Le mostre dei mostri

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Il caso è di una mostra allestita a Palermo (e se no dove?) con l’esposizione di quadri (o pseudo tali) di un certo Gaspare Mutolo, noto come ex-uomo d’onore, come ex-protagonista del primo Maxiprocesso alla mafia, come ex-pentito e collaboratore di giustizia ai tempi dei Giudici Falcone e Borsellino.

Il curatore della “rassegna” ha specificato che l’iniziativa non è legata alle qualità artistiche (praticamente nulle) del pittore, ma alla componente umana che c’è dietro ad ogni quadro.
Come dire: i dipinti magari fanno anche schifo….ma dietro c’è la sofferenza umana!!
Ha tuttavia tralasciato che le motivazioni di quella sofferenza fanno più schifo dei quadri…perché esporre dunque lo schifo al quadrato? (in matematica si direbbe appunto “schifo quadro”).

In realtà è il solito orrendo modo di fare business sfruttando la fama di certi ignobili personaggi: non importa la causa della celebrità, quello che interessa agli speculatori, e agli stupidi che abboccano ovviamente, è la possibilità di “creare” dal nulla una “grande firma” con la quale fare mercato alla faccia degli allocchi, magari “passando sopra” i cadaveri dei morti precedentemente ammazzati dal nuovo “grande” pittore emergente.
Peraltro questo caso è direttamente collegato ad un analogo antefatto della fine degli anni ’80, quando un altro “individuo”, magniloquente in ambito mafioso, tale Luciano Liggio, fu riportato alla ribalta, con un indecente balzo dalla cronaca nera a quella artistica, da galleristi e critici senza scrupoli, anche in questo caso a Palermo.
Già da allora si vociferava che a dipingere quei quadri (peraltro banalissimi ed infantili, proprio come quelli di Mutolo esposti ora alla “ammirazione” del pubblico) fosse un certo Bronzini, altro criminale detto “U vampiru“, oggi si aggiunge in qualità di co-autore Gaspare Mutolo, anche lui killer, anche lui malvivente, anche lui uomo di mafia….e anche lui “pittore“.
E la gente corre a vedere queste “opere d’arte”, e probabilmente le copra anche a “peso d’oro” (come purtroppo accadde con i “lavori” firmati da Liggio) … perchè sono i quadri di personaggi “famosi” (quasi che ciò costituisca valore aggiunto di qualcosa che abbia già un valore artistico….mera illusione !!).
Ma immaginate che bello avere in casa una piccola galleria d’arte con quadri di “u curnutu“, “u puorcu ingrasciatu“, “a bestia“, “u sbrana-cristiani“, “U mancia-munnizza” ecc. ecc. Tutta roba che sta al confine fra Il Museo del Louvre e il Museo dell’orrore.

Sergio Figuccia

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