Le tv stanno massacrando il calcio

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Schizofrenia totale nelle telecomunicazioni sportive, soprattutto nel settore calcistico.
Non si capisce più nulla!
Ma chi regge i fili del potere radiotelevisivo è poi così sicuro che i continui cambiamenti, i campionati a spezzatino, il mercimonio dei diritti televisivi, i programmi sportivi standardizzati e uguali in tutte le tv ma con la pretesa di trasmettere “cose” nuove, le inutili interviste a raffica a giocatori e allenatori che ripetono pateticamente sempre le stesse cose, siano ancora business a cui attaccarsi per fare profitti?

O piuttosto questi “colpi di genio” stanno riuscendo nel difficilissimo compito di far disgustare TUTTI i telespettatori proprio nel genere televisivo più amato in Italia?

I segnali ci sono tutti: gli stadi si stanno svuotando, gli abbonamenti ogni anno sono sempre di meno, gli share televisivi delle trasmissioni specializzate scendono pericolosamente, il disinteresse sta assumendo dimensioni gigantesche … continuate così, IMBECILLI, vedrete che fra poco il vostro “business” a tutti i costi distruggerà definitivamente l’intero bacino dell’utenza sportiva (e calcistica in particolare).

I telespettatori si sentono ormai vincolati e presi in giro proprio come nel vecchissimo gioco del biliardino (o calcio balilla) in cui i calciatori sono “costretti” a giocare abbracciati fra loro e comandati da una “demoniaca” asta di metallo che ne blocca quasi tutti i movimenti. E’ una metafora ovviamente, ma non vi sembra che sia i calciatori che i telespettatori siano ugualmente dominati da coloro che agiscono al di fuori del “tavolo di gioco”?

La gente non ne può più delle banalità, dei continui cambiamenti delle reti abilitate alla trasmissione delle immagini calcistiche, ma anche di qualche vecchia bacucca che si crede bella e giovane e pretende di presentare ANCORA (e magari anche vita natural durante) lo stesso programma della Rai ridendo come un’ebete e facendosi illuminare il volto, come fosse un’apparizione mariana, per far sparire le naturali rughe imposte dall’età anagrafica. E sappiamo tutti che per “imporsi” in quella nicchia televisiva ha smosso mezzo mondo in cerca della raccomandazione più utile a far saltare altre/altri giornalisti ben più preparati e adatti a ricoprire quell’incarico. Ma in Italia le cose vanno così, purtroppo. Che almeno non ci rompano le scatole con i passaggi da un canale all’altro, da una pay tv all’altra delle trasmissioni specializzate a divulgare le immagini del calcio nostrano (serie A e serie B).

Un anno le partite vengono trasmesse dalla Rai, l’anno successivo da Sky, poi subentra Premium nella caccia all’osso da rosicchiare, in seguito si torna a Sky, l’ultimo giro della roulette ha fatto subentrare una new entry: Dazn, società inglese nata appena tre anni fa. Insomma, ogni anno si dovrebbe cambiare abbonamento, cambiare canale di ricezione, cambiare riferimenti giornalistici, cambiare modalità di pagamento, ecc. ecc.

La gente non ne può più e vedrete che alla fine preferirà certamente seguire le fiction o le serie americane che non le idiozie e i patetici tentativi di fare spettacolo nei programmi televisivi con un argomento come lo sport, che fa spettacolo a sé e che non ha bisogno di questi artificiosi carrozzoni di sciocchezze e di questi “rimpalli” da una tv all’altra per essere seguito con attenzione.

 

Sergio Figuccia

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