Caccia alla Chimera – CAPITOLO 14

1 242

clicca qui per ricordare personaggi e interpreti 

clicca qui per la presentazione dei contenuti

clicca qui per vedere il trailer su YouTube

clicca qui per vedere la rassegna stampa


La prima grande sorpresa dalle indagini del terzetto di giornalisti di YouGlobe venne fuori da una delle interviste che Cinzia stava portando a termine fra gli artisti associati al portale web Pittorica.it

 
La Forestieri era andata nell’atelier della pittrice palermitana Celeste Salemi ed alla fine dell’intervista, chiudendo il microfono, aveva iniziato la sua ricerca occulta di informazioni.
 
–        Ecco fatto…così dovrebbe andar bene.
 
–  Vi ringrazio, Le interviste su YouTube per ogni artista sono ormai la migliore promozione, almeno per quanto riguarda internet.
 
–   Appunto per questo è stata creato il portale Pittorica. Ma, a proposito tu hai conosciuto Kurt Polasacra, il primo fondatore della nostra associazione culturale?
 
–  Sì, ho conosciuto Polasacra nel 2000, mi ha contattato per farmi iscrivere a pittorica.it, in quel periodo Kurt stava organizzando la nascita del sito web ed era in cerca di artisti siciliani da poter associare. Ma è sparito dalla circolazione da diversi anni….chissà dov’è andato, ….se non lo sapete voi?!!
  
–        Infatti i titolari di Pittorica ora sono altre persone,  ma tu sapevi di cosa si occupava?
–        Mah! Sapevo solo che era un operatore nel campo artistico e fra le mie opere apprezzava particolarmente questa – Celeste Salemi prese da un gruppo di opere appoggiate alla parete una grande tela di un metro di larghezza con un suo coloratissimo dipinto materico – come vedi è un ritratto, lui impazziva per questo genere di pittura… Ma perchè non era un gallerista?
–        E’ stato sempre anche un appassionato d’arte – ammise Cinzia – ma è soprattutto un esperto in bioingegneria di fama mondiale, lo stiamo cercando disperatamente…di lui abbiamo solo un ritratto….questo…che pare sia stato realizzato da un tuo collega artista spagnolo, Juan Josè Navarro.
Cinzia mostrò alla pittrice il disegno che aveva portato con sé. 
 
               Ah! Sì, lo conosco….lo conosco. Juan Josè è un ottimo ritrattista….guarda ho una raccolta di suoi ritratti a carboncino – disse uscendo fuori da un cassetto una carpetta piena di disegni in bianco e nero – vedi?…ha uno stile molto preciso, quasi fotografico, anche simile a quello mio, ma lui utilizza solo matite, sanguigne Conté o carboncini, mentre io prediligo i dipinti ad olio con finitura lucida e magari con piccoli inserti a tutto tondo.
Mentre Celeste Salemi mostrava a Cinzia i fogli con i vari ritratti di Navarro, che lei conservava gelosamente da anni, dopo una fitta serie di profili di artisti facenti parte del gruppo culturale saltò fuori un disegno che la giornalista conosceva benissimo.
Nel vederlo Cinzia trasalì, come poteva appartenere a quella raccolta di volti di artisti italiani quel ritratto che aveva visto in mano a Walter mentre scartabellava nella documentazione fornitagli da Magnusson?
               Celestina…fermati! Ma questo chi è?
               Ah!…Non saprei…sono quasi tutti ritratti di pittori o scultori ben noti, tutti iscritti all’associazione culturale, mentre….que..sto, in effetti…non lo conosco. Sembra un’opera più vecchia, ma comunque lo stile è quello…si vede benissimo, è un lavoro di Navarro, non c’è alcun dubbio, proprio come quello di Polasacra che mi hai mostrato, ma che è molto più recente.
               Come mai questa roba è in tuo possesso?
               Navarro era amico di Polasacra, avevano ideato insieme il progetto di accompagnare le biografie degli artisti presenti sulle pagine web di Pittorica con i suoi ritratti a matita e carboncino, invece di utilizzare le solite foto. Juan Josè li aveva realizzati quasi tutti e per ogni opera originale aveva fatto fare delle serigrafie che aveva omaggiato a tutti gli artisti iscritti.
Come accade sempre in tutti gli ambienti, sia artistici che non, c’è chi apprezza o almeno rispetta il lavoro degli altri e c’è chi se ne frega totalmente perché pensa solo a promuovere se stesso. Così molti miei colleghi hanno buttato le copie dei ritratti mentre io, che sono invece una sincera amante dell’arte, li ho conservati gelosamente.
               E l’idea di pubblicare su internet i ritratti di Navarro?
               Si è persa nel nulla insieme a Kurt Polasacra.
               E Navarro invece è rintracciabile?
               Sì, certo! So dove abita e lavora. Forse fra gli artisti del sito sono solo io a sapere dove si trova, anche lui andando via non ha certo distribuito i suoi nuovi biglietti da visita; sparendo l’entusiasmo per una nuova iniziativa le persone con le quali si è condiviso cominciano a disperdersi, proprio come quando finisce un amore si allontanano anche gli amici che vi gravitavano intorno.
Da Palermo si è trasferito a Milano, lì insegna in una Accademia privata….ti do l’indirizzo.
 
Il solito briefing, che precedeva sempre la diretta televisiva del giorno successivo, quella volta risultò particolarmente ricco di novità e notizie da vagliare per la trasmissione.
Cinzia si giocò subito il jolly.
               Guardate cosa è saltato fuori dalla raccolta di disegni di Navarro in possesso della pittrice Celeste Salemi che ho intervistato ieri a Palermo.
               Ma questa è la copia del ritratto a matita di Magnusson che abbiamo trovato nel faldone del 1968 risalente al tempo del suo esperimento scientifico – disse Walter sgranando gli occhi.
               Esatto! E la cosa più strana è che l’autore di questo ritratto, come nel caso di quello di Kurt Polasacra, è sempre Juan Josè Navarro.
Franco Sereni, che si era presentato con un vistoso cerotto sopra il sopraciglio sinistro, si inserì nel dialogo con la più ovvia delle osservazioni, buttata lì sul tavolo, quasi fosse necessario esprimere ad alta voce una considerazione che tutti e tre avevano fatto mentalmente in contemporanea alla visione del disegno.
               Solo che questo disegno ritrae Magnusson da giovane, proprio al tempo dell’esperimento della chimera, mentre quello di Polasacra è relativamente recente.
               Se ne deduce che Navarro, oltre che Polasacra, conosceva bene anche Magnusson…fin dal 1968.
               Io ho il recapito di Navarro, lavora e risiede qui a Milano, e conto di incontrarlo già domani stesso.
Franco sollevò una perplessità legata all’imminenza del programma televisivo.
               Ma se domani vai da lui, probabilmente non arriverai in tempo a presentare il “Mistero della Chimera”?
               Abbiamo detto che siamo tutti e tre intercambiabili, quindi domani sera presenterete voi maschietti, in caso mi fate subentrare in collegamento esterno, tanto sono sempre qui a Milano e mandare un cameraman in città non è poi così problematico.
               E se fosse pericoloso? – esclamò Walter piuttosto preoccupato.
               E perché dovrebbe esserlo?
               Non lo so. Ci muoviamo all’interno di un evento di cronaca che ha visto già tre morti ammazzati e non abbiamo la minima idea di chi sia l’assassino. Questo Navarro che tu vuoi andare a trovare da sola evidentemente conosce benissimo sia Polasacra che Magnusson fino dal 1968, chi ci dice che non possa essere colluso con la Chimera o comunque col responsabile degli omicidi?
               Non credo che sia così….ma non chiedermi perché; diciamo che è puro istinto femminile. Sono certa di non correre alcun pericolo.
Franco aveva fretta di dire la sua e tentò con una acrobazia dialettica un cambio di argomento “al volo”.
               Ok! Se per Walter va bene io sono d’accordo e passerei alle ultime news sulle indagini della Polizia, proprio sugli omicidi di cui sopra.
               Certo non mi stai dando troppo tempo per riflettere – rispose Mastrelli un po’ contrariato dalla forzatura del collega – ma ho la sensazione che questa tua premura sia anche la causa del cerotto che hai applicato sulla fronte, non è vero?
               C’è una connessione, in effetti…ma non del tipo che pensi tu. Diciamo che il cerotto è solo la naturale evoluzione di ciò che ha avviato l’iter di quanto ho fretta di comunicarvi.
L’altra notte mi sono svegliato per il solito “piscix-stop”…
               Piscix-stop? – Walter sorrise con punto interrogativo stampato in faccia.
               Sì, quella simpatica abitudine di tutti i cinquantenni di interrompere la corsa del sonno per cambiare l’acqua, proprio come si fa in Formula Uno per cambiare le gomme.
               Quello veramente è il pit-stop…comunque apprezzo la metafora.
               Mi sono alzato in tutta fretta e correndo verso il box….cioè il bagno, non ho preso le giuste misure allo stipite e l’ho colpito in pieno rimbalzando di un metro e mezzo all’indietro. Sono anche caduto a terra … un miracolo che non ho sbattuto anche la nuca dopo aver fatto fuori il sopraciglio al primo colpo.
               Bella carambola! Complimenti! – rise di cuore Cinzia.
               Già! Ma voi vi chiederete cosa c’entra tutto questo con le indagini sugli omicidi della Chimera….Saprete certamente che un colpo in testa di questo genere può causare o amnesia improvvisa o tutto il contrario. Nel mio caso si è verificato il secondo tipo di effetto….proprio una fulminazione, un’idea improvvisa che altrimenti non mi sarebbe mai venuta.
               Viva lo stipite e il piscix-stop!! – esclamò divertito Walter.
               La Polizia svedese non collabora assolutamente con la nostra inchiesta giornalistica, sono abbottonatissimi e non trapela nulla al di fuori dello stretto giro degli inquirenti sulle indagini istituzionali degli omicidi Magnusson e Serrano, avvenuti entrambi in terra svedese. Ma io, dopo quel terribile botto in testa, ho ricordato di aver conosciuto a Stoccolma nel ’72 una ragazza del posto, allora era una ragazza, con la quale sono rimasto in ottimi rapporti anche se non la sentivo da diversi anni. Avevo saputo che aveva fatto una notevole carriera proprio all’interno della Polizia di Stato del suo paese….non c’era migliore occasione per riprendere i contatti.
               Ah ecco! E tu così sei andato a Stoccolma per…per ….diciamo …indagare con la poliziotta … o meglio….nella poliziotta – Walter canzonava a ruota libera.
               Ma no! Mi ha detto che proprio lei è nel gruppo della Scientifica e sono riuscito a scoprire cosa è venuto fuori dalle due autopsie.
               Cacchio!! Allora facevi sul serio! Scusami … ma già pensavo che il cerotto copriva qualcos’altro che un taglio o un ematoma.
               Allora? Volete sapere cosa ho scoperto o mi volete accusare ancora di essermi divertito con le forze dell’ordine nordiche?
               No, no!! Dicci tutto.

 
               Allora: Nel cadavere di Magnusson non sono state riscontrate tracce di DNA diverso da quello della vittima, unica presenza estranea alcune particelle di limatura metallica. Inoltre, per quanto non vi sia certezza, sembrerebbe che l’enorme morso sia stato inferto post-mortem, ciò spiegherebbe la scarsità di tracce ematiche sulla scena del delitto.
Cinzia intervenne con una certa soddisfazione.
               Di questo ce ne eravamo accorti pure noi guardando la foto del cadavere e il poco sangue sul letto, presente solo a chiazze, che a noi erano sembrate le impronte dell’animale che aveva attaccato Magnusson.
               No, infatti, quelle non sono impronte dell’animale che ha dato il morso alla vittima, vista la zannata dovrebbero essere molto più grandi. Pare invece che siano impronte di mani umane poi confuse strisciando qualcosa sul lenzuolo per farle somigliare alle zampe di una bestia. Insomma la stazza della bestia non è conforme alle impronte riscontrate.
               Quindi la scena è stata alterata da chi ha compiuto il delitto.
               Sì…sembra proprio che siano stati compiuti atti di depistaggio nel momento stesso dell’omicidio. La maggiore stranezza al riguardo è la totale mancanza di un DNA, sia umano che animale, sul cadavere di Magnusson.
Dopo un morso del genere doveva pur restare qualche traccia di saliva, di cellule epiteliali o addirittura di sangue diverso da quello della vittima….invece niente di niente.
               E’ veramente strano – commentò Cinzia – e cosa è venuto fuori invece dall’autopsia della Serrano?
               Anche in questo caso l’intervento necroscopico ha fatto sorgere altri dubbi. Intanto il cadavere è risultato eccessivamente danneggiato dalla combustione, e si sa che un corpo carbonizzato non concede troppi margini alle possibilità di scoprire dati interessanti. Il cadavere della Serrano presenta caratteristiche di violenza subita molto simili a quelle di Magnusson, ma non si comprende il perché della ulteriore crudeltà del fuoco imposto post-mortem; peraltro non è risultato neanche possibile analizzare i margini del solito enorme morso al centro dell’addome, la carbonizzazione ha sgretolato i margini e non appena i medici legali hanno messo mano agli strumenti per prelevare qualche campione, il materiale organico si è sbriciolato in cenere.
               Quindi non si può sapere se la mandibola assassina sia la stessa? – disse Walter a conferma di quanto esposto da Franco.
               Appunto! Siamo .. appunto e a capo …. Vi piace il gioco di parole?
               Sì, però la matrice sembra proprio comune in tutti e tre i delitti, anche se qualcosa ancora mi sfugge –  Cinzia sembrava avere un’intuizione ancora non del tutto messa a fuoco – Dietro ogni omicidio c’è sempre qualcosa di diverso, non abbiamo ancora tutti i dati della morte di Samuel Avrahm, ma già la Polizia israeliana ha parlato di dentatura più piccola, mentre i due omicidi avvenuti in Svezia mi sembrano completamente diversi, fatta esclusione per il solito morso della Chimera … o di chi per lui … Non so! Un serial killer dovrebbe avere un unico modus operandi, in questo caso mi sembra che adotti invece troppe varianti, e nessuna di queste appare occasionale o dovuta a necessità dell’ultimo minuto intervenute all’improvviso. Non mi convince proprio!!
 
Franco, Walter e Cinzia chiusero con il dubbio la riunione, decisero però di non divulgare né l’orrenda foto di Magnusson sbranato dalla Chimera, nonostante l’interesse mediatico che avrebbe certamente avuto, né le notizie che la poliziotta, amica di Franco Sereni, aveva dato sottobanco agli autori del programma televisivo.
Alla luce di quanto emerse in seguito, erano comunque giunti inconsapevolmente ad un punto cruciale nell’indagine e, nonostante tutti i lati oscuri ancora presenti, erano ormai molto prossimi alla soluzione finale.
Sergio Figuccia

View all contributions by Sergio Figuccia

Similar articles

Leave a reply

You must be logged in to post a comment.