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	<title>riforme &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<description>Archivio attività artistica &#38; Opinionismo personale</description>
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	<title>riforme &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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	<item>
		<title>Vogliono eliminare anche la libertà del Web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jul 2018 09:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi, 5 luglio 2018 rischiamo tutti di perdere la libertà della rete, il web potrebbe essere ingabbiato]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="5apjr" data-offset-key="ch2sg-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ch2sg-0-0"><span data-offset-key="ch2sg-0-0">Oggi, 5 luglio 2018 rischiamo tutti di perdere la libertà della rete, il web potrebbe essere ingabbiato dal sistema di potere che lo vede come un nemico da combattere.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="5apjr" data-offset-key="aqcme-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="aqcme-0-0"><span data-offset-key="aqcme-0-0">Per colpire la diffusione non controllata di <strong>notizie anti-sistema</strong>, prima si è ricorso alla proliferazione di <strong>fake-news,</strong> presentandole come informazione cattiva e perniciosa (<em>in realtà parte delle “bufale che girano “libere” sul web sono state effettivamente create da un certo tipo di utenza strumentale o mitomane, ma una buona fetta di falsità sono state distribuite in rete proprio da coloro che hanno tutto l’interesse di ridimensionare l’attendibilità di internet e dei social – cosa c’è di meglio, per invalidare le notizie pericolose per il potere, che presentarle come ridicole sciocchezze?). </em>Ora invece si ricorre alle solite “<strong>RIFORME</strong>“, quella tecnica subdola del potere, imposta e motivata come necessario cambiamento normativo per stare al passo con i tempi, ma in realtà strumento occulto per la manipolazione dell’<strong>opinione pubblica</strong> e il ridimensionamento di diritti e libertà popolari.</span></div>
</div>
<div data-offset-key="aqcme-0-0"></div>
<div data-offset-key="aqcme-0-0">Tutti i <strong><em>paletti</em> </strong>che quotidianamente i nostri “<strong>padroni</strong>” (<em>perché ormai siamo diventati tutti schiavi del sistema</em>) ci impongono, inventandosene sempre di nuovi e sempre più vincolanti, ci costringono a vivere come fossimo eternamente su una pista di <em><strong>slalom speciale</strong></em>; più paletti aggiungono, più sarà difficile per noi districarci in quest’infinita <em>gara</em> contro il potere. <strong>D’altra parte non sono proprio i nostri simpatici governanti e presidenti di stato a parlare continuamente di <em>sfide e scommesse</em> per il nostro futuro?</strong></div>
<div data-offset-key="aqcme-0-0"></div>
<div data-offset-key="aqcme-0-0">Da giorni l’enciclopedia on line Wikipedia ha oscurato le proprie pagine lanciando questo grido d’allarme a tutti i suoi utenti:</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="5apjr" data-offset-key="sk49-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="sk49-0-0">
<hr />
<p><span data-offset-key="sk49-0-0"> </span><em>“il Parlamento europeo in seduta plenaria deciderà il 5 luglio 2018 se accelerare l’approvazione della <strong>direttiva sul copyright</strong>. Tale direttiva, se promulgata, limiterà significativamente la libertà di Internet.</em></p>
</div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="5apjr" data-offset-key="2pfdm-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2pfdm-0-0"><em> </em></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="5apjr" data-offset-key="9lnhe-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9lnhe-0-0"><em>Anziché aggiornare le leggi sul diritto d’autore in Europa per promuovere la partecipazione di tutti alla società dell’informazione, essa minaccia la libertà online e crea ostacoli all’accesso alla Rete imponendo nuove barriere, filtri e restrizioni. <strong>Se la proposta fosse approvata, potrebbe essere impossibile condividere un articolo di giornale sui social network o trovarlo su un motore di ricerca. Wikipedia stessa rischierebbe di chiudere.</strong></em></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="5apjr" data-offset-key="ejiuk-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="ejiuk-0-0"><em> </em></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="5apjr" data-offset-key="9gvru-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9gvru-0-0"><em>La proposta ha già incontrato la ferma disapprovazione di oltre 70 studiosi informatici, tra i quali il creatore del web Tim Berners-Lee (qui), 169 accademici (qui), 145 organizzazioni operanti nei campi dei diritti umani, libertà di stampa, ricerca scientifica e industria informatica (qui) e di Wikimedia Foundation (qui).</em></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="5apjr" data-offset-key="7snf3-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="7snf3-0-0"><em> </em></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="5apjr" data-offset-key="dbugi-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="dbugi-0-0"><em>Per questi motivi, la comunità italiana di Wikipedia ha deciso di oscurare tutte le pagine dell’enciclopedia. Vogliamo poter continuare a offrire un’enciclopedia libera, aperta, collaborativa e con contenuti verificabili. Chiediamo perciò a tutti i deputati del Parlamento europeo di respingere l’attuale testo della direttiva e di riaprire la discussione vagliando le tante proposte delle associazioni Wikimedia, a partire dall’abolizione degli artt. 11 e 13, nonché l’estensione della libertà di panorama a tutta l’UE e la protezione del pubblico dominio.”</em></div>
</div>
<div data-offset-key="dbugi-0-0">
<hr />
</div>
<div data-offset-key="dbugi-0-0">Che dire? Questo è l’ennesimo tentativo di ammutolire i Popoli e bloccare la diffusione di certe verità anti-sistema, <strong>mascherando</strong> scelte dittatoriali, con evidenti ricadute oppressive sulle libertà di Popoli interi, come provvedimenti di legge a tutela di pochi (<em>in questo caso con la scusa di proteggere il copyright</em>). Non illudiamoci, le proposte che vanno in discussione sui tavoli governativi non sono MAI a favore del Popolo; <strong>nei parlamenti del mondo non si muove foglia che l’interesse e il controllo del potere non voglia.</strong></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La scuola dell&#8217;obbligatoria ignoranza</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/la-scuola-dellobbligatoria-ignoranza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 10:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Le “riforme”, che lo stato italiano continua a varare in tema di istruzione a ogni nuova “incoronazione”]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="2lhdb" data-offset-key="6mq08-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6mq08-0-0"><span data-offset-key="6mq08-0-0">Le “riforme”, che lo stato italiano continua a varare in tema di istruzione a ogni nuova “incoronazione” di ministro del settore, si risolvono nella solita teatrale sceneggiata sugli <strong>esami di maturità</strong>.</span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="2lhdb" data-offset-key="6mq08-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6mq08-0-0"><span data-offset-key="6mq08-0-0">Si aggiungono o si aboliscono materie di esame, si mettono o si levano i voti o i giudizi, si cambiano o si ripristinano le prove scritte, si lavora sui professori, sui “quizzoni” o i “quizzini” facendo impazzire milioni di studenti, famiglie e l’intera classe insegnante … <strong>per poi non toccare in alcun modo tutto il “resto della scuola”</strong>, proprio quello che invece necessita realmente di essere interamente riformato.</span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6mq08-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="2lhdb" data-offset-key="2l3l3-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2l3l3-0-0"><span data-offset-key="2l3l3-0-0">Sembra proprio che negli ultimi trent’anni a ogni nuovo <strong>ministro dell’istruzione</strong>, dopo essere stato collocato sul trono (<em>magari senza alcuna competenza, magari senza alcuna adeguata preparazione</em>), importi esclusivamente <strong>dare il proprio nome</strong> a una nuova “<strong>riforma della scuola</strong>“, anche se si tratta in realtà di un “rimpasto” successivo a quelli precedenti dei soli esami di maturità, “lavorando” peraltro non certamente nei contenuti, piuttosto nelle forme e modalità di realizzazione.</span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2l3l3-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="2lhdb" data-offset-key="797qp-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"><span data-offset-key="797qp-0-0">Siamo davanti a un ripetersi ciclico di una pagliacciata istituzionale mascherata da “riforma”, mentre andrebbero cambiati totalmente i programmi e i piani d’insegnamento fin dal primo anno della scuola dell’obbligo; è infatti scriteriato far studiare ancora la storia dei sumeri, degli ostrogoti o delle guerre puniche, tralasciando interamente, per esempio, la cronaca degli avvenimenti post-bellici (<em>dalla seconda guerra mondiale in poi</em>) che hanno caratterizzato oltre la metà del secolo scorso fino ai nostri giorni. E’ assurdo sottovalutare l’<strong>informatica</strong>, che dovrebbe diventare materia principale dell’insegnamento, considerando che è ormai strumento pressoché unico nella sfera di un qualsiasi lavoro si voglia intraprendere.</span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"><span data-offset-key="797qp-0-0">Andrebbe ripristinata l’<strong>educazione civica</strong>, visto l’elevato <strong>degrado collettivo</strong> cui è giunta la nostra società cosiddetta “civile”; si impongono ancora materie inutili e studi obsoleti che andrebbero invece immediatamente sostituiti con laboratori per l’apprendimento e l’affiancamento a specifici settori del lavoro che possano costituire, in prospettiva, future certezze per i giovani studenti di oggi.</span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"><span data-offset-key="797qp-0-0">E’ <strong>sciocco</strong>, ma anche estremamente <strong>pericoloso</strong>, mantenere <strong>obbligatoriamente</strong> in ambito scolastico, addirittura fino a sedici anni, tanti ragazzi senza interessarli minimamente all’oggetto dei loro studi; le recenti lamentele di insegnanti e professori, per il mancato rispetto nei loro confronti degli studenti e delle loro famiglie, è la diretta conseguenza di una scuola che non va a passo coi tempi.</span></div>
</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"><strong>Il mondo è cambiato e cambiare di continuo solo l’esame di maturità non vuol dire cambiare adeguatamente la scuola dell’obbligo</strong>.</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0">Riformiamo come primo passo la mentalità dei politici che si alternano sul gradino più alto dell’istruzione e poi cerchiamo di mettere i “<strong>cervelli</strong>” giusti nei posti di comando (<em>ma questo è un compito che il governo sino adesso non è stato in grado di svolgere, e non sappiamo se per incapacità dei suoi rappresentanti o per propria gattopardesca specifica volontà</em>); solo dopo aver compiuto questi doverosi passi possiamo sperare che la scuola italiana possa essere <strong>realmente riformata, </strong>ma necessitano grande coraggio e massima determinazione, altrimenti mangiamo sempre la solita “<strong>minestra</strong>” riscaldata.</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0">Sul quotidiano “<strong>La Stampa</strong>“, proprio oggi (20/4/2017), è stato pubblicato un articolo a firma <strong>Mattia Feltri </strong><em>(cliccate <strong><a href="http://www.lastampa.it/2017/04/20/cultura/opinioni/buongiorno/la-ministra-ragazzina-Hyr3AN78ONAhPjqajctXAP/pagina.html" target="_blank">qui</a> </strong>per leggerlo)</em>, che sostanzialmente manifesta segnali positivi in tal senso da parte dell’attuale ministro dell’istruzione <strong>Valeria Fedeli</strong> che, in un incontro con gli studenti toscani, sollecitata da un giovane rappresentante dell’ateneo, ha promesso di “interessarsi” a una eventuale modifica futura dei programmi in funzione dell’attualità che andrebbe a sostituire l’obsolescenza soprattutto di certa storia del passato.</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0">Per quanto gli intenti del nostro ministro possano apparire favorevoli al cambiamento, <strong>è proprio la storia che ci continuano a insegnare a scuola che ci fa diffidare dalle dichiarazioni dei politici</strong>; non saremo del tutto tranquilli finché qualcuno modificherà <strong>effettivamente</strong> i contenuti di ciò che si continua a insegnare da secoli nella scuola italiana, le esternazioni pubbliche sappiamo tutti che sono sempre improntate a demagogia e populismo (<em>quello ruffiano dei politici si intende, non certamente all’accondiscendenza della volontà popolare</em>), anche perché, proprio come si legge nello stesso articolo di Mattia Feltri, nelle teste di chi ci governa permane ancora il concetto che “<em><strong>la scuola non deve informare, bensì istruire</strong></em>” e quindi lo studio dei babilonesi e di Odino è funzionale alla comprensione del moderno Medio Oriente e del razzismo, come dire che gli eventi d’oggi non vanno spiegati e raccontati (<em>quindi studiati</em>) perché immediatamente riconducibili alla storia millenaria del passato remoto dell’umanità che continueremo a leggere sui libri di scuola “<em>per omnia saecula saeculorum</em>“.</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="797qp-0-0">Ma può essere che ci vogliono nascondere qualcosa? Che vogliano mettere il prosciutto “scaduto” sugli occhi dei nostri figli occultando loro la realtà contemporanea per <strong>mantenere basso il livello culturale della massa popolare</strong>? Forse sarà pure una delle solite “<strong>teorie del complotto</strong>“, ma sappiamo tutti che in ambito di gestione del potere è diffuso il concetto che “<em><strong>un popolo ignorante si governa meglio</strong></em>“.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>L&#8217;equità del cavolo</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/lequita-del-cavolo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 09:38:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Solo una mente ottenebrata dalle necessità demagogiche di partito o da ridotte capacità intellettive]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Solo una mente ottenebrata dalle necessità demagogiche di partito o da ridotte capacità intellettive può ancora sostenere che il trattamento economico-giuridico-sociale fra cittadini italiani sia “<strong>EQUO</strong>” o che le “riforme” diano un contributo di “ <strong>EQUITA</strong>‘ ” alle leggi dello stato italiano. <span id="more-2959"></span></p>
<p>Ormai è sotto gli occhi di tutti che le discriminazioni fra classi sociali siano tornate ai livelli del “<strong>feudalesimo medievale</strong>“, con tanto di <strong>dazi</strong> e <strong>gabelle</strong>, di <strong>feudatari</strong>, <strong>vassalli</strong>, <strong>valvassori</strong>, <strong>valvassini</strong>, <strong>operai</strong> (<em>al posto dei contadini</em>) e, soprattutto, <strong>servi della gleba</strong>.<br />
La gerarchia parte proprio dalla classe politica che dovrebbe costituire il gruppo di delegati del <strong>Popolo Italiano</strong> per il governo della “<strong>cosa pubblica</strong>” e che invece ha creato una <strong>corporazione</strong> (<em>o casta</em>) che si autoprotegge e che si autoattribuisce i più insensati e incivili <strong>benefici</strong> per differenziarsi dal resto della popolazione (<em>presidenti, ministri, deputati, senatori, segretari, sotto-segretari ecc. – anzi la catena gerarchica, con i posti di sotto-governo e quelli regionali e comunali è ancora più lunga di quella feudale</em>).</p>
<p>Che la parola “<strong>equità</strong>” (<em>tanto abusata da mario monti nel suo interregno “medievale</em>“) sparisca dunque dalla bocca di questa gente; l’<strong>EQUITÀ IN ITALIA NON ESISTE</strong>, anzi possiamo dire che la <strong>DISCRIMINAZIONE</strong> viene regolarmente perpetrata ai danni dei cittadini proprio dai rappresentanti del Popolo, ed essendo illegale, (<em>ART.3 della Costituzione</em>) chi si rende colpevole del reato <strong>ANDREBBE PERSEGUITO</strong> per legge.<br />
La prima delle tanto auspicate “<strong>riforme</strong>” dovrebbe dunque riguardare il ritorno a una <strong>sana gestione democratica e civile della Repubblica d’Italia</strong>, con l’abbandono del regime feudale in atto applicato.<br />
Non possiamo pretendere di “<strong>crescere</strong>” tornando indietro nel tempo al periodo storico più oscuro dell’umanità, riportandone tutte le storture e assurdità nella gestione del potere politico di una nazione moderna e civile</p>
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