Caccia alla Chimera – CAPITOLO 16

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Cinzia quel pomeriggio camminò per una decina di chilometri, ai passanti distratti di una metropoli immersa nella propria routine giornaliera sembrò un ectoplasma in preda alle improvvise folate di un fastidioso vento venuto da nulla.

Camminò con lo sguardo perso nel vuoto e un’andatura meccanica che la rendeva più simile ad un burattino cibernetico più che ad un essere umano.

Qualcuno la riconobbe e si voltò per strada al suo passaggio, ma vedendola così dimessa e assente pensò di essersi sbagliato.

La gente immagina i propri beniamini televisivi sempre nello stesso modo in cui appaiono dinanzi le telecamere, non pensa proprio che possano essere sottoposti anche loro a sbalzi di umore o alle naturali preoccupazioni di ogni essere umano.

Li rappresenta come entità superiori, quasi aliene; quello schermo trasparente non costituisce solo una demarcazione fisica spazio-temporale, è anche il confine fra la realtà e la fantasia, fra il misero quotidiano che si sta vivendo e un felice iperuranio composto da esseri straordinari.

Così quando li vede nel proprio habitat, con caratteristiche conformi ad una creatura terrestre, magari li disconosce e li respinge; Cinzia Forestieri non poteva essere quella donna svagata in preda a chissà quali oscuri pensieri, era solo somigliante alla star televisiva, e forse neanche tanto.

Quando giunse alla sede di YouGlobe era giunta anche ad una conclusione: quello che aveva scoperto non doveva essere rivelato per il momento, era troppo presto e la notizia costituiva solo un particolare di una verità che stava pian piano venendo a galla, la punta di un enorme iceberg sommerso che aveva rivelato la sua presenza mostrando di sé solamente un piccolo significativo dettaglio. Probabilmente il corso degli eventi l’avrebbe aiutata in futuro a far venire fuori quel dato in modo meno traumatico, più naturale.

Scelse dunque il silenzio, e fu una segretezza assoluta, anche nei confronti dei suoi due colleghi di lavoro.

Franco Sereni era pronto alla trasmissione, così pure Walter che però attendeva notizie di Cinzia per organizzarsi per la diretta televisiva.

Quando la vide arrivare negli studi, mogia mogia e inzuppata d’acqua piovana nonostante l’ombrello tardivamente utilizzato, le andò subito incontro.

               Com’è andata?

               Mah! Direi bene. Navarro è un simpaticone, mi ha raccontato tante cose di quel periodo e mi ha parlato compiutamente di Kurt Polasacra … eravamo proprio fuori strada. L’aiutante principale di Magnusson è l’ultimo dei personaggi da prendere in considerazione nella ricerca dell’identità del killer seriale.

La Forestieri raccontò al suo compagno tutto quanto aveva appreso nel suo incontro col pittore spagnolo, rispettando ovviamente quel vincolo che si era posta.

               Ok! Direi di prepararci per la trasmissione …. Ma non ti vedo bene! Cos’hai mi sembri un po’ in pallone.

               Sì, non sto tanto bene Walter….vorrei andare a casa, non mi sento proprio capace di affrontare una diretta televisiva.

Vennero così tutti e due da me in sala regia e concordammo di mandare in onda solo Franco e Walter, una coppia inedita per il programma, ma anche questo avrebbe contribuito alla curiosità popolare ed al conseguente incremento nell’indice di ascolto.

Al termine del programma Franco chiamò Walter nella saletta riunioni.

               Ho alcune novità interessanti, non ho detto nulla in trasmissione perché volevo parlarne prima con te. Potremo giocarcele nella prossima diretta nel migliore dei modi.

               Sì, anche io ho saputo qualcosa dall’ultima intervista di Cinzia con Navarro, poi lei si è sentita male ed ho pensato di rinviare anche io l’analisi delle relative conclusioni. Dai! …comincia tu.

               Va bene! Come sai ho mandato alcuni collaboratori sia in Svezia che a Tel Aviv per conoscere l’andamento delle indagini delle rispettive polizie. Sono ragazzi bravissimi che hanno lavorato in passato per “Chi l’ha visto”.

Intanto hanno pensato di analizzare tutti i tabulati dei voli da e per l’Italia dall’inizio dell’anno; l’idea era quella di beccare qualche spostamento sospetto dei nostri sospetti, scusa il gioco di parole, ma è proprio calzante.

               E cos’hanno trovato?

               E’ stato proprio un lavoraccio, ma ne è valsa la pena. Hanno scoperto un curioso traffico di nominativi a noi piuttosto noti, e proprio negli ultimi mesi.

Per esempio: cosa è andata a fare a Firenze Ester Serrano prima di essere uccisa dalla Chimera? E cosa è andato a fare Mussi a Stoccolma?

               Uhmm!! Strani viaggi … e strane coincidenze; a Firenze abita Mussi e a Stoccolma c’era Magnusson.

               Appunto! E poi, la Serrano aveva 80 anni e camminava accompagnandosi col bastone, perché si è sottoposta ad un viaggio in aereo così lungo da Göteborg fino all’aeroporto di Peretola, lasciando pure chiuso il suo bed and breakfast?

E perché Mussi è partito da Firenze la settimana successiva a quella dell’arrivo della Serrano? Sono interrogativi che mi stanno girando vorticosamente in testa da alcuni giorni creando una certa corrente d’aria…

               Già – disse Walter ridendo – la famosa “corrente di pensiero”.

Ridacchiarono entrambi divertiti da quei continui giochi di parole che sembravano inesauribili quando si dialogava con Franco Sereni.

Poi Walter tornò per primo sul pianeta terra.

               Quindi si muoveva qualcosa fra i veterani del vecchio gruppo di lavoro, e prima ancora dell’uccisione di Magnusson.

               E non solo! I ragazzi hanno scoperto che uno dei due infermieri che badava allo scienziato svedese fino all’omicidio era quell’Ulrik Toren che aveva fatto parte dello staff del 1968 in qualità di paramedico.

               Ahh!! Certo! Quindi l’ho incontrato, era lì quando sono andato a trovare Magnusson per la prima volta. In effetti, ripensandoci, erano due gli infermieri: una giovane donna ed un uomo molto più anziano….quindi lui era Toren…porco cane! A saperlo avrei intervistato anche lui, magari quando Magnusson dormiva per poter chiedere le stesse cose e confrontare le risposte di entrambi.

               Certo non potevi saperlo. Mica si può chiedere subito il cognome a chi si incontra casualmente per la prima volta, e per giunta mentre si sta cercando tutt’altra persona.

               Sì, ma lui non si è neanche fatto avanti per segnalarmelo, nonostante sapesse il motivo della mia presenza in casa di Magnusson. Forse non aveva alcun interesse a farmi sapere chi fosse. Uhmm! Mi puzza di bruciato.

Sereni riprese il bandolo della discussione.

–        Facendo il punto della situazione, abbiamo ora il quadro completo dei nove personaggi che hanno fatto parte dell’equipe scientifica, cioè dei “magnifci sette” collaboratori, del loro capo e del fotografo aggiunto al gruppo.

Di Magnusson, Serrano e Avrahm sappiamo che sono le vittime, Toren, Larsen, Mussi e Navarro sono ancora in vita e, fatta esclusione per l’infermiere, sono stati tutti contattati ed intervistati, la McDoing è morta anche lei un po’ di tempo fa, ma non sappiamo ancora se la sua fine possa essere collegata anch’essa agli omicidi seriali della Chimera, e di Polasacra me ne devi parlare tu perché Cinzia ha scoperto dove è nascosto.

Walter raccontò tutto quello che aveva appreso dalla sua compagna, venuto fuori dall’incontro avuto con Juan Josè Navarro.

Alla fine chiese al collega un approfondimento nelle indagini del suo staff.

               Visto il bel lavoro che hanno fatto i tuoi ragazzi in Svezia ho pensato di fare un tentativo. Nonostante quello che ha detto Navarro su Polasacra, vorrei approfondire la sua reale posizione nella storia.

Potresti far controllare anche i tabulati delle partenze e degli arrivi dell’aeroporto di Rio de Janeiro?

               Certo! Mi sembra una buona idea. Se è vero che Polasacra è estraneo alla vicenda non dovrebbe apparire in nessuno dei tabulati dei viaggiatori degli ultimi mesi. Vedremo.

Mastrelli decise comunque di partire ancora una volta per la Svezia.

Aveva troppe cose da studiare a fondo e troppe cose erano accadute dopo la sua ultima visita a Stoccolma.

Con un po’ di difficoltà convinse Cinzia a lasciarlo andare; non capì per quale motivo, ma la sua compagna sembrava non voler restare sola.

Dalla sera precedente gli appariva assente e quasi timorosa, ogni discussione sul programma finiva col risultare un motivo in più per alzare la tensione fra loro due.

In ogni caso Walter si imbarcò il giorno dopo e, concedendo il massimo dell’attendibilità ad una sua strana sensazione, decise di andare a Göteborg invece che a Stoccolma.

Al bed and breakfast di Ester Serrano gli aprì la nipote della defunta dottoressa svedese.

Ottimo italiano anche quello della giovane signora, subentrata nella gestione della struttura turistica alla zia, terza vittima della Chimera.

A Walter il viso della donna parve in qualche modo familiare, ma non ci pensò più di tanto ed iniziò col tempestarla di domande.

Parlarono per una mezz’ora abbondante seduti nel salottino di ingresso del b&b, fino al momento in cui giunse uno strano suono dall’interno della casa, una specie di tonfo sordo che non presagiva nulla di buono.

A quel punto la nuova proprietaria della struttura era improvvisamente impallidita.

 La cosa non sfuggì a Mastrelli che suppose subito qualcosa di importante per la sua indagine.

Si sollevò istantaneamente dalla poltrona e guardando fisso negli occhi della giovane donna disse:

               Signora, attualmente ha ospiti nella struttura?

               Veramente ….veramente no – rispose con voce tremolante.

Walter a quel punto si sentì quasi autorizzato a precipitarsi in direzione della stanza dalla quale era giunto quel curioso schianto.

Aprì di colpo la porta e senza abituare gli occhi all’oscurità scorse perfettamente nel buio una figura umana, si trovò di fronte l’ultima persona che avrebbe potuto pensare di vedere.

Dopo Cinzia era toccato a lui andare incontro ad un’altra improvvisa verità che stravolgeva qualsiasi ipotesi investigativa.

Aveva scoperto per primo, ma solo per caso, una delle principali fonti degli elementi che fino a quel momento avevano indirizzato le indagini di tutti verso direzioni diverse da quella corretta.

La Polizia svedese, quella israeliana, i collaboratori di Franco Sereni, Cinzia Forestieri, i giornalisti di mezzo mondo, gli anchorman televisivi, nessun fino a quell’istante aveva pensato che tutta la storia della Chimera potesse avere un simile epilogo.

Ma a Walter venne in mente in quello stesso istante, che tutta quella storia potesse essere il frutto di un enorme bluff, proprio al fine di creare lo scoop mediatico di cui lui stesso era stato artefice.

Fu un solo pensiero … poi la verità gli apparve più chiara e incontrovertibile, come peraltro era sempre stata.

Fu un solo flash, un lampo di pensiero che viaggiò nella sua testa, fra le sue sinapsi, ad una velocità che avrebbe fatto impallidire la stessa luce.

Sergio Figuccia

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