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	<title>referendum &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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		<title>Il referdubbium</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/il-referdubbium/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 10:54:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La confusione mediatica è asservita al fallimento del referendum; su questo non ci piove.  Più caos]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>confusione mediatica</strong> è asservita al fallimento del <strong>referendum</strong>; su questo non ci piove.  Più caos si crea meno gli Italiani vengono invogliati a votare, più dubbi si seminano sull’opportunità referendaria meno si comprendono i veri motivi per i quali occorre recarsi alle urne.<span id="more-7493"></span></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/-orOyaJYJ2Y" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Ma il referendum propone solo una scelta semplicissima: <strong>concedere alle compagnie petrolifere la disponibilità del NOSTRO TERRITORIO fino all’esaurimento dei giacimenti o fermare le trivellazioni alle naturali scadenze dei contratti.</strong></p>
<p>Non occorre assolutamente uno specifico corso di laurea in ingegneria per documentarsi, né di andare a studiarsi le normative internazionali sulle pertinenze costiere (vedi problematica sulle 12 miglia), <strong>è solo una banalissima questione di buon senso.</strong></p>
<p>Vorrei capire come una buona parte della popolazione italiana, <strong>a parte i bastian contrari che vanno sempre e comunque “controcorrente” solo per farsi notare</strong>, si ostini ad interpretare l’opzione “<strong>sì</strong>” come impoverimento delle risorse energetiche del nostro paese e non come sacrosanta presa di posizione contro le multinazionali STRANIERE (<em>vedi la francese <strong>total</strong></em>) che da anni vengono a risucchiarci greggio e gas sul nostro territorio e se lo portano via concedendoci solo una sorta di elemosina (<em>questo diritto si chiama “<strong>royalty</strong>“</em>) per il “disturbo”, l’impatto ambientale (<em>quello nostro ovviamente</em>), e i rischi connessi (<em>che sono altissimi, nonostante qualcuno osi dire “ma fino ad oggi non è successo nulla</em>“).</p>
<p>Anche la faccenda del gas viene erroneamente sfruttata dai sostenitori del no; le trivelle esistono per tirare <strong>idrocarburi</strong>, siano essi gas che petrolio liquido, per cui sostenere che noi andiamo avanti a gas non vuol dire di certo che il referendum sulle trivelle sia inutile.</p>
<p>Insomma le <strong>sciocchezze</strong> che ho letto e continuo a leggere da parte di chi sostiene il “<strong>no</strong>“, a partire dal signor <strong>renzi</strong>, sono a dir poco <strong>pirotecniche</strong>, e direi più “piro” che tecniche, perché di “tecnico” non hanno proprio nulla.</p>
<p>Partendo dal presupposto che le nostre <strong>fonti energetiche</strong> sono tutt’ora legate <strong>all’importazione</strong>da altri paesi (<em>Francia, Germania ecc. ecc.</em>) e che andare a votare “no” <strong>non influirebbe minimamente su questo fattore</strong>, perché allora concedere ai ricchissimi petrolieri stranieri di esaurire liberamente i <strong>NOSTRI GIACIMENTI</strong> (perché si trovano in territorio italiano) senza darci un rientro almeno in termini economici? <strong>Bloccare le trivellazioni alla scadenza contrattuale e studiare nuovi accordi per il futuro non vi sembra un’idea migliore</strong>?</p>
<p>C’è chi dice: “<em><strong>Ma perché mobilitare l’intero Popolo Italiano per una normativa che poteva risolversi a livello parlamentare?</strong>“</em>.</p>
<p>Ma il punto della questione sta proprio lì. Il <strong>referendum</strong> non è nato certo da una scelta governativa, perché il <strong>governo filo-lobbista</strong> che ha assunto il potere senza essere eletto dal Popolo, non ha alcun “<strong>interesse</strong>” ad andare contro gli “<strong>interessi</strong>” dei <strong>petrolieri</strong> che lo hanno sostenuto nell’ascesa al trono.  Pensate proprio che il parlamento avrebbe risolto la questione con una semplice votazione, possibilmente a colpi di “<strong>fiducia</strong>” quando la “<strong>maggioranza</strong>” si è creata proprio per il volere delle <strong>lobby</strong> (<em>anche petrolifere</em>)?</p>
<p>Sono state invece nove <strong>Regioni Italiane</strong> a promuovere questo referendum, prima erano di più, ma poi qualcuna si è defilata, Sicilia compresa nonostante sia una fra quelle più coinvolte, proprio per rendere <strong>FONDAMENTALE</strong> la <strong>scelta popolare</strong>, bypassando così una scontata omissione di parte che avrebbe fatto l’attuale sistema di potere.</p>
<p>Occorre dunque pressare il nostro governucolo da strapazzo sulla necessità di assumere atteggiamenti diversi nei confronti delle lobby che attualmente COMANDANO al suo interno, e solo il <strong>POPOLO</strong> può farlo, sempre che sia coeso nel suo intervento. Andranno a votare “<strong>sì</strong>” al referendum questi Italiani che vi elenco di seguito, ne riconoscerete certamente “qualcuno”, un motivo per aver optato per questa scelta deve pur esserci, non credete?</p>
<p>Dario Fo (Premio Nobel per la letteratura)<br />
Erri De Luca (scrittore)<br />
Dacia Maraini (scrittrice)<br />
Andrea Camilleri (scrittore)<br />
Daniele Vicari (regista)<br />
Vinicio Capossela (cantante)<br />
Albano Carrisi (cantante)<br />
Carlo Freccero (autore televisivo)<br />
Enzo Iacchetti (conduttore televisivo)<br />
Massimo Bray (ex ministro dei beni culturali)<br />
Jovanotti (cantante)<br />
Piero Pelù (cantante)<br />
Noemi (cantante)<br />
Dario Vergassola (comico)<br />
Maurizio Casagrande (attore)<br />
Moni Ovadia (attore teatrale)<br />
Ficarra e Picone (attori)<br />
Alessandro Gassman (attore)<br />
Neri Marcorè (attore)<br />
Luca Mercalli (meteorologo e climatologo)<br />
Carmen Consoli (cantante)<br />
Sabina Guzzanti (attrice)<br />
Giancarlo Giannini (attore)<br />
Daniele Silvestri (cantante)<br />
Flavio Insinna (attore)<br />
Nino Frassica (attore)<br />
Elio Germano (attore)<br />
Claudio Santamaria (attore)<br />
Pietro Sermonti (attore)<br />
Claudia Gerini (attrice)<br />
Valeria Golino (attrice)<br />
Isabella Ragonese (attrice)<br />
Mario Tozzi (geologo)<br />
Daniele Sepe (cantante)<br />
Carlo Martigli (scrittore)<br />
Andrea Segre (regista)<br />
Bandabardò (gruppo musicale)<br />
Alessandro Gilioli (giornalista)<br />
Riccardo Bocca (giornalista)<br />
Sandro Ruotolo (giornalista)<br />
Luciana Castellina (giornalista)<br />
Giacomo Russo Spena (giornalista)<br />
Matteo Pucciarelli (giornalista)<br />
Saverio Tommasi (giornalista)<br />
Franco Arminio (paesologo)<br />
99 Posse (gruppo musicale)<br />
Rocco Hunt (cantante)<br />
Clementino (cantante)<br />
Irene Cao (scrittrice)<br />
Assalti Frontali (gruppo musicale)<br />
Kutso (gruppo musicale)<br />
Andrea Appino (cantante)<br />
Dente (cantante)<br />
I Foja (gruppo musicale)<br />
Quintorigo (gruppo musicale)<br />
Giacomo Farina – Kunsertu (gruppo musicale)<br />
Mariapina Salzarulo (chargée d’étude CNRS Parigi e danzatrice)<br />
Angelo Laurino (attore)<br />
TheRivati (gruppo musicale)<br />
Diego Parassole (attore)<br />
Tinturia (gruppo musicale)<br />
I Gatti mézzi (gruppo musicale)<br />
Pamela Soluri (fashion blogger)<br />
E Zezi Gruppo Operaio (gruppo musicale)<br />
Domenico di Leo (musicista)</p>
<p>…….. e anche io, pur essendo “nessuno”.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ci stanno trivellando pure i pensieri</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/ci-stanno-trivellando-pure-i-pensieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 11:14:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Leggo purtroppo tanta brutta roba sul prossimo referendum del 17 aprile. Come sempre, in Italia per lo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo purtroppo tanta brutta roba sul prossimo referendum del 17 aprile.<span id="more-7449"></span></p>
<p>Come sempre, in Italia per lo meno, ad ogni problematica, ad ogni argomento, ad ogni tema in discussione, si generano sempre “in automatico” due <strong>fazioni</strong> opposte che la pensano l’una al contrario dell’altra.</p>
<p>Non c’è mai una <strong>unità di vedute</strong>, questo sia per la disinformazione, che costituisce il motivo principale di queste contrapposizioni, sia per la “moda”, diffusa in una certa categoria di persone, di volerla pensare sempre difformemente alla massa per esaltare il proprio ego malato di protagonismo, o per distinguersi in qualche modo (<em>anche arrampicandosi sui vetri con l’uso delle parole</em>) dalla pletora di altri cittadini che la pensa in modo opposto.</p>
<p>E qui, giù con il campionato nazionale di “<strong>giramento delle frittate</strong>“, via con il salto in alto sull’oggettività, avanti tutta con prove e documentazioni venute fuori dal nulla e, guarda caso, materializzatesi per l’occasione da qualche parte sul <strong>web</strong>, su <strong>Wikipedia</strong> o su chissà quali strani archivi informatici, magari anche statali.</p>
<p>Nel caso in questione il caos regna ormai sovrano.</p>
<p>Proprio quando sembrava chiaro alla massa popolare che lo stato ci stava “silurando” con l’ennesima porcata a favore delle multinazionali e a scapito dell’ambiente, del territorio e della popolazione, e che il referendum avrebbe potuto per lo meno mitigarne i danni, ecco venire fuori improvvisamente dal “sottosuolo” social-mediatico strani pensieri opposti, trivellati e tirati su al momento giusto per tentare di neutralizzare ciò che aveva fatto, fino a quel momento, la campagna “<strong>No-Triv</strong>” di <strong>Greenpeace</strong> &amp; C.</p>
<p>Strani “<strong>algoritmi filosofici</strong>”, che vorrebbero convincere a non andare a votare per non fare raggiungere il quorum o di votare addirittura NO per mantenere le <strong>trivelle</strong> (<em>già operative</em>) senza alcuna scadenza, riempiono le pagine dei giornali, dei blog e dei social, sostituendosi piano piano alle equipollenti elucubrazioni uguali e contrarie.</p>
<p>Quando una cosa sembra apparire ormai certa (l<em>a vittoria del “<strong>SI’</strong>”</em>), per portare in pareggio le probabilità che si possa affermare l’esatto contrario (<em>la vittoria del “<strong>NO</strong>”</em>) occorre seminare il<strong>dubbio</strong>.</p>
<p>Così da due/tre giorni sto leggendo post che sembrano veri e propri saggi di certi “<strong>scienziati</strong>”, fino a ieri sconosciuti e oggi visitatissimi in rete, che stanno “spostando”, anche se lentamente, l’ago della bilancia verso la soluzione che fa più comodo a chi ha interesse nelle <strong>trivellazioni</strong>.</p>
<p>Ci stanno insomma “trapanando” il cervello con le loro tesi alternative al “<strong>SI’</strong>”, che tuttavia continuano ad apparire veri e propri <strong>sofismi dialettici</strong> più che sensate osservazioni in rispetto della logica che ha motivato il <strong>referendum</strong>.</p>
<p>Io mi sono comunque fatto una personalissima idea al riguardo ma, contrariamente a quanto fatto da tanti internauti, non ho alcuna intenzione di esternarla, né di scrivere un trattato per giustificarla; per i <strong>confusi</strong> segnalo che la domanda che troveremo stampata sulla scheda è:</p>
<p><strong>“<em>Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c’è ancora gas o petrolio?</em>“.</strong></p>
<p>Come vedete il quesito non riguarda percentuali di estrazione di <strong>petrolio</strong> rispetto al <strong>gas</strong> (<em>anche se certe pubblicità pro-sì puntano solo sulla problematica inquinante del greggio, non sembra meno pericolosa l’estrazione di gas che i comitati pro-no vorrebbero di conseguenza giustificare e liberalizzare</em>), non parla di spostamenti oltre certe soglie di distanza dalla costa, né di presunte catastrofiche previsioni di macro-economia nazionale in caso di vittoria del “<strong>SI’</strong>“, si tratta solo di stabilire se le concessioni che attualmente permettono le trivellazioni debbano essere stoppate alle naturali scadenze dei rispettivi contratti o essere approvate “<strong>sine die</strong>” fino al <strong>totale esaurimento dei giacimenti</strong>, liberalizzando di fatto il celebre “<strong>fracking</strong>” (<em>fratturazione delle rocce sottomarine per aumentarne la permeabilità e la produzione estrattiva sia del petrolio che del gas contenuti nel giacimento</em>).</p>
<p>Cliccando <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2016/03/18/news/trivelle_scheda_no_si_referendum-135754360/" target="_blank">qui </a> o  <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-01-20/energiale-faq-difendere-ambiente-e-sviluppo-trivelle-10-risposte-referendum-161853.shtml?uuid=ACxG0rDC&amp;refresh_ce=1" target="_blank">qui</a>  potrete visionare due interessanti pagine di “<strong>Repubblica</strong>.it” e de “<strong>Ilsole24ore</strong>.com” che espongono piuttosto bene, e soprattutto senza elucubrazioni di parte, i dati sul referendum ed entrambe le tesi in ballottaggio. Vi consiglio di leggerle per non cadere in facili “convinzioni” per “simpatia” o “antipatia” nei confronti di chi ha esposto in rete le diverse argomentazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invito dunque tutti a documentarsi e comunque di andare a votare civilmente il <strong>17 aprile</strong>prossimo con “<strong>coscienza e conoscenza</strong>”.</p>
<p>E per concludere, al di là di qualsiasi motivazione economica o sociale possa spingere l’uomo a fracassare il fondo marino nella continua ricerca di antiche fonti energetiche, in ogni caso ormai inevitabilmente in via di esaurimento, e perfettamente conscio delle possibili canzonatorie osservazioni nei miei confronti da parte di alcuni di voi riguardo la mia volontà, precedentemente manifestata, di non esprimere indicazioni sulla mia scelta del 17 aprile prossimo, vorrei ricordare comunque a tutti un dato di fatto inoppugnabile:</p>
<p>Nel Mediterraneo, proprio nelle zone di massima concentrazione delle trivelle di proprietà delle multinazionali dell’energia, esistono almeno <strong>due enormi vulcani sommersi</strong>.</p>
<p>Uno è il <strong>Marsili</strong>, localizzato a circa 150 km dal <strong>gruppo insulare Eoliano</strong>, l’altro corrisponde al tratto del Canale di Sicilia dove sorse nel 1831 l’<strong>Isola Ferdinandea</strong>, poi rinabissatasi l’anno successivo.</p>
<p>Questo seconda piattaforma si chiama <strong>Banco di Graham</strong>, ed è ancora quasi completamente sconosciuta, pur trovandosi a soli 7 metri sotto il livello marino; in zona poi esistono anche il “<strong>Banco Terribile</strong>” e il “<strong>Nerita</strong>”, che insieme al <strong>Graham</strong> hanno generato eruzioni storiche da ben 9 grandi crateri sottomarini.</p>
<p>In atto sono vulcani dormienti ma di potenza smisurata (<em>generare un’isola alta oltre 4 km e rimangiarsela interamente dopo un anno vi sembra roba da poco?</em>).</p>
<p>Bucare, frantumare, risucchiare materiale dal fondo marino in quelle zone, sia esso petrolio che gas, vuol dire alterare gli equilibri delle zolle … ritenete sia cosa saggia? Allora trivellate pure.</p>
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