si sa perché e non si sa per chi, la fiction è passata (<span style="text-decoration: underline;"><em><strong>sotto totale silenzio</strong></em></span>) nei palinsesti di <strong>Mediaset</strong> senza alcuna “copertura” pubblicitaria che potesse creare preventivo interesse nei telespettatori, come si fa normalmente con qualsiasi produzione televisiva in programmazione anche se scadente. E’ dunque spuntata come un fungo direttamente alla terza stagione prima su <strong>Canale 5</strong> e poi, per darle il “<strong>colpo di grazia</strong>” definitivo, è transitata su <strong>Retequattro</strong>, ultimo vagoncino del trenino <strong>Mediaset</strong>, cambiando giorno e orario e sempre senza alcuna comunicazione ai poveri telespettatori interessati che hanno dovuto fare salti mortali per seguire la loro serie preferita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, d’altra parte, i dirigenti televisivi fanno parte di quello stuolo di individui che si fanno segnalare, sponsorizzare e raccomandare dai “<strong>soliti noti</strong>” del potere occulto per poter ricoprire quegli incarichi che non sono assolutamente idonei a ricoprire. Così, una volta piazzatisi sul “<strong>trono</strong>” ne restano “<strong>intronati</strong>”, e non sono capaci di fare le scelte giuste, non riconoscono la effettiva qualità delle produzioni da mandare in onda, e distruggono, come pronipoti di <strong>Attila</strong>, tutto quello che passa sotto i loro piedi (<em>che poi è il mezzo con il quale ragionano</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il direttore di <strong>Retequattro</strong> al riguardo ha dichiarato: “<em>Sapevamo che era un prodotto difficile perché parla alla testa e non alla pancia</em>“, e infatti lui <strong>l’ha trattato con i piedi</strong>.</p>
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