Le zecche di Stato

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Per aprire un negozio in questa folle Italia del terzo millennio occorre affrontare un vero e proprio calvario: servono addirittura ben 65 autorizzazioni.

Lo conferma un articolo del 24 novembre u.s. del quotidiano on line “ilmattino.it” (cliccate qui per leggerlo).

E poi, come se non bastasse, subito dopo si presentano perodicamente: i vigili urbani, la guardia di finanza, l’agenzia delle entrate, la siae (se si mette un sottofondo musicale nel locale), i vigili del fuoco, i nas (se si lavora nel settore alimentare), l’annona della polizia municipale ecc. ecc.

E, guarda caso, c’è sempre qualcuno di loro che riesce a trovare qualcosa che “non risulta a norma di legge“.

Aprire un negozio in Italia, e in Sicilia in particolare, equivale a dare il via libera all’assalto di un esercito di “filibustieri” istituzionali o istituzionalizzati sempre a caccia di occasioni per fare cassa. Sì, perché da tanto tempo ormai le cosiddette “multe” sono diventate business piuttosto che atti di legalità.

Quando si parla di “pizzo” non sempre si parla di mafia.

Sergio Figuccia

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