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	<title>Sergio Figuccia &#8211; il blog di Sergio Figuccia</title>
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		<title>Quando l’arte viene distorta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 17:35:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#160; Tredici anni fa, in tempi non “sospetti”, è stata esposta all’ex-Convento della Magione]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>&nbsp;</h2>
<h2><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3758 " src="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/01/virus-800x599.jpg" alt="" width="715" height="535" srcset="https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/01/virus-800x599.jpg 800w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/01/virus-300x225.jpg 300w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/01/virus-768x575.jpg 768w, https://blog.figuccia.com/wp-content/uploads/2020/01/virus.jpg 1080w" sizes="(max-width: 715px) 100vw, 715px" /></h2>
<p>Tredici anni fa, in tempi non “sospetti”, è stata esposta all’<strong>ex-Convento della Magione di Palermo</strong> la mia personale multimediale “<strong><em>M.M.M. – mute mutazioni di massa</em></strong>” (video, cortometraggi, arte figurativa, istallazioni).</p>
<p>L’opera concettualmente più significativa si intitolava “<strong><em>Virus</em></strong>”, si tratta del quadro riportato in questo post che rappresenta anche simbolicamente il mio diario personale sul social network “Facebook” per il motivo che spiegherò in seguito.</p>
<p>A chiusura della mostra decisi di donare l’opera a un mio carissimo amico che aveva contribuito sensibilmente alla buona riuscita della manifestazione.</p>
<p>Dopo qualche tempo però il mio amico mi comunicò che il quadro era stato offerto in comodato d’uso ad altro comune amico che si era mostrato entusiasta dell’opera.</p>
<p>Non ho ovviamente manifestato alcuna contrarietà al cambio di destinazione del mio lavoro, ma un’idea ben precisa su cosa potesse aver generato in realtà questo strano avvicendamento mi iniziò a frullare nel cervello: “vuoi vedere che il significato del quadro è stato “<strong><em>frainteso</em></strong>” dalla famiglia del mio amico e magari, considerando il ricco repertorio di superstizioni cui purtroppo sono soggette molte persone specialmente al sud, l’opera è stata perfino interpretata come possibile profezia di qualche misterioso maleficio?” Insomma a quel mio dono probabilmente era stata attribuita la proprietà soprannaturale di poter interferire con la realtà quotidiana, un po’ come accadeva nel romanzo di Oscar Wilde “Il ritratto di Dorian Gray” al quadro donato dal pittore Basil Hallward a quel suo strano amico, stregato dalla possibilità di rendere eterna la sua giovinezza.</p>
<p>Fui quindi sollevato dal fatto che quel mio lavoro potesse aver trovato una collocazione migliore presso l’abitazione di un’altra persona ben più appagata nel possederla.</p>
<p>In questi tredici successivi anni però, forse era questo il vero presagio, ho avuto più volte la tentazione di chiedere la restituzione del mio quadro; “meglio incartato nel mio deposito &#8211; pensavo &#8211; che cestinato da chi non ne ha compreso il significato”.</p>
<p>L’avvento della pandemia da covid19 di quest’anno ha concretato quel mio dubbio; anche il secondo proprietario del quadro infatti è stato assalito dal cieco terrore che quel disegno possa aver funzionato da catalizzatore per la diffusione planetaria di un virus (ma guarda che “<strong><em>potenza soprannaturale” </em></strong>ho avuto fra le mani tredici anni fa e come un idiota non ne ho approfittato buttandola via banalmente).</p>
<p>Ebbene, il mio amico correttamente mi ha chiesto di prendere indietro il quadro (invece di gettarlo nella spazzatura) e io, sinceramente contento di rientrarne in possesso, ho accettato con gioia.</p>
<p>Soprassiedo sulla <strong>pochezza intellettuale che nel terzo millennio spinge certa gente a credere ancora nell’arte divinatoria e nelle grottesche condotte scaramantiche</strong>, ma vorrei spiegare ora il vero significato di questo quadro, sia per giustificare il perché della mia vecchia abitudine di accompagnare i miei lavori con brevissimi accenni ai concetti motivazionali che mi hanno spinto a realizzarli (cosa che non faccio più proprio in seguito a suggerimento di quel mio stesso amico), sia per chiarire che il “virus” del quadro è solo una metafora sugli comportamenti sociali improntati, in quest’era di immensa falsità, all’egoismo più estremo e alla voglia di chiudersi in se stessi rifiutando quella reale condivisione di vita col nostro prossimo tanto auspicata da Papa Francesco.</p>
<p><strong>Il quadro infatti rappresenta palle di ferro chiodate che corredavano nel Medioevo armi chiamate “mazzafrusti” realizzate per tenere a distanza i nemici</strong>; quelle sfere di ferro corazzate hanno la stessa funzione degli <strong>aculei dei porcospini</strong> che però sembrerebbero essere in preda a un terribile dilemma (appunto “<strong><em>il dilemma del porcospino</em></strong>”): tanto più due esseri si avvicinano tra loro, tanto aumentano le possibilità che si possano ferire l&#8217;uno con l&#8217;altro. Quindi la somiglianza di queste sfere armate alla forma dei virus in genere sta a indicare come fra gli esseri umani la diffusione della falsità nei rapporti sociali, tanto simile al contagio virale, conduca troppo spesso a ferimenti reciproci di difficile rimarginazione.</p>
<p>Il mio atteggiamento nei confronti di tanto mio prossimo è proprio questo, ecco perché ho scelto quest’immagine per rappresentarmi pienamente; come è facile comprendere dunque (anche se dopo questa spiegazione) il coronavirus col mio quadro c’entra solo marginalmente e soltanto per una coincidenza peraltro temporalmente alquanto posposta (ben 13 anni), anche perché di virus negli ultimi anni ne abbiamo visti proprio tanti: quello della spagnola, dell’hiv, dell’aviaria, dell’influenza suina, della sars, dell’ebola … perché accanirsi sull’idea che un’opera figurativa possa essere portatrice di sventura solo per lo specifico covid19? Ma sì, concedetegli anche il potere arcano di pilotare tutti i virus che ha conosciuto e conoscerà il mondo intero, soprattutto quello (forse il più pericoloso di tutti) di non saper più ragionare con la propria testa.</p>
<p>Unica cosa “positiva” in tutto questo non è il tampone, ma la sorpresa di vedere tornare a casa il quadro che mi rappresenta e mi rappresenterà per sempre, anche e soprattutto alla luce degli ultimi eventi.</p>
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		<title>Occorrerebbe una legge per impedire le delocalizzazioni</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/occorrerebbe-una-legge-per-impedire-le-delocalizzazioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Aug 2019 10:17:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Deitalianizzare, l’hanno già fatto centinaia di aziende nel recente passato, fra tutte quella che]]></description>
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<p><strong>Deitalianizzare</strong>, l’hanno già fatto centinaia di aziende nel recente passato, fra tutte quella che ha fatto maggiore scandalo è stata la&nbsp;<strong>Fiat</strong>&nbsp;che Marchionne volle a tutti i costi (<em>costi pagati dai&nbsp;lavoratori ovviamente</em>)&nbsp;<strong>delocalizzare</strong>&nbsp;fuori dal nostro Paese.</p>



<p>Oggi sembra farsi avanti in tal senso anche&nbsp;<strong>Unicredit</strong>, azienda di credito ITALIANA di respiro internazionale, fra le più importanti in Europa.</p>



<p>Dal 2008 Unicredit è andata avanti a colpi di migliaia di&nbsp;<strong>esuberi</strong>&nbsp;dichiarati ad ogni piano industriale,&nbsp;<strong>arrivando a ridurre il personale del 50%</strong>.</p>



<p><strong>Carmelo Raffa</strong>, figura storica del sindacalismo siciliano nel settore del credito, coordinatore della&nbsp;<strong>FABI</strong>&nbsp;(<em>Federazione Autonoma Bancari Italiani</em>) nonché nostro coautore, ha attaccato in merito&nbsp;l’amministratore delegato&nbsp;<strong>Jean Pierre Mustier:&nbsp;</strong><em>“Si chiedono sacrifici ai lavoratori per poi constatare che sono finalizzati a riempire le tasche di soldoni …”</em></p>



<p>Chiara ed esplicita dunque l’accusa di Raffa nei confronti di una banca che da troppo tempo ha&nbsp;<strong>dimezzato il personale</strong>,&nbsp;<strong>bloccato il</strong>&nbsp;<strong>turnover</strong>,&nbsp;<strong>assunto pochissime nuove risorse</strong>,&nbsp;<strong>chiuso tante agenzie</strong>, sul territorio siciliano specialmente, e&nbsp;<strong>fatto fuggire gran parte della clientela verso Poste Italiane</strong>, il tutto non per necessità, piuttosto per pidocchiosa convenienza.</p>



<p>D’altra parte questa era la prevedibile “<strong><em>altra faccia</em></strong>” delle&nbsp;<strong>privatizzazioni</strong>&nbsp;applicate agli&nbsp;<strong>istituti di credito</strong>&nbsp;e fortemente volute negli anni ’90 dai vari ciampi, amato, draghi ecc. La libertà di azione, limitatissima quando le banche erano istituti di diritto pubblico, si è enormemente enfatizzata a seguito delle privatizzazioni, non trattando (<em>almeno sulla carta</em>) denaro pubblico, gli istituti di credito hanno potuto liberamente usufruire di enormi capitali, “privati” (<em>bel gioco di parole</em>) allo Stato Italiano e gestiti nel più gretto modo possibile: solo ed esclusivamente nell’interesse di soci e management aziendali, senza alcun rispetto per la clientela, né alcuna moralità gestionale.</p>



<p><strong>Il credito, il vero originario motivo dell’esistenza delle banche su un territorio, è venuto meno</strong>, hanno sofferto le famiglie, le piccole aziende, e gli imprenditori e il denaro nelle casse delle banche è servito quasi esclusivamente a poter liberamente speculare sui mercati internazionali, culminando con la celebre “bolla” dei titoli tossici del 2008.</p>



<p>Ma torniamo a Unicredit. La FABI lamenta condizioni di lavoro difficili e una emblematica diminuzione di correntisti che preferiscono l’attività meno schizofrenica di Poste Italiane. In un comunicato del maggiore sindacato dei bancari si legge:<em>“Pronti alla lotta contro i 10.000 tagli al personale paventati nel nuovo piano industriale. Enormi fette della Sicilia sono scoperte e senza banche, con la clientela che fugge in Poste Italiane’. Il 29 luglio la protesta con un sit-in sotto le sedi dell’azienda.&nbsp;Il comportamento di Unicredit Group di fronte alle prese di posizioni manifestate da mesi dalle organizzazioni sindacali in sede Abi (Associazione bancaria italiana), sugli organi di informazioni e sui social appare alquanto e fortemente provocatorio”.</em></p>



<p>Carmelo Raffa aggiunge: “<strong><em>Non sono ottimista sull’andamento delle trattative in Abi, prevedo un autunno caldo con azioni di protesta che non coinvolgeranno solo i bancari, ma anche la clientela</em></strong>.&nbsp;<strong><em>Le dichiarazioni dei vertici dell’azienda&nbsp;ci inducono ad aprire un fronte di conflittualità con questa azienda internazionale, ma dai connotati italiani. Ci chiediamo se il signor Mustier stia lavorando per ‘deitalianizzare’ l’azienda per poi trasferirla in Francia o in qualche altro Paese dell’Europa</em></strong>“.</p>



<p>La&nbsp;<strong>piaga</strong>, perché tale è per l’intera economia italiana, delle&nbsp;<strong>delocalizzazioni</strong>&nbsp;<strong>DEVE ESSERE RISOLTA</strong>. Il governo, chiunque sia al potere, ha l’<strong>obbligo morale e istituzionale nei riguardi dell’intero Popolo Italiano di bloccare questa immane porcheria</strong>, un escamotage organizzativo che le assurde leggi comunitarie non vietano proprio per il postulato di base di una comunità, ma che mette inesorabilmente alla corda l’economia della nostra Nazione sovrana (<em>sempre sulla carta</em>) favorendo paesi meno forti del nostro (<em>Romania, Albania, ecc.</em>)&nbsp; e i due tradizionali “schiacciasassi” dell’unione: Francia e Germania.</p>
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		<title>Che bravo quell’asino! Lo ha detto la tv</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/che-bravo-quellasino-lo-ha-detto-la-tv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2019 22:01:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La società ha accettato passivamente il concetto (gravissimo) che qualità e talento di un personaggio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>La società ha accettato passivamente il concetto (<em>gravissimo</em>) che qualità e talento di un personaggio qualunque vengano decisi autonomamente dai&nbsp;<strong>media</strong>&nbsp;e dalle aziende che producono&nbsp;<strong>spettacolo</strong>&nbsp;e intrattenimento (<em>come le case discografiche</em>).</p>



<p>Oggi anche un pezzo di legno, senza neppure essere&nbsp;<strong>Pinocchio</strong>, diventa facilmente “<em><strong>il cantante del momento</strong></em>“, già un asino ragliante avrebbe magari maggiori meriti per essere popolare, ma quello che conta è solo la “<strong>volontà</strong>” imposta dalla “<em><strong>sala di regia</strong></em>“; la scelta, spesso anche provocatoria e perfida, di un qualunque manager del settore che si diverte a promuovere a tempesta perfino il letame, sapendo benissimo di possedere il potere ipnotico sulla&nbsp;<strong>massa popolare</strong>, specialmente quella giovanile, che gli attribuiscono i&nbsp;<strong>media</strong>, i&nbsp;<strong>social</strong>&nbsp;e un sistema che agisce con&nbsp;<strong>influssi subliminali</strong>direttamente nelle coscienze di tanti giovani schiavizzati mentalmente dopo essere stati privati del lavoro e di qualunque prospettiva di futuro.</p>



<p>Nascono così gli osceni “fenomeni” di&nbsp;<em><strong>bello figo</strong>,&nbsp;<strong>sfera e basta</strong>,&nbsp;<strong>achille lauro</strong>,&nbsp;<strong>young signorino</strong></em>, e così via disgustando.</p>



<p>A questo strazio mediatico si aggiungono poi anche le istituzioni, come i comuni o gli enti locali, che funzionano da ulteriore cassa di risonanza, puntando proprio su quelle mostruosità rese&nbsp;<strong>nazional-popolari</strong>&nbsp;dalla perfidia e dall’arroganza di chi cavalca l’onda di questo irrefrenabile potere persuasivo sulle masse giovanili, senza fare neppure un minimo vaglio sull’oggettiva nullità che si vuole proporre alla cittadinanza.</p>



<p>Sono in pochi ad avere il coraggio di dichiarare pubblicamente che il&nbsp;<em><strong>re è nudo</strong></em>&nbsp;… quasi tutti si allineano invece alla mentalità dell’opinione pubblica, quella stessa che ha creato la demenziale popolarità degli “<em><strong>influencer</strong></em>“. Dobbiamo sopportare anche questo.</p>
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		<title>Orwell 2020</title>
		<link>https://blog.figuccia.com/orwell-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sergio Figuccia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 May 2019 11:04:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questo video è in assoluto il miglior documento analitico della storia, soprattutto europea, degli ultimi]]></description>
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<p>Questo video è in assoluto il miglior documento analitico della storia, soprattutto europea, degli ultimi trent&#8217;anni.<br>Viene spiegato con estrema chiarezza e razionalità perché oggi ci troviamo in questa disastrosa situazione sociale e come ci siamo arrivati.<br><br>E&#8217; STORIA, non propaganda politica, perché nessun partito, nessuna coalizione, nessun programma viene promosso o lodato, si descrive piuttosto l&#8217;avvento del sistema di potere globale che ha sovvertito interamente, in gran parte del mondo, il concetto di DITTATURA; viene in sostanza spiegato cos&#8217;è il &#8220;NEO-LIBERISMO&#8221; che, mettendo al centro dell&#8217;umanità intera solo il &#8220;mercato unico&#8221;, ha ridotto intere popolazioni a un nuovo stato di schiavitù, impoverendo, ammaestrando e privando di diritti le masse sociali.<br></p>



<p>Purtroppo il peggior effetto del neo-liberismo nelle coscienze della gente è proprio la mancata percezione di quello che sta succedendo; e costituisce dunque l&#8217;arma più efficace che ha permesso sino a oggi la conquista, pressoché totale, del sistema di potere sul nostro Pianeta, soprattutto in Europa.<br></p>



<p>Andando a votare senza conoscere questa realtà, rimbecilliti dalle sciocchezze gettate al vento dai talk show televisivi e dalle urla grottesche dei soliti politici autoreferenziali, rischiamo di concedere ulteriori margini di dominio agli stessi gruppi di potere occulto che ci strapazzano da trent&#8217;anni manovrando sempre gli stessi burattini piazzati sugli scranni del parlamento europeo.<br></p>



<p>GUARDATE CON ATTENZIONE QUESTO VIDEO, è pura storia contemporanea, senza alcun &#8220;lavaggio del cervello&#8221; o tentativo subliminale di coinvolgimento emotivo, come si usa tanto nei periodi preelettorali, specialmente in tv; poi scegliete pure chi votare, ma almeno prendendo pienamente coscienza di ciò che si nasconde dietro la nostra tristissima storia di questo inizio di millennio.</p>
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